COSTUME: turismo, croce e delizia

Tanti, tantissimi anni fa, un viaggio a cavallo. Pochi amici sportivi e spartani, dall’alba lottano per persuadere un mulo riottoso a farsi mettere il basto: prezioso veicolo per il trasporto delle poche pentole, dei pochi indumenti, e del fieno per i cavalli.

A fatica, sistemato il carico, finalmente tutti pronti in sella, quando il mulo con ragli spaventosi comincia a sparare calci furibondi buttando di traverso il basto, da cui schizzano come proiettili bricchi e coperchi con un frastuono di ferraglia.

Dall’alba segue le nostre manovre un pastore: fermo, con il mento appoggiato al bastone, senza proferire verbo. Ma la quarta volta che la scena si ripete, accompagnata dai nostri urli, litigate e qualche parolaccia, il pastore finalmente parla. Sgranando gli occhi rugosi, curiosi, sbalorditi, a titolo di pura curiosità, tanto per essere informato e aggiornato sulle strane abitudini della gente di città ci chiede: “E QUESTA SAREBBE LA VILLEGGIATURA ?”

Tanti, tantissimi anni dopo.

Guardo con stupore e ammirata meraviglia le orde di turisti che affollano Roma.

Sbattuti fuori dai pullman al Traforo; mezz’ora per uno sguardo alla Fontana di Trevi e a Piazza di Spagna. Per nulla turbati dal fatto che per vedere la Fontana in restauro, devono percorrere di corsa una passerella, e che della Barcaccia di Piazza di Spagna non si vede nulla. E’ coperta da un’impalcatura.

La guida che brandisce in alto l’ombrellino per essere seguita, parla entusiasta nel registratore. E’ ignara del fatto che quanti la seguono, non l’ascoltano nemmeno. Perso ogni barlume d’interesse per quanto dice. Si trascinano appiccicati l’uno all’altro (ho guardato bene, non sono incatenati) con lo sguardo bovino e stravolto, a testa bassa, non alzano lo sguardo.

D’estate hanno braccia e collo ustionati. Non erano pronti ad affrontare il sole del Sahara. D’inverno s’incartano in mantelline di plastica leggere che si disfano alla prima pioggia.

Gli uni si lasciano dietro una scia di bottiglie, gli altri di ombrellini rotti, sfondati dalle nostre piogge equatoriali.

Non si sa a chi hanno chiesto consigli sul clima. Nello stesso gruppo in inverno c’è una ragazza con le infradito e un vestito di cotone accanto ad un reduce dalla scalata al K2. Ma con il nostro mutevole clima avranno fortuna ambedue.

Giovani coppie trascinano carrozzine con un bebè incartato se piove o ustionato se c’è il sole.

Avevano progettato questo viaggio tanto tempo fa, ma poi il lavoro…. Il bambino. Non hanno voluto rinunciare. Lei trascina la carrozzina vuota. Il bambino dorme in braccio al suo papà esausto.

Coppie di anziani camminano trascinando i piedi con aria smarrita. I figli hanno tanto insistito per offrire loro questo viaggio. Non si erano mai allontanati dal loro paese. Non vedono l’ora di tornare nella loro casetta in campagna.

Viene voglia di incoraggiarli di dire loro:

“Forza, fra poco è finita.”

Dopo la loro corvèe in centro, sono ricaricati sui pullman che li riportano a Civitavecchia per il proseguimento della loro crociera. Oppure sono riportati in alberghi talmente lontani che difficilmente si riconosce di essere a Roma.

Con che ricordi torneranno a casa? Cosa rimarrà loro della nostra bellissima città che si è trasformata in un gigantesco Bed and Breakfast in cui da ogni casa a ogni ora del giorno e della notte arrivano e ripartono ospiti di ogni nazionalità trascinando sui sampietrini piccoli o enormi trolley con un fracasso che rimbomba nei vicoli.
Le scale di condomini, una volta tranquilli, si trasformano in un caos di porte che sbattono, di ascensori lasciati spalancati. Le anziane inquiline preoccupate ci chiedono “Ma li conoscete? Non saranno terroristi?”

So che dobbiamo essere felici. Il turismo è un’enorme risorsa per la nostra economia. Anzi certamente un settore da potenziare, ma quando a notte fonda, finalmente, la città torna nostra, silenziosa, quasi vuota, bellissima ……ci si allarga il cuore.

E riandando con la mente a quelle stanche processioni che percorrono esauste la nostra città, anche noi ci chiediamo.

E QUESTA SAREBBE LA VILLEGGIATURA?

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