COSTUME – Cartelli a Roma/ avvisi /suggerimenti per tutti

VIETATO  CALPESTARE LE AIUOLE
D’accordo… ma dove sono? Si tratta forse di quei cespugli di erba altissima? Il divieto al calpestio è superfluo… Sono totalmente difese dalla loro assoluta impenetrabilità.

OBBLIGO DI TENERE I CANI AL GUINZAGLIO
Sono invece loro a chiedere, con sguardo implorante, di non essere lasciati, di non abbandonare il legame con il loro padrone. Terrorizzati di perdersi nell’altissima erba da cui a fatica emerge la punta delle loro orecchie e che, per loro, è come una savana africana.
Assolutamente sconsigliato l’ingresso ai bassotti che potrebbero smarrirsi definitivamente. E, per carità, non lasciare mai la mano dei bambini.

ATTENZIONE STRADA DISSESTATA
Il cartello di oggi dovrebbe essere invece “attenzione strada assestata“. Infatti l’improvviso cessare dello scuotimento da centrifuga da buca, sostituito da uno scorrere armonioso, potrebbe indurci a una seria preoccupazione. Mi sono forse persa le ruote? Sto slittando?

NON SOSTARE SULLE STRISCE PEDONALI
Se anche ci venisse voglia di essere trasgressivi e di parcheggiare prepotentemente l’auto in divieto… come fare?
Squadre di archeologi stanno infatti setacciando la città per trovarne le antiche orme. Alcuni piccoli pezzi di vernice, oramai grigiastra, sono stati rinvenuti qua e là e vi si accalcano gli stranieri: le antiche vestigia sono infatti incluse nel giro turistico della Capitale.

ATTRAVERSARE SULLE STRISCE
La ricerca affannosa non dà frutto. Dove sono? Alcuni coraggiosi attraversano sulla base di un piccolo baffo di vernice sull’asfalto. Altri, assolutamente ligi, vagano da giorni sulla riva destra della strada salutando i parenti , irraggiungibili, sull‘altra sponda.

ABBIATE PAZIENZA STIAMO LAVORANDO PER VOI
Grazie! Bravi! Ma dove siete? Non si vede nessuno: nemmeno una pala abbandonata un attimo per un caffè, non un trattorino o una carriola.
Assoluta mancanza di operai al lavoro protratta per giorni e giorni.
Meglio: abbiate pazienza NON stiamo lavorando per voi.

Ma..

Altri annunci, e ben più gravi, ci seguono ovunque. Il condannato è il fumo: il pacchetto di sigarette è circondato da ogni lato di avvisi che ci inducono a riflettere sui pericoli che comporta. L’anomalia è nel fatto che i messaggi li stampa il venditore. Come se, in un ristorante, nel menu accanto alla “coda alla vaccinara” ci fosse scritto “Può provocare ictus e occlusione delle arterie”. E fosse il gestore a scriverlo.

E’ cominciato così:

 

IL FUMO PUÒ PROVOCARE UNA BRUTTA PELLE
Ce ne siamo fatti una ragione ed abbiamo continuato imperterriti.

IL FUMO PUÒ CAUSARE LA MORTE
Moriremo e con una brutta pelle. Pazienza!

Ma via, via la campagna dissuasiva si è fatta più cruda e le notizie si sono fatte sempre più allarmanti: il fumo causa cancro, malattie respiratorie, ictus.
Nessun calo nella vendita delle sigarette. La campagna si è fatta allora crudelmente visiva: così ai terribili avvisi si sono aggiunte fotografie spaventose.

IL FUMO CAUSA IL CANCRO AI POLMONI
L’immagine mostra il fianco di un signore con un buco terribile

IL FUMO CAUSA IL CANCRO ALLA GOLA
Foto orripilante di una bocca devastata

IL FUMO PUÒ DANNEGGIARE I VOSTRI CARI
La foto di un bambino collegato alla macchina per respirare dovrebbe immediatamente spingerci alla rinuncia.

Ma nemmeno il richiamo ai nostri affetti più cari ottiene una flessione nel mercato del fumo

MA…

L’ultimo avviso sul pacchetto accompagna la foto di un uomo che, con la mano sulla fronte, con atteggiamento disperato, rivolge il suo sguardo sul suo corpo….. in basso.

La dicitura è:
IL FUMO PUÒ AUMENTARE IL RISCHIO DI IMPOTENZA
Ho la vaga sensazione che finalmente questo avviso porterà a qualche risultato.

Forse questa volta ci siamo.

Forse, questa volta, il consumo di sigarette, finalmente, diminuirà sensibilmente almeno per una fetta del mercato.

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