MOSTRE: Giovanni Boldini e la sua vita

Giovanni Boldini “Lo spettacolo della modernità a Forlì: Sabato 30 gennaio la serata inaugurale con un’affluenza entusiasmante per i curatori e per tutta la città di Forlì. Splendido il complesso di San Domenico recentemente restaurato.NL35 - Boldini - Donna_Franca Florio

E’ un magnifico olio di un bistrot parigino il quadro con cui sei accolto all’ingresso e subito entri nell’atmosfera di quel tempo. All’interno un grande corridoio con, alle pareti, gigantografie di vedute di Parigi e una serie di filmati sulle opere di Boldini e sulla sua vita che scorrono su una parete, ben inseriti in grandi portali di una stazione ferroviaria. Sei all’inizio del nuovo secolo.  C’è poi anche quel grande quadro ad olio di donna Florio con il suo leggendario filo di perle. Quadro che a suo tempo non fu ben visto dal suo geloso consorte che ne commissionò subito un altro più “pudico”.

I 240 quadri, oli, acquarelli, schizzi provenienti da musei e privati di tutto il mondo rendono questa mostra una delle maggiori mai realizzate sull’opera di Giovanni Boldini.

Boldini ha iniziato la sua carriera a fianco dei macchiaioli ma a 29 anni trasferitosi a Parigi cambia il suo stile forse sotto l’influenza di Degas. È più leggero, con solo pochi tocchi di pennello porta sulle tele queste immagini eteree e piene di colori dell’epoca e di molte belle donne, degli amici, dei luoghi.

L’esposizione, che è stata curata dalla dottoressa Francesca Dini e da Fernando Mazzocca, leggiamo com’è descritta sul catalogo della mostra:

“Le prime sezioni, nella sequenza delle sale al piano terra, sono dedicate all’immagine dell’artista rievocata attraverso autoritratti e ritratti; alla biografia per immagini (persone e luoghi frequentati); all’atelier; alla grafica così rivelatrice della sua incessante creatività.

NL35 - Boldini - la divina in bluLe sezioni successive, al primo piano, dopo il ciclo della “Falconiera”, ripercorrono attraverso i ritratti di amici e collezionisti la grande stagione macchiaiola.

Segue la prima fase successiva al definitivo trasferimento a Parigi, caratterizzata dalla produzione degli splendidi paesaggi e di dipinti di piccolo formato con scene di genere, legata al rapporto privilegiato con il celebre e potente mercante Goupil.

Vi è anche una sala che propone i confronti con gli altri italiani attivi a Parigi, come De Nittis, Corcos, De Tivoli e Zandomenenghi, le scene di vita moderna, esterni e interni, nel periodo in cui Boldini si afferma come uno dei maggiori interpreti della metropoli francese negli anni della sua inarrestabile ascesa come capitale mondiale dell’arte, della cultura e della mondanità.

Infine le sezioni dedicate alla grande ritrattistica che lo vedono diventare il protagonista in un genere, quello del ritratto mondano, destinato a una straordinaria fortuna internazionale.”

NL35 - Boldini - Palazzo Romagnoli

Una mostra da vedere…ed anche la città di Forlì, ordinata con tante cose e per chi va, suggerisco anche di visitare Palazzo Romagnoli (via Albicini 12), che ospita le Collezioni civiche del Novecento. Il piano terra è dedicato all’esposizione permanente della prestigiosa Collezione Verzocchi (che raccoglie settanta quadri di artisti italiani di diverse generazioni e tendenze artistiche, da Guttuso a Donghi, da Vedova a De Chirico, uniti da uno stesso filo conduttore: il Lavoro); al primo piano tre altre, ossia gli oli e le incisioni di Giorgio Morandi della Donazione Righini, le sculture di Wildt legate alla figura di Raniero Paulucci de’ Calboli, e ‘La grande Romagna’ che riunisce opere pittoriche e plastiche rappresentative del vasto e composito patrimonio novecentesco forlivese.

Carlo Verga

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