CULTURA – Le cartoline

Articolo di Carlo Verga

Una volta non tanto tempo fa mandare le cartoline era quasi un dovere. Ai tempi dei nonni ed ancora dei nostri genitori era un’usanza doverosa, poi, con l’avvento dei telefonini è lentamente scomparsa. Forse bello ricordare e far vedere a tutti dove eri, ricordarsi così dei parenti ed amici, ma, ai miei di tempi mi pareva particolarmente noioso, dovevi cercare un posto dove comprarle, sceglierle, trovare i francobolli, ricordarti gli indirizzi, inventarti qualcosa per renderle per lo meno divertenti e poi una buca delle lettere per l’invio come atto finale. I destinatari I nostri genitori, parenti e gli amici più vicini. Il testo in genere abbastanza scarno, stiamo bene, che bel posto e tante frasi del caso. Certo bello era riceverle e in qualche caso, ti procuravano qualche battito di cuore. Oggi, tutto più semplice un bel WhatsApp una foto e commenti tipo bello, o guarda dove sono e qualche descrizione del luogo, un minuto e voilà…
Accenno a tutto questo, perché in questa estate uggiosa e calda ci sono venute in mente le scatole di cartoline giacenti in cantina da tempi memorabili, che fare quindi il pomeriggio chiusi dentro casa? Bene, recuperate le scatole, aperte e trascorse molte ore a scorrerle una ad una, circa 3000 cartoline! Le più di provenienza dai nostri genitori e nonni. Me le ricordavo poco ma incredibile quante cose entusiasmanti sono uscite fuori. Ci sono cartoline, deliziose dei nonni, parliamo degli anni intorno al 1900, frasi semplici altre molto affettuose e piene di descrizioni, molte illeggibili per quella loro scrittura piccola anche se ordinata con immagini veramente di altra epoca.
Poi un bel numero di cartoline, stranamente mai spedite qualcuna con il francobollo ma senza scritta o indirizzo. In molte, evidentemente tappe dei vari viaggi, solo una descrizione del luogo, quando arrivati e se da tornarci, magari qualche indicazione sui ristoranti o alberghi. Molte interessanti dal punto di vista paesaggistico e come sono cambiati certi luoghi. Peccato per Roma, le più con le immagini dei grandi monumenti per i quali non è cambiato nulla.
Infine una scatola, un’esplosione di interesse e curiosità, composta da un migliaio di cartoline, molte illustrate da abili disegnatori, un percorrere la storia degli ultimi 120 anni. Tanti messaggi, propaganda di guerra, prestiti forzosi, le battaglie, le brigate, gli ordini, i reggimenti, le scuole, Deltiologia è il termine ufficiale che designa il collezionare le cartoline l’Africa, foto della famiglia reale e quant’altro, tutte coloratissime alcune con frasi veramente di altri tempi del tipo “Vittoria o morte” o “Combattere devi o soldato d’Italia…”, molte ricevute e firmate, tantissime altre non scritte.
Il periodo delle guerre e naturalmente le conquiste in Africa. Uno dei genitori era pilota in aeronautica quindi foto di aerei, di battaglie in alcune con brevi descrizioni del periodo 41/44 trascorso in Sicilia e l’arrivo degli americani, testimonianze di un tempo che fu.
Per saperne qualcosa di più mi sono letteralmente lanciato sul web e visitato decine di siti ma ne sono uscito ancora più confuso, ho comprato dei cataloghi, ma qualcuna simile alle nostre nessuna.
Le cartoline illustrate sono milioni, il loro valore va da 1 euro a migliaia di euro per le più rare, firme famose e meno, il Futurismo, Balla, Depero, Cascella e tante altri meno conosciuti; ma come individuare gli autori dalle sole sigle incomprensibili e quando ci sono? Al momento ho comprato alcuni album per inserire quelle che a parer mio sono le più interessanti. Sul web relativamente a questo tipo di collezionismo ho trovato:
Deltiologia è il termine ufficiale che designa il collezionare le cartoline, è l’hobby più diffuso dopo la collezione dei francobolli e delle monete, da quanto leggo, il raccogliere cartoline potrebbe diventare un passatempo ben remunerativo. Si dice che persino la Regina Vittoria abbia posseduto una collezione personale di cartoline, è certamente un hobby che porta con sé prestigio ma al quale bisogna dedicare molto tempo.
Miliardi di cartoline vennero prodotte e spedite durante l’Età Dorata. Per questo, persino un esperto di cartoline non sempre riconosce il valore di certi pezzi. Questo distingue il collezionismo delle cartoline dalle altre forme di collezionismo, per esempio di francobolli o di figurine sportive, nelle quali praticamente tutti gli esemplari esistenti sono noti, catalogati e prezzati.

In linea di massima i periodi storici sono:
-1898-1919; questo periodo è noto come l’Età Dorata delle Cartoline, durante la quale furono particolarmente popolari.
-1901-1906; il retro delle cartoline illustrate non veniva suddiviso..
-1907-1915; il retro delle cartoline illustrate cominciava ad essere suddiviso.
-1915-1930; le cartoline dal bordo bianco erano comuni.
-1930-1950; cartoline da collezione di lino.
Solo intorno a gli anni 50 in poi vennero prodotte con le immagini a colori, e raramente in bianco e nero che caratterizzavano gli esemplari degli albori.
Ma ora che fare di queste migliaia di testimonianze, i figli, al momento storcono il naso, nipoti neanche a parlarne, regalarle? Se trovo chi è in grado, le farò valutare.
Per il momento mi aspetta un gran lavoro, per ora le metto in alcuni album, poi ho creato una pagina Facebook “Cartoline illustrate CV”, individuata dalla fotografia del Palazzetto dello sport del Villaggio Olimpico appena costruito (oggi in uno stato pietoso). Ne metto qualcuna quando capita, qualche amico mi segue e ha messo le proprie cartoline, poi vedremo…

 

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