CULTURA: La superstizione ha un fondamento?

La civiltà occidentale ha le sue radici più prossime nell’illuminismo che fa riferimento esclusivo nella “Ragione”.

Di conseguenza la “superstizione” viene pubblicamente dileggiata… salvo poi essere, privatamente praticata!

I numeri “13” e “17” hanno connotazioni particolari: nelle culture mediterranee il “17” è negativo, invece il “13” è “beneaugurante”; in quelle anglosassoni è il 13 a essere negativo.

 

Morale? Negli alberghi spesso non esistono le camere “13” e “17”, negli aerei potete non trovare la fila di posti “13” o “17”, nei grattacieli non esiste (numericamente) il piano “13” (i nomi “tecnici” sono per la paura del 13 “triscaidecafobia”, del 17 “eptacaidecafobia”, dal greco dieci e …).

Gli oroscopi? Difficile trovare qualcuno che dice di crederci. Eppure non esiste quotidiano o  periodico che non abbia una rubrica dedicata ad esso. Chissà come mai, se nessuno ci crede!

E di “superstizioni” o “credenze” simili ce ne sono tantissime. In tutte le culture.

In Italia il numero di maghi, cartomanti e simili è superiore a quello dei preti! E se si considera che i colloqui con questi ultimi sono (praticamente) gratuiti mentre i primi si fanno pagare profumatamente la cosa può apparire sorprendente.

Sorge spontanea una domanda: queste “superstizioni” alle quali così tanta gente dà credito hanno un qualche fondamento oppure sono solo “fantasie” che trovano terreno fertile laddove la cultura è scarsa – dove i “lumi” della ragione non hanno ancora squarciato le tenebre della ignoranza – o dove la personalità è malata?

Secondo un mito diffuso sono gli strati meno acculturati della popolazione a far ricorso ai maghi e ai guaritori, ma serie indagini sociologiche hanno mostrato invece come il fenomeno interessi tutte le categorie sociali e i professionisti se ne servano più spesso degli operai e dei contadini

La domanda potrebbe anche essere formulata in un modo più generale: la “magia” esiste (ha cioè una influenza sul “reale”) o no? (la superstizione consiste nel credere che oggetti, formule, persone abbiano poteri “magici”).

Qualcuno potrebbe essere sorpreso nell’apprendere che tra coloro che più confermano l’esistenza dei “poteri magici” ci sono  proprio uomini di fede cattolica, i quali da sempre mettono in guardia di tenersi a distanza da maghi, superstizioni, spiritismo, magia bianca e magia nera!

Al giorno d’oggi il più famoso in Italia è il Padre Gabriele Amorth, esorcista, autore di numerosi libri sull’argomento.

Nei primi secoli dell’era cristiana il mondo pagano viveva sotto una cappa di superstizioni: prima di compiere una qualunque impresa si consultavano gli “aruspici” che traevano presagi dall’esame delle viscere degli animali sacrificati; nei giorni considerati infausti (“nefasti”), per la vita pubblica o privata – di norma perché nel passato in quel giorno era accaduto qualche avvenimento tragico per la comunità o per la propria vita personale -, era bene non trattare affari. (Questi giorni “nefasti” venivano contrassegnati nei calendari con dei sassolini neri , da cui l’espressione di uso comune “giornata nera”); per stornare i cattivi influssi e preservare dalle malattie si portavano al collo amuleti di tutti i tipi; particolare attenzione veniva prestata ai “presagi” di sventura : se un cane nero entrava in casa, o una serpe cadeva dal tetto nel giardino , se si rovesciava vino, olio, acqua; se si incontravano muli carichi dell’erba che era ornamento dei sepolcri; se un topo faceva un buco in un sacco di farina..

Questo accadeva perché il mondo pagano era un mondo profondamente “religioso” nel senso che considerava il visibile sotto l’influenza di tutta una serie di poteri “invisibili” che era necessario propiziarsi o quanto meno non inimicarsi.

Grandissimo fu l’impatto sulla vita quotidiana dell’affermarsi della nuova religione cristiana che predicava un solo Signore, al quale tutte le forze “occulte” erano sottomesse. L’influenza della “superstizione” regredì sostanzialmente nelle classi più acculturate per confinarsi nelle zone rurali dove assunse nuove forme che mescolavano il vecchio con il nuovo.

Paradossalmente, nei tempi attuali, post-moderni, dove la Ragione dovrebbe trionfare, si assiste al fenomeno contrario: l’affievolirsi della credenza nell’unico Signore ha portato a una recrudescenza della credenza nelle superstizioni. Si racconta che molti uomini di affari, tra i quali anche uno che ha rivestito alti incarichi pubblici, siano tra i clienti migliori di maghi ai quali sottopongono le loro decisioni!

Chi non crede in Dio non è vero che non crede in niente perché comincia a credere a tutto. (Gilbert Keith Chesterton)

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Emilio Tommasi
6 Giugno 2016 23:47

Infatti, il mio ufficio di New York era a Rockefeller Center, di fronte alla Cattedrale di St. Patrick. L’indirizzo era: 630 5th Avenue, suite 1565
perciò 15° piano, ma non esisteva il 13°. Gli ascensori nei grattacieli sono divisi per alleggerire il traffico, quindi alcuni servono dei piani, altri servono altri piani. Un gruppo di ascensori arrivava al 12°, il gruppo successivo dal 14° al 26° e via di seguito. Niente 13°!!!