I FRUTTI DEL LOCKDOWN – Il linguaggio al tempo del Covid

Articolo di Federico Stacchini, Autore Ospite de La Lampadina

“Lo Stato siamo noi: 60 milioni di cittadini che lottano insieme, con forza e coraggio, per sconfiggere questo nemico invisibile. (…) Mai come adesso l’Italia ha bisogno di essere unita. Sventoliamo orgogliosi il nostro Tricolore. Intoniamo fieri il nostro Inno nazionale. Uniti, responsabili, coraggiosi.”
Non è il Capo di Stato maggiore della Difesa ai Sacri Confini della Patria che spinge i soldati contro il nemico, ma è il Presidente del Consiglio Conte che arringa gli Italiani contro il … COVID (Facebook 17 marzo 2020).
Sì, contro il COVID! Questo strano “coso” che ha cambiato la vita ed il linguaggio delle Istituzioni e della politica che sempre più spesso usano termini militari come lotta, sbaragliare, sconfitta, coprifuoco. I medici e gli infermieri sono degli eroi che combattono in trincea una guerra. Il veneto Zaia è il guerriero che lotta con i suoi (cor)regionali contro il nemico. E De Luca è lo sceriffo della Campania, ma forse di tutta l’Italia.
Ma il linguaggio ha cambiato anche noi bipedi mortali.
Un tempo da ragazzi si andava da Papà con le orecchie basse per confessare: “Papà ho preso la tua macchina e mi hanno “tamponato”. Il Padre: “Disgraziato!”.
Oggi: “Papà ho preso la tua macchina e mi hanno “tamponato”!” Il Padre: ”Che fortuna figlio mio, come hai fatto?”.
Un tempo il Padre diceva al figlio: “Mi raccomando ragazzo sii sempre positivo, non ti mortificare che hai tutta la vita davanti a te!”.
Oggi il Padre: “Mi raccomando figlio mio sii negativo, non ti mortificare …”.

 

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