CULTURA: Johan Strauss padre, Johan Strauss figlio, i fuochi d’artificio, e altri pensieri vaganti

Il valzer, fece la sua apparizione tra il 1770 e il 1780. Deriva da Lander, una danza austro-tedesca. Diventò subito di gran moda in tutta Europa ed a Vienna, in particolare si danzava come matti. Era come se una scarica elettrica avesse attraversato la popolazione e questa pazzia era irrefrenabile. Il valzer si ballava dalla sera alla mattina seguente. Alcuni, si scandalizzarono quando apparve il valzer in cui “la coppia balla strettamente allacciata” volteggiando e le signore “avevano uno sguardo folle”. Il vescovo di Wurzburg insorse contro l’esponente più rappresentativo della musica composta per questa danza: Johan Strauss senior, veniva tacciato di “demone di razza tedesca senza né grazia, né delicatezza, né decenza”. Però ormai non c’era più nulla da fare, il valzer piaceva sempre di più. Il valzer non era solo divertimento: molti musicisti rimasero impressionati dalla musica di Strauss senior e studiarono le innovazioni tecniche delle sue partiture.

Comunque tutti i Viennesi andavano allo Sperl Saal, il grande giardino e sala da ballo, dove Strauss scatenava la tempesta del valzer. Il valzer fù un ciclone che travolse l’Europa, una vera esplosione di vitalità e gioia.

Il figlio maggiore di Strauss senior, diventò anch’egli musicista, a dispetto del volere del padre e si dedicò alla composizione più che alla direzione delle orchestre, cosa che affidò al fratello Eduard. Tante le sue opere: foglie del mattino, storielle del bosco viennese, vita d’artista e soprattutto “sul bel danubio blu”.

A questo riflettevo sere fa guardando dei fuochi d’artificio dalla finestra di casa di amici. Si, lo spettacolo pirotecnico mi ha fatto venire in mente il valzer, la sua allegria il ritmo, l’esplosione di gioia che evoca, del tutto simile alla esplosione di bellezza e grandiosità che suscita uno spettacolo pirotecnico. A volte è proprio la gioia o anche solo la promessa di una futura felicità che stimola la creatività degli artisti.

Per esempio, per i fuochi d’artificio c’è stato un signore nel 17secolo che ha pensato bene di aggiungere il clorato di potassio nella miscela dei fuochi (che è in pratica la stessa composizione indicata dal filosofo e alchimista inglese, Ruggero Bacone per la polvere da sparo), per ottenere fuochi colorati e poter così realizzare uno “spettacolo pirotecnico” per far festa ed essere gioiosi. Due elementi diversi, il valzer ed i fuochi d’artificio sono due invenzioni create da un musicista e da un chimico, tutti e due scatenati, che avevano ciascuno un bagaglio creativo di gioia da donare, proprio come un’esplosione.

A questo punto, ci sta bene un pensiero di Diderot: “ La sobrietà nelle passioni rende gli uomini mediocri”.

1 commento per “CULTURA: Johan Strauss padre, Johan Strauss figlio, i fuochi d’artificio, e altri pensieri vaganti

  1. Katinka
    4 Febbraio 2016 at 15:30

    Grazie Carlotta per il bel articolo.
    Katinka

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