La Lampadina – Mostre ed Esposizioni dicembre 2019

NAPOLI

Museo CapodimonteNapoli Napoli di lava, porcellana e musica. A cura di Sylvain Bellenger

Nelle 18 sale dell’Appartamento Reale, al primo piano del Museo, l’artista Hubert le Gall ha ideato un viaggio multisensoriale nella storia di Napoli, capitale del Regno, dal Settecento e oltre, da Carlo di Borbone a Ferdinando II, in cui il filo conduttore è la musica. Un vero e proprio spettacolo teatrale (i costumi sono quelli del Teatro di San Carlo), nato dall’incontro tra la musica e le arti applicate.

Sono illustrati con raffinatezza, intelligenza e con tanta fantasia, i cambiamenti della storia, delle mode e dei gusti estetici. I visitatori potranno immergersi in un mondo incantato e, grazie all’uso di cuffie dinamiche, ascoltare musiche da Giovanni Pergolesi a Domenico Cimarosa, da Giovanni Pacini a Giovanni Paisiello, da Leonardo Leo a Niccolo Jommelli selezionate per i vari temi artistici di ciascuna sala. Un evento da non perdere.
Fino al 21 giugno 2020

In questo contesto, voglio segnalare una bellissima iniziativa: c’è una navetta che porta da Piazza Trieste e Trento/Teatro San Carlo che si  ferma a Piazza Municipio, Piazza Dante, al Museo Archeologico, e che poi raggiunge il Museo di Capodimonte. Comodissimo.

 

ROMA

Palazzo Altemps: Medardo Rosso. Curato da Francesco Stocchi, Paola Zatti e Alessandra Capodiferro

Una mostra antologica che propone una riflessione più ampia sulla scultura, attraverso un interessante accostamento delle opere dell’artista con i capolavori della classicità custoditi nel Museo. Sono ventinove le opere di Rosso, un genio nel cogliere l’attimo, accompagnate dalle relative stampe fotografiche, da lui scattate e parte integrante della sua ricerca, la fotografia era per lo scultore un’occasione di studio sulla materia e sulla luce, svincolato dal confronto col vero, e cinque bronzi tratti da modelli antichi.
Fino al 2 febbraio 2020

 

Accademia di San Luca: Giovanni Anselmo; Entrare nell’Opera

All’Accademia di San Luca è stata appena inaugurata una bella retrospettiva che ripercorre gli oltre cinquanta anni della sua attività artistica con esposte 28 opere appositamente selezionate dall’artista torinese tra le più significative dell’intera sua produzione: opere per la maggior parte di grandi dimensioni, che spaziano dalla fine degli anni Sessanta ad oggi. La mostra riprende il titolo di una fotografia del 1971 perché realizzata mentre correva in un prato dopo aver regolato un autoscatto nel tempo necessario a «entrare nell’opera». Autodidatta, partecipa al movimento dell’arte povera e il suo lavoro esprime l’energia insita nella materia.
Fino al 31 gennaio 2020

 

Gawin Brown Entreprise: Laura Owens

Il gallerista newyorkese Gavin Brown ha inaugurato già dal 2015 uno spazio espositivo sorprendente nella chiesetta sconsacrata di Sant’Andrea de Scaphis di Via dei Vascellari.

Questa volta l’ex luogo di culto è dedicato ad un solo lavoro dell’artista statunitense ma vale a sé una passeggiata a Trastevere in orario di apertura. Nello spazio vuoto si vive un’esperienza gioiosa e potente dove Laura Owens ha voluto creare un mondo da scrutare, esplorare e vivere: all’entrata, tre specchi, poggiati a terra, lasciano presagire una sorta di aura mistica suggerendo ai visitatori di prestare attenzione allo spazio tutt’intorno, un soffitto dipinto di colori vibranti, fiori di ceramica intorno all’altare come appena caduti dal cielo.
Fino al 31 gennaio 2020

 

TORINO

Castello di Rivoli: Michael Rakowitz. Legatura imperfetta

Non è un’impresa facile raggiungere il Castello di Rivoli, ma si viene premiati all’arrivo. Non solo dalla vista dello straordinario recupero di quella struttura nata per diventare una reggia, e abbandonata in corso di cantiere, ma dalla serie di interessanti lavori contemporanei che ospita il Castello diventato nel 2000 uno spazio museo dove il contemporaneo dialoga con l’antico.

Ora ospita una bella mostra di Michael Rakowitz. la prima retrospettiva europea, dedicata all’artista americano di origine ebraico-irachena. “Rakowitz crea sculture, disegni, installazioni, video, nonché progetti collaborativi e performativi. La mostra presenta in anteprima le più importanti opere realizzate dall’artista in oltre vent’anni di attività ispirate all’architettura, all’archeologia, alla cucina e alla geopolitica dall’antichità a oggi. Le opere narrano le grandi trasformazioni storiche causate da guerre e altri traumi, denunciando le contraddizioni della globalizzazione.”
Fino al 19 gennaio 2020

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