Mostre ed esposizioni – Le proposte de La Lampadina per novembre 2018

ROMA

Mattatoio: Lu Song. Interni Romani curata da Ludovico Pratesi
Il padiglione 9A del Mattatoio ospita la prima mostra in Europa del pittore cinese Lu Song dove l’artista con la sua pittura, di matrice figurativa, si ispira ad un’analisi attenta e puntuale della storia dell’arte europea, con una particolare attenzione al paesaggio, colto in maniera surreale e fantastica, quasi evocativa.
Una mostra raffinata, curata con maestria da Ludovico Pratesi che con la Galleria Massimo de Carlo porta 40 opere dell’artista a riempire il grande spazio del padiglione 9A creando un’atmosfera impregnata di magia.
Fino al 6 gennaio 2019

Scuderie del Quirinale Ovidio. Amori, miti ed altre storie. Curatore Francesca Ghedini.
In onore del bimillenario della morte di un grande poeta della latinità, la mostra delle Scuderie del Quirinale ospita oltre 200 opere dall’antichità ad oggi tra affreschi e sculture antiche, rilievi, gemme, preziosissimi manoscritti medievali e dipinti di età moderna.
Il racconto si svolge intorno ai temi dei suoi scritti; amore, seduzione, il rapporto con il potere e il mito. Molto bene allestita, la mostra ci fa capire quanto Ovidio abbia influenzato la cultura fino a nostri giorni.
Fino al 20 gennaio 2019

Museo di Roma in Trastevere: Lisetta Carmi. La bellezza della verità.
Per la prima volta a Roma una mostra che illustra il percorso fotografico di Lisetta Carmi lungo vent’anni. Tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta, la fotografa è riuscita, attraverso il suo obiettivo, ad allineare la storia della fotografia con la contemporaneità. La sua è stata un’attenta osservazione della realtà, mai occasionale e straordinariamente empatica.
Fino al 3 marzo 2019.

Galleria del Cembalo: Alain Fleischer “Je ne suis qu’une image”
Con un’attenta selezione di fotografie e video, la mostra ripercorre tutta la carriera dell’artista francese, dai primi lavori degli anni settanta fino ai più recenti.
L’artista nell’esplorare il mezzo fotografico dà vita a immagini che sono liberate dalla necessità di rappresentare il visibile. Le fotografie rivendicano dunque il loro ruolo: “Je ne suis qu’une image”. Alcuni temi sono ricorrenti nella sua opera: il viso e il corpo femminile, l’erotismo, il senso della sopravvivenza, la spettralità, l’illusione, il riflesso e il doppio, il rituale, il mondo dell’infanzia e il gioco, la trasfigurazione delle forme, la rovina, la natura selvaggia”.
Fino al 19 gennaio.

Villa Medici-Accademia di Francia. “Le violon d’Ingres“ curata da Chiara Parisi.
In questo luogo così particolare una mostra notevole che rende omaggio alla storia della Villa con un rilevante livello culturale, molta raffinatezza e originalità. Si è creato un dialogo tra la curatrice e l’artista Cristian Boltansky facendosi incontrare la storia dell’arte con il contemporaneo, mettendo insieme Victor Hugo, Guillaume Apollinaire, Antonin Artaud, Samuel Beckett, Jean Cocteau, Sergueï Mikhailovich Eisenstein, Federico Fellini, Jean Genet, Sacha Guitry, Franz Kafka, Pierre Klossowski, Carlo Levi, René Magritte, Nelson Mandela, Louise Michel, Pier Paolo Pasolini, Arnold Schönberg, ed I contemporanei Etel Adnan, Chantal Akerman, Christian Boltanski, Chris Kraus, Pierre Guyotat, Abbas Kiarostami, David Lynch, Patti Smith e Robert Wilson. Da non perdere!
Fino al 3 febbraio 2019.

 

MILANO

In questo momento, Milano propone mostre molto interessanti, da non perdere.

Fondazione Prada: “Sanguine-Luc Tuymans on baroque”
La mostra che vi propongo viene da Anversa e approda a Milano con 80 opere realizzate da 63 artisti internazionali, di cui oltre 25 sono presentate esclusivamente alla Fondazione Prada.
Tuysmans è un artista belga contemporaneo che lavora dal 1980 attivamente; è stato tra l’altro presente alla Biennale di Venezia nel padiglione belga del 2001, a Documenta dal 1991 in poi, ed è la persona ideale per portare avanti la curatela di questo progetto. Tuysmans con la mostra “Sanguine” dà una lettura totalmente personale del Barocco in cui va aldilà dell’interpretazione della nozione di “barocco” convenzionale e mette a confronto l’arte del Seicento, l’arte contemporanea, l’artista e il suo ruolo nella società. Mostra raffinata, intelligente da non perdere.
25 febbraio 2019

Fondazione Carriero: Giulio Paolini: Del bello ideale. A cura di Francesco Stocchi.
La mostra è dedicata a uno dei massimi esponenti dell’arte concettuale, con interventi della scenografa Margherita Palli, organizzata in stretta collaborazione con l’artista. La Fondazione Carriero è situata dietro piazza San Babila, in Casa Parravicini, uno dei pochi edifici privati di Milano risalenti al Quattrocento e va tenuto d’occhio perché i progetti che propone sono spesso molto belli. Questa piccola mostra riflette con cura i 57 anni della carriera di Giulio Paolini, esponendo capisaldi della sua produzione, alcuni dei suoi celebri autoritratti, fino a tre nuove opere appositamente concepite per l’occasione. La scenografa Margherita Palli è stata invitata a entrare in dialogo con il corpus delle opere dell’artista mettendo in scena i nuclei tematici della mostra e portandoci all’interno del viaggio introspettivo dell’artista.
Fino al 10 febbraio 2019.

Pirelli Hangar Bicocca: Mario Merz: Igloos. A cura di Vicente Todolí.
Nell’immenso spazio di Fondazione Bicocca tutta l’antologia del suo lavoro dedicato agli Igloos trova perfettamente la sua sede. Con oltre 30 opere di grandi dimensioni si forma un paesaggio inedito dal forte impatto visivo.
Gli igloo di Merz  rappresentano l’unità abitativa più povera di quanto si trova in natura. L’artista, uno dei maggiore rappresentante dell’arte povera prende in prestito all’arte concettuale i suoi materiali: il vetro, il plexiglass e l’ardesia, con pure il ferro. Allestito con l’intenzione di esprimere il tempo dagli igloo-capanne fatte con legnetti e ramoscelli, fino ai nostri giorni, con alcune forme dell’abitare moderno.
Fino al 24 Febbraio 2019.

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