ABBIAMO OSPITI – TECNOLOGIA: computers, smartphone, tablet e social media per i senior citizens

Articolo di Emilio Tommasi – Autore Ospite de La Lampadina

Nel lontano 1992 dotai di computer il mio ufficio a Londra, e da allora sono diventato un utilizzatore piuttosto esperto di tale utilissimo strumento.
Nel 1996 acquistai pure il mio primo telefono cellulare Nokia, ed ormai anche i meno tecnologici fra di noi non possono fare a meno del portatile, magari solo per fare e ricevere telefonate se non vogliono/possono imparare a sfruttarne tutte le altre potenzialità (foto, video, sms, Whatsapp, Viber, calendario, agenda, internet, emails, rubrica telefonica, sveglia, orologio ecc.).
Ciò che mi spinge a condividere queste mie considerazioni con i lettori de La Lampadina è la frequente reazione di molti amici e conoscenti non più giovanissimi (diciamo over 65, io sono over 80) alla mia familiarità con questi strumenti. Frequento quotidianamente un club di golf che ha più di 800 soci, la cui età media è di circa 60 anni, quindi  ho un ottimo “campione” sul quale basare tali considerazioni.

Dunque la prima reazione è la DIFFIDENZA.

La seconda è la RASSEGNAZIONE.

La terza è il RIFIUTO.

a) DIFFIDANO di strumenti che non si sentono in grado di controllare

b) SONO RASSEGNATI a vivere senza l’ausilio di queste tecnologie

c) RIFIUTANO qualsiasi tentativo di spiegar loro almeno le nozioni più elementari per poterli utilizzare

Una mia vicina di casa (78 anni) ha il pc ma lo usa solo per chiamare su SKYPE il fratello che vive in Canada ed ha un tablet Samsung che usa solo per fare solitari e burraco.
Un mio caro amico ha un Ipad regalatogli dai figli ma, malgrado io gli abbia dato spiegazioni 3 o 4 volte sulle sue funzioni più elementari, lo ha riposto in fondo ad un cassetto.

Non si tratta certo di “rustica progenie”, ma di professionisti affermati che non hanno avuto difficoltà a passare dalla 500 dell’università alle potenti vetture odierne che guidano con sicurezza e disinvoltura!
La maggior parte di queste persone ha un’agendina cartacea sulla quale scrivono appuntamenti e numeri di telefono perché non vogliono imparare a inserirli sul cellulare.
Se poi passiamo ai cosiddetti “social media” (Facebook, Twitter, Instagram) la situazione è ancora più drastica: RIFIUTO TOTALE!
Io sono perfettamente cosciente dei pericoli che i social media rappresentano per i giovani e giovanissimi, che trovo invece non solo utili ma anche piacevolissimi per un… anziano! Prendiamo il mio caso: 36 anni di lavoro in vari paesi all’estero, amici persi di vista per anni e ritrovati grazie a Facebook coi quali ci scambiamo ora regolarmente notizie e fotografie, una figlia (e 3 nipotine) a Parigi con le quali comunico quotidianamente su Whatsapp e Facebook, un figlio a Miami che, con le 6 ore di differenza del fuso orario, mi fa trovare la mattina le sue ultime notizie, foto e resoconti della sua attività non è fantastico?
Ho diversi studenti che hanno preso il Master con me quando insegnavo Marketing che da varie parti del mondo mi tengono aggiornato sulla loro vita professionale e familiare: per me è davvero una grande compagnia!
Ci siamo anche ritrovati sul web con ex-girlfriends geograficamente lontane, anche questo è bello perché in fondo sono persone con le quali ho diviso importanti momenti della mia vita.
Spero che il mio evidente entusiasmo per queste tecnologie, che sicuramente arricchiscono le mie giornate, possa invogliare qualcuno, finora riluttante, a familiarizzarsi con degli strumenti di comunicazione davvero preziosi!

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Sophie de Lutio
11 Agosto 2015 13:46

Condivido assolutamente! Ma mi sembra anche un problema culturale italiano, con tutto l’amore per il vostro paese. La velocità di internet qui è ridicolmente bassa rispetto a tanti paesi vicini. E trovo incredibile che i vari governi abbiano dato la priorità ad autostrade, strade e ponti improbabili piuttosto che ad investimenti in tecnologia che darebbero a mio avviso anche la possibilità a giovani e meno giovani di creare piu facilmente imprese dislocate nei vari piccoli centri. Sono piu di vent’anni che faccio la mia dichiarazione delle tasse in Belgio on line, senza l’aiuto (ed il costo) di un fiscalista con l’equivalente del 730 precompilato. In italia è una novità e non danno nemmeno la possibilità a tutti di accedere a questo servizio!

Anna Curti
30 Luglio 2015 15:07

Trovo che sia una analisi perfetta di molti nostri amici e conoscenti!
E penso che persone come il Tommasi siamo preziose per infonderci coraggio e darci carica per ritrovare un nuovo esaltante rinnovamento dello spirito!! E poi la curiosità… Se si è curiosi si è ancora giovani!
Anna Curti