Lettere dalla quarantena – Nel frattempo, la gazza ladra…

Lettera di Simonetta Pacini Verga, Autore Ospite de La Lampadina
La gazza ladra è un uccello bianco e nero della lunghezza di un piccione, ma molto più sfinato ed elegante. Ha una caratteristica che lo distingue, è attratto dai riflessi.
All’alba si poggia sui davanzali delle finestre e si avventa sui vetri che riflettono la sua immagine.
Picchietta violentemente e nulla la ferma. Abbiamo provato incastrando delle girandole… attaccando dei nastri che si muovono al vento. Nulla la fa desistere dal suo intento.
Quando si poggia sui prati ha un incedere sicuro e deciso. Il movimento delle sue zampe è ritmano dal movimento del suo collo che immagino abbia una muscolatura potente quanto la forza che applica al suo becco nel provocare quel suono secco contro i vetri.
Sto scoprendo insieme a Nicolò e Viola i suoni della campagna. Nella distesa di campi davanti a noi stanno passando l’erpice per livellare le zolle arate e per preparare i campi alla seminatura. È un rumore stridente … si allontana e si avvicina lungo il crinale. Alza un po’ di polvere perché non piove da tempo e la terra è arida. Loro ne sono affascinati.
Nulla di poetico … solo vita agreste a cui non siamo abituati.
Non un clacson, non uno stridio di freni nulla che richiami la città.
Ci svegliamo con il canto dei pettirossi e ci addormentiamo con il verso del gufo. Che meravigliosa anomalia.

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