LIBRI/ATTUALITA’: “Sottomissione” di Michel Houellebecq

NL37 - sottomissione - cover libro e autore

Mi ha lasciato molto perplesso. Solo pochi anni e avremo un’Europa e un bacino del Mediterraneo a forte influenza islamica: fantascienza o realtà?

Siamo in Francia. Il momento è intorno agli anni 2020, ma situazioni più o meno simili in tutti paesi europei o dell’area mediterranea. E’ un racconto fantasioso sotto certi aspetti, ma realistico sotto altri.

Potremmo meravigliarci se dopo le incertezze, scontentezze, caos politico, qualcosa potesse cambiare anche qui da noi, e da sembrare moderato al suo inizio? Quali le condizioni per provocare un tale cambiamento?

20 anni, questi ultimi, di caos mondiale nell’economia, nella moralità, nel terrorismo, delinquenza e quant’altro.

Ci siamo infiammati per Berlusconi, poi per Monti, infine per Renzi, e con largo spazio per i vari Bossi, Grillo e ora forse pure Salvini. Con un’etichetta comune a tutti, la voglia di cambiamento.

Una voglia di cambiamento portata avanti con il solo carisma dei singoli leader, con poca anima e programmi che hanno provocato correnti tempestose all’interno di ciascuno dei movimenti o partiti.

Ma cosa è cambiato dagli anni della DC o PCI? ? Forse manca un ideale? Siamo lontani da DC o PCI del dopo guerra, un partito fortemente percorso da correnti cattoliche il primo, e da un’ideologia marxista-leninista il secondo. Modi di pensare e ideologie che riuscivano ad amalgamare le varie anime ai propri interno producendo anche cose molto positive.

A fine anni Sessanta tutto è cambiato: è prevalsa la regola dell’interesse, portando alle situazioni di oggi che tutti conosciamo, in una confusione difficilmente comprensibile.

Detto questo, supponiamo che domani, così come nel racconto di Michel Houellebecq, si presentasse, da noi, per la carica di primo ministro, il sig Azis di religione mussulmana laureatosi in scienze economiche con il massimo dei voti con un ottimo modo di parlare e con una buona esperienza maturata nei nostri uffici governativi. Il suo modo, pacato, calmo e riflessivo nel giudicare le cose, lo distanzierebbe anni luce dai suoi concorrenti. Oltretutto con una notevolissima disponibilità economica (dai paesi arabi, ma non lo direbbe).

Un programma economico basato non più su un concetto capitalistico o marxista ma distributivo: forti incentivi e sovvenzioni alle famiglie per formare piccoli nuclei produttivi, una riduzione dei costi energetici basati su pagamento dei corrispettivi con merci e tecnologia. Un’attenta lotta al delinquere, la cura del sociale, il moralizzare certi eccessi di oggi, un ritorno all’uomo come capo famiglia. Una lotta al terrorismo. Per farla breve un programma con al centro il miglioramento delle condizioni del popolo.

Quale appeal potrebbe avere su di noi e/o su quella massa fluttuante che passa da Bossi a Grillo e ora magari a Salvini? Potremmo vedere in lui il vero cambiamento? Oltretutto avrebbe i voti della più parte degli immigrati che nel 2020/2030 potrebbero essere veramente decisivi.

NL37 - sottomissione - vignetta

Una volta eletto potrebbe formare un governo magari di transizione e pretendere all’inizio solo un paio di ministeri, uno importante, quale quello dell’interno ed un secondo dell’istruzione.. Ma è su questo che punterebbe maggiormente. Nelle scuole sarebbero adottati sistemi d’insegnamento che contemplino la molteplicità delle religioni e non una sola, le scuole cattoliche non potranno più mostrare il crocefisso ma simboli di tutte le religioni.  Gli insegnanti verrebbero pagati più di ogni altro tipo di incarico per cautamente suggerire agli studenti un modo differente di pensare e la valutazione dell’importanza  del credere in qualcosa ad esempio … nel Corano, in Maometto…. Con il tempo tutto il resto…

Con il ministero degli interni il Governo potrebbe controllare che, discretamente, tutto funzioni come programmato, con la massima attenzione alla delinquenza e terrorismo. E un suggerimento di dove costruire le nuove moschee.

Pian piano però… tutto si trasformerebbe …le gonne delle donne poco più lunghe e magari nere… e poi, nel tempo, chissà, diverremmo una vera e propria area di influenza mussulmana.

Sarebbe possibile tutto questo nei prossimi 20/30 anni?

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22 Maggio 2015 14:04

Sono convinto anche io che un programma economico-politico che avesse “al centro il miglioramento delle condizioni del’popolo” con “forti incentivi e sovvenzioni alle famiglie per formare piccoli nuclei produttivi, una riduzione dei costi energetici basati su pagamento dei corrispettivi con merci e tecnologia. Un’attenta lotta al delinquere, la cura del sociale, il moralizzare certi eccessi di oggi, un ritorno all’uomo come capo famiglia. Una lotta al terrorismo.” Incontrerebbe un vasto consenso.
Ma un programma di questo tipo ha ben poco di “islamico” (forse solo “il ritorno all’uomo come capo-famiglia”).
Le sollecitazioni a mio avviso sono a non sottovalutare l’importanza della influenza che si puo’ esercitare sulla società attraverso i programmi scolastici – papa Francesco parla spesso di questi tempi della “colonizzazione ideologica” – e il crescente fastidio che si riscontra tra la gente per gli abusi originati dalla distorsione della idea di libertà susseguente alla rivoluzione sessantottina.
Sorridendo dico che alla islamizzazione del nostro paese un argine sarebbe costituito dal diffuso apprezzamento del maiale e dei suoi derivati (la porchetta romana, il maialino sardo, la norcineria umbra, la mortadella di bologna, il prosciutto di parma e di san daniele, il ciauscolo marchigiano ecc)
Beppe Zezza

22 Maggio 2015 13:36

Il libro, si lo confesso, l’ho trovato ottimo! Houellebecq é un grand scrittore ma…….ha dovuto partire dalla Francia perché “provocatore”!!!
Il tutto vorrebbe essere assurdo ma……quanto e fino a dove!
Vengono i brividi solo a pensarci, sopratutto in questo momento in cui assistiamo impotenti (??!!) alle decapitazioni dei Cristiani d’Oriente ed alle minaccie di distruzione di Palmyra!
Certo non bisogna generalizzare ma neppure dimenticare che le nostre radici sono giudeo-cristiane, che siamo greco-romani e che tutto questo é alla base della nostra cultura!
Rispettiamo e cerchiamo di conoscere meglio la cultura Islamica ma dobbiamo esigere che loro rispettino e si aprano alla nostra!
Manù Selvatico Estense

22 Maggio 2015 11:26

Tutto ciò sarebbe possibile nei prossimi 20/30 anni? Spero proprio di no. Non si tratta di transizione “auspicabile”, come abbiamo visto tante volte nel passato, qui si parla troppo spesso di violenza perpetrata in nome di Maometto, di distruzione,di odio; non so cogliere l’ aspetto positivo in tutto ciò, anche se penso che l’Islam non è solo questo…ma potrei morire se mi distruggessero San Pietro e/o altro!In fondo, la nostra civiltà ha prodotto, insieme a tanti guasti, anche delle cose superbe, che con la loro bellezza ci aiutano a vivere meglio!
Picci Caffarelli Fontana

21 Maggio 2015 23:30

Sarebbe possibile tutto questo nei prossimi 20/30 anni? A me pare proprio questa la provocazione – tesi del libro. Il tema del romanzo sembra proprio questo: come potrebbe ridursi il nostro continente. Lo scrittore Alain Carrere intervistato dal Corriere della Sera sostiene che il romanzo parla di una “mutazione”che è in corso.Questa mutazione concerne la nostra civiltà occidentale. Le “mutazioni” sono sempre esistite;ad esempio nei confronti del Cristianesimo(agli inizi) il mondo antico (tra il I ed il IV secolo) si sentì gravemente minacciato da una religione i cui valori erano opposti ai suoi.Si temeva una mescolanza contro natura dello spirito della ragione greco romana e della superstizione giudeo cristiana . Così fù ed il risultato: LA CIVILTA’ EUROPEA. Il giudeo-cristianesimo fù l’avvenire. Oggi molti pensano, continua Carrere,che la nostra civiltà sia “minacciata” dall’Islam, ma potrebbe anche essere un incontro fecondo e che l’Islam non rappresenti il disastro ma l’avvenire dell’Europa.Nel libro di Houellebecq il primo ministro Mohammed Ben Abbes,eletto nel torpore generale e con l’appoggio dei partiti “tradizionali”che pur di ritagliarsi un piccolo ruolo si alleano con lui, ha un progetto di civiltà dinamico e visionario e vede una Europa allargata ai paesi che si affacciano sul Mediterraneo e che presto avrà un nuovo peso nel mondo. Solo qualche giorno fà sempre sul Corriere della Sera, Sergio Romano ci ricordava “che piaccia o no la Libia oggi è la quarta sponda dell’intera Unione Europea”. Sempre nel libro Houellebecq sostiene che la laicità, il secolarismo, il materialismo ateo hanno fatto il loro tempo. La libertà, l’autonomia , l’individualismo democratico ci hanno immersi in uno sconforto totale. Houellebecq ritiene che l’Occidente sia spacciato e non ci sia più nulla da rimpiangere. L’Islam è giunto e sarà una seconda chance per l’Europa. La grandezza dell’Islam è di sbarazzarci della libertà, una liberazione!Una religione più semplice a condizione di prenderla in blocco senza cercarvi la libertà da cui ci emancipa l’Islam.Il protagonista del romanzo potrà tornare ad insegnare alla Sorbona, facoltà ormai coranica, avrà un bel appartamento, diverse mogli.
Insomma un capovolgimento totale delle prospettive è quello che, come dice Carrere, in termini storici si chiama cambiamento di paradigma ed in termini religiosi si chiama conversione.
Può sembrare fantapolitica…però è un libro di Houellebecq, il quale parla anche del mito di Cassandra e si meraviglia del cattivo uso che l’uomo ne fà, dato che le predizioni pessimistiche di Cassandra si sono spesso avverate. Buona lettura!
Carlotta Staderini

Reply to  Isabella Confortini Hall
22 Maggio 2015 10:30

Non è possibile …è tragicamente certo !