Venerdì, 22 dicembre 2011

Ciao,
oggi la nostra Lampadina si accende su:

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Ti piacciono "i corti letterari"?

Allora non perdere il numero 2!

Eccoci qui, con il primo  numero de La Lampadina,  una newsletter un po' "sui generis"...

Il 2011 sta finendo quasi imponendoci la sensazione che il prossimo anno sarà tutto in salita, e noi, proprio per questo,  vogliamo ritrovarci nel 2012 con qualcosa di nuovo e  positivo, con un'iniziativa che sia stimolante per chi ne prende parte e per coloro che ne entreranno in contatto.

Augurando a tutti voi un sereno "scivolamento" nel 2012, ci leggiamo l'anno prossimo!


La Lampadina team

EVENTI: Steve McCurry
Viaggio intorno all’uomo: Steve McCurry al Macro di Testaccio. La gente lo conosce come “il fotografo di Sharbat Gula”, la ragazza dagli occhi verdi che ha fotografato a Peshawar, in Pakistan nel 1984 in un campo di rifugiati in Afganistan

Steve McCurry è un uomo semplice, non molto alto, baffetti radi, con una calvizie incipiente e grande simpatia. L’abbiamo incontrato casualmente il giorno dell’inaugurazione della Sua mostra al macro. Era seduto in una poltrona mentre discuteva di programmi con un giornalista. Gli ho fatto qualche domanda e mi ha risposto con un grande sorriso e un autografo su un depliant della mostra … All’uscita, nonostante fosse circondato da una decina di persone, ho voluto ringraziarlo e mostrargli tutta la nostra ammirazione e commozione per le foto esposte. L’allestimento e le luci predisposte con grande maestria hanno la capacità di comunicarti tutte le sensazioni di vivacità colore e naturalezza e del momento esatto dello scatto.

Steve Mc Curry è nato a Philadelfia, la sua folgorante carriera ha inizio quando, vestito con abiti locali attraversa il confine pakistano ed entra nel territorio afgano controllato dai ribelli prima dell’invasione russa. Riesce a fuggire nascondendo i rullini con le sue foto, cuciti dentro i vestiti e consegnando così le prime immagini di quanto stava succedendo nel paese.

Il viaggio intorno all’uomo è una sintesi di quanto succede intorno a noi attraverso gli scatti di uno dei più grandi fotografi viventi. Ritroviamo immagini dall’Italia, (Enna, Venezia, Roma) e quanto documentato in molti luoghi del mondo, tra cui Jugoslavia, Beirut, Cambogia, Filippine e Afghanistan. Il National Geographic Magazine ha pubblicato suoi ampi reportage effettuati in diverse parti del mondo, come Birmania e Tibet e ampi servizi sui più grandi avvenimenti degli ultimi tempi come, ad esempio, la Guerra del Golfo. E' una mostra da vedere, anche per la genialità del suo allestimento, le luci e il luogo di grande fascino qual è oggi l’ex mattatoio.

Carlo Verga

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LETTERATURA: Charles de Brosses
Una vivace descrizione di Roma, quale era tre secoli fa, si trova nelle lettere scritte agli amici dal francese Charles de Brosses, che visitò l’Italia fra il 1739 e il 1740. Ecco ad esempio una parte del commento introduttivo

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“Per dirvi in una parola il mio pensiero su Roma, essa è, dal punto di vista estetico, non solo la più bella città del mondo, ma lo è senza possibilità di paragone con qualunque altra, compresa Parigi.

Il governo è peggiore del peggiore che possa immaginarsi. Immaginatevi cosa può essere un popolo un quarto del quale è formato da preti, un quarto da statue, un quarto da gente che non lavora quasi mai e un quarto da gente che non fa assolutamente nulla; dove non c’è agricoltura, non commercio, non fabbriche; dove la vita trascorre fra i cardinali nel cerimoniale, a fare eminenti coglionerie; dove tutto il denaro necessario ai bisogni della vita proviene solo da paesi esteri e dove ad ogni successione si vedono arrivare ladri freschi, i quali prendono il posto di quelli che non hanno più bisogno di arraffare.

Vi sto dicendo un gran male di una terra che, ciò nonostante, è piacevolissima per gli stranieri, non solo per i motivi di curiosità, ma per l’estrema libertà che vi regna, per la cortesia degli abitanti, tutti dotati in genere, se non di gentilezza, almeno di affabilità; generosi ed accoglienti più che in altro luogo d’Italia”.

(sintesi da Charles de Brosses, Lettres familières sur l’Italie, trad. it. Viaggio in Italia, Laterza, Bari 1973)

Lorenzo Bartolini Salimbeni

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TECNOLOGIA: le mille bolle blu
Nuove idee per sfruttare l'energia solare: le MSC

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Questa notizia è apparsa solo in siti specializzati, forse ne avete già sentito parlare ma forse no e allora la inseriamo in questa nostra newsletter! Si tratta delle   MSC  “marine solar cells”. Guardatele, sembrano bolle blu, e galleggiano in mare:  ma non sono boe, sono “pannelli solari “! 

Progettati dal designer britannico  Phil Pauley, al momento  sono solo un concetto, ma promettono  di fornire una soluzione per la crisi energetica che potrebbe intensificarsi nei prossimi  anni. La richiesta globale di energia cresce (paesi molto popolosi come la Cina e l’India si industrializzano e richiedono sempre più energia), la disponibilità dei combustibili fossili diminuisce e il loro costo cresce e l’energia nucleare è rifiutata dalle popolazioni che ne temono gli effetti potenzialmente devastanti.

Sono le MSC una risposta possibile? Grazie all’originale forma a guscio, le MSC vengono attivate non solo dai raggi solari diretti ma anche da quelli riflessi dall’acqua, con un 20 per cento di energia in più rispetto ai pannelli terrestri. Inoltre, una sorta di pompa idraulica realizzata tra corpocap potrebbe sfruttare i movimenti delle onde.

Legate tra loro a blocchi, le  Marine Solar Cells si presenterebbero come delle vere e proprie centrali galleggianti; installate in alto mare non sottrarrebbero terreno alla produzione di alimenti.

Quali le incognite? La prima è l'effettiva realizzabilità: non è mai semplice passare dall'idea al progetto esecutivo.

La seconda è il costo di installazione – è vero che il sole elargisce la sua energia gratuitamente ma quali sono gli investimenti necessari perché il contributo di questa forma di produzione di energia abbia un qualche impatto significativo?

Se l’idea è buona ne risentiremo parlare, altrimenti sarà come uno dei tanti progetti fantasiosi  che catturano l’attenzione per qualche tempo e poi finiscono tra le curiosità.

Giuseppe Zezza

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ARTE CONTEMPORANEA: La biennale di Istanbul
A Costantinopoli si è appena conclusa la 12esima Biennale,  foto e commenti di un'attenta visitatrice...

Sono stata a Istanbul recentemente, non per turismo come si è abituati a pensare quando si parla di Costantinopoli, ma per un bagno di arte contemporanea, approfittando delle ultime battute della 12esima Biennale che chiudeva il 13 novembre di quest’anno.

i curatori della biennale

Curata dall'italiano Adriano Pedrosa e dal costaricano Jens Hoffmann, aveva come titolo “Untitled” ispirandosi all’opera dell’artista cubano Felix Gonzales-Torres (1957–1996). Untitled è, infatti, il titolo che l’artista dava alla maggior parte dei suoi lavori minimalisti, concettuali, legati a una forma estetica ma esplicitamente politica. La Biennale turca includeva cinque mostre collettive tematiche (Ross, Abstraction, History, Death by Gun e Passport), e cinquanta mostre personali. La rassegna si svolgeva in due grandi depositi industriali sul Bosforo a pochi metri dall’Istanbul Modern Museum. Molto valide le selezioni delle opere, con un eccellente allestimento pulito e arioso e con artisti di varie generazioni, non tutti noti, con prevalenza di sudamericani e mediorientali. Le opere erano, come si può pensare, cariche di provocazioni politiche e sociali ma molto attente all’aspetto formale.

Un giapponese, Ruye Nishizawa, cofondatore con Kazuyo Sejima dello studio SANAA, è l’autore dell’indovinatissimo allestimento che, dividendo gli spazi con dei simil-container, è riuscito perfettamente a delineare i percorsi da seguire e dare alle opere un equilibrato spazio espositivo.

E' insolito pensare a Istanbul come una culla dell’arte del ventunesimo secolo, ma l'interesse per l'arte contemporanea da parte dei collezionisti locali è piuttosto recente. Quest’interesse è iniziato meno di dieci anni fa e i compratori stanno aumentando sempre di più, alcuni per passione, altri per investimento. Gli enormi fondi destinati all'arte contemporanea, in questa città, provengono non dallo stato ma da grandi famiglie private che si dimostrano seri e selettivi collezionisti. In questa viva atmosfera culturale, si contano sempre più numerose gallerie che troviamo spesso presenti anche nelle grandi fiere internazionali.

Marguerite de Merode

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VIAGGI: il Grand Tour
Potremmo definirlo un movimento di opinione che portava i giovani aristocratici europei a migliorare e maturare una profonda conoscenza di arte e cultura continentale

Il termine Grand Tour appare per la prima volta nel 1670 all’interno del Voyage of Italy, or a complete Journey through Italy dell’inglese Richard Lassels ma gli inizi sono sporadicamente rintracciabili già nel XVI° sec. nei viaggi di Montaigne.

Il viaggio poteva durare da pochi mesi a qualche anno. Si viaggiava dalla Francia all'Italia alla Grecia e i giovani imparavano a conoscere la politica, la cultura, l'arte e le antiche civiltà dei paesi europei. Nelle loro visite spesso si soffermavano ad acquistare qualche pezzo importante o decidevano di frequentare particolari scuole di pittura o scultura presenti in ciascuna città. L'Italia con la sua eredità della Roma antica, con i suoi monumenti, divenne uno dei luoghi più popolari da visitare. Inoltre, nel 1738 e 1748 gli archeologi avevano riportato alla luce Pompei ed Ercolano, veri e propri musei all’aria aperta che attraevano studiosi e curiosi da tutto il mondo come il tedesco Winckelmann, il quale descriverà all’Europa intera le nuove scoperte (1756), invogliando altri viaggiatori a mettersi in viaggio verso il sud della penisola. 

Una tappa importante del viaggio era, durante un soggiorno prolungato a Roma, la realizzazione d'un ritratto da parte di uno dei pittori più in vista al momento o il solo acquisto di vedute del paesaggio italiano. Erano numerosi i pittori stranieri che vivevano a Roma, tra cui gli allievi dell’Accademia di Francia e che grazie alla vendita delle loro opere e offrendo i loro servizi come guide, potevano pagarsi un prolungato soggiorno in questa città.

Con l'affermarsi di questa moda, anche le giovani donne seguirono le orme degli uomini, spesso in compagnia della zia nubile in qualità di chaperon. 

Fu questo un periodo in cui il viaggio acquistò valore per le sue intrinseche proprietà. Si propose  come unico e solo fine, in nome di una curiosità più audace, in nome del sapere e della conoscenza da un lato e del piacere dell'evasione, del puro divertimento dall'altro.

Chi trasformò la nozione di Grand Tour in viaggio organizzato fu Thomas Cook, che, complice la viabilità ferroviaria e poi il volo, è il primo a proporre viaggi che se pur di massa sono ideati in base alle esigenze di ciascuno verso la cultura, il divertimento o altro. La filosofia turistica viene impartita e diretta ad un pubblico accresciuto e massificato, è certo più accessibile e rudimentale di quella maggiormente consapevole e pretenziosa dei secoli precedenti quando i viaggiatori solcavano le strade a cavallo o a bordo di carrozze.

Il viaggiare di oggi possiede un carattere più svincolato e l’obiettivo è di vedere tutto e dissertare su tutto, in altri termini una curiosità profonda su quanto ci circonda.

E per finire…interessanti sono e i commenti che faceva Joseph Addison (fine Ottocento) al ritorno dai suoi viaggi in Italia.

"L’Italia è il più eccentrico e variegato museo di forme politiche esistenti al mondo, da luogo propizio per il collezionismo, alla cura della malinconia, autentico “mal du siecle”, all’amore per l’arte (musica teatro pittura scultura) fino alla semplice questione di moda."

Giancarlo Puddu

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FINANZA: COLLOQUIO TRA MADRE E FIGLIO
Un ipotetico colloquio tra mamma e figlio direttore di banca. L’argomento? Le obbligazioni

Mamma - Ciao Lorenzo
Lorenzo - Ciao mamma, come va?
M - Direi bene Lorenzo, a parte la confusione del momento. A questo proposito, Lorenzo, mi puoi spiegare cosa succede in questo mondo della finanza. Tu sai che ho perso dei soldi con quel finanziere spregiudicato… sì, lo chiamano il “Madoff dei Parioli…”. Insomma vorrei avere qualche chiarimento da te per una scelta più attenta, mi spieghi qualcosa sul mondo delle obbligazioni, oggi al centro di tante discussioni? Cosa sono e cosa significano le varie sigle, parole per me nuove, che vengono oggi usate correntemente?

L - Mamma, tu hai sempre preferito le obbligazioni (bonds, bunds) cioè quei prestiti che lo Stato chiede ai cittadini per rifinanziare i propri debiti o le aziende per i nuovi investimenti etc… Prestiti che poi verranno restituiti dopo un certo numero di anni. Il vantaggio, fino ad oggi, è che sapevi quanto ti sarebbe stato restituito ed inoltre ricevevi il pagamento delle cedole annuali (interessi)
In Europa, in principal modo, i prestiti governativi (obbligazioni) sono stati sempre un investimento sicuro… Recentemente tuttavia, e in occasione della situazione greca, le banche francesi e tedesche, che avevano prestato molto denaro alla Grecia, hanno difficoltà a rientrare dei propri investimenti per la situazione disastrosa in cui si trova il Paese.

Tutto questo, ha innestato una fortissima speculazione, prima sulla Grecia stessa, poi su Portogallo, Spagna, Italia, e su molti altri Paesi con debiti molto alti (inizialmente denominati Pigs: Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna, poi con l’Italia Piigs); recentemente si sono aggiunti alla lista la Francia e qualche altro Paese

M - Cosa potrebbe succedere in momenti come l’attuale?
L - Un Paese o un’azienda, non potendo pagare i propri debiti, va in default, è insolvente come è successo all’Argentina qualche tempo fa, e quindi gli investitori si troverebbero nella condizione di perdere una forte percentuale della somma investita se non tutto... L’Europa non dovrebbe arrivare a questo, c’è un fondo salva-stati l’EFSF(European financial stability facility), e la Banca Centrale che interverrebbero, anche molto drasticamente, comprando obbligazione degli Stati in sofferenza. Già questo avviene, in maniera blanda per calmiera i tassi di interesse.

M - Ma l’euro?

L - Sì, potrebbe risentirne, perdere il proprio valore o anche cessare di essere una moneta di riferimento. C'è una forte speculazione al momento, la speculazione è una grande manipolatrice di situazioni, e con l'euro ha molto a che fare... Problemi troppo grandi per vederli ora…

Warren Buffet, grandissimo speculatore, banchiere, etc … parlando delle situazioni finanziarie dice sempre: “Compro quando c’è grande paura, vendo quando c’è grande euforia.“ E questo la dice lunga..
Ma torniamo a noi: gli Stati ed anche le Aziende, cercano di tagliare per quanto possibile costi, sprechi e quant’altro ma nel contempo, devono anche rimborsare i prestiti concessi anni addietro e finanziare nuovi programmi: per questo motivo emettono nuove obbligazioni. Ma denaro ne circola poco, chi ne ha la disponibilità in questo momento se la tiene ben stretta, la conseguenza è che lo Stato e le aziende, in una situazione di possibile rischio e di necessità, sono costrette a pagare dei tassi ben più alti del normale.
Oggi troviamo in Italia obbligazioni che rendono fino al 7 per cento perche l’Italia è a rischio; in Grecia o altri paesi i rendimenti sono ancora più alti… La Germania e le sue aziende, le cui economie sono stabili, possono chiedere denaro riconoscendo all’investitore solo l’1-2 per cento (lo spread, quindi, è la differenza tra il tasso vigente in Germania e quello di altri paesi europei - quando si parla di “spread = 500 punti base”, significa che il differenziale dei tassi, tra Germania e Italia, è di un centesimo di 500 quindi del 5 per cento).
Mamma, vedi tu… Io darei fiducia all’Italia, per le sue aziende grandi e piccole e molte leader nel mondo nei settori più disparati, e per il suo avanzo primario (differenza tre entrate e spese dello Stato ) etc …

Un bacio mamma, se vuoi la prossima volta parliamo anche di altri investimenti, azioni, ETF, immobili etc...
Ci sentiamo tra qualche giorno.

Carlo Verga

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CULTURA: Cézanne a Parigi

Anche quest’anno Parigi rende omaggio ad un impressionista e quest’anno sarà CÉZANNE  (1839 – 1906). La mostra si tiene al “Musée du Luxembourg” e si intitola: “Cézanne e Parigi” , fino al 26 febbraio 2012.

Cézanne vive in Provenza, è un provinciale e sollecitato dal suo amico Emile Zola, comprende che per imparare, incontrare i pittori del suo tempo, conoscere i mercanti d’arte, deve andare a Parigi.

I pittori impressionisti seguivano l’idea di Baudelaire per cui il pittore della modernità dipinge soggetti moderni e la modernità è nella capitale. E’ a Parigi che si fa la pittura. Cézanne sarà affascinato e al tempo stesso disorientato dai piaceri della città e questo suo turbamento si riconoscerà nei suoi soggetti. Frequenterà Pissarro, Monet, Renoir che lo considereranno un precursore, un uomo che vede più lontano di loro. 

Il successo folgorante arriverà all’esposizione del 1890, organizzata da Zola.

Dal 1895, le sue mostre si susseguono fino alla sua consacrazione al Salone d’autunno del 1904: Il suo mercante d’arte Ambroise Vollard e suo figlio Paul badano ai suoi interessi. Tra il 1888 e il 1906, anno della sua morte, dalla Provenza torna spesso nei dintorni di Parigi fuggendo la mondanità: “solo la pittura conta, è il meglio della vita".

Nella mostra vi sono diversi quadri che rappresentano nature morte o tavole apparecchiate, con le famose mele di Cézanne. Una mela, così come il corpo umano, si presta alla ricerca dello spazio e del volume, al rapporto tra forme e colori. Woody Allen ha detto che la vita merita di essere vissuta almeno per due motivi: il primo motivo, è il secondo movimento della Jupiter ed il secondo motivo sono le mele e le pere di Cézanne.

La mostra propone 80 opere. Il Musée du Luxembourg, allestisce sempre esposizioni non troppo vaste ma di gran qualità. Le opere provengono da tutta Europa e da Los Angeles, Osaka, San Pietroburgo, New-York, Philadelphia e sono quindi opere che non sarà così facile rivedere.

Alberghi consigliati nel VI arrondissement: Hotel La Perle   Hotel Verneuil   Hotel de l'Abbaye

Carlotta Staderini Chiatante

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COSTUME: NPGM - NON PIU' GIOVANI MOTORIZZATE
Una nuova categoria, nata recentemente per avere mobilità in città, soprattutto al centro. 

Si riconoscono ad occhio. Lato B a volte un po' poderoso, braccia attaccate spasmodicamente ai manubri, non con la sciolta noncuranza dei T.G. (TUTTORA GIOVANI). Cavalcano spesso motorini che avrebbero diritto alla loro stessa sigla, essendo molto prossimi alla rottamazione, o almeno avendone assunto l'aspetto per frequenti incidenti di percorso. Spesso aggrappato alla loro vita (non più ahimè sottile), come un piccolo koala, un nipotino perplesso, a volte preoccupatissimo, spesso terrorizzato.

Dai caschi escono capelli un po’ grigiastri, da quelli degli uomini non esce più a volte nemmeno un capello. Ai semafori, che di colpo diventano verdi, non scattano all’unisono come l’orda che le circonda: si sente invece una frizione che slitta con gran rumore e si osserva un lento incedere da  equilibrio instabile mentre tutto intorno le macchine suonano impazienti; i motorini dei T.G. le sfiorano velocissimi e irrispettosi,  rischiando di farle piombare  a capofitto per terra, e gli autobus le tampinano, impazienti, da vicino.

Se ognuna di loro girasse in auto il traffico sarebbe , se possibile, peggiore. Per cui riconoscetele, amatele, abbiate pazienza. Anzi, riconosceteCI, amateCI e continuate ad avere pazienza.

Lalli Theodoli

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La Lampadina è una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall,  Marguerite Pratesi de Merode, Ranieri Ricci, Lalli Theodoli e redatta con la partecipazione di: Lorenzo e Renata Bartolini Salimbeni, Lucilla Laureti, Carlotta Staderini Chiatante, Giancarlo Puddu, Beppe Zezza. La sede è in via G. D. Romagnosi 20, 00191 Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa 900 persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter. Per informazioni scrivere a lampadina2011@gmail.com.

La Lampadina : Periodiche illuminazioni
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