ABBIAMO OSPITI/NOTE DI VIAGGIO – Navigando sui fiumi in Germania

di Lucilla Laureti Crainz e Serena Ambroso, Autore Ospite de La Lampadina

Ci riproviamo? Ma sì, dai, andiamo! Aereo per Francoforte, bus Lufthansa per Strasburgo e …via! Ci imbarchiamo per una crociera di una settimana su tre fiumi tedeschi. Logistica confortevole, tempo meraviglioso, mai una nuvola. Al cocktail di benvenuto e soprattutto a cena ci guardiamo intorno, perplesse: età media dei 130 passeggeri molto alta, numerose grucce post intervento all’anca, tanti bastoni da passeggio indispensabili per l’equilibrio, grassezza diffusa, ecc. … Siamo capitate in una Villa Arzilla galleggiante! Senza scambiarci parole pensiamo: noi non siamo come loro! Decidiamo di fare buon viso ad un’apparente cattiva sorte e decidiamo di inserirci nella gran massa di francesi (molto ‘francesi’, disinteressati agli altri, nonostante i vari tentativi di Lucilla, egregia maestra dei contatti sociali, di stabilire una conversazione con i nostri commensali) e di spagnoli (un po’ più giovani, molto uniti fra loro e quindi nessuna curiosità verso gli altri)! Di italiani nemmeno l’ombra. Bene così. Saremo noi due, le italiane!

Iniziamo a prendere parte alle attività collettive dell’animazione mattutina condotte da 2 brave ragazze e da un ragazzo: ginnastica dolce (a cui facciamo regolarmente seguire il nostro personale tai chi), lezioni di ballo di gruppo (macarena, square dances rivisitate), interessanti giochi di cultura generale a premi (ad esempio, sotto ogni foto di 24 diversi copricapi bisognava scrivere il nome e/o il Paese di appartenenza). Diventiamo presenza fissa anche dell’animazione serale: balli a coppia (che lasciamo alle coppie vere), balli in gruppo e giochi (ad esempio, prevedere i balli preferiti dai partecipanti alla crociera o che saranno i più votati in un apposito sondaggio). Qui la nostra scelta è vincente: twist, walzer e disco music! Il karaoke è riservato all’ultima sera, con una nostra felice esibizione di ‘Bella Ciao’! Non l’avremmo mai immaginato che noi stesse saremmo diventate le animatrici delle serate!

Veniamo all’itinerario. Tuttavia, prima dobbiamo spendere qualche parola su come fanno le navi a passare da un fiume all’altro e come riescono a superare numerosi dislivelli più o meno pronunciati. Sono indispensabili le chiuse, opere di ingegneria idraulica la cui progettazione e sviluppo si deve a Leonardo da Vinci. Durante la crociera, dati i vari dislivelli, ne abbiamo dovute superare molte.

Eccoci, anche noi qui in crociera, bloccate nel traffico fluviale agostano, in alcuni casi facendo lunghe file d’attesa che ci hanno impedito di arrivare puntuali a destinazione. Come mai? Queste strutture idrauliche agiscono come un ‘ascensore’ per barche o navi. Sono costituite da 2 porte (o portoni) e da una camera centrale, l’invaso: quando un’imbarcazione entra nella camera, il portone posteriore viene chiuso ed il livello dell’acqua viene gradualmente alzato per salire, o abbassato per scendere. Una volta raggiunto il livello desiderato viene aperto il portone frontale permettendo così all’imbarcazione di proseguire il suo viaggio.
La nostra navigazione ha inizio subito dopo la prima cena a bordo. Lasciamo il Reno di Strasburgo (Francia) per svegliarci sul Meno di Francoforte (siamo nell’Assia) dove noi, indipendenti dal gruppo, dopo una bibita al modernissimo Skyline Lounge del Centro commerciale Galeria passeggiamo nel bel centro antico della città che ha dato i natali a Goethe.
Durante la seconda notte di navigazione lasciamo il Meno e navigando ora sulla Mosella arriviamo a Cochem, cittadina di neanche di 5.000 abitanti della Renania Palatinato nota per l’antico castello dell’anno 1000, restaurato più volte nei secoli successivi, l’ultima volta in stile tardo gotico.
Continuiamo sulla Mosella, le cui rive sono coperte da vigneti che, a differenza della successiva valle del Reno, si arrampicano su terreni così ripidi da apparire quasi perpendicolari rispetto al livello del fiume, e raggiungiamo Coblenza che si trova proprio alla confluenza fra la Mosella e il Reno, il così detto ‘Die Deutsche Eck’, angolo segnalato dalla statua dell’imperatore Guglielmo I (1797-1888).
Coblenza di notte è molto affollata da centinaia di giovani che … bevono birra, bevono birra, bevono birra nei numerosi pub e per strada. Le tracce di questa ‘attività’ sono ben visibili la mattina seguente! Nel muoverci in città, però, hanno soprattutto colpito Serena i bei tombini della società di distribuzione dell’acqua!
Dalla Renania Palatinato torniamo nell’Assia e arriviamo a Rüdesheim am Rhein Navigando di giorno su questo tratto del Reno, il romantico Reno, ammiriamo la parte più affascinante del percorso; vigneti e castelli, castelli e vigneti. Al km 555[1] sfioriamo lo scoglio con la statua bronzea della Lorelei. La leggenda, resa famosa anche dal poeta Heinrich Heine (1797-1856) nel suo Das Lied der Lorelei, riprende il mito classico della seduzione; narra di una affascinante ninfa (o sirena) dotata di una bellissima voce e di lunghi capelli biondi che viveva su una roccia sulle rive del Reno. I naviganti, ammaliati dal suo canto, in quel tratto del fiume, in passato stretto e tortuoso, perdevano il controllo delle navi che così si infrangevano sugli scogli.

Una volta attraccato, chi ha voluto ha preso un trenino turistico per fare diversi assaggi di vini nelle più che numerose affollate enoteche delle infinite case produttrici! Noi no! Avremmo preferito visitare il museo Siegfrieds Mechanisches Musikkabinet ma… avevano anticipato la chiusura di un’ora. Senza preavviso!
Dall’Assia infine arriviamo a Mannhein nel Baden-Württemberg dove il Reno riceve il suo affluente Neckar. Questa città dista circa km 25 dalla famosissima Heidelberg, città che ospita la più antica università tedesca fondata nel 1386, dove nel bel Castello (in parte ora in rovina) aveva dimora il Principe Elettore, dove era situato il ‘Giardino del Palatinato’ un tempo considerato l’ottava meraviglia del mondo, dove è nato il Romanticismo tedesco, dove si trovano l’attuale Max Plankt Institute, l’Accademia delle Scienze e il Laboratorio Europeo di Biologia molecolare. Una curiosità: al giorno d’oggi nel Castello sono alloggiate le quattro botti più grandi al mondo; la più grande, Das vierte Grosses Fass, ha una capacità è di oltre 220.000 litri!
Tutti a bordo alle 17, per navigare tutta la notte di nuovo sul Reno e arrivare la mattina presto a Strasburgo.
Tornando alle chiuse, ogni volta la barca impiega circa 30 minuti per superarle. Ne abbiamo attraversate molte durante tutti i 596 km del percorso: 3 sulla Mosella con un dislivello di 6 o 7 metri, 3 sul Meno (a Griesheim vicino a Francoforte, di ben 14 metri, a Eddersheim con il dislivello di 11 metri, e alla confluenza del Meno con il Reno a Kostheim, di 8 metri), e per finire 3 sul Reno: la chiusa di Iffezheim, quella di Gambsheim al confine con la Francia e l’ultima, proprio vicino a Strasburgo, tutte con 13 metri di dislivello!
Abbiamo lasciato la nostra Monet alle 9, dopo aver già fatto colazione! Che alzataccia!
[1] Il fiume Reno nasce nelle Alpi svizzere e dopo 1326 chilometri si getta nel Mar del Nord poco a sud di Rotterdam nei Paesi bassi. Nel suo percorso tocca la Svizzera, l’Austria, il Liechtenstein, la Francia, la Germania, i Paesi Bassi.

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