Stiamo in molti nella sala d’attesa, le sedie bastano appena e sappiamo che spesso c’è molto da aspettare. Inevitabile scambiare qualche parola. Con alcuni ci siamo già visti in precedenti visite e così chiediamo aggiornamenti sulla salute dei nostri ammalati.
Una signora non smette di abbracciare e baciare la sua Flo. Riccioli biondi e fiocchetti. Ha avuto mesi di grandi ansie per la sua salute ma ora è tranquilla.
Queste dottoresse sono fantastiche. Un signore tiene in braccio anche lui il suo Bruno che oramai peserà almeno quaranta kili, ma pensa di essere ancora un bebè. Ci racconta che lo raggiunge la notte piano piano sul letto, non vuole dormire da solo. Non ha il coraggio di mandarlo via nonostante venga inesorabilmente spinto sull’estremo bordo del materasso. Una signora esausta. «Finalmente ora dormo. Ugo non è più geloso del nuovo arrivato. Si è abituato a non essere l’unico e si è finalmente adattato. Ma mi occorreranno molti giorni per riprendere il riposo perso.»
Arriva Bubi con un armamentario alla gamba. Caduto per le scale l’hanno dovuto operare ma ora sta meglio e non piange più la notte. Una fatica sollevarlo per gli spostamenti ma fra venti giorni leveranno il tutore finalmente.
Arriva Sacha. «Che nome carino. Come mai questa scelta?» «Aveva questo nome quando lo abbiamo preso con noi. Lo abbiamo mantenuto.» «Adottato?» Ci si scambiano foto. «Guardi qui è quando aveva solo un anno. Era un tesoro. Poi è diventato una peste. Il salotto a soqquadro per dispetto ogni volta che non lo portiamo con noi, e al ritorno muso lungo ed indifferenza totale. Ce la fa pagare.»
Alcuni non temono le dottoresse. Non hanno subito medicazioni dolorose o noiose iniezioni. Altri fanno gran
resistenza e non vogliono entrare. Brutti ricordi di cure dolorose incidono sul loro comportamento- «Forza Charles vedrai non ti fanno nulla. Ti ricordi l’altra volta? È andato tutto bene.» Tutti noi lo incoraggiamo e, alla fine, entra nell’ambulatorio.
La fila si assottiglia. Fra poco finalmente tocca a noi. «La sua mangia? O fa storie?» «No mangia tutto. Non ne ha mai abbastanza. Una fatica tenerla lontano dal cibo ma il dottore si è raccomandato di non farla ingrassare.» «È socievole il suo o è timido e scontroso e non vuole fare amicizia con nessuno come la mia?» «È il re del quartiere .Tutti gli vogliono bene e lui a tutti è affezionato.»
Ecco finalmente il nostro turno. L’ora è volata. Zoe entra tranquilla carezzata dalle dottoresse, Sabrina e Francesca, che le fanno molte feste. Non siamo nella sala d’attesa del Bambino Gesù ma nella sala d’attesa delle veterinarie di Flo, Bruno, Ugo, Bubi, Sacha, Charles e Zoe.
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