PITTURA/STORIA: Papirio e le matrone romane a Palazzo Braschi

Come da un quadro si possono scoprire divertenti aneddoti di storia romana

Poco reclamizzata dal Comune di Roma, è in questi giorni in esposizione eccezionale al Palazzo Braschi (visite Martedì-Domenica ore 10.00-20.00), dopo un lungo restauro che ha eliminato gli scempi dei restauratori precedenti, “la Resurrezione di Lazzaro” di Caravaggio, una delle opere più importanti dell’ultimo periodo dell’artista, mai esposta prima a Roma: la mostra termina il 15 luglio dopo di che l’opera tornerà a Messina.
Nel ripercorrere le sale di questo interessante museo minore, sono stato attratto dal soggetto di un piccolo dipinto del fiammingo Frans Frankner il giovane, dal titolo “Assembramento di donne davanti al Campidoglio” (inizio XVII sec.).
Incuriosito sono andato a ricercane le fonti su “Le Notti Attiche” di Aulo Gellio, giurista e scrittore romano (125 – 180 d.C.). Nella sua opera unica Gellio ci ha tramandato una storiella gustosissima immortalata appunto dal pittore fiammingo. Il giovane Papirio, adolescente figlio di un senatore romano, era uso accompagnare il padre in Senato. Un giorno venne discussa una legge molto delicata e importante, ma poiché non si riusciva a venirne a capo, si decideva di rimandarne la discussione al giorno successivo, raccomandando il massimo riserbo affinché la notizia non trapelasse finché la decisione venisse presa e la legge promulgata.
Tornato a casa, il giovane Papirio venne interrogato dalla madre sull’oggetto della discussione ma il giovane oppose un fiero rifiuto, spiegando che la notizia doveva restare riservata. A seguito della petulante insistenza della madre, Papirio decise di inventare sui due piedi un argomento “delicato” e di confessarlo alla madre, con l’indicazione di conservare il segreto.
“Si discuteva – raccontò Papirio – se sia nell’interesse della collettività e di Roma permettere alle donne romane di avere due mariti oppure consentire che due donne possano andare in spose allo stesso uomo.”
Naturalmente dopo poche ore tutte le matrone della “Roma bene” erano state informate e la mattina successiva in Campidoglio, all’ingresso del Senato, una folla di matrone sbarrava il passaggio ai senatori che stavano entrando, chiedendo a gran voce che venisse approvata la mozione con cui era concesso alle donne la facoltà di avere due mariti e assolutamente rigettata la mozione opposta, per effetto della quale due donne potevano andare spose allo stesso uomo.
I senatori sulle prime caddero dalle nuvole, ma poi in Senato la questione fu chiarita.
Il Senato lodò la lealtà e l’ingegno del ragazzo, e prese la decisione che da quel momento in poi i ragazzi non sarebbero più potuti entrare in senato con i genitori, tranne Papirio, al quale fu concessa ad honorem la maggiore età ed il cognome “Pretestato” per la prudenza nel tacere.

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