ARTE/SCIENZA: Come reagisce il nostro cervello davanti a un quadro astratto?

“Avrebbe potuto farlo il mio bambino” Sbagliato! La neuroestetica ci indica come l’opera d’arte astratta può essere molto seducente.
In seguito a un fatto di cronaca avvenuto a Londra nel 2008, il mondo scientifico si è voluto porre un interessante problema.
In occasione di una mostra dedicata a Mark Rothko alla Tate Modern, due opere dell’artista americano erano state appese nel verso sbagliato senza che nessuno se ne accorgesse. Quest’aneddoto ha scosso molte certezze e creato un certo scompiglio nel mondo dell’arte e dato spunto a studi sperimentali da parte di quegli scienziati che seguono una disciplina di recente creazione (fondata dieci anno orsono da Semir Zeki dell’University College of London), la neuroestetica.
L’idea era di introdurre l’obiettività scientifica nello studio delle opere d’arte cercando una base neurologica nelle tecniche usate dagli artisti astratti attraverso gli anni.
Le domande che si sono poste sono le seguenti:
– perché siamo attratti da dipinti e sculture che sembrano non avere nessuna relazione con il mondo reale, opere dove l’artista ha rimosso quasi tutto quello che ne permetteva l’interpretazione?
– Perché siamo particolarmente catturati dal lavoro di Rothko o Mondrian, dato che questi artisti non offrono nemmeno il minimo barlume di rappresentabilità razionale?
– Come accettare che stando davanti a un quadro di Jackson Pollock non ci si trovi davanti ad un ammasso casuale di schizzi di pittura bensì davanti a una gioiosa esplosione di movimento ed energia perfettamente equilibrata?
– Se presentiamo le loro opere in un verso diverso da quello voluto dall’artista, come reagisce il nostro cervello?

Questi studi non possono spiegare le nuance espresse dal gusto dello spettatore, ma possono mettere l’accento su come queste opere, catturando l’immagine attraverso il sistema visivo, influenzino il modo in cui la mente percepisce l’arte.

Angelina Hawley-Dolan del Boston College, Massachusetts ha riunito un gruppo di volontari mettendogli davanti dipinti sia realizzati da famosi artisti astratti, che altri realizzati da pittori della domenica, bambini o animali, e chiedendo loro di esprimere le proprie preferenze. Un terzo dei dipinti non riportava alcuna indicazione mentre gli altri erano ben descritti. A questo punto le indicazioni furono mischiate per cui non era più possibile attribuirle ai vari autori.
Il risultato dell’esperimento fu che la maggior parte dei volontari scelse le opere fatte da artisti veri. La loro attenzione era stata forse attratta dagli elementi ben bilanciati e graditi dal sistema visuale del cervello?
All’University of Toronto, in Canada Oshin Vartanian ha chiesto anch’egli a dei volontari di riconoscere vari dipinti, dove, in alcuni, la composizione era stata alterata muovendo degli elementi all’interno della stessa.
L’esperimento dimostrò che, in pratica, la maggior parte dei volontari aveva scelto le opere originali, passando da una tela di Van Gogh a un astratto di Mirò.
Vartanian ha scoperto che manipolando gli oggetti si riduce l’attività in certe aree del cervello coinvolte nell’elaborazione del significato e dell’interpretazione. I risultati suggeriscono che la nostra mente si accorge dell’intento nascosto dell’artista, anche se non ne è consapevole.
Non so se queste righe tratte da articoli scientifici pubblicati in seguito a queste indagini siano sufficienti a convincere gli scettici ma ci portano comunque a una riflessione.
Sarebbe una follia pensare di semplificare il nostro apprezzare un’opera d’arte e ridurre il nostro approccio a una serie di leggi scientifiche, ma queste ricerche possono essere utili per farci comprendere come funziona il sistema visuale del cervello messo di fronte a un’opera astratta.
“Ci sono sicuramente una parte di emozione e una parte di cultura che vengono elaborate guardando un’opera d’arte astratta, ma queste ricerche ci serviranno a comunicare informazioni al neurobiologo e permettergli di capire meglio il funzionamento del cervello e darli la possibilità di capire il mondo” (Zeki).
Ecco un piccolo test per vedere se siete dalla parte buona della statistica o se fate parte delle eccezioni. Io ho fatto parte delle eccezioni, purtroppo!

In questi tre esempi, qual è il quadro originale nelle quattro proposte?

(clicca per ingrandire l’immagine)

(clicca per ingrandire l’immagine)

(clicca per ingrandire l’immagine)

…e qui sotto le risposte …

Ebbene, per la Composizione di Mondrian, l’orientazione corretta è quella dell’immagine C, con i motivi rossi in alto a sinistra della tela.

Per il Pirata di Willem de Kooning, la tela non contiene figure geometriche. Al contrario si ha l’impressione che certi motivi rappresentino qualcosa e che questo cambi secondo l’orientazione. Il risultato corretto è quello dell’immagine B.

E per il test fatto su One, Number di Jackson Pollock, che lui dipingeva stendendo la tela sul pavimento, il risultato corretto è quello dell’immagine C.

3 commenti per “ARTE/SCIENZA: Come reagisce il nostro cervello davanti a un quadro astratto?

  1. m.p
    17 Febbraio 2015 at 18:17

    Dove è l’articolo?
    Non si trova l’articolo

  2. Fabio
    25 Gennaio 2015 at 2:22

    io ho risposto: 1c 2a 1c

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