ABBIAMO OSPITI – ARTE: Venezia, aperta la biennale arte un caleidoscopio di pensieri creativi

Articolo di Laura Novello – Autore Ospite de La Lampadina

“Palazzo Enciclopedico”così s’intitola la 55esima edizione de la Biennale Arte di Venezia, un mega-percorso espositivo (sino al 24 novembre) che si snoda in tutta la superficie degli spazi dell’antico Arsenale veneziano.

Ad accogliere il visitatore da subito è un modello di grattacielo alto 3,3metri di 136 piani realizzato negli anni Cinquanta da un operaio italiano abruzzese Mauro Auriti per dar vita alle proprie “visioni, per contenere tutta la sapienza umana…” Questo modellino architettonico esiste ed è conservato all’American Folk Museum di Manhattan. E da qui parte tutta la mostra, attraversando questo pensiero metaforico che costituisce tanti significati: il sogno, l’elevazione del pensiero creativo non sempre manifestato da artisti veri, anche da autodidatti, creatori di azioni.

158 sono gli artisti appartenenti a 38 paesi dalle provenienze e dalle esperienze più disparate: una liberalizzazione dell’arte? Una nuova dimensione slegata da schemi rigidi e accademici?

Di certo si assiste, in questa Biennale, alle più disparate contaminazioni tra simbologie, occulto, problematiche psichiche, ricerche anche creative più o meno interessanti. Si passeggia tra un caleidoscopio di proposte, di luci, di suoni, d’istallazioni legate anche al mondo del magico (opere disegnate attraverso l’uso di un pendolino) o riecheggianti la sfera del mondo dell’egittologia.

La novità è il nuovissimo Padiglione del Vaticano con il tema della “Creazione” interpretate da Studio Azzurro, dalle immagini fotografiche di Joseph Koudelka, dipinti di Tano Festa e dell’australiano Lawrence Carrol.

Proseguendo nell’idea de Il Palazzo Enciclopedico si arriva allo ”Studio personale” dell’americana Cindy Scherman con i suoi ritratti eseguiti con campionari di bottoni, stoffe, tessuti accanto cui dialogano con le opere-passamanerie di Enrico Bay. Presente Carol Rama l’italiana di 95 anni, Marisa Merz 85 anni (premiata) con i suoi innumerevoli disegni alcuni dei quali creati da quand’era bambina.

Il percorso espositivo fatto di assemblaggi, avvolgimenti stilistici e linguistici e soprattutto dimensioni interiori – non sempre serene- ci conduce negli spazi dei Giardini, nella seconda parte della mostra veneziana. Qui la novità è la scoperchiatura della bellissima Cupola affrescata da Galileo Chini da anni nascosta sotto teloni. E’ lo spazio del Padiglione Centrale, dove spicca, dentro una teca, il “Libro Rosso” di Jung circondato da disegni e illustrazioni di Cristiana Soulou che dipinge l’universo di Borges e Londono che interpreta e trascrive i diari di Kafka.

La conoscenza universale continua…nei labirinti interpretativi che continuano sino al Padiglione Italia lo spazio che dovrebbe rappresentare l’arte italiana. Quest’anno si è pensato di esporre Fabio Mauri, Gianfranco Barucchello, Giulio Paolini Marco Tirelli, Luca Vitone e altri con un omaggio al fotografo Luigi Ghirri. Infine allo spazio disegnato da Alvaro Siza alle Tese del Giardino delle Vergini svetta un’istallazione dell’attore Marco Paolini s’intitola” Fen,” tradotto fieno. E’ un grande Covone di fieno sul quale sono stati inseriti gli arnesi da lavoro del mondo contadino. E’ un’autentica riflessione sulle nostre tradizioni, tanto per non dimenticarle, un omaggio alla terra!

Laura Novello

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