COSTUME – Nel mezzo del cammin… di nostre feste!

Coraggio! Anche quest‘anno ce l’abbiamo fatta! Ancora un’ultima – il sei gennaio – e ne siamo fuori.
Per il 25. Abbiamo passato ore a fare alberi, e decorazioni con amorosa attenzione prendendo importanti decisioni. Lucine intermittenti o fisse? A luce calda o fredda? Festoni intorno al camino o sopra le porte? Ultime frenetiche corse per l’invitato dell’ultima ora che però non possiamo lasciare senza nulla da scartare sotto l’albero.
Poi in cucina. Ma quanto dovremo mai mangiare? Si sfornano primi e secondi piatti e si preparano dolci e frutta secca. Il timballo si staccherà? Il flan si ammoscerà? Tutto bene. Tutto in una bellissima tavola scintillante. Tutto, per fortuna, buono. Whosh! che sollievo.
Abbiamo preparato regali per una marea di persone. “Quest’anno niente regali” non funziona mai. Avanza indomito il pensierino e vince, per cui i pacchetti sono sempre tantissimi.
Per il primo dell’anno ricominciamo a correre. Partiamo con un numero umano di ospiti che mano a mano si ampia. Amici di amici che non possono assolutamente essere lasciati soli e che vengono accolti con gioia. Allora gli sformati diventano due, va aggiunta una sacher e occorre altro spumante. Si corre forsennatamente anche il 31 dopo telefonate allarmate “Siete mica chiusi nel pomeriggio?”
La sera del primo dell’anno dopo aver rimesso in ordine la casa dal caos, senza volere pensare a cosa mangiare per pranzo (ci sembra di aver mangiato ininterrottamente da giorni e giorni in quantità esagerate… ed è vero!) esausti ci sdraiamo un attimo a leggere sul letto. Entra il consorte. “Che fai?”
“Mi riposo un po’, sono un po’ stanca”.
“COME MAI?”
Non lo uccidiamo perché, tutto sommato, gli vogliamo bene!
Alcuni di noi si ricavano un attimo di sosta seduti in poltrona a leggere i libro che giaceva da giorni desiderato, ma intoccabile per il troppo da fare. Ma subito vengono chiamati.
Altri si sdraiano sul divano, televisione accesa su lagnosi e adorati film di Natale, dove, senza remore, si mettono a russare. Arriva immancabilmente qualcuno che li sveglia per cambiare canale.
I più sfacciati si mettono addirittura a letto sotto le coperte.
“Ma a quest‘ora?”
“Si perché sono stanca ORA!”
Ma quest’appunto toglie la voglia di restare a dormicchiare.
Non c’è pace! Ma c’è un posto magico dove si può rilassarsi, riposare, leggere, sentire musica. Dove possiamo finalmente staccarci da tutto questo bailamme: il treno. Se non ci sono nella carrozza bambini urlanti, nonne sorde che urlano al telefono qui finalmente troviamo pace.
Il viaggio sarà lungo per fortuna. Il paesaggio scorre veloce, apriamo il libro e con gli auricolari ci sintonizziamo su un sottofondo di musica che amiamo. Un attimo di dubbio: spengo il telefonino? Forse meglio lasciarlo acceso. Non si sa mai.
Alle brutte, alla chiamata noiosa abbiamo uno splendido alleato:
“Scusa, scusa, non sento nulla, sono in galleria, ti richiamo!” E, felici, giriamo la pagina del libro di carta.

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2 Commenti
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Manù Selvatico Estense
11 Gennaio 2020 19:26

La nostra Lalli non delude mai, tutto é talmente vero che mi domando se non abbiamo passato le Feste insieme.
L’unica cosa sbagliata: io l’asterisco l’ho anche sul nome e cognome!!!!!
BUON ANNO!

7 Gennaio 2020 8:52

Buongiorno e auguri a tutti voi.
Interessante numero e vi ringrazio.
Bella l’introduzione e tutti gli articoli, simpatico quella di LALLI THEODOLI.
Ancora grazie.