La Lampadina – Weekly Newsletter Soci del 21 Aprile 2020 – Il Cigno Nero

Cari Soci,
siamo arrivati alla terza decade di aprile.
Abbiamo perso molte abitudini, mascherate da futili certezze, e acquisito costumi nuovi, inaspettati. Abbiamo affinato abilità che non ritenevamo nostre, percezioni altre rispetto al nostro vivere comune. E poi la “sensazione” del tempo, un bene inestimabile: ad alcuni strappato, ad altri regalato.Come fosse tangibile, il tempo, a sua volta ci dona inaspettate opportunità da cogliere senza indugio. Una tra tutte, la possibilità di ragionare e sedimentare pensieri e sentimenti, protetti come siamo nell’attimo sospeso del “fermo immagine”, come quando la pellicola usciva dalla bobina, e si accendeva la luce nella cabina di proiezione al cinema.Uno stop imprevisto che, lo sappiamo, durerà poco. Che uso ne faremo? Che uso ne stiamo già facendo?
Noi il tempo non lo vogliamo sprecare, lo vogliamo impegnare per parlare con Voi, scambiare opinioni e sensazioni, e a questo scopo vorremmo attivare una pagina Facebook aperta a tutti i nostri soci o una chat su WhatsApp che ci permetta di comunicare velocemente fra noi; ovvio, il tutto a partecipazione libera.
Cosa preferite? Facebook o WhatsApp?
Scrivetelo come commento alla fine dell’articolo, e noi seguiremo le Vostre indicazioni!
Grazie sempre per la Vostra attenzione, aspettiamo le vostre preferenze e vi lasciamo con il pensiero della settimana, che oggi ci è proposto da Carlotta!
Buona Lettura
ICH

Il Cigno Nero

Chissà se Tchaikovsky quando nel 1876, ispirandosi ad una leggenda tedesca, scrisse la musica per uno dei balletti più conosciuti al mondo “Il lago dei cigni”, poteva mai immaginare cosa avrebbe nel futuro significato un “cigno nero”. Questo famosissimo balletto è una tragica vicenda di una principessa imprigionata nel corpo di un uccello, della maledizione di uno stregone, di un principe vittima delle apparenze (succede a tutti, anche ai principi) e in più sulla scena si aggira un funesto cigno nero…
In un saggio uscito nel 2007, in piena crisi finanziaria, il filosofo e matematico libanese, Nassim Nicholas Taleb utilizza il termine “cigno nero” per definire un avvenimento raro ed imprevedibile con un margine di possibilità di accadimento estremamente limitato e che tuttavia accade, con conseguenze totalmente inedite, insospettate e dirompenti. Giovenale citava il “cigno nero”come una similitudine (rara avis in terris nigroque simillima cygno): uccello raro sulla terra quasi come un cigno nero.
L’espressione “cigno nero” veniva utilizzata nelle discussioni filosofiche del XVI secolo ad indicare un fatto impossibile e improbabile e si basa sulla teoria che tutti i cigni sono bianchi. Virgilio parla di “niveos cygnos” e di “candidior cygnis” e così via fino alla fine del 1600, quando, da Amsterdam, si imbarcarono su una goletta degli esploratori che arrivando in Australia trovarono tanti e tanti cigni neri…Quindi le affermazioni del tipo “tutti i cigni sono bianchi” era data dai limiti dell’esperienza che ci aveva fatto credere che non esistessero cigni neri.
Nel suo saggio Taleb identifica il “cigno nero” come un evento isolato, improbabile, raro e inaspettato, che non rientra nelle normali aspettative ma che se si realizza ha effetti devastanti. Il “cigno nero” è l’avvenimento inconcepibile che non esiste per nessuno fino al giorno in cui non si scopre il contrario. Il “cigno nero” è dunque una metafora che testimonia la nostra fragilità nel comprendere la storia e le sue scosse, e testimonia anche l’arroganza delle nostre certezze.
Oggi, con il COVID 19, siamo tutti confinati nelle nostre case, attoniti, come di fronte al “cigno. nero”. Abbiamo reagito, cantando sui terrazzi per sentirci vicini e per ringraziare coloro che rischiavano la loro vita per curarci, abbiamo elargito, per quanto possibile dei contributi per aiutare ospedali, medici ed infermieri. Speriamo in tempi migliori e chiusi nelle nostre case ci dedichiamo alla cultura, all’interiorità, ed a reinventare il quotidiano, tuttavia soffriamo in quanto esseri d’arte e di cultura e socievoli privati delle relazioni umane e della condivisione. Importantissime le relazioni affettive; sentirsi parte di una comunità, come con gli “illuminati” amici della Lampadina costituisce un valore ed una forma di protezione.
Pascal notava che gran parte dei mali dell’uomo “…derivavano da una sola cosa, dal non sapere stare senza fare nulla in una stanza…” Addestrare la mente all’arte di vivere, non è facile.
Il saggio di Taleb si concentra sulla imprevedibilità della sorte, sul “cigno nero” appunto, un fenomeno aberrante che accade senza preavviso sorprendendo tutti e dalle conseguenze numerose e gravi e che innesca un cambiamento. (Leggi qui un estratto del saggio di Taleb)
Ma cosa è davvero un cambiamento? È qualcosa che incide in maniera significativa nelle nostre abitudini e riesce a cambiarle. Questa pandemia sarà una opportunità per indirizzare le nostre vite e le istituzioni verso una certa sobrietà e rispetto del nostro mondo?
È quello che Naomi Klein chiama “strategia dello shock”. Taleb sostiene che molti eventi storici provengono dall’inaspettato e che, ancorché la scienza abbia aggiunto conoscenza, corriamo sempre il rischio di restare scioccati da questa conoscenza e non essere aperti e disponibili ad essa e questo è un grande pericolo.
Tuttavia è la realtà che plasma la politica. Secondo l’Organizzazione internazionale del Lavoro, scrive il Financial Times, nel secondo trimestre del 2020 la pandemia cancellerà 195 milioni di posti di lavori a tempo pieno nel mondo…
E l’Europa? L’Unione Europea comprenderà che si è presentato un “cigno nero”? Questa Europa congelata con le frontiere chiuse, immaginata da uomini italiani al confino durante l’ultima guerra, sarà lungimirante? L’Unione Europea è un concerto di voti e rappresentanze, debole nei suoi processi decisionali. Riuscirà a capire che i paesi del Nord dovranno realizzare un progetto con i paesi del Sud facendo ogni sforzo possibile in un grande gesto di solidarietà e di coscienza di sè?
Cosa ne pensate?

Alla prossima.

 

Isabella concorda:


“Se la storia si ripete, e l’imprevisto accade sempre,
quanto incapace deve essere l’uomo di imparare dall’esperienza!”

George Bernard Shaw

 

 

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Admin
29 Aprile 2020 0:38

Mi rallegro con Carlotta Staderini Chiatante per il suo interessante articolo Il Cigno nero perché mi ha riportato indietro nel tempo al 1969-1970, e cioè a Cànberra in Australia, ove tra l’altro è nato Pier Lorenzo e dove vedemmo per la prima volta nella vita un cigno nero, oltre ai canguri, allora sconosciuti in Italia, ed anche la pianta Callistemon (o Red Bottle Brush) in inglese, pure assolutamente non nota da noi, anzi inesistente in Europa.
Un caro saluto a tutti da LUIGI

Pucci Rastrelli
27 Aprile 2020 8:38

Grazie Carlotta ho riletto il tuo articolo con Tschaikowsky come colonna sonora e l’incombere del cigno nero faceva venire i brividi….! Il tuo articolo rispolvera notizie acquisite in diversi momenti da diverse fonti ed è stato utilissimo,con te,dare loro un percorso e una conclusione. Grazie alle foto di Olga abbiamo potuto materializzare l’ultima pandemia del secolo . Essere stati per questo lungo periodo in casa con noi stessi ci ha sicuramente arricchito e resi più saggi. La vita “precedente” era diventata , in certi momenti, troppo veloce . Ora ci sentiamo più saggi ! Sono per utilizzare wup

Carlotta Staderini
Reply to  Pucci Rastrelli
27 Aprile 2020 15:39

Grazie Pucci, sono molto contenta ti sia piaciuto il piccolo articolo. Vediamo cosa riusciamo a combinare quando usciamo da tutto ciò. Personalmente, per motivi ideologici, comincio ad essere un po’ insofferente, a queste continue costrizioni.

25 Aprile 2020 10:02

Cara CARLOTTA complimenti ! Ho sempre considerato il Cigno Nero un imprevisto da affrontare con rispetto, data la sua eleganza, non da temere .
Per quanto riguarda la chat e Fb sono 2 approcci Un po’ diversi.
Molti usano WA e non FB ( come te )
FB è più … social, nel senso che c è la possibilità di condividere , ognuno sul proprio profilo, aumentando gli amici illuminati e facendo conoscere la Lampadina. WA è più immediato, ma nelle chat si tende a uscire dai binari e scrivere altro, serve però a far conoscere meglio i partecipanti tra loro, ma si resta in un gruppo chiuso anche se partecipe. FB è più interattivo con il contesto esterno ma la pagina va impostata e seguita con impegno.
Io sono su tutti i fronti con diverse pagine. Se la maggior parte dei Soci Lampadina non usa FB è inutile aprire la pagina, anche se sarebbe preferibile
Un abbraccio a tutti da un Salento che si difende dal virus ma è schiacciato dalla crisi del turismo !
Susanna

Carlotta Staderini
Reply to  Susanna sangiovanni
27 Aprile 2020 15:45

Grazie cara Susanna per il tuo commento. Le tue considerazioni sull’uso di Facebook e Wattsapp mi sembrano assolutamente condivisibili. Certamente Facebook va seguito con impegno come dici tu ed è senz’altro più interattivo con il contesto esterno, mentre wattsapp è più immediato . Vedranno i nostri esperti a seguito dei commenti che voi amici avete inviato a decidere il da farsi. Un caro abbraccio e speriamo in bene per tutto.

Franca Pignatelli
23 Aprile 2020 17:36

Se si pensa alla storia dell umanità piena di pandemie, miseria, guerre penso che possiamo dire che l’eccezionalità o il cigno nero sia più paragonabile agli ultimi sessanta anni particolarmente fortunati. Per questo ritengo che questo triste momento sia anche un occasione per apprezzare i nostri incredibili progressi. Cambiare si, ma non stravolgere.

Carlotta Staderini
Reply to  Franca Pignatelli
23 Aprile 2020 20:31

Sono assolutamente d’accordo. Siamo stati super fortunati negli ultimi 70 anni ed i progressi sono stati tanti. Credo che questo nostro comune pensiero si sia affermato dopo la lettura che abbiamo fatto tutte e due del libro di Ian Mortimer, “Il libro dei secoli: mille anni di storia e innovazioni”. Un libro straordinario per chi ama la storia. L’autore si propone di esaminare secolo dopo secolo i cambiamenti e gli avvenimenti più significativi del mondo occidentale. Ci è successo di tutto nel bene e nel male. Eppure la grande risorsa dell’umanità è la capacità di adattamento. L’esistenza della nostra specie è una ricerca costante di equilibrio, rischiando continuamente il disastro. Siamo molto allenati a questo! È così.

Renata Ferrara Pignatelli
23 Aprile 2020 11:37

Brava Carlotta, bell’articolo. Penso che la teoria del Cigno Nero si possa ritrovare nelle intuizioni geniali di Asimov! E che pur non avendo una valenza propriamente scientifica possa rientrare in qualche modo nel calcolo delle probabilità…

Carlotta Staderini
Reply to  Renata Ferrara Pignatelli
23 Aprile 2020 23:23

Grazie Renata. Chissà, magari hai ragione! Purtroppo di Asimov non so praticamente nulla. Mi hai dato lo spunto per andare a curiosare…

Admin
22 Aprile 2020 13:41

Grazie a Carlotta sono riuscito a capire cosa diavolo è il ” Cigno Nero “.
Fabrizio

Carlotta Staderini
Reply to  Isabella Confortini Hall
22 Aprile 2020 14:23

Infatti, nella finanza anglosassone un “black swan event” è un termine usato frequentemente per indicare eventi inusuali, rari ed imprevedibili.

Admin
21 Aprile 2020 18:43

Che bel articolo hai scritto Adorabile Carlotta. Purtroppo queste Pandemie sono ricorrenti dal 1720 la Peste Nera. Nel 1820 Il Colera. Nel 1920 La Spagnola dato che iniziò in Spagna. Anche il Re ne fu gravemente colpito. Si espanse sino in America, ma la nostra Povera Europa con il contagio fu tragicamente decimata. Come vedi queste epidemie sono ricorrenti ogni 100 anni. A febbraio del 2020 il Coronavirus scoppia a Cologno e poi si propaga principalmente nel Nord della nostra bella Italia…Se riesco a trovarle vi manderò delle fotografie del epoca. Come vedi purtroppo la Storia puntualmente e tragicamente si ripete!!!
Tua ..
Olghina Ricciardi

Carlotta Staderini
Reply to  Isabella Confortini Hall
22 Aprile 2020 14:27

Cara Olghina, sono molto onorata che il mio piccolo articolo abbia suscitato la tua approvazione. Grazie! Sarebbe bello vedere le foto di cui parli.

Reply to  Carlotta Staderini
22 Aprile 2020 15:18

Ecco le foto!
Olga

Anni Venti durante l'epidemia di Spagnola

Anni Venti durante lìepidemia di Spagnola (foto 2)
Anni Venti durante l'epidemia di Spagnola (foto 3)
Anni Venti durante l'epidemia di Spagnola (foto 4)
Anni Venti durante l'epidemia di Spagnola (foto 5)
Anni Venti durante l'epidemia di Spagnola (foto 6)

Carlotta Staderini
Reply to  Isabella Confortini Hall
22 Aprile 2020 17:13

Bellissime foto interessanti ed istruttive. Grazie Olghina. Pensare che questa pandemia ricapiterà tra 100 anni, in fondo consola.

Renata Ferrara Pignatelli
Reply to  Isabella Confortini Hall
23 Aprile 2020 11:31

Grazie Olga, vedere cosa è stato fatto nei tempi passati dà una sensazione di maggiore sicurezza… ci sono passati allora i nostri genitori, i nostri nonni e ne sono usciti acciaccati ma vivi… sarà così anche per noi. E, speriamo, ne usciremo con una maggiore consapevolezza per i problemi del pianeta!

Gustavo delli Paoli
21 Aprile 2020 17:56

Ottimo articolo. Ogni tanto l’uomo è costretto ad accettare di non vivere in un paradiso terrestre.
Per quanto riguarda l’Europa, penso che l’auspicabile, normale ed indispensabile solidarietà da parte del Nord vada accompagnata dall’ammissione, da parte del Sud, della sue storica mancanza di serietà amministrativa e l’impegno a non ripeterne la perniciosa abitudine una volta tornati alla “normalità”.

Carlotta Staderini
Reply to  Gustavo delli Paoli
22 Aprile 2020 14:32

Grazie per i commenti positivi sull’articolo. E’ proprio così: qui non è il paradiso !
Sono totalmente d’accordo anche sulle sue posizioni relative alle “perniciose” abitudini di alcuni paesi del Sud.

Alessandra Pantanella
21 Aprile 2020 17:13

Io voto per la chat su what’s up! Sarei felice di sentirvi tutti! Gueni Pantanella

21 Aprile 2020 16:13

Ciao a tutti. Una bella idea per uno scambio di idee,di immagini ,di esperienze….. Io preferirei whatsapp e mi farebbe davvero piacere