ABBIAMO OSPITI/COSMO: l’Infinito

Articolo di Massimo Cestelli Guidi – Autore Ospite de La Lampadina

Quando si sente il termine “Infinito” la prime idea che viene in mente è la reminiscenza letteraria, la poesia di Leopardi.
Ma in realtà che cosa è l’Infinito? Il concetto di Infinito è legato al concetto di “limite” definito nel campo matematico, ossia qualcosa di irraggiungibile e non definibile dalla mente umana.
Leopardi poteva solo con l’immaginazione pensare a quello che avrebbe potuto esserci oltre “l’orizzonte”. Oggi siamo andati molto più lontano, anche dove l’uomo non solo non può vedere, ma neanche può immaginare.
L’Infinito è nelle due direzioni: infinitamente grande e infinitamente piccolo. Una rappresentazione geometrica nel piano è costituita da due curve iperboliche che tendono a due rette orizzontali senza mai raggiungerle. Le curve possono rappresentare, ad esempio, i risultati delle molteplici ricerche effettuate nel tempo.
Delle quattro dimensioni dell’Universo, consideriamo le tre dimensioni dello spazio (lo spazio che noi vediamo è a tre dimensioni), anche se pure alla quarta dimensione, il Tempo, si applica il concetto di infinito.
Per l’infinitamente grande dello spazio cosmico, i cosmologi sono riusciti a captare e vedere una galassia distante dalla Terra 2 miliardi di anni luce (l’anno luce è una misura di distanza, ossia la distanza che percorre la luce in un anno, luce che viaggia alla velocità di 300.000 Km. al secondo). Il puntino luminoso che rappresenta la galassia si è visto in un filmato, proiettato al Geode, alla Villette a Parigi, filmato ripreso dal telecopio Hubble che ruota intorno alla Terra.
Il primo pensiero che ho avuto vedendo questa galassia distante 2 miliardi di anni luce è stato: ma noi la vediamo nella posizione di due miliardi di anni fa! Chissà dove è finita oggi, dove lo potremmo vedere solo fra 2 miliardi di anni (è pleonastico dire “Chi vivrà vedrà!”)
Oltre quella distanza non si percepisce più nulla visivamente, ma si arriva a captare galassie lontane 14-15 miliardi di anni luce, praticamente le captiamo all’epoca subito dopo il Big Bang.
Ci si rende conto che i Cosmologi, indagando nell’Universo, vedono o captano sistemi stellari e galassie come erano e dove stavano anche nel lontano passato.
Non possiamo vedere attualmente come era l’Impero romano 2000 anni fa, ma possiamo vedere dove si trovava all’epoca un sistema stellare distante da noi 2000 anni luce.

L’infinitamente piccolo.

Sono note le ricerche effettuate nel campo della Fisica per rilevare particelle di materia sempre più piccole. Nel lontano passato si pensava all’atomo come particella indivisibile, ma poi nel passato più recente, con i grossi acceleratori di particelle, realizzando collisioni di particelle, si sono rilevate particelle sempre più piccole, una delle ultime è stata la così detta “particella di Dio “.
Attualmente gli Scienziati lavorano in una dimensione estremamente piccola. Sappiamo delle ricerche nel campo delle nano-tecnologie, lavori che dobbiamo inquadrare nella dimensione “nano”. Nano è un’unità di misura del Sistema di misura Internazionale (S.I.), sistema che prevede a scendere dalle unità di misura di base (metro, grammo, ecc.) a misure sempre più piccole, i prefissi: milli, ossia un millesimo della unità di misura di base (millimetro, milligrammo, ecc.), micro un milionesimo dell’unità di base e nano un miliardesimo dell’unità di base.
Se dividiamo un millimetro in un milione di parti, 1 nano è una di queste parti, ossia un milionesimo di millimetro. Possiamo quindi immaginare su quale dimensione si lavora per le nano-tecnologie! Nel campo medico è in atto una ricerca molto interessante nell’ambito delle nanotecnologie.
Si stanno elaborando nano-robot da immettere nell’organismo umano quando è affetto da tumore, per debellare le cellule tumorali.
È affascinante l’idea che questo esercito di nano-robot vada a combattere ed annientare le cellule maligne del tumore, senza danneggiare le cellule sane.
Se la ricerca avesse successo non si praticherebbe più nei soggetti affetti da tumori maligni la chemioterapia e la radioterapia, terapie che purtroppo quasi sempre, annientando le cellule maligne, danneggiano anche le cellule sane.
Con le ricerche attuali rivolte all’infinitamente grande e all’infinitamente piccolo, sembrerebbe di essere arrivati vicino al limite dell’Infinito.
Ma poiché questa situazione la si pensava raggiunta anche 50-70 anni fa, sicuramente il futuro ci Riserverà altre scoperte con risultati ancora più vicini ai due limiti dell’Infinito.

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