Buone notizie – Una cosa proprio bella del 2018!

Ho visitato il Villaggio Emanuele alla Bufalotta e precisamente in Via Ernesto Calindri. Questo villaggio è destinato ai malati di Alzheimer ed è stato realizzato dalla Fondazione Roma sotto la Presidenza del Prof. Emmanuele Francesco Maria Emanuele che, a seguito di una visita presso un centro pionieristico per la stessa malattia, vicino ad Amsterdam, ha voluto replicarlo a Roma.

Andai al Villaggio per far visita al marito di una signora a me cara, ospite del Villaggio. La mia amica mi aveva raccontato di quanto il marito si fosse ben ambientato e di quanta fiducia aveva riacquistato in se stesso. Era rinato. Arrivando mi resi subito conto di trovarmi in una struttura impeccabile (un albergo a 5 stelle!) aiuole fiorite, nessuna barriera, personale non in divisa che assiste i pazienti come fossero dei cari amici di famiglia e si prendono cura di loro.
Il Villaggio è strutturato intorno ad una piazza con le case famiglia intorno studiate in ogni dettaglio per questo tipo di malato (perfino i colori hanno un loro perché) e studiate a seconda dello stile di vita di ciascuno e quindi con arredi di tipo diverso a secondo se i pazienti sono più estrosi o convenzionali. Ogni casa ha 6 camere da letto con bagno e cucina e soggiorno in comune e tutti i giorni gli assistenti insieme ai pazienti stabiliscono un menu della giornata che viene cucinato da loro. La cosa che colpisce è che i pazienti sono sorridenti, comunicativi e solidali tra loro. Si sono formati dei legami forti, come fosse una famiglia. I famigliari dei pazienti possono andarli a trovare sempre e in qualsiasi momento. Una delle specificità del progetto è quella che i pazienti vivono liberi e possono passeggiare nel villaggio, dove troveranno il bar, il mini market, un ristorante bello e buonissimo, il parrucchiere, la ludoteca, la stanza della musica che viene utilizzata tutti i giorni con una pianista che suona e canta per loro e con loro, la palestra.

I vialetti del villaggio sono bordati da alberi e le panchine non mancano. Nella bella stagione i figli dei pazienti o addirittura i nipoti vanno a trovare i loro congiunti portandosi dietro i loro figli magari in carrozzina e così i nonni restano in contatto con i nipotini Insomma una vita più possibile vicina alla normalità, condizione benedetta! La mia amica mi dice di quanto suo marito sia migliorato e si sia riappropriato della sua dignità. E questa è una delle cose più belle che potesse dire. Il Prof. Emmanuele segue pazientemente tutto quotidianamente; un progetto che ha fortemente voluto e che è stato realizzato grazie alla sua ferrea volontà. I pazienti lo vedono spesso e lo conoscono e tutti gli sono riconoscenti per questa nuova vita come fosse un “miracolo”.
E’ proprio quello che ho pensato quando ero lì.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *