Articolo di Guglielmo Della Porta, Autore Ospite de La Lampadina
12 ottobre 2025, il Padiglione Italia vince per la prima volta nella sua storia un oro alle premiazioni finali del Bureau International des Expositions (BIE), nella categoria Interpretazione del Tema.
Dopo sei mesi impegnativi la Città Ideale e la sua idea centrale L’Arte Rigenera la Vita coglie i frutti del duro lavoro di centinaia di persone. Il tutto però comincia il 13 aprile, giorno 1 di 184, ogni giorno una sfida unica per presentare l’Italia sotto tutti i suoi aspetti ad un pubblico prevalentemente locale.
Expo 2025 Osaka, Kansai, Japan, fortunatamente abbreviabile a Expo 2025 cominciò sotto la pioggia del 13 aprile, il primo giorno di evento per tutti e 158 i paesi rappresentati, più tutti i padiglioni di sponsor ed istituzioni. Il tema di questo Expo era Designing Future Societies for Our Lives; come si svilupperà la società del futuro? Come saranno le città, le tecnologie? Come sarà la vita? Questo tema era suddiviso in tre sotto-temi: Connecting Lives, Empowering Lives e Saving Lives, che dividevano l’Expo in tre aree distinte, con il Padiglione Italia situato nel settore Saving Lives.
Dopo poche settimane, il Padiglione Italia era già al centro dell’attenzione. La Golden Week, festività giapponese quest’anno tenutasi dal 29 aprile al 6 maggio, portò un aumento di visitatori all’Expo e dunque un boom di video sui social network, fonte principale di informazioni e ricerca per il pubblico.
Il pubblico imparò che il Padiglione Italia, al contrario di altri padiglioni, non mostrava “video/foto di un opera famosa” o “video che raccontava la cultura/tradizioni del paese.” Il Padiglione Italia mostrava le opere originali, gli artigiani in persona, performance dal vivo, e raccontava la propria cultura ed il proprio stile di vita con il “tangibile”, molto più apprezzato dal pubblico giapponese rispetto al “digitale” degli altri padiglioni.
L’idea della Città Ideale del padiglione era di ricreare la tradizionale città medievale, una piazza principale, i portici, l’anfiteatro, un ampio “museo all’aria aperta” rinchiuso nella sala principale, ed infine il giardino all’Italiana sul tetto. Per “disegnare la società del futuro” siamo andati a ripescare l’autentica bellezza Italiana che porta milioni di persone a visitare il nostro paese ogni anno.
Un’altra caratteristica che ha distinto il nostro padiglione sono stati gli eventi, economici, istituzionali, culturali e concerti nelle arene di Expo. Tramite un sistema di prenotazioni gratuito il pubblico aveva l’opportunità di assistere a delle esperienze uniche, in totale sono stati 791, una media di più di quattro al giorno.
Il Padiglione Italia si è lanciato, usando tutto ciò che il paese ha da dare, ed ha sconfitto altri giganti globali con budget complessivi ben più alti. Abbiamo dimostrato che alla fine dei conti, quando si parla di stile di vita, quello che facciamo da secoli non è dopotutto così male.


Grazie Lampadina! Che bell’articolo sul Padiglione Italia : l’ho visto nascere anch’io dal contenitore al contenuto, e poi ne ho seguito i successi : è stato il nipote Mario Andrea di mio marito Alessandro, il Deus ex machina di tutto ciò quale Commissario italiano per l’Expo Osaka. Purtroppo non ho potuto andarci…
Anche questo articolo molto bello, peccato così poche foto, sarebbe stato bello avere una gallery di immagini dei vari ambienti. Ho cercato sul web ma ho trovato pochissime foto e sempre le stesse!