Venerdì 09 gennaio 2026 doppio appuntamento ai Musei Capitolini
ore 11.10 – Musei Capitolini, Palazzo Nuovo
CARTIER E IL MITO
Questa è la prima volta che il Palazzo Nuovo ospita una mostra temporanea e ciò trova la sua ragione nel fatto che le creazioni della Maison Cartier, per lo più provenienti dall’heritage Cartier Collection, sono in dialogo con le sculture in marmo della collezione del cardinale Alessandro Albani – nucleo originario della collezione museale di Palazzo Nuovo – e con una selezione di preziosi reperti antichi provenienti dalla Sovrintendenza Capitolina, da prestigiose istituzioni italiane e internazionali e da collezioni private.
La mostra offre una prospettiva originale su un aspetto particolare e importante di questo tema: dell’uso del repertorio antico in gioielleria, dai “pastiches” dei grandi collezionisti e orafi del XIX secolo, come i Castellani a Roma, stile Neoclassico Garland, fino alle opere successive ispirate a Jean Cocteau nel secondo dopoguerra, arrivando infine alle creazioni odierne e a un nuovo approccio all’Antichità. L’esposizione mette in luce l’uso del repertorio classico greco-romano nelle creazioni Cartier e le trasformazioni della prima metà del Novecento, quando maturò una nuova concezione dell’antichità classica. Una sezione è dedicata alle tecniche e ai processi di lavorazione dei gioielli, con riferimenti all’età romana.
La mostra è curata dalla storica del gioiello Bianca Cappello, dall’archeologo Stéphane Verger e dal Sovrintendente Capitolino Claudio Parisi Presicce.
A seguire, ore 12.30, sempre ai Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori
ANTICHE CIVILTÀ DEL TURKMENISTAN
Crocevia di antiche civiltà, il Turkmenistan è un Paese ricco di significati storici e archeologici, tra i più complessi ed espressivi dell’Asia Centrale. Grazie alla sua posizione strategica tra la Mesopotamia, l’altopiano iranico e la Valle dell’Indo, fin dal III-II millennio a.C. il Turkmenistan ha rappresentato un nodo cruciale lungo le principali rotte commerciali che collegavano Oriente e Occidente. Questi scambi non riguardavano solo il trasporto di beni di prestigio, ma anche la circolazione di idee e conoscenze tecniche
In mostra oltre 150 capolavori archeologici provenienti dalla Margiana protostorica (III–II millennio a.C.) — corrispondente all’odierno delta interno del fiume Murghab nel sud-est del Turkmenistan — e dall’antica Partia, in particolare dal sito di Nisa (II secolo a.C. – I secolo d.C.), un importante centro urbano e cerimoniale situato ai piedi della catena montuosa del Kopet-dagh nel Turkmenistan centro-meridionale. Per i visitatori quest’esposizione ai Musei Capitolini rappresenta dunque un’occasione unica per ammirare alcuni preziosi capolavori mai esposti fuori dal Turkmenistan, come le collane in oro e pietre semipreziose da Gonur (III-II millennio a.C.), i ritratti in argilla cruda di sovrani e guerrieri, e i rhyta (corni per bere e per versare) in avorio riccamente decorati (II secolo a.C. – I secolo d.C.) da Nisa.
Ci accompagna Alessandra Mezzasalma
******************************
Lunedì 12 gennaio 2026 – ore 19.30 Cinema Caravaggio
APPUNTAMENTO CON IL CINEMA ILLUMINATO
BUTA di Ilgar Najaf
La Lampadina sta programmando un viaggio in Azerbaijan per aprile, per questo motivo, nell’ambito della nostra rassegna di Cinema Illuminato, curata da Pucci Biffi Rastrelli, con il supporto del Centro Culturale dell’Azerbaijan in Italia abbiamo pensato di proiettare un film azero che potesse avvicinarci al Paese che intendiamo visitare dal punto di vista paesaggistico e culturale. Si è scelto il film Buta che è il nome azero di un motivo ornamentale, che viene ricamato sui tappeti, sui teli, sui tessuti in genere. È un simbolo a forma di goccia, che può indicare il sole, la pioggia, un germoglio, una lingua di fuoco, l’ovario di un fiore. In breve, rappresenta la vita che si rinnova. Ed è il nome dato ad un bambino, la cui madre è morta dandolo alla luce. In seguito il piccolo ha perso anche il padre, ed è stato quindi allevato dalla nonna. Il mondo, intorno a lui, è vasto e deserto come la campagna del Caucaso, solcata dai corsi d’acqua, e coperta di rocce bianchissime….
Il bimbo cresce con l’appoggio e l’amicizia di un mercante di sapone, amico e una volta innamorato della nonna di Buta, che tesse un tappeto in ricordo della mamma del bimbo e…
Il film azero diretto dal regista e uscito nelle sale cinematografiche nel 2011, è stato il candidato azerbaigiano come miglior film in lingua straniera all’85esima edizione degli Academy Awards e ha vinto l’Asia Pacific Screen Award Best Children’s Feature Film nel 2011.
Il film in lingua originale è sottotitolato in italiano.
L’appuntamento fa parte di Cinema Illuminato, incontri con il cinema d’autore, promosso e gestito da La Lampadina Periodiche Illuminazioni: una serie di proiezioni cinematografiche di qualità da offrire nel corso dell’anno ai nostri associati.
Entrata su invito.
15/16 gennaio 2026
FIRENZE: ALLE ORIGINI DEL RINASCIMENTO ITALIANO
La scusa è andare a vedere la mostra sul Beato Angelico al Museo San marco e a palazzo Strozzi, ma ci siamo chieste, perché una volta a Firenze, non fare un excursus più ampio e completo che vada ad illuminare le origini del Rinascimento?
Ecco che si è scelto di approfondire la visita fiorentina, dedicare giovedì 15 gennaio al Beato Angelico e al Bargello, dove rivedere, tra le altre opere, il David e il San Giorgio di Donatello, dormire a Firenze in hotel centrale, e la mattina dopo passare dall’altra parte dell’Arno, per recarci alla Cappella Brancacci dove ammirare il ciclo delle storie di San Pietro, commissionato dal mercante Felice Brancacci a Masolino e Masaccio negli anni Venti del Quattrocento; ci recheremo poi a santo Spirito, progettata dal Brunelleschi, e nel pomeriggio basilica di san Lorenzo con le sue Cappelle Medicee e poi tutti verso Roma.
Ci accompagnano nella nostra scorribanda fiorentina Alessandra Mezzasalma e Paola Albiero
******************************
Giovedì 22 gennaio 2026 – Ore 19.00 – Circolo degli Esteri
incontro con Ludovico Pratesi su
ARTE ITALIANA OGGI
Tra storia dell’arte e attualità
Riprendiamo il filo del discorso dopo le lezioni di arte moderna e contemporanea tenute da Ludovico Pratesi negli anni scorsi al Circolo degli Esteri, relativi all’arte moderna e contemporanea, al modo di collezionarle, ai più importanti artisti italiani e stranieri e molto altro ancora.
Questa serata si focalizza invece sull’evoluzione dell’arte italiana contemporanea e sulle sue relazioni con la storia dell’arte, il sistema culturale e le dinamiche attuali.
******************************
Martedì 10 febbraio 2026 – ore 11.50 – Villa Caffarelli
LA GRECIA A ROMA
La mostra ripercorre l’arrivo dell’arte greca nell’Urbe secondo tre tappe fondamentali – le prime importazioni, il periodo delle conquiste mediterranee, l’età del collezionismo. Parallelamente alle tre diverse fasi dell’arco narrativo, racconta i contesti d’uso delle opere, ossia gli spazi pubblici, quelli sacri e le residenze private. È quest’ultima l’età della diffusione del collezionismo privato, quando si sviluppa l’arte detta neoattica con la produzione di oggetti d’arredo su commissione dell’élite cittadina: i manufatti diventano strumenti di autorappresentazione e simboli di status. Tra i numerosi capolavori esposti spiccano i grandi bronzi capitolini, eccezionalmente riuniti, affiancati da monumenti chiave come la magnifica stele dell’Abbazia di Grottaferrata e le sculture di Niobidi dagli Horti Sallustiani, che furono disperse tra Roma e Copenaghen. Un ritorno dal forte valore simbolico è rappresentato da una scultura acroteriale femminile della collezione Al Thani di Parigi, che nel Seicento era a Roma. Presenti anche dei reperti inediti, come le ceramiche attiche rinvenute in recenti scavi archeologici presso il Colosseo.
L’allestimento della mostra anche per l’efficacia della sua narrazione: il percorso è infatti arricchito da contenuti multimediali che guidano il visitatore in un viaggio immersivo tra ricostruzioni architettoniche, contesti cerimoniali e apparati decorativi.
Ci accompagna Alessandra Mezzasalma
******************************
Sabato 14 – Mercoledì 18 febbraio 2026
SU CARRASEGARE – L’ALTRA SARDEGNA
La Sardegna non è solo estate, sole e spiagge incantate: la regione offre tesori nascosti in tutte le stagioni dell’anno, come Su carrasegare (carnevale) che ha tradizioni antiche, che si rifanno a dei pagani e antichi miti di fertilità delle comunità agropastorali della regione, ecco perchè abbiamo pensato ad un giro tra le montagne della Barbagia e le coste occidentali, per immergerci in un’atmosfera di riti sacri e ancestrali: a Mamoiada le maschere dei Mamuthones, che si esibiscono in una danza antica, cadenzata dai campanacci caricati sulle spalle e cacciati dai Issohadores, che con un corpetto rosso e una maschera bianca, catturano queste maschere ‘animalesche’ (e gli spettatori) con una fune. E ancora esibizioni equestri che celebrano il cavallo, come Sa sartiglia a Oristano, oppure l’Osinku di Bosa dove il martedì grasso è un giorno speciale, e si celebra s’Attiddu, ancora le figure selvagge de Su Battileddu di Lula e poi il pozzo sacro di santa Cristina, i giganti di Mont’e Prama a Cabras, e altro ancora, per finire ad Alghero, da dove torneremo a Roma.
******************************
Lunedì 23 febbraio 2026 – 10.30
I SOTTERRANEI DELL’OSPEDALE DI SAN GIOVANNI
Visita guidata con apertura straordinaria sotto l’ospedale San Giovanni, un quartiere sotterraneo dove passeggeremo tra resti di domus e cortili risalenti al I-IV secolo d.C. Qui si trovavano antiche abitazioni appartenute a personaggi illustri, come Annio Vero, nonno dell’imperatore Marco Aurelio, e Licinio Sura, amico dell’imperatore Traiano ed esperto idraulico. Vedremo mosaici, pavimenti in marmi policromi e le straordinarie condotte idrauliche in piombo e cocciopesto, testimonianza dell’avanzato sistema di approvvigionamento idrico dell’epoca. Scopriremo anche un’ampia vasca-cisterna, al cui interno furono rinvenute alcune delle vittime della peste del 1348.
******************************
lunedì 09 marzo 2026 – ore 11.10 – Ara Pacis
IMPRESSIONISMO E OLTRE.
Capolavori del Detroit Institute of Arts
Con Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts, Roma accoglie un nucleo di opere che raramente lascia gli Stati Uniti, un viaggio attraverso cinquant’anni di creatività europea che riunisce i protagonisti della modernità. Una mostra che non solo restituisce la ricchezza delle collezioni americane, ma ricostruisce l’intreccio di visioni, sperimentazioni e rivoluzioni che hanno definito la pittura tra Ottocento e Novecento europeo. In mostra i pionieri dell’impressionismo Degas e Renoir, i protagonisti delle avanguardie parigine Matisse e Picasso, passando per le innovazioni di Van Gogh e infine arrivando agli sperimentatori dell’arte tedesca come Kandinsky e Beckmann.
Ci accompagna Alessandra Mezzasalma
******************************
Metà aprile 2026
BAKU E OLTRE
Siamo desiderosi di addentrarci in una cultura e in una regione territorialmente non così lontana, e ancora non vittima di overturism, l’Azerbaijan, ex repubblica sovietica dal 1991. Il periodo previsto è la seconda metà di aprile, visiteremo Baku, e ci sposteremo nella riserva di Gobustan, sito patrimonio dell’Unesco, dove vedremo pittura rupestre e vulcani di fango, ci sposteremo verso Shamakhi, misteriosa e antica capitale dell’Azerbaijan, e andremo a Lahij, centro nevralgico della Via della seta quando i mercanti viaggiavano da est a ovest attraverso la cittadina e poi molto altro si aggiungerà alla nostra esplorazione.


