STORIA – Grandi donne della storia: Matilde di Canossa

Ricordi di gioventù.
La lotta per le investiture, Enrico IV imperatore e Gregorio VII papa: per chi non lo sapesse – e oggi, come da verifica fatta con mia figlia trentacinquenne di buona cultura, questi sono i più – la Chiesa e l’Impero si contendevano il diritto di nominare i vescovi i quali avevano potere politico oltre che religioso. Non molto di diverso di quanto accade oggi tra Vaticano e Cina.
Enrico tenuto per tre giorni scalzo nella neve a Canossa per chiedere il perdono del Papa, che lo aveva scomunicato perché non riconosceva la sua supremazia nelle scelte.
Da questo episodio il detto entrato nel lessico “Andare a Canossa “ per indicare un atto di sottomissione umiliante, e ritrattazione che riconosce la supremazia dell’avversario. (Pare che il primo a usare questa espressione sia stato il cancelliere Bismarck in un discorso al parlamento tedesco nel 1872 in relazione al fatto che la Santa Sede aveva respinto la designazione di un cardinale tedesco ad ambasciatore presso il Vaticano e che lui non aveva nessuna intenzione di recedere).
All’epoca forse non avevamo fatto molto caso al fatto che l’imperatore si rivolgesse a una donna per impetrare il perdono del Papa (ma le donne, nei secoli bui del Medio Evo non erano “quantités negligeables”, come da decenni ci vanno insegnando?).
Come mai questa contessa Matilde di Canossa aveva un tale ascendente sul Papa, al punto da poterlo indurre a revocare la scomunica che aveva comminato all’imperatore? (A quei tempi – siamo nell’XI secolo – l’obbligo di sottomissione e obbedienza era giustificato dal fatto che l’imperatore era considerato essere stato “investito da Dio” a esercitare il potere civile. Se il papa – massima autorità religiosa – lo “scomunicava” cioè lo dichiarava in un certo senso “nemico di Dio”, ipso facto i sudditi erano sciolti da qualunque obbligo di fedeltà.
Chi era questa Matilde?
Figlia di Bonifacio Marchese di Tuscia, della famiglia Canossa di origine Longobarda, e di Beatrice di Lotaringia, di stirpe imperiale, era rimasta orfana del padre, ucciso da un suo vassallo, e unica rappresentante della famiglia dopo la morte prematura dei due fratelli.
I duchi di Canossa (Canossa è una cittadina nei pressi di Reggio Emilia) erano la maggiore potenza della penisola italiana e la loro influenza era determinante nell’elezione dei pontefici.
I possedimenti della famiglia già molto ampi in Italia – praticamente tutta l’Italia centrale – si erano estesi alla Lotaringia (territorio comprendente i Paesi Bassi, la Lorena e la Renania ) per il matrimonio della madre, vedova, Beatrice con il figlio del duca di Lotaringia (e fratello del Papa Stefano IX) Goffredo il Barbuto. I patti matrimoniali tra Beatrice e Goffredo – i “contratti matrimoniali” non sono dunque una novità del XX secolo – comprendevano il matrimonio di Matilde con un figlio avuto dal di lui precedente matrimonio. Matilde, ligia ai suoi doveri nobiliari, accettò di sposarsi anche se il suo sposo non era proprio un adone (era gobbo e con il gozzo, da cui il nome di Goffredo il Gobbo) . Ne ebbe solo una figlia morta dopo pochi giorni di vita. Goffredo il Gobbo morì anche lui vittima di una vendetta (come si può vedere erano tempi duri e la morte violenta non era rara). Matilde Alla morte della madre restò la sola Signora dei possedimenti e la personalità più influente della penisola italiana.
Allo scoppiare della lotta per le investiture tra il papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV, Matilde si schierò decisamente dalla parte del Papa, ed ecco perché questi si trovava a essere suo ospite a Canossa quando Enrico scese per trovare un accordo con il papa.
Alcune malelingue dell’epoca sostennero che Matilde fosse l’amante segreta del Papa, ma la realtà, assai meno pruriginosa, era invece che la donna era profondamente devota al punto da far costruire numerose chiese e da donare tutti i suoi beni alla Chiesa; era senza eredi diretti ma l’imperatore era suo secondo cugino e poteva vantare diritti sui suoi possedimenti!
La lotta tra Gregorio, sempre sostenuto dalle truppe di Matilde, ed Enrico ebbe alterne vicende, con vittorie e sconfitte.
Morto Gregorio, il nuovo papa Urbano II, per contrastare l’imperatore realizzando una rete di alleanze tra i potenti del tempo, chiese a Matilde di sposare il duca di Baviera Guelfo II. Il duca aveva allora 17 anni e Matilde 43. Il matrimonio fu un insuccesso perché nonostante boccaccesche iniziative di Matilde, Guelfo si rifiutò di consumare. L’unione fu sciolta sei anni dopo.
Matilde, affiancata dai nascenti “Comuni”, fu ancora protagonista attiva nella lotta contro le pretese che l’imperatore avanzava sull’Italia; morì di gotta a quasi settant’anni.
Cinquecento anni dopo la sua salma è stata trasferita a Roma. Ora è una delle poche donne a essere sepolta in San Pietro, in una tomba scolpita dal Bernini e detta Onore e Gloria di Italia.
Detto questo, penso che Matilde di Canossa abbia pieno titolo a essere annoverata tra le Grandi donne della Storia!

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Claudio Bartoletti
4 Aprile 2022 17:20

Bravo Beppe Zezza. Splendida sintesi storica.

Beppe Zezza
Reply to  Claudio Bartoletti
4 Aprile 2022 18:37

Grazie Claudio. Sai quanto io apprezzi i commenti positivi!