CULTURA – L’oro

L’oro, il metallo che ha sempre condizionato ogni civiltà, simbolo di ricchezza era ed è considerato da alcuni popoli elemento con proprietà magiche e divine.
100 miliardi di esseri umani hanno camminato su questa Terra. La stragrande maggioranza di queste persone ha qualche familiarità con l’oro. Eppure, nonostante questa familiarità… pochi di quei 100 miliardi di persone si è mai chiesto quale ne fosse l’origine.
Inutile il tempo perso dagli alchimisti nel secolo scorso per cercare di ottenere l’oro da altri metalli a mezzo della pietra filosofale o con altri metodi. In epoca più recente sono stati fatti diversi tentativi, ma l’unico che, nel tempo, aveva avuto una vaga intuizione su l’origine dell’oro, fu  Tommaso d’Aquino, il quale sosteneva che il sole e l’oro avevano una qualche affinità.
L’oro non può formarsi in natura, pensate che per fondere e amalgamare i vari suoi componenti sarebbero necessari circa 30 miliardi di gradi Celsius e una simile temperatura non è ottenibile sulla terra.
Un mistero. Sembra oramai provato che l’origine della presenza dell’oro sul nostro pianeta sia dovuta alla collisione di due stelle di neutroni (quando una stella esaurisce il suo carburante e smette di brillare, al suo interno la pressione è così forte che protoni ed elettroni si fondono, formando neutroni).
Un impatto che produrrebbe una tremenda esplosione con l’emissione di raggi gamma (intensi e di breve durata) e durante la quale verrebbe espulsa una quantità notevole di detriti costituiti da un complesso di elementi compresa una grande quantità di oro.
Edo Berger, un astrofisico dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, ha portato avanti uno studio approfondito sulla questione insieme a 3.500 scienziati i quali hanno partecipato alle osservazioni sull’universo da ogni parte del globo e con ogni tipo di strumento sia dalla terra che dallo spazio.
Recentemente e con il satellite Swift della NASA, gli astronomi hanno rilevato un’esplosione a 3,9 miliardi di km dalla terra e che ha liberato un’immensa quantità di energia. Edo Berger, ha seguito per giorni quel bagliore infrarosso residuo che ne è risultato, afferma assieme alla sua squadra, che quel tipo di bagliore, può essere prodotto solo da pesanti elementi radioattivi presenti nelle stelle di neutroni, e possono risultare proprio della collisione di due stelle. Dall’esplosione è stata, inoltre, rilevata, un’espulsione di materiali vari tra cui l’oro in una quantità stimata pari a un centesimo della massa del Sole.
Le stelle di neutroni che si sono scontrate avevano una massa pari a 1,2 e 1,6 volte il Sole. Ma il loro diametro era di poche decine di chilometri.
C’è da considerare che la densità di una stella di neutroni è talmente alta che una zolletta di zucchero, alla sua superficie, peserebbe un miliardo di tonnellate. Inimmaginabile quindi per noi, uno scontro di due corpi di quella massa e a velocità folli.
Nell’universo c’è una vera e propria miniera di oro e platino, di uranio, di elementi pesanti che gli scienziati hanno potuto osservare nel momento della loro espulsione.
Pensate che se da una sola esplosione si è generata una così consistente quantità di oro, a quale numero arriveremmo se sommassimo le quantità prodotte da tutti i simili eventi verificati nei 14 miliardi di anni della vita dell’universo (dal BIG Bang)!
La miniera spaziale contiene quindi una quantità incredibile di oro, ma è irraggiungibile per noi, probabilmente inglobata nella formazione di altri corpi celesti (vedi la Terra) o inghiottiti da qualche buco nero che si forma dopo esplosioni cosi portentose. Il mistero in parte chiarito… ma ancora non del tutto.

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