ATTUALITA’: Missili, errori, hackers, virus e altro

Qualche giorno fa è apparso sul New Yorker un articolo di Eric Schlosser  che descrive ed analizza nel Suo libro “Comando e controllo” i tanti errori accorsi nelle gestione della sicurezza mondiale fino al 1991. E descrive un momento nel quale siamo stati vicini ad una guerra nucleare e… solo per un errore.

Siamo nella primavera del 1980, I sovietici hanno recentemente invaso l’Afghanistan, e l’animosità tra le due superpotenze è all’apice, seconda solo alla crisi cubana degli anni ’60.
Il 3 giugno di quell’anno, alle due e mezzo del mattino, il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Jimmy Carter, Zbigniew Brzezinski, è nella sua stanza, dorme profondamente affianco della moglie. Il telefono squilla, è il suo aiutante militare, il generale William Odom che travolto dal terrore, lo chiama per informarlo che duecentoventi missili lanciati da sottomarini sovietici sono stati lanciati e si dirigono verso gli Stati Uniti.

E’ necessario decidere con la massima urgenza cosa fare. Un attacco di rappresaglia dovrebbe essere ordinato immediatamente, Washington sarebbe stata distrutta in pochi minuti. Tutto era comunque predisposto. Air Force allertata, equipaggi dotati di missili balistici pronti verso i loro aerei, rimosse le chiavi di lancio dalle cassette di sicurezza dei missili nucleari, la Federal Aviation Administration pronti a ordinare ad ogni aereo di linea in volo di atterrare.
Brzezinski decide di non svegliare neanche la moglie, preferendo che muoia nel sonno. Mentre si prepara a chiamare il Presidente Carter per raccomandare l’urgenza del contrattacco, il telefono squilla di nuovo è il generale Odom che con tutte le scuse possibili lo informa che si trattava solo di un falso allarme. Un’indagine prontamente eseguita, ha scoperto che un chip di computer difettoso in un dispositivo di comunicazione presso la sede NORAD aveva generato l’informazione errata. Il chip è costato quarantasei centesimi.

L’informazione era partita dal un computer presso il Comando Militare Centro Nazionale, presso la sede del Comando del Nord America Air Defense (NORAD), nel profondo di Cheyenne Mountain, nel Colorado.
Oggi, con tutti i sistemi di controllo messi a punto, le probabilità di una guerra nucleare per errore sono bassi, però il rischio esiste, in principal modo se gli Stati Uniti e la Russia dovessero entrare nuovamente in uno stato di “guerra fredda”.
I sistemi messi a punto per governare l’uso di armi nucleari, come tutti i sistemi tecnologici complessi, sono intrinsecamente imperfetti. Essi sono progettati, costruiti, installati, mantenuti e gestiti da esseri umani. Ma il fallimento di un sistema di comando e controllo nucleare può avere conseguenze ben più gravi rispetto al crollo di un sito online o ritardi nel traffico causati da un errore del software. Milioni di persone, forse centinaia di milioni di persone, potrebbero essere annientate inavvertitamente.

I trattati Start del 1993 e New Start del 2010 dell’Aprile del 2010, sanciscono la limitazioni delle testate nucleari tra le due grandi potenze limitandone il possesso ad un numero preciso. Toh! Sembrerebbe una buona notizia e una premessa per un costante riduzione fino alla definitiva eliminazione, ma è cosi? E i paesi con le nuove tecnologie nucleari?
Qualche giorno fa un missile lanciato dalla Corea del Nord, “plof” è cascato in mare al largo del Giappone, grande allarme, concitati colloqui tra Usa e Giappone. Poteva essere un missile a lunga gittata e in grado di trasportare un ordigno nucleare? Non è chiaro o non ci è dato di saperlo, ma sappiamo che la Corea del Nord dispone di tecnologia nucleare così come tante altre potenze.

Tra le varie incertezze oltre ai possibili errori umani, oggi si devono poi affrontare le minacce che a malapena esistevano negli anni ‘80: il malware, spyware, worm, insetti, virus, hackers e tante altre.
Certo proprio da stare tranquilli non direi, speriamo solo che prevalga il buonsenso delle parti e la positività che tutti dovremmo avere nel nostro profondo. Poi che altro potremmo fare, se non manifestare il nostro dissenso contro la barbarie delle armi nucleari?

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