ABBIAMO OSPITI – CULTURA: meduse: miti, scienza e culinaria, dal mare all’eternità

Articolo di Elvira Amabile – Collaboratrice storica dell’Associazone Ambientalista Marevivo e Autore ospite de La Lampadina

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“Le meduse sono gli spiriti dell’acqua.”
“Come i fantasmi dell’aria? Come i fuochi fatui?”
“Sì. Così come i fantasmi aleggiano nell’aria e sono d’aria, le meduse fluttuano nell’acqua e sono fatte d’acqua, (al 98 %).”
“Quando le mareggiate le lasciano sul bagnasciuga diventano una masserella inerte come una pezzuola vuota arenata sulla spiaggia. Poi si dissolvono prosciugate dal sole e volatilizzano con una folate di vento.”
“E come i fantasmi se ti sfiorano ti danno un delicato tocco di morte.”
“Non tanto delicato. Spesso il tocco è molto urticante. Alcune specie del Pacifico sono mortali”
“Sì ma tante specie sono innocue e alcune addirittura commestibili. In Oriente le mangiano.”
“Anche qui a Roma. Marevivo ha promosso con alcuni cuochi di fama internazionale una presentazione presso EATALY. Piatti insoliti ma assolutamente gustosi
“Allora i pescatori che trovano sempre meno pesce a mare finiranno per pescare le meduse?”
“Chi può dirlo. Potrebbe essere una soluzione per eliminarne un po’ quando infestano le acque inquietando i bagnanti.”     

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Così parliamo delle meduse con i biologi poeti e gli scienziati volontari di Marevivo quando ci scambiamo i risultati delle ricerche sui miti della Medusa e sulle attualità scientifiche.
Da un organismo tanto speciale le fantasie degli umani non potevano che far scaturire innumerevoli fascinose mitologie. Per contro la scienza approfondendo le ricerche, spinta anche a cercare le verità che i miti nascondono, approda a scoperte straordinarie, lusingando illusioni d’immortalità….

Antichissime storie della natura, vecchie di almeno 600 milioni di anni prima ancora che i dinosauri facessero i primi passi sulla terra, sono ricavate dai fossili. Superstiti di quell’era custodiscono ancora queste storie per la nostra conoscenza, per la nostra meraviglia.

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Medusa nella mitologia greca è una delle tre Gorgoni. L’unica mortale. Forcus e Ceto rispettivamente padre e madre, avevano generato altri figli e figlie con caratteristiche singolari e molto suscettibili. Le Sirene incantat
rici, il drago Ladone, Scilla, temuto mostro dello stretto di Messina, Toosa e le Graie. Tutti personaggi inquietanti, sempre  mescolati  alla  duttilità dell’elemento liquido, al mare, ai suoi misteri.
La Gorgone Medusa era bellissima, aveva capelli stupendi e pur essendo mortale pietrificava tutti coloro che la guardavano. Quindi tutti la temevano, esseri umani e dei. Tutti meno Poseidone, immune anzi sedotto dallo sguardo micidiale, era perdutamente invaghito di lei.
Pensando ai pesci pagliaccio che vivono tra i tentacoli urticanti degli anemoni di mare, e ai sugarelli che nuotano addirittura tra i temuti tentacoli della medusa cotiloriza, è possibile che questa circostanza sia stata presa in considerazione per attribuire a Posidone l’insensibilità ai poteri pietrificanti? Misteri di come sono nati i miti.
E come mai Medusa aveva serpenti per capelli? Certo non per l’imperizia d’un parrucchiere dell’epoca. Medusa aveva amoreggiato con Posidone nel tempio di Minerva, profanandolo. L’affronto era imperdonabile! La dea furibonda non potendosela prendere con Posidone, dio al pari di lei, si vendicò tramutando in serpentelli velenosi gli stupendi capelli di  Medusa, che divenne repellente e decisamente…intrattabile.

NL28 - 1 - meduse - 2 - treccia yulia-tymoshenkoI capelli delle donne sempre hanno un forte significato nelle culture di tutti i tempi.
In Russia, le fanciulle  illibate si acconciano i capelli in un’unica treccia, quelle sposate li dividono in due trecce. Usanza che va sbiadendo ma l’ucraina Julija Tymoshenko ancora la sfoggia. Il popolo Masai in Africa rasa la testa delle donne come pure gli ebrei ortodossi.
La tradizione Cristiana e Musulmana copriva e copre la testa delle donne. Il taglio dei capelli per le religiose che prendono il velo fa parte dei riti simbolici di abbandono del mondo per la vita monastica. Clemente d’Alessandria e Tertulliano, noiosissimo apologeta di Cartagine (160-250 d.c.), proibivano l’uso di parrucche e tinture, vietando gli artifici della seduzione. (Era lui quello che aveva proibito ai monaci l‘uso dei rosari di corallo definendoli troppo civettuoli).
In India una fascinosa credenza religiosa vuole il Gange nato dalla chioma di Sciva .
In questa veloce carrellata di riferimenti, la mitologia greca contribuisce vivacemente con la storia di Medusa e la sua terribile chioma.

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Fu così che Perseo eroe mitico, decise una volta per tutte di risolvere il problema di Medusa, diventata tanto pericolosa. Munito delle ali di Mercurio, spada ed elmo di Vulcano, scudo di Minerva come specchio, nudo e coraggioso, troncò la testa di Medusa.
Fece quindi dono di questi cimeli a Minerva, che incise la testa sulla sua formidabile egida e su tutte le sue insegne. I nemici della dea solo alla vista impietrivano dalla paura. Quando la testa fu troncata nacquero i figli concepiti dal dissacrante rapporto di Medusa e Posidone: il cavallo alato Pegaso, e Crisaore.

NL28 - 1 - meduse - perseo e la testa della GorgoneDal sangue della testa recisa di Medusa gocciolante nel mare, nacque il corallo rosso.
Questa meraviglia rara e preziosa, unica del Mare Nostrum, viene associata alla Medusa, al suo sangue, con tutti i poteri scaramantici attribuitigli da sempre (vedi n. 25 de La Lampadina).
Al sangue vengono associate credenze e cure mediche, prescrizioni di Asclepio figlio di Apollo, che esercitava l’arte della medicina. Sangue che avvelena, sangue che resuscita. (riferimento all’Eucaristia).
Queste credenze, giunte fino a noi con l’aura fantastica di miti, fortemente radicate nelle superstizioni popolari senza effettiva valenza medica, trovano supporto interessante nelle più recenti documentazioni scientifiche.

Le frontiere della ricerca approdano a sorprendenti risultati di terapie provenienti dagNL28 - 1 - meduse - turritopsis nutricolali organismi marini meduse comprese. A questo proposito, mi piace chiudere riportando un trafiletto pubblicato tempo fa su La Repubblica delle donne  (supplemento di Repubblica)
L’immortalità? Potrebbe non essere un’illusione. Anzi di più: in natura esisterebbero degli animali che ne custodiscono il segreto, rivelato da uno studio italiano. Autore della scoperta è Ferdinando Boero, docente di Zoologia e Biologia Marina presso l’Università di Lecce, secondo cui il mistero della vita eterna è riposto in una medusa del Mediterraneo che invece di morire riorganizza le proprie cellule e ritorna giovane. “La possibilità di invertire il ciclo biologico” spiega Boero, “ apre nuove prospettive per la comprensione dell’invecchiamento”.-

Elvira  Amabile

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