ABBIAMO OSPITI/ROMA – Passeggiate romane. Fritto misto non è un ristorante

Articolo di Elvira Coppola Amabile, Autore Ospite de La Lampadina

Passeggiando per Roma trovo storie. Arrivano da lontano insieme ai personaggi che le hanno vissute. Un continuo dono di vite, passate nella memoria e trasfigurate da credenze miti pettegolezzi. Le scopriamo fissate agli angoli di strade su palazzi monumenti statue…
Evocazioni fascinose.
Fiori sbocciati da muri ruvidi.
Golosi come pietanze stuzzicanti.
Fragranti come cioccolate davanti al camino.
Sorridenti talvolta come lo spirito disincantato e graffiante del popolo romano. Raccontiamo…
La fontana di piazza Esedra fu commissionata ad uno scultore prestigioso dell’epoca. Era il 1900, si chiamava Mario Rutelli. Eh sì proprio Rutelli, il bisnonno di Francesco Rutelli, che ha ricoperto la carica di sindaco a Roma dal 1993 al 2001.
Lo scultore proveniva da Palermo dove la sua famiglia, di origine inglese, si era stabilita. Al suo attivo sculture e opere prestigiose. Decorazioni del famoso teatro Massimo, statue equestri, busti ritratti monete per la zecca…
Ma veniamo a piazza Esedra. La fontana doveva raffigurare le Naiadi come figure femminili mitologiche legate alle acque di laghi e fiumi e mari. Inoltre figure maschili, Tritoni e animali. Fu quindi realizzata e posizionata nella piazza.
All’inaugurazione si sollevò una specie di rivolta! La scultura scandalizzò i benpensanti dell’epoca per la nudità delle figure femminili giudicate troppo audaci. Allora per nasconderle fecero erigere una schermata di legno intorno alla base di modo che si potessero vedere solo le parti superiori e celare le parti considerate indecenti. Discutibile bigotto intervento in seguito fortunatamente rimosso.
Ma la critica più vivace e curiosa venne proprio dal popolo romano. L’ironia spesso feroce di questa brava gente non si accanì sulle nudità delle belle Naiadi ma sul Tritone avvinghiato ad un polpo gigantesco. “Fritto Misto” fu soprannominato suscitando ilarità piuttosto che scandalo per la morale offesa!
I romani davano spesso soprannomi canzonatori a personaggi e anche a monumenti. Lo scultore non saprei se divertito o contrariato dovette rimettere mano al grandioso gruppo scultoreo.
Il Tritone abbracciato al suo polpo fu spostato a piazza Vittorio dove tuttora fa bella mostra di sé.
Non è una brutta scultura, tutt’altro, ma la canzonatura dei romani burloni suscitando ilarità ne sminuì decisamente la suggestione e il significato di evocazione epica.
Un giovane Glauco con delfino sostituì il Fritto misto e le Naiadi con tutta la loro gloriosa nudità continuano a versare acqua in una delle più celebri fontane romane.
La fontana delle Naiadi si trova non lontano dalla stazione Termini, davanti alla basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri eretta sulle antiche Terme di Diocleziano. Michelangelo progettò il grandioso chiostro a colonnate. Il complesso ospita il Museo Nazionale Romano

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