ABBIAMO OSPITI – PIANETA TERRA: L’era dell’incertezza alimentare

Articolo di Federica Semerari – Autore Ospite de La Lampadina

I raccoltiStando alla definizione della FAO del 1996, “la sicurezza alimentare è assicurata quando tutte le persone, in ogni momento, hanno economicamente, socialmente e fisicamente accesso ad un’alimentazione sufficiente, sicura e nutritiva che soddisfi i loro bisogni nutrizionali e le loro preferenze alimentari per permettergli di perseguire una vita attiva e sana”. Queste parole racchiudono in sé tre concetti fondamentali: nutrizione, salubrità e approvvigionamento dei beni alimentari.

Quando si parla di malnutrizione ci si riferisce a due condizioni, obesità e fame vera e propria. Questo potrebbe apparire come uno dei tanti paradossi del nostro secolo, ma in realtà entrambe le problematiche derivano dalla povertà. Per capirci, in Italia l’obesità si manifesta maggiormente nel Mezzogiorno dove i redditi pro capite sono più bassi, mentre persone con reddito pro capite medio-alto tendono ad avere un’educazione alimentare più completa, riconoscono la qualità del cibo che acquistano e seguono più facilmente uno stile di vita sano.
food-safetyL’apporto di nutrienti e micronutrienti negli alimenti ha un ruolo importante per poter garantire la sicurezza alimentare. La qualità dovrebbe essere per tutti ed assicurarla rientra nella dimensione della Food Safety, ossia cibo sicuro per la salute degli individui. Diventa così necessario produrre in modo sostenibile e sufficiente, evitando gli sprechi e dando eccellenza ed unicità ai prodotti alimentari.

Quando si parla di Food Security, invece, ci si riferisce alll’approvvigionamento degli alimenti.

I quattro pilastri della Food Security

I quattro pilastri della Food Security

In breve, la problematica si può riassumere analizzando due dimensioni: quella della disponibilità di cibo, legata allo sfruttamento del suolo, l’esaurimento delle falde acquifere e il riscaldamento globale; e quella dell’accesso al cibo, legato alla questione economica. Con l’incremento demografico e il cambiamento della dieta in molti paesi del mondo, la domanda dei beni alimentari è aumentata, facendo aumentare anche la richiesta di terra coltivabile. Ma la terra è un bene limitato, di conseguenza ci sarà un sovra-sfruttamento delle terre già coltivate e una ricerca di nuove terre (praticamente inesistenti). top-ten-land-grab-targets-and-investor-countriesDa questo deriva il fenomeno del land-grabbing, ossia l’accaparramento delle terre, soprattutto in Africa e America Latina da parte di paesi che hanno una percezione maggiore della problematica.

Questi stessi paesi, stanno anche cambiando le proprie abitudini alimentari, influenzando i mercati agroalimentari e la produzione. In Cina, l’aumento del consumo di carne è stato impressionante.

Interrelazioni tra food security e food safety

Interrelazioni tra food security e food safety

Per quanto riguarda le falde acquifere, basti pensare che in India circa 175 milioni di persone mangiano grazie all’overpumping (lo sfruttamento che eccede la capacità  naturale di ricarica della falda acquifera).

A tutto ciò si aggiunge il grave problema del riscaldamento globale dovuto all’uso dei combustibili fossili che aumentano il livello di anidride carbonica. Non a caso i fenomeni climatici di estrema violenza, concentrati in brevi periodi di tempo sono sempre più frequenti e colpiscono i territori più fragili.

Schema dell'overpumping

Schema dell’overpumping

L’accesso al cibo però dipende molto anche dai prezzi. La volatilità dei prezzi crea grande insicurezza e incoraggia rivoluzioni e conflitti. Lo dimostrano le primavere arabe, gli shock dei prezzi alimentari tra il 2008 e il 2012 hanno avuto un ruolo fondamentale nel fomentare il malcontento. Questi eventi hanno dimostrato la fragilità dell’uomo di fronte all’insicurezza alimentare.

Allora ad oggi, nell’era dell’incertezza dell’accesso al cibo e delle crisi di prezzo, bisogna chiedersi: in un contesto così complesso, come si potrà garantire a tutti un sufficiente accesso al cibo? Di certo sarà necessario agire contemporaneamente sulla stabilizzazione della popolazione, l’eliminazione della povertà, la riduzione del consumo di carne e incentrarsi sulla stabilizzazione climatica, l’aumento della produttività idrica e la conservazione del suolo.

2 commenti per “ABBIAMO OSPITI – PIANETA TERRA: L’era dell’incertezza alimentare

  1. Beppe Zezza
    5 Dicembre 2016 at 23:46

    Gentile Federica Semerari

    E’ indubbio che tutti noi dobbiamo sensibilizzarci al problema di dare a tutti una alimentazione sufficiente .
    Tuttavia lei elenca per ottenere questi risultati alcuni mezzi pensabili solo con un “governo universale” per il quale si possono nutrire forti perplessità e anche piuttosto discutibili : stabilizzazione della popolazione ( come pensa si possa ottenere? Con il controllo delle nascite come in Cina: Proibizione di avere più di un figlio? A meno di pagare una forte tassa, cioè: più di un figlio solo se si è ricchi? ); incentrarsi sulla stabilizzazione climatica ( Si sono raggiunti accordi internazionali per ridurre la produzione di CO2 ma che questa riduzione possa di per se’ ottenere la “stabilizzazione” climatica non è credibile . Purtroppo per noi non siamo ne’ ora ne’ in un futuro a breve medio termine in grado di “controllare” il clima, che dipende da numerosi fattori assolutamente al di fuori del nostro controllo , ad esempio l’attività del sole ).
    I successi che si sono ottenuti nel “ridurre” la fame nel mondo – perché nell’ultimo secolo si sono ottenuti contemporaneamente due risultati apparentemente assolutamente incompatibili secondo le teorie neomalthusiane : un aumento colossale del numero degli abitanti della terra – da 1 a 7 miliardi , e una riduzione della percentuale degli affamati – sono legati soprattutto al miglioramento nelle tecniche di cultura e alla selezione di qualità più produttive. ( per farle un esempio nelle mie terre quando ero ragazzo quando si producevano 20 quintali per ettaro di grano duro si esultava, oggi, con qualità nuove, concimazioni appropriate, rotazioni ben studiate se ne producono normalmente oltre quaranta ! ) . Il pianeta terra è in maggioranza ricoperto di acqua. Il problema è che è salata e che per renderla utilizzabile occorre desalinizzarla e questo è troppo costoso in termini di energia, ma… se si riuscisse a ridurne drasticamente il costo il problema sarebbe risolto una volta per tutte e per tutti ….. La fusione nucleare è una potenzialità enorme, ma oggi non siamo in grado di controllarla. Ma tra trent’anni?
    In altri termini Il progresso scientifico e tecnologico ha consentito di smentire tutte le teorie catastrofistiche che periodicamente riaffiorano (chi non ricorda il Club di Roma negli anni 70?)
    Quale la mia conclusione? Continuiamo nella strada fin qui seguita di investire nella ricerca e confidiamo nelle grandi capacità umane di rispondere ai problemi con la propria inventiva e lasciamo perdere idee di “governo universale” della terra.

    • Federica Semerari
      6 Dicembre 2016 at 23:29

      Gentile Beppe Zezza,
      per rispondere al suo commento:
      innanzi tutto preciso che non mi sono riferita ad un “governo universale” in quanto, in accordo con il suo pensiero, non è auspicabile. Ma purtroppo le politiche sociali, agricole e commerciali hanno un’influenza incredibile e migliorarle dovrebbe essere una priorità a livello regionale, nazionale ed internazionale.
      Stabilizzazione della popolazione non tramite il controllo delle nascite (viste le gravi conseguenze ad esso connesse, come gli infanticidi e le missing women), ma la promozione e l’attuazione di programmi familiari più adatti ai vari paesi. Per quanto riguarda la stabilizzazione climatica, questo è in riferimento ad un adattamento al cambiamento climatico. La produzione deve essere adattata al cambiamento e qui entra in gioco l’innovazione tecnologica e la ricerca. Sono assolutamente d’accordo con lei su questo punto. Però l’innovazione ha bisogno di essere supportata dalle politiche e quindi dai governi. Ciò che ha di più affascinante e di più preoccupante il settore dell’agricoltura è che tutto si incastra e si combina. Si potrebbero scrivere pagine e pagine su ognuno di questi temi, nell’articolo ho cercato di riassumerle il più possibile!
      Grazie,
      FS

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