MOSTRE E APPUNTAMENTI: le segnalazioni de La Lampadina per DICEMBRE

LONDRA

Tate Modern: Paul Klee: Making Visible
In mostra alla tate Modern di Londra una retrospettiva di 130 opere del grande artista svizzero tra dipinti, disegni e acquerelli, provenienti da collezioni di tutto il mondo. Originale nelle sue opere innovativo e magico, le sue opere saranno riunite ed esposte uno accanto all’altro come lo stesso Klee originariamente aveva previsto dimostrando il suo rigore ma anche la conoscenza della tecnica “e la profonda riflessione sul ruolo e il senso della sua ricca produzione, perennemente in bilico tra astrattismo e arte figurativa.”
“La realtà delle cose visibili deve essere resa evidente, essendo il visibile soltanto un episodio di una più vasta totalità cosmica. L’arte non riproduce il visibile, l’arte lo crea”.
Fino al 9 marzo 2014 

PARIGI: Galleria Tornabuoni: Dadamaino

La Galleria Tornabuoni di Parigi, specializzata in artisti italiano del dopo guerra, présenta per la prima volta una grande mostra monografica di altissimo livello dell’artista, Edoarda Maino detta Dadamaino, che in questo momento sta avendo un notevole successo nelle vari sede internazionali e nelle aste nel mondo.
L’artista ha condotto una sua personale ricerca plastica nei movimenti avanguardisti e spazialisti europei nel immediato dopoguerra.
La qualità delle opere esposte è straordinaria e difficilmente riscontrabile nelle sue precedenti mostre. Ci saranno, come dicevo, l’integralità della sua ricerca dai Volumi degli anni 50’ al Movimento delle cose opere più tarde, senza ommettere i Volumi a moduli sfasati ricerca effettuata dall’artista intorno agli oggetti ottici-dinamici e i suoi “Alfabeti mentali”

L’artista, di formazione scientifica, considerava la sua occupazione “un vizio insanabile” ed amava definirsi come un «assiduo, paziente artigiano». Mi piace citare una sua riflessione: “Il bisogno di comunicare con un altro uomo è una questione che sorge spontanea poiché non proviene unicamente dalla nostalgia romantica dell’umano, ma dalla necessità di comprendere che l’individuo non è nulla e che è l’insieme che conta.” Dadamaino era una donna forte e riflessiva, animata da una grande carica caratteriale e da una buona dose di autoironia che ha condotto una sua ricerca plastica totalmente personale e indipendente nei movimenti avanguardisti e spazialisti europei del immediato dopoguerra.
Fino al 25 gennaio 2014

 

ROMA

Palazzo Barberini: Antoniazzo Romano “Pictor Urbis curata da Anna Cavallaro e Stefano Petrocchi. Prima mostra monografica dedicata al pittore rinascimentale Antonio Aquili detto Antoniazzo Romano (Roma 1435/40 – 1508), figura centrale del Rinascimento romano. Una bella figura, quest’artista, unico pittore a Roma nel Quattrocento, che si adoperava in città per risollevare le sorti dell’arte dopo un periodo oppresso dalle intrusioni avignonese insieme ai suoi coetani Benozzo Gozzoli, Perugino, Melozzo da Forlì, Piero della Francesca nel resto dell’Italia. Sono cinquanta le bellissime opere (polittici, grandi pale, piccoli dipinti devozionali, tavole fondo oro, e un ciclo di affreschi staccati) esposte che illustrano la sua emozionante pittura a dimostrazione di come l’artista romano ha saputo conquistare naturalismo e volumetria senza dimenticarsi della luce dei fondi d’oro della tradizione medievale e bizantina.
Fino al 2 febbraio, 2014

Ex Elettrofonica: Antivegetativa di Davide D’Elia.

Davide D’Elia è nato nel 1973 a Cava dei tirreni (SA). Vive e lavora tra Londra e Roma. Lavora sulla contaminazione. Il progetto che presenta è un’installazione unica, che riprende le fila della prima mostra che D’Elia ha realizzato per la galleria nel 2010 “Ieri distrattamente mi volsi a considerar altrui memorie (dalle quali mi ritrovai rinvigorito)”. Il suo lavoro nasce dall’opposizione tra organico e sintetico, tra vitale e asettico, caldo e freddo, formale e informale.
Fino al 30 gennaio 2014

 

Inoltre, visto che siamo in prossimità delle feste natalizie, vogliamo  proporvi tre visite da organizzare in famiglia: Roma offre grandi sorprese che penso nessuno di voi ancora ha scoperto.

 

Palazzo Valentini: Visita multimediale di una «domus» romana del IV secolo d. C.

“Ho visitato l’altro giorno la Domus romana del IV secolo dc (età imperiale) che  si trova sotto le fondamenta di Palazzo Valentini, un edificio del ‘500 ora sede della Provincia. Si penetra nel sottosuolo e il viaggio nel tempo comincia camminando su di un pavimento di vetro spesso, volando sopra i reperti. Grazie all’intelligente lavoro di un gruppo di archeologi, architetti e storici dell’arte e a una sapiente ricostruzione, si scoprono, in modo quasi reale, mosaici, pareti decorate, pavimenti di marmo policromi, basolati e altri reperti. Nei sotterranei è stata operata una vera ricostruzione multimediale,  “supportata da un intervento di valorizzazione curato da Piero Angela e da un’equipe di tecnici ed esperti, quali Paco Lanciano e Gaetano Capasso, che hanno ridato vita alle testimonianze del passato attraverso ricostruzioni virtuali, giochi di luce, effetti sonori e proiezioni”. Sulle pareti degli ambienti tornano magicamente i colori, le finestre scomparse, le colonne distrutte e riprendono forme le decorazioni di cui rimanevano solo pochi frammenti. Si sente il rumore dei bambini che giocano nella piscina, che salgono rumorosi per le scale. Un’emozionante passeggiata sottoterra che, grazie all’intelligenza e alla volontà di questi esperti, ci fa quasi rivivere quello che doveva essere l’atmosfera di questa importante dimora”.
Per le visite, della durata di poco meno di un’ora, è preferibile prenotare (anche online)
Isabella Confortini 

Il Museo Nazionale dell’Alto Medioevo dell’EUR

Chi ha mai pensato di visitare il Museo Nazionale dell’Alto Medioevo dell’EUR?
Eppure ne vale veramente la pena. In questo Museo, la cui sede si trova nel Palazzo delle Scienze all’Eur, troverete, certo, i reperti databili tra il IV ed il XIV secolo provenienti per la maggior parte da Roma e dall’Italia centrale, ma vi aspetta soprattutto un autentica sorpresa: la straordinaria decorazione a intarsio di marmi colorati (opus sectile) che ornava la sala di rappresentanza di una domus monumentale fuori Porta Marina a Ostia.

Scoperto durante uno scavo nel 1959 è solo nell’anno 2000 che è stato finalmente ricostruito la sala come doveva essere nel lontano 383 – 388 d. C. Dopo un notevole lavoro di assemblaggio si è potuto recuperare  un incredibile insieme di marmi policromi di altissima qualità. Si tratta dell’unico esemplare in opus sectile quasi totalmente recuperato e datato con sicurezza alla fine del IV secolo d.c. Penso che valga decisamente una visita!

Macro: Harmonic MotionRete dei draghi dell’artista giapponese Toshiko Horiuchi MacAdam a cura di Francesco Bonami.
Realizzata come una grande ragnatela colorata e interattiva, interamente intrecciata a mano, l’opera presentata da Enel Contemporanea (alla sua VII edizione), ha il sapore dell’antica lavorazione all’uncinetto. L’opera dell’artista giapponese Toshiko Horiuchi MacAdam che occupa buona parte della galleria vetrata del Macro,  gioca con le forme contemporanee “dove sarà possibile entrare, saltare, rotolare, arrampicarsi, strisciare, appendersi e muoversi attraverso livelli successivi”. Una bella possibilità per i bambini (e anche grandi) di interagire con l’arte contemporanea.

 

***

Già segnalate ma ancora visibili

***

CODROIPO (Udine)
Villa Manin: Robert Capa: La realtà di fronte
Suggerisco una scappata un po’ fuori zona per visitare la bellissima Villa Manin dalle parti di Udine e vedere un importante mostra fotografica. All’occasione del centennario della nascità del fondatore dell’Agenzia Magnum si svolge l’unica retrospettiva europea di Robert Capa. Sono esposte 180 fotografie che riprendono il percorso del grande fotografo impegnato su vari fronti nelle rivoluzioni in atto all’epoca. E’ anche esposto il suo lavoro come fotografo sui set di celebri film hollywoodiani.
Fino al 19 gennaio 2014

ROMA
Academia Belgica: Wunderkammer
Un dinamico gallerista italiano, stabilitosi a Bruxelles da tanti anni, ha curato una conturbante mostra che ha già conosciuto un notevole successo di pubblico e di critica prima a Bruxelles e poi all’ultima Biennale di Venezia. Con la sua “camera delle meraviglie contemporanea” Antonio Nardone ha chiamato 20 artisti belgi per creare, in un atmosfera intrigante, un mondo che mischia la realtà con la fantasia, ispirandosi a quei collezionisti che tra il XVI ed il XVIII secolo erano soliti raccogliere e conservare oggetti stravaganti ed eccezionali realizzati dall’uomo o dalla natura e ha portato il suo progetto a Roma, nella bella sede dell’Academia Belgica. Da non perdere!
Dal 05 Novembre 2013 al 29 Gennaio 2014

 

Galleria Alessandra Bonomo: Graeme Todd
Da Alessandra Bonomo una mostra dello Scozzese, Graeme Todd, nato a Glasgow nel 1962, che vive e lavora a Edimburgo. L’artista costruisce i suoi quadri con superficie su cui s’incrociano linee prospettiche che chiamano lo spettatore ad un attenta osservazione e invitano alla meditazione.
Fino al 1 gennaio 2014

 

Galleria Gagosian:Tatiana Trouvé
I cento titoli in 36524 giorni Per me il razionale e l’irrazionale, la mente e i sensi sono sempre connessi. Mi piace lasciarli scivolare l’uno nell’altro, e che siano complementari piuttosto che opposti.
L’artista è nata a Cosenza (1968), cresciuta in Senegal e ora vive a Parigi. Lavora sul tempo lo spazio e l’archiviazione della memoria. Con le sue installazioni, le sue sculture e i suoi disegni, l’artista esplora la fragilità dei confini tra finzione e realtà.
Fino al 4 gennaio 2014

 

Istituto Polacco: Ana Rewakowitz – Ponte Rotto
Interessante proposta dell’artista Ana Rewakowitz che immagina di ripristinare l’integrità dell’antico ponte romano con materiali bio degradabili. Ci dà la possibilità di sognare un ipotetico recupero dell’antica struttura con ampli dettagli sulla possibile visione artistico-urbanistica.
Fino al 17 gennaio 2014

La selezione delle mostre è a cura di Marguerite de Merode Pratesi.

FOCUS MOSTRE PARIGI
Se siete in zona, non perdetele
a cura di Luciano Berni Canani

“Maschile/Maschile. Il nudo maschile nell’arte dal 1800 ai nostri giorni”.
Al Museo d’Orsay, è in corso dal 24 settembre scorso (e fino al 2 gennaio 2014) un’esposizione affollatissima, che richiama il pubblico più vario: si tratta di opere realizzate nei due ultimi secoli, tutte incentrate sul nudo maschile, da sempre poco frequentato, in rapporto al suo alter ego femminile.
Benché sia stato per lungo tempo alla base della formazione accademica, prima d’ora soltanto nell’autunno 2012, il Leopold Museum di Vienna si è posto per obiettivo la rimessa in prospettiva del nudo maschile su di un ampio periodo.
Nelle sale sono esposte opere che iniziano con le rappresentazioni dei miti classici: Ercole, Sisifo, Apollo, Prometeo, Ulisse e altri, personaggi leggendari, ben lontani dal quotidiano, visti in atmosfere simboleggianti.
Seguono poi quadri e sculture dove il nudo rappresenta personaggi lirici (Orlando furioso) o specialmente atletici, per poi progredire negli anni fino ad arrivare a giorni più vicini, con fotografie e pitture in cui l’autore rappresenta se stesso, un amico, “un vicino di casa”.
Si assiste quindi alla progressiva banalizzazione del soggetto che talora ammicca, e, al di là dell’occasione a volte storicizzata, manifesta delle valenze di tipo marcatamente sensuali.
La mostra è comunque divertente e varia: alle opere dei grandi quali David, Ingres, Bouguereau etc. si affiancano quelle “più mondane” di Pierre et Gilles, David Lachapelle e altre ancora, di autori meno noti, accanto a quelle di giganti quali Lucien Freud e Francis Bacon.
L’insieme dà l’idea di come l’apprezzamento del nudo maschile sia cambiato nel tempo e di come oggi faccia parte, in molte occasioni, del nostro quotidiano, siano esse immagini di pubblicità, di rappresentazione cinematografica o genericamente artistica.

Il video clip di presentazione delle opere “viventi”

Frida Kahlo / Diego Rivera. L’art en fusion”. Museo dell’Orangerie, dal 9 ottobre 2013 al 13 gennaio 2014.
A Xochimilco, un quartiere a sud di Città del Messico, nel Museo Dolores Olmedo, si trova la più ampia raccolta di opere dei due artisti messicani più emblematici del XX secolo: Diego Rivera e Frida Kahlo.
Una gran parte di questa collezione costituisce il cuore della mostra attualmente in corso all’Orangerie.
Uniti per 25 anni e animati da una comune passione per il loro Paese e per la lotta politica, i due artisti sono indissociabili sia sul piano intimo e personale che su quello artistico.
Totalmente opposto il loro genere artistico: di Rivera l’imponenza dei suoi giganteschi “murales”, della Kahlo la pittura intimista, minimale, concentrata sulle piccole cose e sul suo viso.
La mostra ricostruisce esaustivamente il loro legame artistico e personale, attraverso opere, riproduzioni fedeli (i “murales” di Rivera), filmati e fotografie.
Molte le opere da segnalare: di Rivera quelle meno conosciute, come le grandi tele cubiste (“mercato delle pulci”, “Fontana di Toledo”), realizzate durante il suo soggiorno parigino, dal 1909 al 1920 e i suoi primi “murales” (qui perfettamente riprodotti), influenzati dagli affreschi giotteschi e dai maestri del ‘400, scoperti durante il suo soggiorno in Italia nel 1920.
Di Frida Kahlo è difficile segnalare un’opera in particolare. Tutte quelle esposte confermano il mito di questo emblema popolare, internazionale, di rivolta e di passione. Il dolore fisico e psicologico costante, sono il cuore dell’opera della Kahlo. Gli autoritratti in piccolo formato, degli ultimi anni, quasi degli ex-voto, confermano la sua immagine come una icona. Con uno sguardo che scruta lo spettatore, le sue opere sono tra le più affascinanti dell’arte del XX secolo.
Una grande mostra a lei dedicata, con particolare attenzione al tema della auto-rappresentazione, sarà inaugurata alle Scuderie del Quirinale a Roma, nella prossima primavera.

 

Pasolini Roma. Cinémathèque Française. Fino al 26 gennaio 2014
NL22 - spalla - mostre - focus parigi - pasolini cinetecaAl 51 della rue de Bercy, nell’omonimo quartiere a sud-est di Parigi, completamente rinnovato ed in continuo sviluppo dagli inizi degli anni ’80, ha sede (dal 2005) la Cinémathèque Française.
E’ la prima realizzazione (1993) dell’architetto americano-canadese Franck O. Gehry in questa città. La costruzione sembra fluttuare nell’aria, i volumi destrutturati, asimmetrici, aggrovigliati, così come nello stile decostruttivista di questa “archi-star” mondiale: resta una delle architetture più interessanti della Parigi fine secolo XX.
In questo edificio, dedito alla storia ed alla preistoria del cinema, cicli di proiezioni, conferenze ed esposizioni sul tema, dal 16 ottobre di quest’anno è in corso una mostra su Pier Paolo Pasolini ed il suo rapporto, di amore-odio, con la città di Roma, durato 25 anni.
Uno dei maggiori artisti ed intellettuali italiani del secolo scorso, Pasolini è stato cineasta prolifico, artista impegnato, poeta, filosofo, linguista, scrittore, drammaturgo, sceneggiatore (prima per il cinema degli altri, poi per il suo cinema), cronista virulento, attore occasionale, pittore intimista.
Proprio le sue gouaches, del 1941-42 (provenienti dal Gabinetto Viesseux di Firenze), costituiscono uno dei momenti più emozionanti del percorso espositivo.
La mostra ha rigore cronologico e inizia con foto e documenti precedenti e susseguenti l’arrivo di Pasolini a Roma nel 1950, allora espulso dal Partito Comunista di Pordenone per “indegnità morale”. Come lui stesso racconta: “fuggì con mia madre e una valigia e un po’ di gioie che risultarono false, andavamo verso Roma”.

Un vero choc emozionale ed estetico, la scoperta di questa città da parte del giovane Pasolini, che ha permeato tutta la sua opera. Per il futuro cineasta, le borgate, “simbolo della ghettizzazione del proletariato da parte del potere”, costituiranno il soggetto dei suoi primi film: Accattone, Mamma Roma, Uccellacci e uccellini; di cui sono proiettati alcuni spezzoni nella mostra.
Dalle prime esperienze di pittore, alle sceneggiature per Soldati, Fellini, Bolognini, ai suoi film, le poesie, il teatro, i reportages, i viaggi e fino alla sua tragica fine nel 1975, il personaggio è proposto a un pubblico, soprattutto di giovani, insolitamente numeroso.
La mostra è consigliata a tutti e soprattutto a chi, negli anni ’60 e primi ’70 si è trovato a Roma e ricorda, oltre al personaggio principale, anche alcuni degli altri protagonisti di quella straordinaria stagione letteraria ed artistica, amici di Pasolini, come Moravia, Carlo Levi, Ungaretti, Bertolucci, Dacia Maraini, Paolo Volponi, Sandro Penna e tanti altri.
Lucano Berni Canani

 

Napoli
Ogni universo è un possibile linguaggio, Gastone Novelli dipinti e disegni (1957-1964)”. Gallerie d’Italia, Palazzo Zevallos Stigliano.
Una mostra dedicata a un grande interprete del secondo dopoguerra. Promossa e organizzata da Intesa Sanpaolo nell’ambito delle iniziative volte a promuovere la conoscenza dell’arte contemporanea in collaborazione con l’Archivio Gastone Novelli e curata da Marco Rinaldi, l’esposizione è la prima antologica dell’artista organizzata a Napoli. NL21 - spalla - mosttre - novelli-emozionale B
In mostra un nucleo di 36 opere tra dipinti e disegni (provenienti dall’Archivio Gastone Novelli, dalla collezione Intesa Sanpaolo e da collezioni private) che intendono soffermarsi su un periodo particolarmente rilevante nel percorso creativo di Novelli. La mostra è aperta gratuitamente al pubblico fino al 12 gennaio 2014.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *