ARTE/VIAGGI: La Lampadina, ArteFiera e Bologna

Articolo di Marguerite de Merode Pratesi

Quando, nel 1974, nasce il progetto di una fiera d’arte contemporanea a Bologna sul modello della prima manifestazione fieristica tedesca “Art Cologne”, nata nel 1967, poi Basilea nel 1970, l’Arte fiera assume subito una grande importanza anche al livello internazionale. Questa novità che, con il sistema fieristico, offriva in Italia una vetrina per le gallerie importanti con i loro artisti e un denso circuito di informazioni e eventi nella città, è rimasto per anni un appuntamento da non perdere per quella grande quantità di persone che girano intorno al mercato dell’arte di oggi. 
La fiera
si caratterizza per la sua selezione di gallerie che spaziano dall’arte moderna alle nuove proposte dell’arte dei nostri giorni. La città tutta, per i pochi giorni della fiera, si anima, si illumina di notte e apre le porte di tutti quei luoghi pubblici e privati che possono interessare il pubblico della Fiera. Certo con l’allargarsi del sistema fieristico dell’arte non solo in Italia, ma anche in Europa e nel mondo, Bologna ha perso la sua esclusiva importanza ma rimane ancora un’interessante meta. La Lampadina ha pensato di approfittare, in occasione dei quarant’anni della fiera, per organizzare tre giorni distribuiti tra visita alla Fiera e giro per la città tra eventi esclusivi e scoperta dei luoghi segreti che Bologna offre ai suoi visitatori..

Cominciando per prima cosa a visitare la Fiera, diretta per il quarto anno consecutivo da Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti, abbiamo pensato di chiedere a Ludovico Pratesi la sua illuminata assistenza per scoprire le gallerie da non perdere nei vari padiglioni della Fiera. Si passava dal settore del Novecento, alle importanti gallerie protagoniste del mercato italiano contemporaneo (gallerie Continua, Lia Rumma, Lo Scudo, Studio La Città, le gallerie delle sorelle Bonomo, Valentina e Alessandra..ecc)  per vedere, infine, quelle gallerie che presentano giovani artisti protagonisti del futuro (Sara Zanin, Il Cembalo, Nuova Elettrofonica ecc..). Un’intensa visita di grande interesse e curiosità.
Dopo un rapido riposo e la visita, a Palazzo Isolani, della mostra della galleria del Cembalo dei nostri amici Cavazza, abbiamo avuto il privilegio di essere ospiti di Giuliana e Giuseppe De Vergottini nell’esclusivo Circolo del Domino, per una cena squisita. La grande fortuna, organizzando il giro della città, è di aver potuto contare su due protagonisti della vita bolognese che hanno reso unica la nostra esperienza: Giuseppe De Vergottini che ha dato dotti suggerimenti su visite insolite e decisamente interessanti e Francesco Bonora che ci ha seguito, guidato e allegramente ospitato a pranzo sabato nel bel caffè del Teatro. Ci sono delle mete di Bologna che non si possono ignorare:

Santo Stefano alle Sette Chiese, Palazzo Magnani con il fregio dei fratelli Carracci,  San Domenico, la Basilica di San Petronio con la Cappella dei Magi di Giovanni da Modena, la Chiesa e Oratorio di Santa Maria della Vita con lo straordinario Gruppo del Compianto in terracotta di Nicolò dell’Arca e, nell’Oratorio del primo ospedale di Bologna, le sculture di Alessandro Algardi e  il gruppo in terracotta con il Transito della Vergine di Alfonso Lombardi. C’è una figura che è particolare della storia artistica della città ed è il “plasticatore”. L’arte scultorea a Bologna usa l’artificio dei materiali alternativi per realizzare l’illusione del marmo, modellando carta o stucco e anche la terracotta dipinta.  Grazie all’aiuto della nostra guida, Ilaria Francia, che ci ha seguito in questi tre giorni, le nostre visite si sono arricchite di spiegazioni dettagliate e vive. Abbiamo anche partecipato all’evento del giorno (sabato sera) da Ippolito Bevilacqua nel suo Palazzo dove  tutta la Bologna-che-conta ed altro s’incontra in occasione della Fiera.
I preziosi suggerimenti di Giuseppe De Vergottini ci hanno fatto scoprire il Museo di Palazzo Poggi dove nel ‘700 si insedia l’Istituto delle Scienze e delle Arti con le sue grandi sale affrescate e poi la sede dell’Archiginnasio (con i suoi tantissimi stemmi e l’antico Teatro Anatomico) che vede nascere tra i suoi muri una delle più antiche sedi europee del sistema universitario. Un’altro termine a noi nuovo si è aggiunto nelle spiegazioni di Ilaria e cioè i “Glossatori”: i giuristi e studiosi professionali che, preparati sulla compilazione giustinianea, portano alla nascita del diritto canonico e il diritto civile svolgendo attività di indagine scientifica, attività didattica e attività letteraria che troverà il suo culmine nella nascita dopo la meta del ‘500 della sede unitaria all’insegnamento universitario fino allora disperso in varie sedi. Si conclude un’altro viaggio della Lampadina di grande riuscita e interesse.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *