Mostre ed esposizioni – Febbraio 2019

Queste le scelte di Marguerite de Merode Pratesi per febbraio 2019

Roma

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea: Joint is Out of Time, a cura di Saretto Cincinelli e Bettina Della Casa.

L’esposizione che si inserisce all’interno dell’allestimento permanente della collezione museale, l’arricchisce con le opere di 7 artisti contemporanei dal respiro internazionale.
Dopo i grandi cambiamenti introdotti dalla nuova direttrice del museo, Cristiana Collu, con il nuovo progetto si riapre la partita. Il passaggio Time is Out of Joint con Joint is Out of Time, con un’inversione di parole per due progetti diversi ma paralleli, è volto a dare voce ad artisti contemporanei ponendoli però sempre in stretto dialogo con grandi nomi della storia dell’arte. È prevista la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma e si vedrà la presenza degli studenti negli spazi espositivi della Galleria Nazionale, coinvolti nell’offrire al pubblico visite guidate e informazioni sulla mostra per tutta la durata.
Fino al 2 giungo 2019

Accademia Nazionale di San Luca: “Collecting Matta-Clark. La raccolta Berg. Opere, documenti e ephemera”

La testimonianza di un artista americano molto particolare, Gordon Matta-Clark (New York 1943 – 1978) ma anche la figura del collezionista Harold Berg, cileno apolide che vive a Barcellona e ha raccolto i lavori dell’artista in più di dieci anni di appassionate ricerche. L’artista taglia delle “fette” di edifici con grande seghe per l’edilizia e più che collezionare le sue opere di dimensione colossale che sono custodite nei pochi musei al mondo che hanno lo spazio per raccoglierle, si collezionano le fotografie realizzate dei suoi lavori.
Fino al 25 febbraio 2019

 

Galleria d’Arte Moderna: Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione.

Sono circa 100 le opere tra dipinti, sculture, grafica e fotografia, di cui alcune mai esposte prima, che raccontano dell’universo femminile attraverso gli artisti che l’hanno celebrato tra la fine dell’Ottocento ai nostri giorni. Le opere sono provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline – Galleria d’Arte Moderna e MACRO – Il percorso espositivo è accompagnato da materiale documentario, video-installazioni, documenti fotografici e filmici tratti da opere cinematografiche e cinegiornali, oltre che da video di performance e film d’artista.
Fino al 13 ottobre 2019

 

WEGIL: “L’aria del Tempo” di Massimo Sestini.
Le foto fatte dal fotogiornalista Marco Sestini non sono fotografie riprese da un drone, sono “40 scatti che sono stati realizzati da un elicottero o da un aereo, di medio e grande formato. 40 scatti selezionati che documentano le catastrofi naturali, la politica, le tragedie, il quotidiano vivere. Sestini entra nel soggetto, lo cattura, lo rende immagine, lo ferma nel tempo, documentandolo”.

Lo spazio della mostra è molto interessante! Si tratta infatti dell’ex GIL (Gioventù Italiana del Littorio), lo storico palazzo di Trastevere, di epoca razionalista, realizzato dall’architetto Moretti nel 1933, restaurato recentemente e gestito dalla Regione Lazio. Sarà adibito a spazio culturale.

 

La Galleria del Cembalo:“Zanele Muholi – Nobody can love more than you” a cura di Giulia Tosetti.
La Galleria del Cembalo propone una selezione di una ventina di opere fotografiche dell’attivista  visiva sudafricana. Nelle parole dell’artista  l’obiettivo della sua ricerca è “riscrivere una storia  visiva del Sudafrica dal punto di vista della comunità nera, lesbica e trans, affinchè il mondo conosca la nostra resistenza ed esistenza in un periodo in cui i crimini generati dall’odio sono all’apice, in Sudafrica e non solo”
Fino al 6 aprile 2019.

Napoli
La Galleria d’Italia: Rubens, Van Dyck, Ribera. La collezione di un principe

Veri capolavori provenienti da musei italiani e stranieri, grazie a prestiti eccezionali ritornano a Napoli per la prima volta nelle stanze dello stesso Palazzo dove a lungo in passato furono custoditi. Si potrà ammirare, nei grandi saloni di Palazzo Zevallos Stigliano, la grande collezione di proprietà prima della famiglia Vandeneynden e, poi dei principi Colonna di Stigliano ritornano a Napoli per la prima volta nel luogo dove furono custoditi nel passato.
Fino al 7 aprile 2019

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