ABBIAMO OSPITI – PSICOLOGIA: La sindrome del Bianconiglio

Articolo di Maria Cristina Zezza – Autore Ospite de La Lampadina

“Ho fretta ho fretta è tardi” ripeteva il Bianconiglio di Alice nel paese delle meraviglie. Il tempo era per lui una persecuzione ed era costretto a correre da una parte all’altra freneticamente.

Quante volte ci sentiamo anche noi dei Bianconigli?

Corriamo tra un impegno e un altro con la sensazione che il tempo a disposizione non sia abbastanza, che abbiamo troppi impegni e non abbiamo mai tempo per noi.

Se l’attenzione è sempre rivolta al futuro e la mente proiettata su quello che c’è ancora da fare siamo incapaci di vivere il presente

Essere impazienti quando si è in fila, completare le frasi degli altri e intervenire quando qualcuno è più lento di noi nel portare a termine un compito è tipico delle persone che nella vita vanno sempre di corsa.

La “mancanza di tempo”, nello stile di vita frenetico del mondo attuale, è una delle principali fonti di stressCome affrontare questo stress?

In primo luogo  analizzando cosa ci impedisce di gestire efficacemente il nostro tempo. Eccone un sintetico elenco:

  • Pensare che è tutto assolutamente importante.
  • Non programmare gli impegni.
  • “Ho troppo da fare non ho tempo per pensare”: eseguire tutte le attività in modo automatico
  • “C’è tempo”: non considerare attentamente il tempo che una determinata attività richiede
  • “Domani è un altro giorno”: rinviare quello che non ci va di fare
  • “Io vengo dopo”: mettere il nostro ben essere e la nostra vita privata in secondo piano.

In secondo luogo adottando degli accorgimenti tecnici:

  • Utilizzare una “agenda”. Questa va strutturata distribuendo il tempo tra compiti impegnativi (lavoro), impegni leggeri (amici, sport), tempo libero ed imprevisti.
  • Prevedere sempre uno spazio per gli imprevisti che sono una delle poche certezze della giornata lavorativa.
  • Fare attenzione ai “Rubatempo”: avvenimenti, situazioni e attività che ci danno la sensazione di aver sprecato il tempo. È importante riconoscerli per evitare che entrino in azione! Eccone un sintetico elenco:
    • La “porta sempre aperta”: evitiamo di lasciare la “porta aperta” a chi potrebbe interromperci e intralciare il nostro lavoro ma con rispetto e cortesia difendiamo il nostro tempo. Farsi vedere occupati scoraggia le persone; nel caso di una visita inattesa la tecnica del “rimanere in piedi” renderà l’incontro sicuramente più breve.
    • Il telefono: ci può disturbare in continuazione.
      Nel tempo che abbiamo programmato per svolgere una data attività perché non inserire la segreteria telefonica di modo da poter richiamare e dedicare del tempo alle attività sociali in un altro momento?
    • I’incapacità a dire di no alle richieste che consideriamo inopportune per la paura di offendere qualcuno, creare un conflitto o non venire accettati.

E ancora imparando (e metabolizzando) le 7 leggi del tempo (Gamirasio 2007).

  • Legge di Pareto: il 20% delle attività che svolgiamo produce l’80% dei nostri risultati
  • Legge di Parkinson: il lavoro dura sempre quel tanto che è necessario a colmare il tempo disponibile per farlo.
  • Legge di Fraisse: il tempo è un’esperienza soggettiva; la durata di un’attività piacevole viene percepita come breve; quelle spiacevoli sembrano non passare mai.
  • Legge di Illich: quando si supera una certa soglia di lavoro, l’efficacia diminuisce.
  • Legge di Murphy: lo svolgimento di un lavoro dura sempre più tempo di quanto era stato previsto.
  • Legge dell’accumulo di Douglas: quello che si accumula tende ad occupare tutto lo spazio disponibile che abbiamo per contenerlo
  • Legge di Carlson: svolgere un’attività in modo continuativo richiede meno tempo che suddividerla in più momenti.

Ma soprattutto

programmando lo spazio per il tempo libero e il tempo per noi stessi. E’ questa la nostra ricarica e la nostra energia, il riposo notturno non è sufficiente! Come una macchina si ferma senza la benzina, anche noi finiamo per andare in panne se non abbiamo la nostra fonte di ricarica.

Non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto.

(Seneca)

1 commento per “ABBIAMO OSPITI – PSICOLOGIA: La sindrome del Bianconiglio

  1. selvatico estense manù
    3 Aprile 2017 at 17:36

    Ottimo articolo e di una veridicità assoluta.
    Seneca ed il Bianconiglio (nell’ordine) sono sempre stati una mia grande passione!
    Bravissima.

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