Articolo di Lalli Theodoli
No …tranquilli.
Non si tratta di una storia di emancipazione femminile contro i “LUI “ di qualsiasi genere.
No. Questa volta LUI è …altro.
Antichi ricordi narrano di quando, prima di partire per una colazione all’aperto, per una passeggiata o per una giornata di sci ci si limitava ad affacciarsi fuori dalla finestra.
Un po’ bruttino…rimandiamo? Ma no, poi forse migliora. Andiamo.
Giornata splendida. Che fortuna. Si parte.
Accadeva a volte che non si indovinasse e ci si ritrovasse fradici sotto la pioggia al picnic o chiusi in casa in una giornata di sole bellissima non prevista. Non era nulla di terribile. A volte si indovinava e a volte no.
Ora frenetici contatti con LUI. Cominciamo a interrogarlo giorni e giorni prima della sospirata partenza. Vorremmo andare a sciare. Come sarà il tempo? Le previsioni quindici giorni prima dicono: BELLO! Splendide giornate assolate.
Cominciamo a organizzare il nostro soggiorno. Coinvolgiamo degli amici. Ma da qualche giorno ci si informa che il sole cederà il posto a qualche nuvola. La temperatura salirà. Siamo ancora fiduciosi. Migliorerà. Lo teniamo sotto occhi con ansia giorno dopo giorno. La situazione non migliora. Ora nelle previsioni la neve cede il posto addirittura alla pioggia. Che ci andiamo a fare? Ci incontriamo, ne parliamo alcuni di noi con ottimismo vogliono andare a tutti i costi. Pazienza il
tempo. È sempre una interruzione del solito tran tran. Vincono i pessimisti. Rinunciamo. Ma, il l giorno della programmata partenza, mai avvenuta, il meteo dà un sole splendido sulle montagne. Gli albergatori che hanno avuto molte prenotazioni cancellate tuonano furiosi contro LUI. E noi, avvilitissimi, ci sentiamo traditi. Non dovevamo ascoltarlo.
In città. Dobbiamo fare molte cose in giro. LUI Ci dice esattamente a che ora comincerà a piovere, quando smetterà, quante gocce cadranno, se il vento sarà una brezza o un tornado. Lo ascoltiamo come una divinità. Alle due smette di piovere? Meno male. È l’ora in cui devo uscire. Sono fiduciosa e invece mi trovo, sotto un diluvio, a cercare disperatamente i venditori di ombrelli (sempre presenti alla prima goccia, ma introvabili al bisogno), per comprare con urgenza un ombrellino da tre euro, di quelli che salvano da una unica pioggia e poi si disgregano. Se poi c’è vento si cappottano come quello di Mary Poppins.
Ho parlato di vento?
LUI ne annuncia uno furioso. Le news sulla nostra città ci danno addirittura allerta arancione. State a casa, uomo avvisato…mezzo salvato. Così se un pino si schianta sull’auto perfettamente parcheggiata o, ancora peggio, ferisce un passante con il crollo di un grosso ramo … il comune ci aveva avvisato. Come per il limite di velocità sulle strade piene di buche. Meno costoso mettere un cartello “Andate piano“ che aggiustare le voragini. Ci affacciamo per controllare se le chiome degli alberi ondeggiano furiose sotto la furia del tornado. Mah! Fuori tutto fermo e tranquillo. Gli uccellini cinquettano sereni sull’immobile fogliame.
LUI ha anche il radar che ci fa vedere la pioggia in arrivo in tempo reale. La nuvola sfiora la nostra casa e il nostro percorso e minacciosa si allontana. Ma non basta guardarla affacciati alla finestra?
LUI non è infallibile. Rendiamocene conto. Non sempre affidabile. A volte bugiardo, spesso vago e impreciso. Non confondiamo. Sempre di LUI meteo, parlo.
E allora torniamo alla vecchia sana affacciata alla finestra e ad un poco di sano ottimismo. Se poi ci sbaglieremo, pazienza, visto che persino LUI a volte sbaglia.

