Ancora un “pensiero laterale”

Ancora una volta vogliamo stimolare le vostre menti al fine di non pensare sempre in maniera  lineare, ma per verificare che per ogni problematica possono esistere anche “altri” modi per trovare le corrette soluzioni.

L’autobus giapponese

Un autobus percorre il suo normale itinerario in una città del Giappone.
Arriva a una fermata e si arresta per fare scendere tre passeggeri e nessuno sale. L’autobus riprende la corsa ma poche decine di metri dopo avviene un violento terremoto che fa crollare un edificio proprio davanti all’autobus, seppellendolo all’istante e provocando la morte dell’autista e di tutti i passeggeri. I tre che erano appena scesi guardano la scena inorriditi e dicono: “Perché, perché non siamo rimasti a bordo del bus?”

Come giustificate una reazione del genere?

E’ ovvio che i tre passeggeri non avevano alcuna intenzione di morire. Il fatto è che dovendo scendere hanno “coinvolto l’intera popolazione del autobus” a ritardare il passaggio sotto l’edificio che poi fatalmente è crollato colpendo in pieno l’autobus: se non fossero scesi, l’autobus sarebbe transitato sotto l’edificio che sarebbe caduto alle loro spalle e si sarebbero tutti salvati.

Questa storiella ci potrebbe portare ad una serie innumerevole di considerazioni, ma ne facciamo giusto una ed ovvero il fatto che tutta la nostra vita è regolata da una serie di coincidenze e fatalità che spesso determinano gli eventi e che le nostre azioni, nella maggioranza dei casi, coinvolgono anche altri soggetti.  L’esempio più banale? Un piccolo incidente automobilistico: siamo sicuri che sarà capitato anche a voi di pensare “ah, se fossi uscito di casa 5 minuti prima avrei evitato …”. Possiamo però sicuramente dire che, se fossi uscito di casa 5 minuti prima e fosse avvenuto l’incidente, avrei comunque detto “ah, se fossi uscito di casa 5 minuti dopo …”. Conclusione è che più delle volte tendiamo ad addossarci colpe o a fare recriminazioni, come nel caso dei tre passeggeri, che sono infondate; più che “guidare con prudenza” non possiamo fare.

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