ABBIAMO OSPITI – CULTURA: scienza e musica

Articolo di  Elvira Amabile – “Penna storica” di Marevivo e Autore Ospite de La Lampadina.

L’antico testo d’una tarantella per raccontare che …c’era una volta un mare pullulante di pesci.
Una voce canta, la tamburella accompagna al ritmo sfrenato della tammuriata e tutti li pisce de lu mare s’azzuffano. La storiella è quella del Guarracino.
L’anonimo che l’ha inventata ignorava che un giorno quelle strofe testo napoletano de Il Guarracino sarebbero diventate la testimonianza della situazione ambientale di allora, riferita al territorio marino di fine Settecento.
L’anonimo non poteva immaginare che il numero delle specie citate nel gergo dei pescatori oggi viene confrontato con le presenze attualmente accertate nel Mediterraneo.
Quel popolo marino così gioiosamente brulicante non esiste più! Sarà un caso che le meduse sono ignorate nell’elenco? Forse allora erano rare, se le mangiavano i pesci, che ora sono allevati e nutriti artificialmente. Chi va in pescheria lo sa.
Le 74 specie di pesci, tanti sono quelli nominati nella canzone, diminuiscono, stentano a riprodursi, alcune sono decisamente sparite, altre sono a rischio d’estinzione.
Non ci sono più gli spondili (spuonole), conchiglie bivalvi a forma di vertebra che vivevano attaccate agli scogli come le ostriche. Qualche pescatore anziano decantandone il gusto ancora se ne ricorda. NL22 - 5 - scienza e musica - immagine o guarracino
Non ci sono più le trote di mare. Nessuno sa che esisteva una specie di trote (trotte) che viveva in mare. Noi ce le figuriamo soltanto nei laghi e nei fiumi.
Qualche allarme sull’estinzione quasi totale della foca monaca (voie marine) è arrivato fino a noi dai media, inteneriti dalla mattanza di cui sono state vittime. Le tartarughe le vediamo nei mari tropicali, da noi sono diventate rare.
Marevivo ha scelto di esibire nella sua bandiera due delfini bianchi in campo blu, per caratterizzare la più significativa delle sue campagne in difesa del mare. Fino a qualche anno fa, non c’era gita in barca un po’ al largo che non fosse allietata dall’avvistamento di questi festosi pesci (fere). Oggi sempre meno. Sempre meno tonni, cernie, spigole, ricciole. Sempre meno pesci grandi e piccoli.
Ed è così che una Tammurriata dalle sagre popolari quasi assurge a documento scientifico e diventa vessillo di biodiversità.
Proprio per questo motivo, alla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, il più antico Acquario d’Europa, il 13 novembre u.s. è stato presentato un libro.
Il prestigioso Acquario, ha schiuso le sue aule all’associazione ambientalista Marevivo per non perdere l’opportunità di esaltare la preziosa biodiversità attraverso uno strumento giocoso come un libro di disegni. Splendide le illustrazioni, interessanti i commenti e la traduzione per comprendere l’antico difficile dialetto.
Oggi la moltitudine delle specie citate è compromessa dalle discutibili necessità dell’attuale mondo dove ogni urgenza utilitarista legittima chi ha molti mezzi a sfruttare al massimo le risorse disponibili.
I signori dell’opportunismo ignorano i diritti di chi verrà. E allora Arte, Ambiente, Ricerca Scientifica insieme con un unico obiettivo: frenare questa deriva, per la salute del mare e nostra.
Lo Guarracino è un libro che accosta l’immaginario mondo animale di una canzone antica ai comportamenti degli umani. Preceduto da Esopo, Fedro, La Rochefoucauld, Walt Disney, non è il primo, non sarà l’ultimo. Curioso rilevare come avvalendosi di strumenti inusuali si possa toccare il cuore e suscitare l’interesse di ambientalisti e ricercatori scientifici attraverso un’artistica  scherzosa  contaminazione. E’ già un timido buon risultato.
Elvira Amabile

Chi fosse interessato al libro, il cui editore ed autori sono, rispettivamente, Annibale Parisi, Mario Morellini e Elvira Amabile, clicchi qui.

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