10 – 13 settembre 2026
VENEZIA 61ESIMA BIENNALE D’ARTE, HOMO FABER E OLTRE
Come di tradizione torna il nostro appuntamento a Venezia per visiatre la 61a della Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, quest’anno titolata In Minor Keys, curata da Koyo Kouoh.
Ci accompagna Ludovico Pratesi anche nelle esposizioni off, in giro per la città lagunare, ma c’è da vedere anche molto altro, come sempre accade a Venezia, si torna pensando già di ritornarci!
tra le altre cose, a fondazione Prada Helter Skelter: Arthur Jafa and Richard Prince, Jenny Saville a Ca’ Pesaro, un passaggio alla Compagnia della Vela a San Marco, alla SMAC Lee Ufan e Alighero Boetti, Sanya Katarovsky all’Istituto Veneto di Scienze ed Arti, e Jan Fabre alla scuola Grande di san Rocco.
18 settembre 2026
TOMBA FRANÇOIS A VILLA GIULIA
Scoperta il 1° maggio 1857 dall’archeologo Alessandro François nei terreni del principe Alessandro Torlonia, nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, la tomba è scavata nel tufo e composta da trentasette pannelli dipinti e da due cippi litici rinvenuti nel corridoio di accesso. Realizzata tra il 340 e il 320 a.C., rappresenta una delle più alte testimonianze della pittura etrusca e, più in generale, della pittura antica giunta fino a noi.
Il ciclo pittorico del IV secolo a.C. racconta episodi della mitologia greca e della tradizione etrusca, come il sacrificio dei prigionieri Troiani per i funerali di Patroclo o la lotta fratricida tra Eteocle e Polinice, passando per il ritratto di Vel Saties, fondatore e committente della tomba, fino alle lotte tra eroi etruschi con Macstarna, il futuro re Servio Tullio, che libera il condottiero vulcente Celio Vibenna.
La mostra “Il Ritorno degli Eroi” fino al 31 dicembre 2026, dialoga con il ciclo pittorico attraverso oggetti e documenti unici, appartenenti al corredo funerario e provenienti dal Musée du Louvre, dal British Museum, dai Royal Museums of Art and History di Bruxelles, dal Musée cantonal d’archéologie et d’histoire di Losanna, dai Musei Vaticani e dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma.
Giovedì 1 ottobre 2026 ore 12.00
KANDINSKY A PALAZZO BONAPARTE

Kandinsky torna dopo 25 anni di assenza dalla capitale con una mostra monograficache straordinaria che ci permetterà di immergerci nell’universo del padre dell’astrattismo. ripercorrendo le tappe fondamentali della ricerca artistica del grande maestro russo, rivelando come il suo linguaggio pittorico si sia progressivamente svincolato dalla rappresentazione della realtà per approdare a una nuova dimensione fatta di colore, forma e spiritualità. Dalle prime opere ancora legate alla tradizione figurativa e al folklore russo, fino alle celebri composizioni astratte, la mostra di Roma permette di comprendere l’evoluzione di uno dei protagonisti più rivoluzionari dell’arte del Novecento. La costante indagine sul rapporto tra arte e interiorità, unita all’interesse per la musica e per le teorie sul colore, rende l’opera di Kandinsky un terreno di sperimentazione unico, capace di influenzare profondamente non solo la pittura, ma anche l’architettura, il design e le arti contemporanee.
Giovedì 15 ottobre 2026 ore 17.10
DIEGO RIVERA E LA COSTRUZIONE DELL’ARTE MODERNA IN MESSICO NEL XX SECOLO
A VILLA CAFFARELLI
La mostra è la più grande esposizione sull’arte messicana in Europa negli ultimi decenni, la prima realizzata in Italia su Diego Rivera. Un’intensa retrospettiva dedicata al celebre pittore e muralista messicano, la cui opera rappresenta una cerniera tra tradizione e futuro, capace di dare vita a un linguaggio visivo autonomo e distintivo dell’arte moderna messicana.
Accanto alle opere di Diego Rivera, l’esposizione presenta capolavori di artisti straordinari come Frida Kahlo, José María Velasco, José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros, María Izquierdo, Tamayo, Lozano, Montenegro, Ruiz, Dr. Atl, Saturnino Herrán e molti altri. Ad arricchire il percorso alcuni video e scatti suggestivi, tra cui le fotografie di Rivera, immortalato da Tina Modotti. Un gruppo di artisti che ha saputo intrecciare tradizione, avanguardia e pluralità di linguaggi estetici. Il percorso espositivo permette così di ripercorrere le genealogie della modernità messicana, collocando la figura di Rivera al centro di una trama visiva e concettuale in cui la formazione accademica dialoga con la sperimentazione e con una profonda attenzione al presente sociale.

