4-17 maggio 2026
RAVENNA, POMPOSA, COMACCHIO E CHIOGGIA
Un giro che inizia a Ravenna, città che ospita 5 luoghi patrimonio Unesco di grande bellezza e spiritualità: la basilica di San
Vitale, il Mausoleo di Galla placidia, con i suoi mosaici blu cobalto, Sant’Apollinare Nuovo e il Battistero neoniamo e la cripta di San Francesco, allagata per fenomeni di subsidenza. Risaliremo poi per la via Romea a Comacchio con le valli del delta del Po, con le saline e il Museo Archeologico. Continueremo verso l’estremità meridionale della laguna veneta, raggiungendo prima la splendida e nascosta abbazia di Pomposa, vicino a Codigoro e poi Chioggia, con le sue calli e i cuoi canali.
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19 maggio 2026 – ore 18.00
MARIO SCHIFANO
MARCO TIRELLI. ANNI LUCE
Palazzo delle Esposizioni
Il progetto dedicato a Mario Schifano, una delle figure più significative e popolari della recente arte italiana, è il nuovo capitolo di quel programma avviato da Palazzo Esposizioni di studio e valorizzazione delle figure e dei mo
vimenti che hanno segnato la cultura visiva del secondo Novecento, quella, in particolare, emersa nel fertile alveo della città di Roma.
«Il nòcciolo tenero e sensibilissimo del suo animo è la passione per la pittura», così il critico e poeta Cesare Vivaldi descriveva nel 1963 il giovane Schifano. È a questa stima, essenziale, incontrovertibile e largamente condivisa, che, prima di ogni altro proposito, la mostra ambisce a dare risonanza con una raccolta di oltre cento opere, tra le più acclamate e rappresentative, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere.
Marco Tirelli invece con il suo Anni Luce presenta infatti un progetto inedito per le sale 9, 10, 11 e 12 di Palazzo Esposizioni. Un nucleo di opere che si configura come un’unica grande installazione, un ciclo pittorico e mentale in cui
ogni lavoro, pur nella propria autonomia, si inserisce in una trama organica e continua, come un nastro ideale che percorre lo spazio espositivo. Le sale diventano così un “teatro della memoria”, dove l’artista costruisce una rappresentazione cosmogonica del proprio lavoro.
Sarà presente Marco Tirelli a parlarci del suo lavoro insieme a Ludovico Pratesi
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26 maggio 2026 – ore 18.00
PRESENTAZIONE DEL LIBRO
L’ANIMA NERA DELLA SILICON VALLEY. La vera storia di Peter Thiel
di Luca Ciarrocca
Circolo degli Esteri – Roma
Un’occasione per conoscere meglio e più approfonditamente, le dinamiche che regolano da qualche anno la nostra realtà.
Luca Ciarrocca, giornalista geopolitico economico strategico, analizza da anni le dinamiche e gli squilibri del potere globale. Già corrispondente da New York per «Il Giornale» di Indro Montanelli, nel 1999 ha fondato e diretto «Wall Street Italia» Luca ci racconta l’ascesa di una persona fino a poco tempo fa poco conosciuta ai non addetti ai lavori e salito alla ribalta dei riflettori per effetto della sua azione pervasiva nei mezzi di comunicazione, internet, politica, sicurezza e quant’altro, si parla di Peter Thiel.
Un contraltare necessario sarà assicurato dalla presenza di S.E. Cardinale Matteo Maria Zuppi, dall’ambasciatore Diego Brasioli, Direttore Centrale per la Diplomazia Cibernetica e l’Innovazione tecnologica e la moderazione affidata all’ambasciatore Giovanni Brauzzi.
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28 maggio 2026 ore 16.50
CONSTANTIN BRÂNCUSI. LE ORIGINI DELL’INFINITO AI MERCATI TRAIANEI
con aperitivo all’Roof dell’NH Fori Imperiali
La mostra si inserisce nel quadro delle celebrazioni ufficiali per il 150° anniversario della nascita di Constantin Brâncuși (1876-1957), una delle figure fondatrici della scultura moderna e nella cornice del programma bilaterale dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026, elaborato e promosso dall’Ambasciata di Romania in Italia e realizzato con il sostegno dei Ministeri della Cultura e dei Ministeri degli Affari Esteri romeni e italiani, l’esposizione è curata dal direttore del Museo Nazionale d’Arte della Romania Erwin Kessler. La mostra propone una rilettura innovativa dell’opera di uno dei principali protagonisti della scultura modernista del Novecento, mettendone in luce le radici culturali e formali attraverso un duplice asse curatoriale. Da un lato, l’influenza della tradizione artigianale e simbolica dell’Oltenia (regione della Romania), terra natale dell’artista, con il suo uso della “taille directe” e i motivi arcaici dell’intaglio ligneo; dall’altro, il confronto con la scultura romana antica, studiata da Brâncuși durante gli anni di formazione come modello di perfezione formale e punto di partenza per l’astrazione dell’essenza delle forme.
Ci accompagna Alessandra Mezzasalma
Giovedì 18 giugno 2026
VILLA ADRIANA/ANTICOLI CORRADO/MURALES DI SARACINESCO
Una giornata varia nei dintorni di Roma per visitare posti noti come Villa Adriana e meno noti come Anticoli Corrado, un paese di 844 abitanti, datato circa all’VIII secolo. Tra il 983 e il 1267 Anticoli compare in diversi documenti ecclesiastici, in relazione a contese sulla sua signoria, contesa tra l’abbazia di Subiaco e laici che a vario titolo ne reclamavano il governo. Nel 1256 pervenne sotto la signoria di Corrado di Antiochia, e il paese decise di aggiungere il nome del sovrano a quello di Anticoli per ricordare Corrado, il più illustre signore della sua storia, e rendergli omaggio. In seguito la signoria del paese fu venduta dalla famiglia Antiochia alla famiglia degli Orsini, e da questi nel XVI secolo a quella dei Colonna di Sciarra. Il paese è conosciuto “Il paese degli artisti e delle modelle”: nella prima metà dell’800, infatti, venne scoperta dai numerosissimi pittori stranieri, arrivati a Roma dal nord dell’Europa alla ricerca dei paesaggi e delle atmosfere tipiche della campagna romana. Gli artisti affittarono molte stalle del paese, trasformandole nelle proprie abitazioni e in studi (un censimento del 1935 ne contava ben 55)
Ci sposteremo poi a Saracinesco,un paesino di 178 anime che sorge a 908 metri sul livello del mare sulla cima di un rilievo del gruppo montuoso dei monti Ruffi. In cima al ventoso e arroccato nucleo storico dai vicoli rivestiti di pietra calcarea vi sono i resti di una fortezza dell’XI secolo. È un villaggio costituito da un piccolo gruppo di invasori saraceni che stanco delle guerre decide di stabilirsi lì e in seguito di costruire un castello di cui oggi rimangono pochi resti. Saracinesco è quindi un borgo che porta i segni del tempo e che al tempo stesso ne è custode. Il paese infatti è considerato il Paese degli Orologi Solari, un vero e proprio Museo del Tempo diffuso, visibile passeggiando per i vicoli del borgo. Inoltre nel paese a fine giugno si svolge anche la grande festa dedicata alla street art “Samar Festival”, che l’anno scorso ha visto l’inaugurazione di tre murales in tre luoghi diversi del comune, realizzati da tre artisti di fama internazionale e dedicati alla storia e alle tradizioni del piccolo borgo montano.
Ci guiderà in questa eterogenea esplorazione Alessandra Mezzasalma

