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La Lampadina - n. 104 ::: Giugno 2021

Cari Lettori,
Roma sembra trasformatasi in una città del sud-est asiatico, cappa umida, cielo color aspirina, una sensazione di immobilità e di calma apparente: in altre regioni, sole caldo e cieli azzurri, temporali e grandinate... questo è l'inizio di un'estate che pare sarà una delle più calde degli ultimi decenni.
Il nostro itinerario di lettura ci porta questo mese a conoscere uno scherzo goliardico fatto alle spese della Società delle Nazioni ad opera di diplomatici italiani: un fatto che ha dell'incredibile! Ci immergiamo poi nella saggezza di Marco Aurelio e nella grandezza ingegneristica della Roma imperiale che tanto ha insegnato agli architetti di tutto il mondo per i secoli a venire.
Un po' di sana vanità ci pervade ammirando l'arte dei gioielli creati dalla maison Bulgari e qualche dubbio ci assale quando ci troviamo nel piatto un cetriolo di mare, squisitezza orientale.
Chiudiamo ponendo dei validi interrogativi a proposito delle distorsioni della comunicazione, tema tanto caro a Beppe ma che ci coinvolge tutti.

In fine, un affettuoso quanto inopinato commiato a Sveva, felici di aver fatto tante cose insieme, e soprattutto grati di averti conosciuto.

ICH


Venerdì, 25 giugno 2021

Ciao,
oggi la nostra Lampadina si accende su:


STORIA MODERNA– La Zembla, un paese che non è mai esistito
Articolo di Marguerite de Merode

La strana e breve storia che vi sto per raccontare si svolge nel periodo tra le due guerre mondiali. Con più precisione dal 1919 al 1946, subito dopo il Trattato di Versailles. Per essere ancora più precisi, i fatti a seguire si svolgeranno durante quel breve periodo, ai tempi d’oro della Società delle Nazioni, quando l’Assemblea si riuniva nella “Salle de la Réformation” a Ginevra. Ma precisiamo il contesto. Nel 1919 ad opera soprattutto del presidente statunitense T.W. Wilson, che si fece interprete delle tesi internazionaliste e pacifiste sostenute in particolare nei Paesi anglosassoni, nasce “La Société des Nations”. Un’organizzazione sovranazionale costituita nel 1919 per il mantenimento della pace e della sicurezza, la soluzione delle controversie internazionali, la cooperazione tra gli stati membri, per evitare qualsiasi nuovo scontro armato, in qualsiasi parte del pianeta.
Le intenzioni di questo organismo internazionale erano sicuramente seducenti: il controllo globale degli armamenti, l'incentivazione del benessere e della qualità della vita, la prevenzione delle guerre e la gestione diplomatica delle possibili diatribe fra i 63 Stati membri. Ma già dagli inizi nasceva con grandi debolezze.
Tra i promotori del progetto gli Stati Uniti non aderirono all’iniziativa, l’Inghilterra e la Francia assunsero un atteggiamento scettico. L’Organismo non poté mai contare su una forza militare di pace abbastanza forte e in grado di frapporsi ai molteplici conflitti che, nel ventennio tra le due guerre mondiali, si scatenarono in molte parti del globo. Quest’ideale di pace globale sognato da Woodrow Wilson fu un fallimento. Fu impossibile tenere sotto controllo gli autoritarismi e impedire il nuovo conflitto che sarebbe sfociato nella Seconda Guerra Mondiale. La Société des Nations si sciolse nel 1946 dopo l’entrata in vigore dello statuto dell’ONU (con 103 paesi membri).
Ma torniamo alla mia storia. Bisogna sapere che le riunioni dell’Assemblea erano senza fine e noiosissime. Si discuteva per ore sull’interpretazione di certe parole e i vari interventi potevano durare intere giornate. A ciascuna delegazione erano riservati cinque posti ed erano organizzate in ordine alfabetico. L’Afghanistan a cominciare e il Venezuela a chiudere i ranghi. Ognuno con delle panche e un cartellino ad indicare il nome della Nazione. Ovviamente le grandi nazioni avevano una quantità dei loro rappresentanti con sedie a disposizione, e i funzionari meno importanti erano costretti ad assistere alle riunioni senza fine, scomodamente, stando in piedi per ore. Un gruppo di amici, cinque diplomatici parte della delegazione italiana, nell’intenzione di ottenere posti seduti e comodi s’inventarono un ingegnoso stratagemma. Si inventarono semplicemente una nazione fittizia. Inventata di sana pianta! Un paese con la lettera “Z” per evitare di non spostare la collocazione delle diverse nazioni e accodarsi dopo il Venezuela. E così nacque la “Zembla”. Applicarono all’ultima panca libera un cartello con sopra il nuovo nome. Attribuirono ruoli ad ognuno di loro. Fulco Tosti di Valminuta, personaggio di una notevole presenza fisica, fu nominato Primo Delegato e a seguire i suoi amici con vari titoli “ufficiali”. Tutti seduti in prima fila seri seri, come una delegazione qualunque, sfogliavano i documenti del Segretariato e si guardavano intorno con disinvoltura. Chiamavano l’usciere per una lettera da imbucare, si passavano seriamente documenti tra colleghi e intanto sedevano comodamente durante le lunghe ore di riunioni. Nessuno s’accorse della burla. ”Svezia, Turchia, Venezuela e Zembla”, sembrava tutto regolare. Per poche settimane, il paese nato per scherzo, ebbe vita propria e nessuno trovò da ridire. Arricchirono la storia del paese con personaggi colorati e tanti pettegolezzi. Principesse sentimentali e belle, con vita a corte brillante, con un grande equilibrio sociale e con un giovane Re. Una nazione senza conflitti etnici, tra valli, laghi e colline boscose. Fu solo qualche anno dopo che alcuni giornalisti, riprendendo i documenti dell’Assemblea, scoprirono l’inganno. Il diplomatico inventore del paese fittizio, Daniele Varè, ricevette allora molte richieste da grandi testate di giornali di raccontare l’avventura del suo piccolo paese inventato. Il paese dei suoi sogni, senza frontiere, in cui non esistevano passaporti, né voglia di onori. Una simpatica storia quella del paese che non è mai esistito.

PS: I cinque diplomatici coinvolti erano Daniele Varé l’inventore della Zembla, Fulco Tosti di Valminuta, il primo delegato, Giuseppe Medici del Vascello, Manfredi Gravina e Fabrizio Ruspoli.

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La Redazioner suggerisce:

"Giudica uno scherzo quando hai smesso di ridere".

David Lloyd George

CULTURA – C’è qualcuno per Vicarello?
Articolo di Marco Patriarca, Autore Ospite de La Lampadina

Oggi si chiama Vicarello, ma pochi sanno che quel nome è l’italianizzazione di Vicus Aurelius: infatti l’imperatore teneva lì le sue Terme private, lontano dalla pazza folla di Roma in un’area agricola ancora oggi miracolosamente intatta. In quegli anni anche questo imperatore romano era preoccupato delle sorti dell’impero, ma diversamente da Adriano aveva deciso di non occuparsene. Marco Aurelio fu il terzo grande stoico (Seneca ed Epitteto), e sicuramente il più celebre di tutto lo stoicismo romano. Il suo pensiero qualcosa di espansivo e universale e allo stesso tempo meditativo, assai originale per un imperatore di quei tempi. Verso la fine della sua carriera imperiale si era fatto costruire quelle terme quasi segrete in una proprietà che teneva personalmente e che si affaccia su un ridente ed ancora spettacolare promontorio sul Lago di Bracciano a qualche kilometro da Trevignano Romano. Forse fu proprio in quel suo Vicus che elaborò parte dei suoi mai abbastanza celebrati Pensieri, scritti in greco in uno stile sintetico del tutto personale, quasi degli aforismi o dei minima moralia sulla sua visione del mondo. Marco Aurelio non amava la vita di corte e la gloria imperiale non gli diceva nulla. Aveva una visione immanentistica ma forse monoteista della religione dalla quale traspariva una concezione religiosa e quasi missionaria del significato del suo passaggio sulla terra, come testimoniano alcuni dei suoi pensieri che molti hanno ritenuto influenzati inconsapevolmente dalla incipiente diffusione del cristianesimo: “Ammettiamo che la bufera ci porti via il corpo, questa piccola cosa, ed anche il principio vitale ed altri elementi, ma la mente, sta sicuro, non la porterà via..”. In un altro scrive: “Torna in te stesso fortificati e trova il coraggio (la virtus) di compiere il tuo dovere ..” In altre ancora scruta il cielo e interroga la natura con accenti leopardiani e toni che in altro modo fa pensare al cosmopolitismo spirituale di Kant. Trovava particolarmente congeniale alla sua natura il distacco invocato dagli stoici, poi ripreso dai primi cristiani (del contemptus mundi), non per spirito di rinuncia al mondo, ma per  vivere meglio e per capire il senso della vita umana e del suo mistero. Le terme del Vicus Aurelius sono per lui pulizia esteriore perfettamente coerente con quella interiore. Nulla l’imperatore odia di più che la sciatteria e l’incuria “Olio, sudore, sporcizia viscida, tutta roba che desta lo schifo…”.
Le terme di Vicarello sono oggi completamente abbandonate. Erano state fatte rivivere nel Seicento dagli Orsini e tutta la proprietà di un migliaio di ettari fu poi infeudata agli Odescalchi per poi passare di mano a vari proprietari, fra cui una banca Anglo-Araba che la deteneva in attesa di miracoli immobiliari bloccati dalla tenace lotta degli ambientalisti di quasi tutte le scuole. Le rovine delle antiche terme di Vicarello offrono oggi uno spettacolo raccapricciante di incuria, degrado, sporcizia ed abbandono senza che di questo fatto nessuno si ritenga responsabile. Frattanto risulta che l’intera proprietà di Vicarello di circa 1000 ettari è stata acquistata dalla Cina. Qualsiasi sia il destino di Vicarello chissà se resterà almeno un ricordo del cosmopolitismo spirituale  che aleggiava dalle le acque benefiche delle terme segrete di Marco Aurelio?

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Isabella propone::

"“Ognuno vale quanto le cose a cui  dà importanza".

Marco Aurelio

ABBIAMO OSPITI/ATTUALITÀ – Bollicine da Bulgari
Articolo di Elvira Amabile Coppola, Autore Ospite de La Lampadina

Un tuffo nella frivolezza. Un tocco di arte nella storia. La Maison Bulgari riapre mostrando una collezione unica!
L’incantevole offerta della natura offre al nostro stupore la bellezza effimera di fiori piante animali. Magnifiche creature viventi e paesaggi di mari, ghiacciai, arcobaleni, tramonti, notti lunari...ove ogni cosa appare e scompare lasciando scie di felicità. Ma non è tutto!
C’è anche la bellezza quasi eterna di “creature di pietra” come stalattiti stalagmiti pietre preziose. Millenni perché si concretizzino nel segreto di rocce e anfratti o in molluschi pregiati. Diamanti rubini smeraldi zaffiri oro coralli perle...
E cosa l’uomo con la fantasia può ricavare da queste meraviglie? Bulgari 2021. Riapre il museo. Un pomeriggio diverso dopo la chiusura forzata dalla pandemia. Via Condotti si offre con la magia sullo sfondo della scalinata invasa dalle azalee. Lo spettacolo è magnifico ed è reso più prezioso dalle privazioni necessarie per limitare i contatti con il pericolo del contagio. Siamo emozionati a poter godere di questo anelato spazio di libertà.
Entriamo da Bulgari che schiude finalmente un angolo riservato della sua splendida galleria. Da maggio è permesso di nuovo visitare mostre e musei. Ecco allora avverarsi il dono di poter ammirare l’esposizione di alcuni dei gioielli più prestigiosi mai realizzati. Come creature maliarde stanno racchiuse nelle teche offrendosi alla meraviglia di chi guarda. Le dive più acclamate e famose del secolo scorso li hanno posseduti. Sembrano prendere vita ad ogni occhiata. Evocano scene di sogni immaginati o vissuti. L’indifferenza dei monili sembra come sfiorata da una vita segreta. Come ogni gioiello.
Il gelo delle pietre si disfa animato dal fuoco delle passioni che hanno scatenato in coloro che li hanno posseduti o desiderati. Ci sono foto nella sala. Liz e Richard. La Magnani sorridente ingioiellata. Uno schermo gigante trasmette immagini. Pezzi dei film dove attrici stupende hanno fatto sognare generazioni di ammiratori. La Lollobrigida, Sofia, Soraya, Anna Magnani, Liz Taylor, Claudia Cardinale...rivivono sullo schermo con indosso i gioielli che ora vediamo nelle teche. Una deliziosa Signora ci guida raccontando la storia della Gioielleria Bulgari dagli albori. Fu creata da Sotirios Boulgarious 130 anno fa. Lentamente tra vicende appassionanti da argentieri che furono inizialmente fino ai giorni nostri diventando i creatori più prestigiosi del mondo nell’arte orafa. Approdarono a Roma.
Orgoglio nazionale. La signora gentile fieramente illustra il laborioso cammino per ricreare questo patrimonio di gioie appartenute a personaggi famosi e estremamente facoltosi. Racconta i percorsi per giungere ad acquisire le loro creazioni spesso dismesse dagli antichi proprietari. Le hanno seguite passo passo acquistandole dalle aste o dai privati. Un desiderio di non lasciarle disperdere nel mondo dei ricchi ma di riaccoglierle nella casa madre.
Ci incuriosisce e affascina anche la storia di questi monili che per decenni hanno rappresentato conquiste ed esibizioni di successi o riscatti di antiche indigenze vinte con la gloria di traguardi raggiunti. Giustamente la signora gentile che ci guida è orgogliosa di questa straordinaria idea che di certo aggiungerà altro prestigio al patrimonio di bellezza e arte che caratterizza l’Italia, custode e creatrice di meraviglie pittoriche scultoree architettoniche. Ora è importante che anche l’arte preziosa della gioielleria abbia un posto unico di riferimento. La Maison Bulgari? Eccezionale!
Di Liz Taylor sappiamo dalla cronaca del tempo che il suo travolgente amore con Richard Burton veniva spesso suggellato da gioielli spettacolari. Ma quasi nessuno sa che le disposizioni testamentarie ne prevedevano la messa in asta con il ricavato devoluto all’associazione anti aids che Liz aveva fondato.
I gioielli rappresentano veramente un mondo di misteriosi appetiti e gioie e lotte con favoleggiati significati apotropaici. Si racconta di maledizioni legate al fascino di queste pietre. Qualcuno ricorderà quel delizioso film con Melina Mercuri “Topkapy” che narrava di un rocambolesco furto al famoso museo di Istambul. Altri film sempre di grande successo hanno raccontato intrighi legati a furti di gioielli. “Caccia al ladro”....”007 - Una cascata di diamanti”... Il cinema, come un tempo i ritratti, documentano. Tutti possiamo guardare e conoscere anche questo aspetto di lussi preziosissimi e inarrivabili per la maggior parte dei comuni mortali.
Registi come Visconti pretendevano costumi e gioielli autentici. Anche Fellini e molti altri. Allora tutto era decisamente autentico come le scenografie di Cinecittà. Cito solo qualche film tra i tanti. “Ocean’s 8”, “Gli Scassinatori”, “La dolce febbre azzurra”, “Un colpo perfetto”, “Colpo grosso a Milano”. Non possono mancare le immagini. Nell'articolo qualche foto dei gioielli appartenuti a Liz Taylor, che gentilmente in omaggio alla Lampadina mi hanno concesso di fare e pubblicare. Continuiamo a sognare.

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Beppe Zezza ci ricorda: 

"È la vanità che ci interessa, non il benessere o il piacere".

Adam Smith

ABBIAMO OSPITI/ INGEGNERIA-ARCHEOLOGIA - La casa di Caligola
Articolo di Massimo Cestelli Guidi, Autore Ospite de La Lampadina

All’inizio dell’anno scorso ho ricevuto un incarico professionale dalla Fondazione ENPAM per una CTP, con ad altri due Consulenti, riguardo la causa che ha intentato ad ENPAM l’Impresa di Costruzioni che ha realizzato la nuova sede della Fondazione, a Roma in piazza Vittorio. Nella causa, ora in fase di Appello, il Giudice, contrariamente a quanto avvenuto in primo grado, ha concesso una CTU (Consulenza Tecnica di Ufficio ).
La nuova sede è stata realizzata sul terreno di piazza Vittorio, compreso fra via Conte Verde e via Emanuele Filiberto. Su questo terreno, di proprietà della Società che poi ha realizzato l’edificio dell’ENPAM, era presente un immobile bombardato, a stabilità precaria. È successo che durante l’unico bombardamento avvenuto a Roma nel 1943, nel quartiere di San Lorenzo, ad un bombardiere si è sganciata con ritardo una bomba che ha poi colpito questo edificio.
L’edificio è stato poi demolito per iniziare nel 2002 la costruzione di un nuovo immobile ad uso abitazione con locali commerciali al piano terra, progetto poi modificato nel 2005 ad uso uffici, con 4 piani interrati, per adeguarlo alle esigenze della Fondazione, ENPAM. Già dall’inizio degli anni novanta la Soprintendenza Archeologica di Roma, con numerosa corrispondenza, aveva avvertito la Società proprietaria del terreno che nel sottosuolo era presente la prosecuzione degli Horti Laminiani, documentati da Lanciani, in parte distrutti alla fine dell’Ottocento, ma ricomposti nel volume “Le tranquille dimore degli Dei” ad opera di Eugenio La Rocca e Maddalena Cima.
Si tratta di una lussuosa Residenza impiantata in età augustea dal Console L. Elio Lamia, acquisita al demanio imperiale sotto Tiberio e utilizzata da Caligola come villa urbana. Le strutture archeologiche rinvenute in una parte del sito occupato e dall’edificio ENPAM, erano situate ad una quota variabile fra – 5 metri e – 8m dal piano campagna. Erano costituite prevalentemente da tratti di pareti murarie, una scala monumentale, un ampio massetto, di supporto di un pavimento, privo dei soprastanti mosaici, asportati nel passato. Per queste strutture, che risultavano inamovibili, è stata allestita al primo piano interrato dell’edificio ENPAM un’area museale, tuttora nella fase finale di rifinitura.
Una descrizione dettagliata degli Orti Laminiani, comprendente la zona dell’edificio ENPAM, con i numerosi ritrovamenti archeologici che sono stati rimossi e depositati nei Musei Capitolini e nella Centrale Montemartini di Roma, è riportata nella interessante ed ampia pubblicazione redatta dalla Dott.ssa Maria Rosaria Barbera della Soprintendenza Archeologica. La Dottoressa fra l’altro ha seguito tutte le vicende, relative all’archeologia, del sito dell’edificio ENPAM, sia nella fase precedente i lavori che nella fase di cantiere. La pubblicazione è disponibile su Internet: “La villa di Caligola. Un nuovo settore degli Horti Laminiani scoperto sotto la sede dell’ENPAM a Roma (FASTONLINE DOCUMENTS & RESEARCH).
Il ritrovamento di questo vasto complesso residenziale nel sito dell’edificio suddetto non deve meravigliare, perché a Roma ovunque si scavi si trovano al disotto di 5-7 metri i resti della Roma imperiale che in una data epoca aveva raggiunto l’incredibile popolazione di un milione di abitanti.
Nei primi anni Novanta, quando a Roma si costruivano parcheggi interrati in varie zone, una Società voleva realizzare un parcheggio interrato sul sito all’uscita del traforo Umberto 1° su via Nazionale. I saggi preventivi effettuati hanno rilevato sotto 6 mt dal piano stradale, colonne, archi, ecc. di una villa romana, fatto che ha quindi dissuaso la Società dal realizzare l’opera.
In alcune zone di Roma non si sono rilevati reperti archeologici. È nota la perizia dei Costruttori della Roma antica, perizia che si manifestava non soltanto nella qualità delle opere realizzate ma anche nella scelta dei siti dove realizzare le opere. Nei primi anni Settanta un ingegnere mi ha portato a vedere nella zona adiacente la via Tiburtina, un edificio che faceva parte di un comprensorio edilizio in realizzazione denominato “Tiburtino Terzo”, edificio che aveva subito dei vistosi cedimenti in fondazione, causa le pessime caratteristiche del terreno. L’ingegnere mi ha detto: “Vedi i progettisti del comprensorio sono stati molto soddisfatti perché dalle indagini e dai sondaggi effettuati in questa zona non sono stati rinvenuti reperti archeologici. Certamente non c’erano reperti archeologici, perché i terreni sono così pessimi per le fondazioni che i Costruttori dell’antica Roma si son ben guardati dall'edificare qui!”.
All'inizio degli anni Ottanta, la Soprintendenza archeologica di Roma ha iniziato a scavare nel Circo Massimo, dalla parte di piazza di Porta Capena che era la zona da dove entravano le bighe. La Soprintendenza mi ha dato un incarico per garantire la stabilità della Torre Frangipani, man mano che procedevano gli scavi intorno alla Torre. Si sarebbe dovuto scavare per circa 10 metri dal piano stradale, ma si sono dovuti interrompere gli scavi dopo 5 metri perché si è intercettata la falda acquifera che scende dalle Terme di Caracalla e va verso il Tevere.
Il livello della falda in quella zona era naturalmente più basso all’epoca di Roma antica, altrimenti non sarebbero potute entrare le bighe nel Circo Massimo. Questo livello è iniziato a crescere quando i Piemontesi hanno costruito lungo il Tevere i muraglioni che tuttora vediamo, perché il muraglione ha realizzato una specie di diga per la falda sotterranea innalzandone nel tempo il livello.
È stato interessante trovare, nei primi scavi effettuati, una segheria di marmo del Settecento. Esercitando la professione soprattutto a Roma, ho avuto spesso occasione di lavorare con la Soprintendenza Archeologica, interventi che indubbiamente hanno dato un interesse aggiuntivo al lavoro d’Ingegneria.

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Ancora Beppe Zezza suggerisce:

"I romani prima della caduta erano certi, come lo siamo noi oggi, che il loro mondo sarebbe continuato per sempre sostanzialmente invariato. Avevano torto. Saremmo saggi a non ripetere il loro compiacimento ".

Ward-Perkins

COMUNICAZIONE – Il cannibalismo in Cina, ci insegna qualcosa?
Articolo di Beppe Zezza

Ci sono argomenti “sgradevoli” che vengono avviati al dimenticatoio. Di altri invece si continua a parlare e ci si ritorna periodicamente per condannarli con parole sempre nuove.
La seconda guerra mondiale è terminata nel 1945 – oltre settanta anni fa. Con essa il nazismo, che si è macchiato di tante nefandezze, è stato sconfitto. Di quelle nefandezze, anno dopo anno, si continua a parlare.
Il 26 dicembre 1991 il Soviet Supremo  - la massima autorità dello Stato - dissolse formalmente l'URSS –  l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche - nella quale l’ideologia marxista aveva trovato una concreta applicazione.
Da molte parti si parlò di “fine del Comunismo”. Ma delle nefandezze delle quali quel regime si è macchiato poco se ne è parlato al momento del crollo e non se ne parla praticamente più. (Mi chiedo quale risultato avrebbe oggi un’indagine per conoscere quanto ne sappiano su questo argomento i giovani tra i quindici e i trent’anni).
Un'altra applicazione l'ideologia marxista l'ha trovata nella Cina. Dove continua a operare, sia pure evolvendosi. La Cina ha preso il posto dell’URSS come seconda potenza mondiale e si appresta a diventare la prima.
Delle nefandezze del regime comunista cinese –per la distanza della Cina dai nostri lidi o per altri motivi?- si sa ancora meno. Eppure se solo ci si informa un poco si scoprono realtà a dir poco raccapriccianti.
Una di queste realtà raccapriccianti è quella del “cannibalismo” (sic!) (fenomeno che peraltro c’era stato anche in URSS) In Cina si è manifestato in due momenti storici diversi. Una prima volta tra il 1959 e il 1961. Come conseguenza della “grande carestia” provocata dalla dissennata politica del presidente Mao che va sotto il nome di “Grande balzo in avanti”, la popolazione, ridotta allo stremo dalla fame, per sopravvivere è ricorsa al cannibalismo. Fa rabbrividire il venire a sapere che le famiglie si scambiavano i figli per non dover mangiare i propri cari! Non è una “fake news”: la cosa è largamente documentata.
Ma la seconda volta è, se possibile, ancora più disgustosa. Il “cannibalismo” non è stato per “fame” – quando si sta per morire si può perdere il lume degli occhi, ce lo ricorda anche il nostro padre Dante con il Conte Ugolino – ma addirittura “rituale”: In raduni di massa i “nemici del popolo” venivano massacrati, sezionati e mangiati“. Le vittime venivano macellate e alcune parti scelte dei loro corpi, il cuore, il fegato e talvolta il pene asportate, spesso prima che i poveretti fossero morti, cucinate sul posto e mangiate in quelli che all’epoca erano chiamati “banchetti di carne umana”.  Lo straordinario è che questo non è affermato da qualche “anticomunista viscerale” che non manca occasione per gettare fango sul “comunismo” ma da inchieste e processi promossi dallo stesso Partito Comunista Cinese. (In realtà nelle regioni del Sud Est Asiatico il cannibalismo suscita meno scandalo che da noi, dato che la medicina tradizionale attribuisce proprietà curative ad alcune parti del corpo umano).
Perché è importante conoscere le nefandezze del comunismo sovietico e di quello cinese, ignorate o poco note, accanto a quelle del nazismo, ricordate anno dopo anno con dovizia di particolari?
Perché non è la condanna “politica” di questo o di quello che ci dovrebbe interessare ma il trovare una risposta alle domande: cosa fa sì che si possano prendere provvedimenti che portano alla morte decine di migliaia di persone senza particolare preoccupazione? Come è possibile riuscire a suscitare in esseri umani tanto odio da portarli a comportamenti innominabili? (Si possono analizzare da questo punto di vista anche altri fatti accaduti in questi anni: ad es  l’Uganda, il Kosovo).La risposta che mi do io è questa: la radice malata è “l’ideologismo”, lo sposare una “ideologia”, sono “le ideologie” in loro stesse (la Treccani definisce ideologia “un qualsiasi insieme di idee e valori sufficientemente coerente al suo interno e finalizzato a orientare i comportamenti sociali, economici o politici degli individui”).
Perché? Perché le “ideologie” si propongono come “verità” e questo le rende tendenzialmente intolleranti (anche se, a parole, talvolta si definiscono tali).
Dalla nostra parte del pianeta, anche a seguito delle esperienze negative vissute nel secolo scorso, sono stati inseriti nelle Costituzioni sistemi di controllo e di contrappeso e posti dei pilastri. primi tra tutti la libertà di pensiero, di parola e di riunione, che scongiurassero l’imporsi di nuove “ideologie”.
Ma.
Ma il manifestarsi di “emergenze”, reali o supposte, ha evidenziato come questi sistemi di controllo possano essere disattivati o bypassati e i pilastri indeboliti. Rileggersi oggi le “10 regole del controllo sociale” elaborate da Noam Chomsky  richiamate nell’articolo sulla “manipolazione del consenso” pubblicato nel 2014 su La Lampadina sarebbe istruttivo.
La notizia del “cannibalismo in Cina” – evento in sé marginale ma trascurato -  mi ha portato a riflettere che dobbiamo fare attenzione a difenderci da qualunque “ideologia” tenti di imporsi e a non aderire a nessuna di esse. (E oggi, ahimè, di “ideologie” in giro ce ne sono tante).

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La Redazione propone questa citazione:

"Le etichette politiche – come monarchico, comunista, democratico, populista, fascista, liberale, conservatore, e così via – non sono mai criteri fondamentali. La razza umana si divide politicamente in coloro che vogliono controllare la gente e in coloro che non hanno tale desiderio".

Robert Hanson Heinlein

PIANETA TERRA – L’oloturia o cetriolo di mare
Articolo di Carlo Verga

Sapevate che questo invertebrato che vive sul fondo del mare è a rischio estinzione?

Nei tempi miei di pesca subacquea, ne vedevo sempre tanti sul fondo del mare, li guardavo con una certa repulsione, una cosa molliccia bitorzoluta.
In quel periodo poi, viaggiavo spesso in Korea e Cina e una delle prime sere, un pranzo importante con dei taiwanesi, me ne vedo arrivare una perfetta marrone bitorzoluta su un piatto bianco come antipasto … sono rimasto senza parole e non sono riuscito a trattenermi dal dire che, purtroppo a causa del viaggio, avevo un fortissimo mal di testa e preferivo limitarmi a qualcosa di molto leggero; le mie perplessità hanno suscitato grandi sconcerto tra i miei ospiti ma veramente non ero in grado di affrontare un piatto intero di quel genere.
Successivamente nella grande Cina ne ho assaggiati in pezzetti in piatti tipici con tanti vegetali, anche in quei casi qualche perplessità, ma poi accettati così come spesso era necessario. Il sapore, non era particolarmente appetibile.
Le oloturie sono preziose e hanno un compito importante per il mare, sono organismi che filtrano, assorbono virus, batteri, metalli pesanti e tanto altro. Per questo sono anche chiamate gli aspirapolveri di mare.
Il loro mercato in Asia è enorme e a prezzi esorbitanti, mercanti e pescatori ne sono alla ricerca in tutto il mondo e per questo sono considerati in via di estinzione, le foto riportate le ho scattate in una pescheria di Taipei.
Per fortuna esistono anche grandi allevamenti in Asia che possono limitare la raccolta, anche se quanto ricavato direttamente dal mare, è certo considerato più pregiato.
Perfino le capitanerie di Porto Italiane sono state messe in allarme, la pesca è stata proibita da quando è stato accertato che i pescatori ne facevano incetta e ne venivano imbarcati container interi per quei mondi.
Per gli Orientali i vantaggi I cetrioli di mare sono molteplici, e nonostante il loro aspetto poco gradevole.
Sono considerati un alimento molto salutare, ricchi di proteine e di vitamine, utilizzati da sempre per il trattamento di molte patologie e riconosciute le loro proprietà anti-ossidanti che rallentano l’invecchiamento. Hanno anche, dicono, un potere afrodisiaco.
Sono anche indicati per alleviare il dolore articolare e l’artrite. Aiutano ad abbassare i livelli di colesterolo e sono utili per combattere le malattie infiammatorie come l’artrite reumatoide. Alcune ricerche indicano che i cetrioli di mare potrebbero contribuire a curare tumori maligni e grazie al loro elevato contenuto di acidi grassi hanno attirato l’attenzione di numerosi scienziati. In molti paesi si ritiene, infatti, che gli estratti dei cetrioli di mare possano aiutare a fermare la crescita delle cellule tumorali.
Tutte cose molto positive ma ancora qualche dubbio in più, considerata la loro possibile estinzione, nel caso mi dovessero presentare, ancora, in un ristorante o a casa di amici, una bella oloturia intera, marrone, bitorzoluta, come piatto principale… Anche se dovremmo sempre più mettere da parte l’impressione del primo aspetto di certi alimenti, considerato che insetti, vermi e quant’altro, saranno il futuro della nostra alimentazione, certo, ci dicono, più compatibili con il sistema in cui viviamo…

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La Redazione propone:

"Una delle grandi sfide che l'umanità deve affrontare: quella di garantire un'alimentazione sana e sostenibile a tutti gli abitanti del Pianeta Terra".

Samantha Cristoforetti

COSTUME - Capita a volte che....
Articolo di Lalli Theodoli

Che meraviglia. Scappata in campagna in questa primavera che finalmente ci ha liberati da tante restrizioni.
Mi sveglio presto, afferro la tazza con il mio caffè e mi siedo fuori al sole che è già caldo. Il cane sotto la sedia aspetta paziente di seguirmi. Prevista una giornata senza soste.
Mi alzo pigra dalla sedia e AHI, AHI, AHI. Urlo dal dolore per una coltellata nella schiena che non accenna a diminuire. Strillo ancora Ahi, Ahi e stringo i denti sudando freddo. I familiari (mica si scriverà con il gl? La targa a “Carlo AZELIO Ciampi mi ha riempito di dubbi!) mi fissano attoniti. Che succede come ti aiutiamo? Nessuno di loro mi ha mai vista anche solo gemere dal dolore. Urlare poi!
Mi metto a camminare piano piano terrorizzata che la coltellata ritorni. Raggiungo la porta e, di nuovo, una staffilata che mi lascia senza fiato.
Comincia allora una catena ininterrotta di pillole anti dolore. Sono totalmente intossicata ma…nessuna risolve.
Mi sdraio piano piano sul letto. Resto immobile senza spostare nemmeno un capello. Ogni tanto, al più impercettibile dei movimenti, urlo. Passo due giorni così. Sperando che passi. Cammino, per quel che posso, in casa, tutta storta: paura di qualsiasi cambiamento di posizione. Mi vedo riflessa sul vetro della finestra e mi spavento. Ingobbita, curvata, con la faccia terrorizzata. Ho compiuto duecento anni.
Si affronta il viaggio di ritorno a Roma. Sdraiata. Vedo solo le cime degli alberi. Come farò a scendere una volta arrivati? Ci metto un secolo ma ce la faccio.
Lunedì, piena di calmanti, devo avviarmi dal dottore. Un'ora per infilarsi i pantaloni (di altro non parlo). Le calze sono state eliminate con un calcio rabbioso e sono finite sotto il letto. Chinarsi sul lavandino per lavarsi i denti un terrore panico.
Davanti al portiere cerco di raddrizzarmi un pochino. Mi guarda un pò stupito.
Per la strada si voltano. Sono tutta storta. Mi vergogno e allora decido di peggiorare. Mi metto anche a zoppicare così da non sembrare Il gobbo di Notre Dame in versione femminile, ma una anziana incidentata.
Una settimana di inferno. Credo di percepire nello sguardo preoccupato di mio figlio anche un sentimento di allarme. Come si fa? Chi se ne occupa? E se prosegue così chi la assiste? Come ci organizziamo? Mi guarda stupito. Io ero sempre quella che “Dai forza che ce la facciamo”. Mai ferma. Mai malata. RAMBO!
L’agenda (quella vecchia di pagine di carta) è oramai un cumulo di impegni cancellati e rinviati al poi. Tutta scarabocchiata e incomprensibile. Che ansia.
Quando sarà il POI? Pensiero orribile: forse i miei famigliari (di nuovo: gl o l ?) pensano che sia una sOla. Non sola come solitudine ma sOla con la O apertissima ad indicare fregatura. ”Non potrà più andare da nessuna parte conciata così.” In effetti una sOla mi sento. Con a O aperta, ma anche un po' sola, con la o chiusa. 
Piano piano finalmente il dolore si attutisce. Mi raddrizzo un pochino, non voglio più zoppicare. Sempre con paura ma poco a poco riprendo a camminare, a chinarmi, a raccattare il giornale caduto per terra a entrare nella vasca senza l’incubo di dover chiamare qualcuno a tirarmene fuori (tutta nuda…orrore!).
Posso riprendere un po' di autonomia con tempi lunghi. Il tassametro corre mentre cerco di entrare lentamente nel taxi ed altrettanto lentamente di uscirne. 
Stamattina tirando fuori un piede e poi l’altro… tutto bene.
Nessun dolore. Cammino, anzi quasi corro, felice della riacquistata indipendenza. 
Cosa è stato? Un'anteprima della vecchiaia? Per carità che non sia così. Oppure solo un avviso: dobbiamo essere felici di quanto abbiamo senza darlo per scontato?
Ho guardato negli occhi i miei famigliari. Scongiurata, mi sembra, la paura della sOla. Negano di averlo mai pensato. Bugiardi o generosi. 
Quanto a me RIECCOMI. Non proprio ancora il Piè Veloce Achille ma piano, piano ne uscirò... ho fiducia!

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FLASH NEWS!

Un po' qua, un po' là... 

Cartuccia quanto mi costi! - Grandi novità per le stampanti: le cartucce di inchiostro, sempre care, spariranno? La HP ha messo a punto una multifunzionale da ufficio, la Neverstop Laser 1202, il cui costo per stampa sarà di solo un centesimo per pagina.

Il risultato veramente notevole è stato ottenuto inserendo nella stampante un serbatoio dove l’inchiostro viene aggiunto con una siringa. L’apparecchio può stampare fino a 5000 copie con una sola carica.
CV

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Le azioni del tabacco - Le azioni vanno a  picco dopo un’indiscrezione sulle intenzioni di Biden. Il presidente americano starebbe valutando di chiedere alle aziende produttrici di ridurre i livelli di nicotina in tutte le sigarette vendute in America, dove ogni anno si contano 480mila morti legati al fumo.
CV

*

Un bianco quasi assoluto - Un nuovo sistema per ridurre i costi di raffreddamento degli edifici. Il progetto è della Purdue University nell’Indiana. Il bianco del progetto è capace di riflettere il 98,1% della luce.
Difficile apprezzare una differenza anche solo del 10% nelle capacità riflettenti dei bianchi, ma le conseguenze per la resa energetica delle superfici (i tetti, per esempio) possono essere rivoluzionarie.
Il team di Perdue ha stimato che i costi per il raffreddamento degli edifici potrebbero ridursi dell’80%.

Vai alla pagina della Pardue University
CV   

***

APPUNTAMENTI DELL'ASSOCIAZIONE
LA LAMPADINA:::PERIODICHE ILLUMINAZIONI

L'estate è arrivata con grande velocità e noi ci fermiamo per un po' con le nostre attività, ma la programmazione non va in vacanza: 
il prossimo appuntamento fuori Roma sarà Parma a fine settembre,



mentre stiamo stabilendo le date per una giornata tra il giardino di Ninfa, Fossanova e  Priverno.

E ancora l'orto botanico, Casa Balla e il Maxxi, la necropoli di Porto

e  a seguire tutto quello che era rimasto in stand-by l'anno scorso!

Stay tuned!

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Per info sull'Associazione e/o prenotazioni, scriveteci a
appuntamenti@lalampadina.net

 

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E ANCORA
FLASH NEWS!
 

Il mercato degli smartphone è ormai saturo - La Foxconn, industria taiwanese che è la più grande assemblatrice di iPhone, nonchè di Xbox della Microsoft, di Playstation della Sony, dei telefonini Huawei e Xiaomi, pensa di utilizzare solo il 70% dei suoi tecnici e tecnici del software.
Ma che fare del rimanente 30%?
Bene, verrà impiegato nella progettazione e produzione di auto mobilità, che libererà le persone dal compito di guidare le auto. Un mondo che entro 5 anni varrà 800 milioni di dollari!
Infatti ha siglato un accordo 50/50 con Stellantis per la costituzione di  Mobile Drive una realtà che si focalizzerà su infotainment, telematica e sviluppo di piattaforme cloud, e software che si basano sull'intelligenza artificiale, e ancora comunicazione 5G, servizi over-the-air, opportunità di e-commerce e cruscotti virtuali.
CV

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Francobollo fuorilegge - Alessia Babrow fa causa alle poste Vaticane chiedendo un risarcimento di 130 mila euro per un murales utilizzato su un francobollo senza permesso.

Il soggetto è un piccolo murales, ispirato a un dipinto del pittore tedesco di fine '800 Heinrich Hoffmann, L'Ascensione.
L'opera presa a prestito è di "poster art" ed è affissa alla balaustra di ponte Vittorio Emanuele a Roma e non è firmata né siglata.
Sul francobollo, alla figura di Gesù sulla quale è sovrapposta l'immagine anatomica di un cuore, con la scritta "Just use it"  si affiancano le diciture "Pasqua 2020" e "Città del Vaticano".
Il francobollo dopo essere stato venduta on line, è stato anche oggetto di aste tra privati...
CV

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Frigoriferi ultra intelligenti- Che dire dei nuovi frigoriferi per la migliore conservazione dei cibi?
Avranno  un cassetto sigillato con sensori che ridurranno l'ossigeno in modo drastico riducendo quindi l'ossidazione e potranno prolungare  la conservazione dei cibi di 8 volte.
CV

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Fisco: la dichiarazione dei redditi  che noia…Toh! Una nuova applicazione: Taxfix, basta disporre di un tablet o smartphone e puoi pagare le tasse direttamente da casa.
È sufficiente rispondere alle domande formulate in modo chiaro o se hai dubbi interviene il commercialista personale assegnato alla registrazione.
A compilazione finita verrà inviata all'Agenzia delle Entrate.
Costo totale circa 30 euro.
In Europa 500 mila persone usano già l'APP.
CV

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SUGGERIMENTI "ILLUMINANTI"

DA VEDERE: 
Roma ... nonostante tutto! 
Apre Apple a Palazzo Marignoli in via del Corso 

Il 27 maggio si è inaugurato a Roma quello che è oggi" il più antico, grande, importante centro Apple al mondo" ...
Così ci ha detto la ragazza che orgogliosa ci mostrava le bellezze del luogo.
Un lungo e attento restauro firmato da "Foster & Partners" ha riportato palazzo Marignoli ai fasti dei secoli scorsi!  
Il marchese Filippo Marignoli, importante famiglia originaria di Spoleto, lo fece erigere tra il 1878 e il 1883, diventato deputato e poi senatore del regno, fine collezionista e numismatico, fece molto per aiutare la sua città.

Nulla è lasciato al caso, anche tutte le norme che spesso deturpano i nostri palazzi sono state mimetizzate: la sontuosa ringhiera in marmo di Carrara rialzata con lo stesso marmo, gli impianti tecnologici nascosti in cornici così come le uscite di sicurezza!
Un restauro che è durato anni e vi hanno lavorato anche nella ripresa dei soffitti e degli affreschi centinaia di esperti.
Ampie sale luminose al piano terreno, che si affacciano sulla strada e sul cortile interno arredato con piante: gelsomini, bossi, canfora e ulivi.
Lo storico "Caffè Aragno", con alle pareti le incisioni di Afro Basaldella, punto di incontro di letterati e politici, fa ora parte dello store.
Al primo piano in quello  che in origine era il salone da ballo si organizzeranno incontri chiamati "Made in Rome" con 40 artisti che operano in tutti i campi dell'arte e del design per sviluppare creatività e sostenere progetti.
Io dopo aver frequentato i due Corsi di "Operazione risorgimento digitale" offerti gratis dalla TIM (che vi consiglio!) ora mi sono iscritta nel gruppo senior!

Lucilla Laureti Crainz

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LA LAMPADINA
Libri
Gli Amici Consigliano...
Giugno 2021

Qui trovate  i suggerimenti che ci arrivano dagli Amici lettori: un titolo, l'autore, un mini commento e un voto/giudizio.
Saremo felici di ricevere i Vostri suggerimenti di lettura ed anche i commenti che vorrete fare sui libri proposti.

Miriam Grazioli:
In francese:
"L'Allée du Roi"
di Françoise Chandernagor

Sono le memorie di mme de Maintenon, l'autrice è una grande storica.

"Nulla è nero"
di Claire Berest
È la storia di Frida Kahlo. Buono
Carlo Verga: "La vasca del Führer" di Serena Dandini
Biografia di una grande fotografa americana – Voto 7
Ludovica Nasalli Rocca: "Il destino degli eroi"
di Chufo Llórens

Romanzo storico: una saga familiare che si snoda tra la Parigi bohémien
e la tradizionale Madrid dei primi del Novecento.
Maghi Spani: "L'architettrice"
di Melania G. Mazzucco

La storia di Plautilla, la prima architettrice della storia moderna.

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La Lampadina
Libri

Come scrivere un libro:
Emma Irevissick
di Carlo Verga

Si, Scrivere un libro, che poi abbia qualche successo… un sogno.

Ci abbiamo provato qualche anno fa noi della Lampadina, volevamo fare un romanzo giallo a tre mani.
I coinvolti oltre me, Lalli Theodoli e Beppe Zezza, il titolo Un’avventura cinese, si svolgeva tra la Cina e Roma, una storia di contrabbando, amori, delitti. 
Ognuno scriveva quanto credeva più giusto seguendo la propria visione delle cose che naturalmente poco coincideva con quella degli altri, insomma si arrivava a situazioni paradossali del tipo Cin il protagonista, ammazzava un suo uomo a Parigi mentre, nello stesso tempo a Roma era a letto con una sua amica cinese. Insomma una gran confusione, abbiamo lasciato la cosa tra grandi risate.

A quell’epoca avevo preso lo spunto dai miei viaggi in Cina e in Oriente, ed è forse così, con la dovuta fantasia, che uno scrittore si crea la trama di un libro.
La settimana passata Vittorio Grimaldi avvocato di chiara fama e amico di anni, mi ha inviato un suo racconto che ho letto con piacere, Vittorio scrive bene, tante descrizioni di situazioni, fatti tutti precisi e particolari.
Il racconto, siamo a fine 800, inizia descrivendo una giovane fanciulla vissuta nel sud dell’Inghilterra, rimasta orfana di un padre grande navigatore.
Poi l’incontro con un giovare capitano e aristocratico Inglese, le vicissitudini per la ricerca di una madre che l’aveva abbandonata quando ancora in fasce, sono l’inizio vero e proprio del racconto.
Il tutto si svolge tra l’Inghilterra e le isole Saint-Pierre e Miquelon avamposto importante per raggiungere Stati Uniti e Canada, disputate  tra le due grandi potenza del tempo, Inghilterra e Francia.
Vittorio ha scritto diversi racconti alcuni pubblicati sulla nostra Lampadina con storie attuali vissute durante la sua vita, spiritose divertenti ed alcune molto curiose. Ha pubblicato un romanzo storico politico, Rio Belgrano ambientato negli anni ‘80 in Argentina, dove parla della guerre delle Falkland, la morte di Calvi, i servizi segreti Inglesi, desaparesidos e tanto altro su quel particolare periodo molto burrascoso.
Tutti avvenimenti, forse e in qualche modo, relazionati con la sua vita del tempo.
Il suo nuovo racconto Emma Irevissick ha poco a che vedere con i motivi di ispirazione precedenti essendo posizionato in un periodo storico ben lontano dalla vita e storia attuale, mi chiedevo, pertanto, come fosse nata l’idea.
Ho chiamato Vittorio perché potesse dirmi qualcosa ed esaudire la mia curiosità…
La risposta è stata molto semplice: negli anni durante i quali ero spesso a Londra, mi racconta, mi divertivo a girellare tra i vari negozi di antiquariato proprio per mio puro piacere.
In uno dei negozi visitati di arredamenti navali e di nautica in genere, mi è capitato di notare tra i tanti oggetti, una bella scatola di legno dove sul retro c’era una dedica ad una certa Emma Irevissick con le coordinate di un percorso e di alcune isole sperse nell’oceano.
La cosa mi ha incuriosito e l’ho acquistata essendo anche un bell’oggetto.
Negli anni ho fatto varie ricerche su quelle note, sulle coordinate del viaggio e su quelle isole, Saint-Pierre e Miquelon, due scogli aridi e ventosi situati a poche miglia dalle coste meridionali di Terranova, veramente degli scogli nell’oceano.

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MOSTRE

Ecco le segnalazioni di
Marguerite de Merode

Il mondo della cultura si è riappropriato completamente dei suoi spazi. 


Galleria Borghese: Damien Hirst  "Archeology Now".
Curata da Anna Coliva e Mario Codognato.Per gli spazi del museo l'artista ha selezionato personalmente oltre ottanta opere della serie "Treasures from the Wreck of the Unbelievable" esposta a Venezia nella grande mostra di Palazzo Grassi e Punta della Dogana nel 2017.
Una mostra da non perdere dove le opere dell'artista britannico, allestite in tutte le sale accanto ai capolavori del museo, creano un inedito dialogo con l'arte del passato in un continuo rimando tra storia e narrazione, realtà e finzione, passato e presente.
Fino al 7 ottobre 2021

MAXXI, Casa Balla. Dalla casa all'universo e ritorno.
Per la prima volta, apre al pubblico la straordinaria casa futurista a Roma nella quale Giacomo Balla visse e lavorò dal
1929 sino alla morte e che trasformò in una vera e propria opera d'arte fatta di pareti dipinte, di una miriade di mobili, arredamenti, utensili decorati, di numerosi quadri e sculture, di abiti da lui disegnati.
Il progetto prevede un'importante mostra tematica ospitata nella galleria 5 del MAXXI.
Saranno esposte opere inedite ideate e create per l'occasione che riflettono sulle numerose suggestioni di Casa Balla, opera d'arte totale, facendo emergere la profonda attualità di pensiero del poliedrico Maestro.
Fino al 21 novembre 2021

Palazzo Barberini: Tempo Barocco.
A cura di Francesca Cappelletti e Flaminia Gennari Santori. 
Tempo Barocco è la nuova mostra, molto raffinata, che inaugura lo spazio mostre al piano terra di Palazzo Barberini, in un percorso espositivo completamente restaurato e rinnovato.

Il filo conduttore è il Tempo, concetto indagato in tutte le sue forme e declinazioni attraverso capolavori di artisti italiani e stranieri, per la maggior parte vissuti a Roma nel corso del Seicento.
Fino al 3 ottobre

Museo Baracco: La vita nova. L’amore in Dante nello sguardo di 10 artiste.
Curata da Alessandra Mammì.
La mostra ripercorre la celebre opera di Dante - nel settecentenario dalla morte - attraverso dieci note di artiste contemporanee, tra le quali Elisa Montessori, Giosetta Fioroni e Letizia Battaglia. Prende spunto dal celebre testo giovanile di Dante Alighieri, proponendosi di chiedere alle artiste un’opera ispirata ai temi della Vita Nova: la celebrazione dell’amore.
Fino al 19 settembre 2021

 


 

 Pensiero Laterale
Un viaggio particolare

Stai guidando un’auto che sta andando a velocità costante.
Alla tua destra c’è un precipizio. Alla tua sinistra c’è un camion dei pompieri che viaggia alla tua stessa velocità. Davanti a te c’è un maiale più grande dell’auto sulla quale stai viaggiando! Davanti al maiale c’è un uccello che viaggia alla tua stessa velocità.
Vi insegue un elicottero volando rasoterra… e dietro l’elicottero un calesse trainato da due cavalli, e si muovono entrambi alla tua stessa velocità. 

Ricapitolando:

Auto a velocità costante
Precipizio a destra
Camion dei pompieri a sinistra
Maiale davanti
Uccello davanti al maiale
Elicottero rasoterra dietro
Calesse e cavalli dietro l’elicottero

Come fai a fermarti?

 

Guarda qui la soluzione...

La Lampadina Racconti di viaggio

Le Meteore, un bosco pietroso
di Maria Luisa Amendola

Una curva, poi un’altra, i tornanti paiono non finire mai, e infine eccoli i desiderati massi grigi, faraglioni spuntati non so più se dal cielo o dalla pianura un po’ nebbiosa, l’uno accanto all’altro quasi per confortarsi della loro solitudine. Sembrano galleggiare. Meteore, appunto, li hanno chiamati gli antichi anacoreti. Le pareti verticali e lassù, sulla sommità, incuneate, le curiose costruzioni di pietra, incoronate dai tetti di tegole e dalle passerelle audaci, dalle altane che si sporgono verso la pianura. Segni, segni di tempi difficili, i tempi del Medioevo più oscuro.
Che cosa m’aspettavo aggredendo con passo da settantenne ancora valida i ripidi e irregolari 215 gradini che portavano lassù, vicino al cielo, sullo spazio risicato di pietra, in cima alle rocce appuntite dove sorgono le Sante Meteore?
Le Agias Meteora, gli antichi conventi, le minuscole chiese con le loro icone cariche d’oro, e gli affreschi bizantini, e i refettori severi dalle strette finestrelle dove sfrecciano le aquile e le terrazze fiorite affacciate con un senso di vertigine sulla ricca pianura della Tessaglia ove pare fosse nato Achille? 415 metri più sotto scorre, nascondendosi tra i cespugli, il fiume Pineus.
Il sole illumina a tratti le scale, inghiottito da un buio denso nell’alternarsi di corridoi scavati nell’anima della roccia. I pensieri si elevano anche loro a 415 metri sul livello del mare, intorno silenzio. Mi sono voltata, stanca e ormai affannata, come si conviene a una vecchia signora quale in realtà sono (lasciamo stare gli spiccioli, che sono i nostri anni a confronto degli anni luce che si intromettono tra noi e le stelle) mi fermo, mi volto, dietro a me, stretti tra pareti grigie di basalto, una coppia di francesi anche loro alla ricerca di un Perché.

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La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità.

La Lampadina e' una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un Comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Lucilla Crainz Laureti, Marguerite de Merode Pratesi, Laura Lionetti, Ranieri Ricci, Carlotta Staderini Chiatante, Lalli Theodoli, Beppe Zezza e redatta con la partecipazione di: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Renata Ferrara Pignatelli, Giancarlo Puddu e Angelica Verga. La sede è in via Castiglion del Lago, 57, 00191, Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa duemila persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
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