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La Lampadina - n. 107 ::: Ottobre 2021

Cari Lettori,
l'estate pare prolungarsi, e in essa confluisce l'energia rinnovatrice dell'autunno incipiente, così noi stiamo preparando numerosi appuntamenti alla costante (ri)scoperta delle opere di genio disseminate nella nostra Penisola ed oltre confine...
Questo numero ci porta a fare dei salti spazio-temporali: nel futuro con Carlo, che ci introduce nei misteri del metaverso; Marguerite ci racconta dell'arte ironica di uno dei più grandi falsari del Novecento, che a suo modo, creò una realtà altra, parallela a quella da tutti conosciuta. Poi un salto nel passato più remoto con Gian Carlo per individuare in antichi graffiti, le tracce di una glaciazione che coinvolse tutto il mondo. 
Ancora, Serena ci offre un passaggio nella cultura fondante delle nostre radici con Dante, e Claudia approfondisce un mito antico quale quello di Venere.
Beppe ci riporta all'attualità, con le sue riflessioni sulla questione energetica e Lalli con la sua dissertazione sul migliore amico dell'uomo, ci fa sorridere con il suo usuale tocco di leggerezza. Roberto conclude la newsletter con il suo "Libretto verde", puntando un raggio di luce sulla figura di Raul Gardini, una delle personalità più complesse ed innovative degli ultimi decenni.
Buona lettura
ICH

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Martedì, 5 ottobre 2021

Ciao [nome],
oggi la nostra Lampadina si accende su:


INTERNET – Metaverso
Articolo di Carlo Verga

Metaverso: da qualche tempo ricevo mail in principal modo, da società finanziarie, da produttori di cellulari, di Pc etc. con le quali, viene segnalata l’opportunità di investire nella rivoluzione a breve di internet. La rivoluzione si chiama Metaverso. Ma di cosa si tratta? Ho fatto qualche ricerca qua e là ed ecco cosa ho trovato.
Mark Zuckerberg di Facebook a fine giugno scorso ha informato i suoi dipendenti di una nuova grande iniziativa sulla nuova idea di Internet, dopo una lunga descrizione sul progetto conclude: "Penso che passeremo dall’essere percepiti dalle persone come una società di social media a una società del metaverso".
Il concetto di metaverso nasce nel romanzo "Snow Crash" di Neal Stephenson del 1992. In esso, l'autore immagina un gemello digitale (avatar) del mondo reale, in cui le persone, appunto tramite degli avatar, vengono proiettati in un ambiente totalmente digitalizzato.
Detto in parole forse più comprensibili potremmo immaginare come se Internet fosse una grande città virtuale da esplorare per mezzo degli avatar (cioè noi, raffigurati dall’immagine da noi scelta per rappresentare la propria utenza in una comunità virtuale); in questo mondo gli utenti possono circolare liberamente, fare acquisti di ogni tipo, pagare usando valute digitali. È come pensare ad un internet che non sia “piatto” ma che ti coinvolga “fisicamente” (tuo avatar) in un mondo tridimensionale. Chi ha figli e/o nipoti li avrà certamente visti giocare alla Play Station o similia. In quei giochi ognuno di loro è rappresentato da un personaggio che hanno creato e che è la loro estensione digitale nel mondo virtuale.
Il metaverso, dovrà abbracciare sia un mondo fisico che virtuale, dovrà contenere un'economia in tutte le sue parti, essere assolutamente libero e gli utenti devono essere in grado di portare i propri avatar e beni da un luogo all'altro di quel mondo, senza alcuna dipendenza.
"La qualità che definirà il metaverso sarà la presenza, la sensazione di essere davvero lì con delle persone".
Secondo Zuckerberg, il metaverso offrirà enormi opportunità e se correttamente realizzato, potrebbe essere, anche, un dispositivo di teletrasporto funzionante per chiunque viva fuori città e in zone isolate.
Qualcosa del genere era in funzione dal 2003, si chiamava Second Life, si proponeva già come un mondo virtuale condiviso dove vivere una seconda vita attraverso un avatar, era molto limitato e quindi non permetteva una partecipazione estesa al grande mondo del web.
Tutte le grandi multinazionali del settore riservano al momento un’enorme attenzione, dollari e personale specializzato, all’argomento. Roblox si è quotata in Borsa lo scorso anno, la maggioranza dei suoi utenti ha fra gli 8 e i 13 anni e vale oltre 47 miliardi di dollari. Roblox è considerata da molti come la cosa più vicina al metaverso che ci sia ad oggi.
Anche Minecraft di Microsoft ad aprile, durante il trimestrale resoconto finanziario, ha raggiunto quasi 140 milioni di utenti attivi al mese, in crescita del 30%.
Il problema maggiore per la realizzazione dei metaverso, è come trovare la collaborazione delle aziende, per riconoscere un’entità neutrale che gestisca tutto il processo.
Internet è un sistema aperto dove al suo interno sono stati creati i servizi di ogni genere. Il metaverso dovrà essere l'equivalente virtuale di un grande piazza condivisa sopra cui le società da Facebook, Microsoft e altri dovranno posizionare sistemi e proprie strutture assolutamente private e che non interferiscano con le altre.
L'avatar (cioè noi utenti) dovremmo/potremmo muoverci attraverso il metaverso con la stessa facilità con cui oggi, con un computer o uno smartphone, si passa da un sito web all'altro. Sarà realtà o rimarrà un sogno, di un mondo digitale che, oltretutto, permetterebbe di generare molti più ricavi rispetto a oggi?

Per approfondire leggi questo articolo pubblicato il 28 settembre su Wired.

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"Mi sa che siamo stati risucchiati nel gioco e siamo diventati l'avatar che abbiamo scelto!”

Dal film Jumanjy -Benvenuti nella giungla

ARTE - Icilio Federico Joni, il principe dei falsari
Articolo di Marguerite de Merode

Nel 1997 il direttore del Metropolitan di New York fa una dichiarazione sorprendente! Il quaranta per cento dei dipinti in questo museo sono falsi.
È mai possibile che un museo di questa importanza sia stato preda dei falsari e dei loro complici, critici d'arte senza scrupoli attratti dal grande flusso di denaro che inonda il mercato dell'arte. Sicuramente ora con le nuove tecniche di indagine scientifiche questa percentuale non è più valida. La verità è che molti musei stranieri, di fondazione recente, con l'intenzione di crearsi rapidamente una ricca collezione, sono stati spesso preda dei grandi ingannatori: i falsari di opere d'arte e i loro accoliti. Personaggi che, con estrema destrezza, hanno riempito i musei e le collezioni di tutto il mondo di opere non autentiche e sono riusciti a convincere del contrario persino gli esperti più noti. Per realizzare “quadri antichi” si riappropriavano delle tecniche degli antichi maestri. Dante li chiama falsadori, accomunando sotto la stessa denominazione gli alchimisti, gli autori di sostituzioni personali, i monetieri, i calunniatori-impostori.
La recente storia ne è piena. Il pubblico rimane affascinato da questi loschi personaggi, spesso motivati da un desiderio di rivalsa nei confronti di un establishment incapace di riconoscere il loro talento. Sono “dotati di un fascino oscuro, consumati dalla hybris di riscrivere la storia, i falsari creano inganni perfetti per dimostrare di essere geniali”. Rimangono comunque una categoria ai margini del mondo dell’arte suscitando da sempre indignazione ma anche curiosità e persino ammirazione. Sono personaggi astuti, eccentrici e pieni di fascino, colpevoli di un crimine considerato spesso innocuo visto che mietono vittime tra ricchissimi collezionisti e istituzioni senza volto. Ma stiamo comunque parlando di truffatori che danneggiano il mondo dell'arte, non di simpatici Robin Hood.
Uno dei personaggi che fa parte dei magnifici dieci migliori falsadori di tutti i tempi era italiano, nato nel 1866 a Siena. Abbandonato alla nascita, aveva fatto del raggiro un’arte assoluta, tanto che sarà chiamato “il principe dei falsari”. Raggiunge quasi la perfezione. Icilio Federico Joni, lavora da ragazzo in bottega come doratore, restauratore e matura presto una grande predisposizione per l’arte. Cresce circondato dai gioielli del tardo gotico e del primo Rinascimento italiano. Tutta la seconda metà dell’Ottocento è attraversata da un’ondata di forte interesse per il Medioevo. Firenze e Siena sono divenute le capitali mondiali del commercio di opere legate a quel periodo, per rispondere al forte interesse dei collezionisti spesso anglosassoni. Era il momento dei “Primitivi Senesi” e i falsari seguivano la corrente. La domanda era tanta per giustificare una così intensa produzione di opere contraffatte e l’artigianato locale in grado rispondere con un’offerta soddisfacente.
Ad Icilio Federico Joni va riconosciuta una grande capacità artistica. Una sua dote principale era di reinventare composizioni, invecchiare i pigmenti, gli ori e gli stucchi, di tarlare il legno. Era un vero ricercatore. Si immedesimava perfettamente nello stile e nella tecnica degli artisti del passato. Del Ghirlandaio, il nostro falsario era un autentico specialista.
Un suo capolavoro è stato di riuscire ad ingannare persino il grande Berenson il quale scoperto l’inganno acquistava lo stesso le opere del falsario che prendevano la strada dell’Inghilterra e degli Stati Uniti dove venivano vendute da lui come opere autentiche. Dotato di grande ironia, Joni firmava discretamente i suoi falsi con una piccola e misteriosa scritta: Paicap che si scopre poi voler dire in modo del tutto irriverente “Per andare in culo al prossimo”. Una discreta presa in giro.
Come suo lascito al mondo dell’arte, nel 1932 pubblica un’autobiografia intitolata Le memorie di un pittore di quadri antichi" in cui svela senza troppo pudore l’inganno della sua produzione. I mercanti, grazie anche all’aiuto di storici dell’arte, facevano passare per autentiche, opere che in realtà erano pure contraffazioni. Che dire? Un grande talento, che deride quelli che inganna e visto che sono determinati a sottrarre all’Italia i suoi bei capolavori, li beffeggia facendosi parte del grande inganno. Un piccolo aneddoto che ci proietta nel passato. Il Cardinale Riario acquista a caro prezzo un Cupido Dormiente venduto come reperto archeologico originale greco-romano. Scopre tempo dopo che la statua era stata scolpita da un giovane scultore di nome Michelangelo Buonarroti, invecchiata ad arte ed immessa sul mercato, probabilmente a insaputa dell’artista, per essere poi acquistata dal prelato. Riario, indispettito della diffusione della notizia della truffa a suo danno, desidera conoscere l’autore dello splendido Cupido e per tali ragioni invita lo scultore a Roma. Così il giovane artista arriva in città e da lì comincia la sua grande avventura. Un inganno che gli valse grande fortuna!

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La Redazione:

"Creativo non è sinonimo di originale.
Originale è il modo in cui si è creativi."

Eleonora Viola

ABBIAMO OSPITI/ARTE - Venere, Natura ombra e bellezza
Articolo di Claudia Cieri Via, Autore Ospite de La Lampadina

La mostra “Venere, Natura ombra e bellezza”, che si è inaugurata a Mantova l’11 settembre 2021 è la manifestazione conclusiva del progetto: “Venere divina. Armonia sulla terra”, promosso da Stefano Baia Curioni direttore della Fondazione Palazzo Te e dedicato al mito di Venere a partire dalla primavera del 2021.
La mostra è un’occasione unica per esplorare i diversi volti della dea che hanno popolato l’arte europea e italiana del Cinquecento e del primo Seicento, mostrandone le luci e le ombre, il fulgore e il furore, e ripercorrendo immaginari e rappresentazioni capaci di esercitare il loro fascino fino ai giorni nostri.
La mostra "Venere, Natura ombra e bellezza", ospitata e allestita nella splendida cornice di Palazzo Te, conclude dunque il percorso che ha portato a ragionare intorno a questa divinità archetipica, mettendone a fuoco i suoi diversi aspetti: dalle origini classiche del mito alle sopravvivenze nella cultura, nella letteratura mitografica e poetica e nelle immagini fino all’età moderna. Venere, tradizionalmente dea dell’amore e della bellezza secondo il Giudizio di Paride, è una divinità ancestrale e polimorfa. Venere risponde al canone della bellezza classica, rappresentato dalla Afrodite Anadiomene che esce dalle acque, dalla Venere Naturale che incede nei giardini fioriti come immagine della Primavera, della rinascita e della rigenerazione, che ha dato vita a tutte le manifestazioni del programma espositivo che hanno avuto luogo a Palazzo Te nel corso dell’anno 2021.
Infatti Venere trova la sua più naturale collocazione in questo magnifico Palazzo, costruito da Giulio Romano fra il 1524 e il 1534 su committenza di Federico II Gonzaga, una dimora immersa nella natura sull’isola del Tejeto ai margini di Mantova, un luogo di otia, nell’accezione rinascimentale, in contrapposizione ai negotia, luogo di piacere e di riflessione intellettuale.
Venere è anche protagonista delle favole mitologiche che la vedono sposa dell’anziano Vulcano, rapita da una passione erotica con Marte, in un coinvolgimento amoroso fino alla morte con Adone, prestando le sue sembianze anche ad altre figure del mito antico e dando luogo a travestimenti e ad interpretazioni complesse che animano anche le decorazioni di Palazzo Te, come emerge dal libro “Venere a Palazzo Te”, il progetto che ha avviato l’anno 2021 dedicato a Venere, pubblicato dalla Fondazione Palazzo Te.
Ma Venere, madre di Cupido nella mitologia antica è anche soggetta alla variabilità delle occasioni declinando il suo potere in termini ora naturalistici ora erotici, ma anche legati all’inganno, alla magia e alla stregoneria che troveranno espressione nella letteratura e nelle immagini fra Cinquecento e Seicento.
Attraverso una selezione di opere: sculture e monete antiche, manoscritti e libri a stampa, dipinti - provenienti da prestigiose istituzioni: dalla Biblioteca Apostolica Vaticana alla Galleria Borghese di Roma, dai  Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique di Bruxelles al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, alle Gallerie degli Uffizi di Firenze, all’Akademie der bildenden Künste di Vienna  -  la mostra intende far luce sui diversi aspetti di Venere, intrecciando la tradizione classica – grazie alla presenza  di sculture antiche anche provenienti dalla collezione Gonzaga - e le sue sopravvivenze nel Cinquecento con i dipinti di Dosso Dossi, di Lucas Cranach, di Tiziano, di Veronese, evidenziando anche i rapporti e le diversità fra la cultura artistica italiana e la cultura nordeuropea.
La mostra si conclude con due opere: il prezioso dipinto di Rubens sul "Giudizio di Paride", eseguito dall’artista fiammingo durante il suo soggiorno alla corte dei Gonzaga nel 1606, un olio su rame che fonde la tecnica pittorica con la luce del paesaggio alla veneziana e i panneggi trasparenti delle figure femminili. Infine la grande tela di Guercino proveniente dalla Galleria estense di Modena, s’impone con un’imperiosa figura di Venere, scoperta da Marte, che puntando il dito verso l’osservatore attira con il suo erotismo lo spettatore di ieri e di oggi.
“Venere, Natura ombra e bellezza" a cura di Claudia Cieri Via, Mantova, Palazzo Te dal 12 Settembre al 12 Dicembre.
Claudia Cieri Via, “Venere a Palazzo Te”, Mantova, Tre Lune, 2021.

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La Redazione:

"Venere è venerata in tutti i templi degli dei,
e presso tutti i mortali è la più venerata fra le dee."

Inni  Omerici

PIANETA TERRA - Qualche riflessione sulla questione energetica
Articolo di Beppe Zezza

Da ormai più di diciotto mesi l’argomento che ha dominato i media è stata la pandemia di Covid-19 e gli interventi che le autorità delle varie parti del mondo hanno intrapreso per contenerla. In secondo piano, ma pur sempre presente, c’è stata l'altra grande preoccupazione mondiale: il riscaldamento globale, coralmente attribuito alle emissioni di CO2 nell’atmosfera, i disastri che si prospettano e che già si manifestano, e le azioni da adottare urgentemente per evitare l’apocalisse. La sola soluzione prospettata è stata quella di ridurre le emissioni di CO2 fino ad azzerarle.
Con l’auspicabile attenuarsi della preoccupazione per la pandemia di Covid questo argomento tornerà a riempire le prime pagine dei media. Quali sono le prospettive?
Per questo articolo mi sono rifatto in larga misura alle tesi illustrate da Jean-Marc Jancovici, ingegnere francese specialista del clima e dell’energia, e ascoltato consulente sui temi legati alla “transizione energetica”. Su You-Tube si possono trovare le registrazioni di conferenze e dibattiti con importanti istituzioni francesi.
Alla base del nostro attuale “tenore di vita” c’è la disponibilità di “macchine”, che “trasformano” la materia in modo da renderla “funzionale” alle nostre esigenze. Basta soffermarsi un momento a pensare e ci rendiamo conto che la vita attuale dipende interamente dalle macchine: gli abiti che abbiamo sono prodotti da “macchine”, i cibi che mangiamo sono prodotti con l’ausilio di macchinari e giungono alle nostre mense perché trasportati da macchine, le case che abitiamo sono state costruite mediante l’impiego estensivo di macchine, le informazioni le riceviamo attraverso macchine e così via.
In definitiva senza macchine non sarebbe possibile vivere come facciamo oggi, non potremmo sostenere il nostro tenore di vita. Questo lo “misuriamo” attraverso il PIL pro-capite (Prodotto lordo mondiale diviso per il numero di abitanti). Analizzando i dati storici si può scoprire che c’è una correlazione tra numero di macchine presenti nel mondo e PIL mondiale: questa è rappresentata da una retta crescente.
Le macchine non sono autonome ma necessitano della disponibilità di due elementi essenziali: l’uomo che le progetta-costruisce e dirige e l’energia che permette loro di funzionare. (Le macchine sono fondamentalmente dei convertitori di energia). La dipendenza dall’uomo può essere – e di fatto lo è – progressivamente ridotta, quella dall’energia no. Senza energia le macchine non funzionano, e senza macchine il nostro mondo crolla. Dunque l’energia è l’elemento del quale non si può fare a meno. Meno energia a disposizione, meno benessere.
Dall’inizio della vita umana sulla Terra fino a circa due secoli fa, sul pianeta l’uomo usava solo energie rinnovabili: l’energia muscolare propria e di animali assoggettati (energia ottenuta attraverso l’assimilazione degli alimenti), quella del vento e dell’acqua (i mulini e gli sbarramenti) e quella del legno. Le energie rinnovabili non sono dunque una scoperta del tempo presente ma sono l’antico! Nel 1800 si sono prodotte le prime macchine operanti secondo il ciclo di Carnot – la macchina in grado di trasformare l’energia termica in energia meccanica. Questa invenzione è stata rivoluzionaria: attraverso le sorgenti fossili l’energia termica – e quindi l’energia meccanica -è stata disponibile in quantità inimmaginabili: lo sviluppo è stato tumultuoso. Il PIL mondiale è cresciuto vertiginosamente così come anche la popolazione mondiale. (Il legame tra incremento della popolazione e disponibilità di energia è meno evidente ma se si va un po’ a fondo della questione se ne vede la correlazione).
Dove ne siamo oggi? Il PIL mondiale dipende dal numero di macchine, queste dipendono dall’energia quindi il PIL è collegato all'energia disponibile. Che origine ha l’energia che viene utilizzata oggi? (Dire “energia consumata” è improprio; infatti una delle leggi fondamentali della fisica – quindi indipendente dall’uomo – è quella della “conservazione della energia”. In tutti i processi che avvengono sulla terra l’energia rimane invariata, cambia solo di “forma”).
L’energia può essere di origine fossile (carbone petrolio e gas), nucleare (legame tra gli atomi), idraulica (acqua che scende dall’alto verso il basso per gravità) o rinnovabile (sole, vento e biomasse). Molto interessante è guardare come l’utilizzo delle varie fonti di energia è andato variando negli anni e quale sia oggi.

Come si può vedere di gran lunga l’essenziale dell’energia utilizzata oggi nel mondo è di origine fossile – circa l’80%! Le energie rinnovabili contribuiscono solo per qualche percento, hanno dunque una incidenza del tutto trascurabile! (Non ci deve meravigliare l'osservare che l’utilizzo delle “biomasse”, oggi tornate di moda con il “biodiesel”, sia invece andata riducendosi progressivamente; queste sono infatti costituite prevalentemente dal “legno” che era la fonte di calore più diffusa ed è ancora largamente utilizzato nei paesi meno avanzati).
L’energia fossile è costituita da carbone, petrolio e gas. Il carbone è utilizzato principalmente per la produzione di elettricità, il petrolio e il gas per la mobilità – la trazione - e per l’industria chimica. Il carbone viene generalmente impiegato nelle stesse regioni dove viene estratto a motivo delle grandissime difficoltà logistiche. Il 90% della produzione mondiale è localizzato in 7 paesi (Usa, Cina, Russia, Australia i principali). Anche il trasporto del gas è problematico perché richiede la costruzione di gasdotti – con evidenti ricadute politiche perché necessitano di accordi a lunghissimo termine tra i paesi produttori quelli utilizzatori e quelli attraversati – dietro a molte crisi internazionali si possono intravedere in filigrana dispute per i gasdotti).
Un dato interessante da considerare è lincremento di consumo di energia nel mondo dal 2000 (quando già il problema ecologico della produzione di CO2 era apparso all’orizzonte) al 2018: carbone +1400 Mkwh, petrolio +980, gas +1220. Idroelettriche +380, nucleare +5, vento +230, solare +80, geotermica +5, altre +20. Colpisce quanto poco contribuiscano le “rinnovabili” pur così enfatizzate.
Nella figura non compare, a buon motivo, l’energia elettrica. L’energia elettrica, infatti, non è una fonte “primaria”, ma una forma “intermedia”, cioè a dire per disporne è necessario produrla utilizzando una fonte primaria e a sua volta per utilizzarla deve essere poi ritrasformata. (Per questo motivo il “tutto elettrico” non rappresenta una “soluzione” del problema energetico).L’elettricità con che cosa la si produce? La figura qui sotto riporta la situazione del 2018. Le energie fossili vengono in larghissima misura utilizzate per produrre “calore (produzione di energia elettrica e trazione). Questo comporta l’emissione di CO2. Per ridurre o azzerare le emissioni di CO2 è dunque necessario non solo interrompere la crescita ma anche ridurre drasticamente l’utilizzo delle energie fossili, sostituendole con energie rinnovabili e/o nucleari. Dalle figure riprodotte si vede chiaramente come questo sia poco verosimile a meno di non rivoluzionare il “funzionamento” del pianeta o ridurre drasticamente il livello medio di energia utilizzata e cioè il “tenore di vita” medio degli abitanti del pianeta. Conclusione? Una “transizione energetica” da “fossile” ad “altre” (rinnovabili, idrauliche e nucleari) non appare possibile senza una riduzione del tenore di vita medio (PIL pro capite) – o una riduzione della popolazione. Una riduzione generalizzata del “tenore di vita” senza che si verifichino problemi sociali gravi, all’interno e tra i diversi paesi, è assai problematica (Quando c’è crescita è tutto facile, quando c’è invece da stringere la cinta sorgono i contrasti). Sull’altro piatto della bilancia ci sono i disastri prodotti dai cambiamenti climatici che incombono.
Se le cose stanno così, non c’è da essere ottimisti.

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Isabella propone:

"La trasmissione di energia elettrica senza fili sarà usata come mezzo per la promozione della pace nel mondo."

Nikola Tesla

ABBIAMO OSPITI/LETTERATURA - Festivaletteratura Mantova 2021: Dante e dintorni

Articolo di Serena Ambroso, Autore Ospite de La Lampadina

Nell'ambito del Festivaletteratura 2021 che si è svolto dall'8 al 12 settembre 2021 a Mantova (vedi articolo di Lucilla Lureti Crainz su questo numero),  La Tenda Sordello ha dato ospitalità alla sezione Accenti  nella quale i frequentatori del Festival sono stati catturati da temi molto diversi fra loro ma molto interessanti, uno di questi è quello  trattato da Giuseppe Antonelli di Storia linguistica italiana.
Giuseppe Antonelli, professore ordinario di Linguistica italiana all’università di Pavia, nel suo  Dante: un’epopea pop ha brillantemente illustrato l’influenza che il Poeta ha avuto e continua ad avere nella cultura e nella lingua italiane. Ha iniziato affermando che l’attuale Vocabolario fondamentale dell’italiano - che secondo gli studi di Tullio de Mauro è costituito dalle 2000 parole usate nella vita quotidiana dagli italiani per soddisfare i propri bisogni comunicativi - ben 1200 sono già attestate in Dante. Ciò rende le opere di Dante ancora comprensibili a gran parte degli italiani di oggi, a differenza di quanto avviene per le opere coeve alla nostra Divina Commedia scritte in francese e in inglese, testi oggi non più accessibili alla maggior parte dei parlanti nativi di queste lingue. L’oralità è una caratteristica di Dante. Le sue parole le ritroviamo oggi nei testi delle canzoni di Antonello Venditti che nella sua Ci vorrebbe un amico canta “E se amor che nullo amato, amore, amore mio perdona…” verso al quale fa eco Jovanotti  citando le stesse parole di Dante nella sua Serenata Rap. Anche l’inizio dell’Inferno viene utilizzato da Tullio De Piscopo a ritmo di pizzica che la trasforma in una suggestiva Taranta: Nel mezzo del cammin di nostra vita.
Un’altra testimonianza della straordinaria longevità dantesca sono le Lecturae Dantis che, iniziate da Boccaccio, sono giunte fino a noi e continuano ad essere vive in numerosi eventi culturali a noi contemporanei. Come continuano a vivere metafore quali fiamma per indicare una relazione amorosa, espressioni quali Lasciate ogni speranza voi ch'entrate; Fatti non foste a viver come bruti…; Non ragioniam di lor ma guarda e passa.
Altro esempio straordinario di amore per il Poeta lo troviamo quando Firenze divenne capitale dell’Italia unificata  nel culto patriottico che vide Dante diventare il ‘santo laico’ del nuovo Stato. Anche Francesco del Santis nel 1865 fa accenno a tale fenomeno.
Si hanno poi casi di amore illimitato per la Commedia che sconfinano in gravi patologie, come quello che è registrato nel 1872-73 al Manicomio di Roma, Santa Maria della Pietà, di un paziente maniaco furioso il quale - con un soverchio esercizio di memoria - intendeva imparare per recitare tutto il Poema di Dante.
Nel suo saggio politico De Monarchia (1312-1313) Dante si definì ‘un albero che fruttifica e non una voragine che inghiotte’. Parole profetiche! Infatti, se dal 1861 al 1868 Gustave Dorè pubblicò con Hachette le sue numerose incisioni (pubblicate nel 1868 in Italia da Sonzogno), nel 2021 possiamo ammirare 135 delle tavole dell’incisore francese a Firenze nel Chiostro del Brunelleschi, nella Cappella Pazzi, nella Cripta e nel Cenacolo di Santa Croce! L’albero fruttifero di Dante continua a dare alimento nei campi artistici più svariati: nel 1911 Dante arriva al cinema (viene prodotto il primo film sull’Inferno), nel 1943 si interessa a lui l’Arte contemporanea di Angelo Boetto, passa nei giochi di enigmistica, sulle scacchiere, sulle carte da gioco, nella pubblicità per arrivare nel 1986 perfino nei videogiochi e di recente nelle scritte sui muri romani. Vicino a un liceo è stata recentemente osservata questa scritta: Beatrice ti amo. Dichiarazione sotto firmata Dante. Più pop di così.

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"Ché perder tempo a chi più sa più spiace."

Dante Alighieri, La Divina Commedia, Purgatorio

ABBIAMO OSPITI/PIANETA TERRA - Dai graffiti umbri, testimonianze sulla "Piccola Glaciazione” nel Centro Italia
Articolo* di Gian Carlo Ruggeri, Autore Ospite de La Lampadina

Inaugurata il 5 giugno 2021 nella seducente cornice di Palazzo Trinci, a Foligno, la mostra Graffiti Umbri. Scritture spontanee medievali e moderne lungo i sentieri del pellegrinaggio rivela una serie di affascinanti testimonianze riguardanti graffiti devozionali, scritture di aspetto pratico a carattere di memorie, segni commemorativi, brevi redazioni di fenomeni naturali ed ambientali, nonché eventi privati e personali. Palazzo Trinci è stato la residenza della famiglia che ha governato la città tra il 1305 e il 1439; il Palazzo è sede del Museo archeologico e della Pinacoteca della città.
L’Umbria, durante il Medioevo, è stata il nucleo di dedizione culturale e spirituale che coinvolse siti religiosi e laici prossimi a due antiche strade romane, la via Flaminia e la via Amerina, con le loro deviazioni e strade affluenti. Nel XIII secolo ebbe luogo un sostanzioso incremento del pellegrinaggio, connesso al culto della tomba di s. Francesco d’Assisi e dei luoghi più cari al santo. Questo aumento dei pellegrinaggi rese l’Umbria una meta ambita e negli edifici religiosi fiorirono i graffiti molte volte redatti da viandanti e, appunto, da pellegrini. Opere di estremo interesse, che mettono in luce il sentimento dello scorrere del tempo e la correlata volontà di lasciare un segno della propria esistenza, delle sofferenze patite e degli avvenimenti climatici/meteorologici più importanti e significativi. Diverse di queste testimonianze riguardano, infatti, inverni rigidi, esondazioni di torrenti e fiumi e intense precipitazioni.
Fra tali graffiti commemorativi di Palazzo Trinci, ne spiccano due - molto intriganti per il climatologo - che evocano nevicate eccezionali: il primo, incisione a sgraffio, avvenne a Trevi (borgo situato tra Foligno e Spoleto, (alt. 412 m) che si eleva sui pendii del Monte Serano, arroccato su un colle ricco di uliveti): accadde nel «1578 a dì di 9 de maggio fece neve nella montagna di Trevi». Il secondo ricorda una nevicata verificatasi a Foligno nell’ottobre del 1688, che perdurò fino a novembre, anticipando un inverno molto rigido. Esso recita: «Del 1688 alli 13 di 8bre fece / neve grossissima et […] 3 o 4 gi(orni) la fece di nuovo fino a 9bre e poi / seguì l’inverno rigidissimo XVIII febru(a)r(ii)».
Le due date confermano che il territorio dell’Italia centrale era interessato dalla fase più intensa della Piccola era glaciale (PEG), intervallo di tempo che viene individuato fra gli anni 1550 e 1850. Dopo un significativo riscaldamento del clima europeo agli inizi del XVI secolo, probabilmente prodotto dalla presenza di alte pressioni e di venti occidentali alle latitudini di 45 ÷ 50 gradi Nord, alla metà dello stesso secolo si verificò un rapido e importante cambiamento climatico: nei successivi centocinquanta anni ed oltre ebbe luogo un regime freddo evidenziato dalla fioritura – propria del periodo - di osservazioni meteorologiche diligentemente redatte, coordinate e conservate, soprattutto nell’Europa centro-settentrionale. Questa è la PEG. Qualche climatologo (tra cui Hubert Lamb) ritiene ragionevole, sotto alcuni punti di vista, considerare il periodo in parola fra il 1420 circa, o addirittura il 1190, e il 1850 o 1900. Il punto che qui si desidera mettere in evidenza è che le indicazioni provenienti dai graffiti umbri sembrano rivelare l’esistenza e l’incidenza della PEG – fino ad oggi incerta - anche a latitudini centro-mediterranee. Vediamo brevemente, a questo punto, le cause che possono averla prodotta, con una breve e semplice disamina di parte della circolazione atmosferica-oceanografica.
Allo scopo di bilanciare l’eccesso di calore nella regione equatoriale ed il raffreddamento delle regioni polari, sia l’atmosfera che gli oceani trasportano calore dalle basse alle alte latitudini. Le calde acque superficiali oceaniche, nel loro viaggio verso i Poli, si raffreddano gradualmente fino alle latitudini più alte, rilasciando calore nell’atmosfera: a causa di tale raffreddamento, esse divengono più dense e, quindi, sprofondano, espandendosi verso l’equatore, a grandi profondità e perpetuando così il sistema di circolazione che trasporta il flusso caldo in superficie verso le acque oceaniche ad alte latitudini. Questa circolazione a “Nastro trasportatore” (Conveyor Belt) consente il trasporto di acque calde della corrente del Golfo alle medie latitudini dell’emisfero boreale in misura di più del 50% di quanto faccia l’atmosfera; l’equilibrio energetico viene, infatti, assicurato per mezzo delle correnti marine (lente, ma aventi grande capacità calorifica) e per mezzo delle correnti aeree. La parte delle correnti marine, però, è preponderante fra 10° e 35° di latitudine; al di là di 35° il ruolo è in gran parte svolto dall’atmosfera. Recentemente si è accertato che l’area del Nord Atlantico è la parte più instabile del suddetto Nastro trasportatore (Woods Hole Oceanographic Institution). Durante i precedenti periodi di millenni, caratterizzati da climi freddi, il meccanismo chiamato North Atlantic Deep Water (NADW) Formation (Formazione nord-atlantica di acque profonde) si è, infatti, fortemente ridotto o interrotto, e a questo sono generalmente seguiti periodi di intense scariche di acqua dolce nel Nord Atlantico causate dallo scioglimento rapido del ghiaccio glaciale Artico. Tali quantità d’acqua dolce, trasportate nelle regioni di Formazione di acque profonde, hanno interrotto il Conveyor Belt dando luogo ad un intenso periodo freddo ad alte latitudini: i modelli matematici indicano, in media, 4 ÷ 5 gradi in meno delle medie stagionali.
Tali cambiamenti hanno caratterizzato gli inverni più freddi dei secoli passati e quasi certamente il periodo della Piccola era glaciale, che ha prodotto, come su accennato, profondi e duraturi effetti sugli insediamenti umani in Europa e nel Nord America, dal XVI fino al XVIII secolo e, forse, oltre. Fino a oggi, le conoscenze sull’estensione geografica del fenomeno sono incomplete, e si ritiene che i cambiamenti sostanziali delle temperature oceaniche siano stati in grado di influenzare in misura minore le medio-basse latitudini: in questa circostanza, la testimonianza dei graffiti, correlata alla volontà dell’uomo di testimoniare le vicende importanti della sua vita legate all’ambiente, aggiunge l’Italia centrale come elemento nuovo alla dimensione attualmente conosciuta della Piccola era glaciale.
Potrebbe ripetersi il fenomeno in causa? Probabilmente sì, sotto la veste denominata “Congelamento per caldo eccessivo”: un paradosso per cui mentre l’emisfero Sud e la parte meridionale dell’emisfero Nord andrebbero incontro ad un clima torrido, gran parte dell’Europa centro-settentrionale, compresa la Siberia e parte dell’America Settentrionale sarebbero sottoposte, invece, ad un progressivo congelamento: ma questa è un’altra storia…

Articolo pubblicato il 7 settembre 2021 sul magazine Treccani.it a questa pagina:
Dai graffiti umbri, testimonianze sulla “Piccola glaciazione” nel Centro Italia | Cultura
ATLANTE | Treccani, il portale del sapere

Vedi articolo dello stesso autore pubblicato da La Lampadina ABBIAMO OSPITI – CURIOSITA’: Gli Stradivari e le variazioni climatiche – La Lampadina ::: Periodiche Illuminazioniil….

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"La fedeltà di un cane è un dono prezioso che impone obblighi morali non meno impegnativi dell'amicizia con un essere umano. Il legame con un cane fedele è altrettanto 'eterno' quanto possono esserlo, in genere, i vincoli fra esseri viventi su questa terra."

Konrad Lorenz

COSTUME - Cani
Articolo di Lalli Theodoli

Una mia amica che, normalmente, al suo rientro a casa, domanda al suo cane, con cui parla di continuo,  come sia andata la giornata, è stata recentemente sentita chiedere al cane, durante un viaggio in macchina “Pizzirì, ti piace più l’Umbria o le Marche?” Il cane non ha risposto, ma gli altri passeggeri sono rimasti in un silenzio sbigottito.
Chiamata ai pompieri. Una signora angosciata. Il suo Peter è rimasto chiuso in casa e lei non ha più le chiavi. La rassicurano. Arrivano subito. Montano la scala esterna. Per sbaglio, cercando di entrare dalla finestra, sfondano il vetro del condomino del piano di sotto che si affaccia sbraitando infuriato. Riprovano dal pianerottolo con la solita radiografia e scuotendo  forsennatamente la porta. La padrona di casa, sdraiata sul pianerottolo, sussurra nello spiraglio: “Tranquillo Peter, fra poco esci!”
Un pompiere impietosito cerca di tranquillizzarla: ”Signora stia tranquilla fra poco abbraccia il suo bambino!”
"Bambino? Ma è il mio cane!”

Nel salotto di casa loro, con i miei nipoti, seduta sul divano. Davanti a me i loro tre cani mandano ululati lamentosi. Chiedo: "Ma che hanno oggi?"
Con aria di sufficienza "Ma nonna, stai seduta al loro posto!"
Come non capirlo? dicono le loro facce.
Mi alzo, piena di peli bianchi sul golf nero e neri sui pantaloni bianchi, e i tre, come razzi, recuperano le loro postazioni.
Storie di cani… anzi di chi ama i cani.

Al Pincio un enorme cane peloso accompagna un ragazzo minuto mentre un bassotto cammina praticamente sotto le suole di un altissimo signore. Un levriero magrissimo, cui si contano le  costole, trascina, come un forsennato, una ragazza un po' pingue. Padroni totalmente diversi dal loro amico canino. Si perché i cani si scelgono anche per attrazione verso il simile o il totalmente diverso.
Diverse le motivazioni per decidere il tipo di cane da accogliere in casa. Una cosa seria. Seria come un matrimonio perché, almeno che non si tratti di persone inqualificabili, che poi li abbandonano, la loro compagnia durerà per tutta la loro vita.
Vecchi studi hanno dimostrato che i padroni vanno col tempo assomigliando ai loro cani non solo caratterialmente ma, anche, fisicamente.
Un bulldog segue un anziano: ambedue guance cascanti e gambe storte.
Un barboncino infiocchettato è assolutamente simile alla sua riccia e altrettanto infiocchettata padrona.
Un signore dalla faccia triste si accompagna ad un tristissimo cocker che trascina le orecchie per terra.
Un beagle scatenato gioca senza sosta con un frenetico ragazzetto.

Entrano in casa, a volte,  su richiesta di figli che, dopo averli ficcati nella carrozzina delle bambole ed averli torturati per pettinarli con manine infantili… non se ne occupano più.

Legame antico quello fra uomo e cane. Una volta compagno di lavoro, poi di sport e di gioco. Prezioso amico e vigile presenza in periodi difficili, compagno di giochi sfrenati, sollievo di molte solitudini.
Aiuto nella Pet Therapy. La sua presenza è stata ritenuta talmente importante per la guarigione dei bambini da permettere il suo ingresso negli ospedali pediatrici. Ma non solo compagni di giochi e sport, anche gran ruffiani. Si sostiene infatti, da più parti, che un cane di qualsiasi genere al guinzaglio faciliti gli approcci, faccia “rimorchiare” insomma. Basta un complimento o una domanda sul cane, quale che sia, brutto o bellissimo e… il ghiaccio è rotto.
In caso di urgente necessità di stabilire nuovi rapporti sociali si può anche chiedere un cane in prestito. Ma occorre una preparazione. Bisogna poter rispondere alle molte domande su razza, età, luogo di nascita, abitudini (buone o cattive) passioni e odi (fuochi di artificio e tuoni). Guai ad essere colti in fallo. Gli amanti di cani non perdonano.

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FLASH NEWS!

Un po' qua, un po' là... 

Tosatti al Padiglione Italia! - Sembra che al Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2022 ci sarà un unico artista: Gian Maria Tosatti. Una bella novità, con un artista importante nel futuro quadro italiano. In più ha appena ricevuto l'incarico come nuovo direttore artistico della Quadriennale di Roma. Meritato successo. Un artista che realizza principalmente grandi installazioni site-specific. I suoi progetti, di solito, sono indagini a lungo termine sul concetto di identità, sia sul piano politico che spirituale.
MdM

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Il salmone per la moda del sushi - Un mercato da 20 miliardi di dollari, un’industria intensiva che assomiglia a quella dei polli in batteria, gabbie marine dove in spazi minimi vengono allevati centinaia di migliaia di salmoni nutriti con antibiotici e sostanze ingrassanti. Si creano così acque inquinate che distruggono ogni specie vivente intorno, tanto che l’Argentina li ha vietati in Patagonia e lungo  Beagle Channel. Pochi riescono a prendere validi provvedimenti, i maggiori produttori sono Norvegia, Cile, Scozia e Canada.
CV

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I grandi super yacht - Il settore vale 25 miliardi e il 50 per cento degli ordini mondiali oltre i 24 metri arrivano in Italia. Al momento sono in costruzione 821 barche di oltre 24 metri 407 nella sola Italia.
CV

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APPUNTAMENTI DELL'ASSOCIAZIONE
LA LAMPADINA:::PERIODICHE ILLUMINAZIONI

Ecco i prossimi appuntamenti dedicati ai Soci de La Lampadina.

Sabato 16 ottobre 2021
Una giornata tra lo splendido e affascinante giardino di Ninfa, l'Abbazia e il borgo di Fossanova e il museo Archeologico di Priverno.

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Giovedì 21 ottobre 2021
Cinema Caravaggio
Proiezione privata, dedicata ai Soci de La Lampadina di
"ounellis a Pechino

Introduzione di Giuseppe Marino e Ludovico Pratesi

La proiezione privata, dedicata ai Soci de La Lampadina, del filmato “Kounellis a Pechino” realizzato per documentare il progetto “Translating China”, ideato e realizzato da Giuseppe Marino che ne è stato anche il produttore con il regista Andrea Cavazzuti, rappresenta sinteticamente il lavoro del Maestro Kounellis in Cina. Il film è stato girato nel 2011, quando Jannis Kounellis, in occasione del progetto Translating China, viene invitato dal Today Art Museum di Pechino a realizzare delle opere in Cina e ad esporle in una grande mostra personale. Il Maestro, nei dialoghi con Giuseppe Marino ed altri, esprime dei concetti fondamentali sull'arte e sulla sua scelta di particolari materiali con i quali ha composto in loco le opere per la mostra di grande successo al Today Art Museum di Pechino conclusiva del progetto. 
La conversazione tra Kounellis e Giuseppe Marino, si snoda tra le immagine della preparazione e realizzazione delle opere fino al vernissage della mostra. 
Per prenotare:
appuntamenti@lalampadina.net

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Martedì 26 ottobre 2021 -
Ore 19.00
Spazio Mensa
SPAZIOMENSA è un artist-run space che nasce all’interno del CityLab971, laboratorio di rigenerazione urbana che ha sede negli spazi dell’ex-cartiera di Roma.
Ludovico Pratesi inizia con questo primo appuntamento un percorso che ci porterà a visitare spazi indipendenti gestiti dagli artisti sparsi per la Capitale: Lanificio Pietralata, Spazio Post-Ex, Spazio In Situ.
Sono spazi dove artisti giovani si mettono insieme e lavorano nei loro studi, creando attività anche in comune. Potremo incontrarli e vedere il loro lavoro "in diretta".

APPUNTAMENTI-ASSOCIAZIONE-LAMPADINA

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Per info sull'Associazione e/o prenotazioni, scriveteci a
appuntamenti@lalampadina.net

 

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E ANCORA
FLASH NEWS!
 

Il Mobile corre! - Il salone del mobile di Milano si è chiuso con un buon successo, i distretti che hanno fatto la parte del leone, i mobili imbottiti di Forlì con un +64,3 per cento, Legno arredo Pordenone +26 per cento, Cucine Pesaro + 14,3 per cento.
CV

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Collezione in vendita! - Una grande asta a New York per la collezione di Harry e Linda Macklowe, dopo anni di dispute legali tra loro. La collezione comprende importanti opere di Alberto Giacometti, Andy Warhol, Gerhard Richter e Cy Twombly. L’evento è stato in live streaming il 9 settembre per il primo lotto, il secondo la prossima primavera. La stima totale circa di 600 milioni di dollari.
CV
 

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Followers! - Quelli di David Beckham circa 68,4 milioni, di Chiara Ferragni, influencer e imprenditrice 24,8 milioni su Instagram. Ma sapevate, forse non è il caso dei nostri, ma i followers si comprano? Ecco alcuni prezzi che potrete trovare sul web: 1500 followers circa 10 euro, 5000 circa 30, per più si contratta… Un amico ne ha comprati per far conoscere il proprio marchio, ha avuto dei vantaggi? Ancora non so.
CV

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ALL'OLIMPICO CON
LA LAMPADINA

 

I teatri finalmente riaprono!
Ecco gli appuntamenti di ottobre
al Teatro Olimpico di Roma.

12 ottobre 2021 - Ore 19.30

CONCERTO CHOPIN
MARCO ARCIERI

Marco Arcieri è un interprete della musica di Chopin unico nella sua esclusiva focalizzazione sulle opere del grande compositore polacco. Riconosciuto subito come sensibile e raffinato interprete, Marco Arcieri è stato scritturato per eseguire, come unico solista, la completa opera pianistica di Chopin nel Castello dell’Imperatore di Prussia a Berlino dove esegue due concerti  all’anno da diverso tempo fino a completare l’opera omnia del suo compositore preferito.

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Dal 14 al 17 ottobre 2021

SONICS - DUUM
Un salto verso la bellezza

Rinnovato nelle scene, nei costumi e nelle musiche, ricco di nuove e avvincenti evoluzioni acrobatiche, Duum è uno spettacolo dedicato alla ricerca della bellezza e del fare insieme.
Lo spettacolo è ambientato nella valle di “Agharta”, mondo leggendario situato nel cuore della Terra, del quale i SONICS cercano di immaginare e rappresentare le vibrazioni, i colori, i ritmi e gli equilibri.

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Dal 26 al 31 ottobre 2021

NO GRAVITY DANCE THEATRE
Inferno 2021
Illusion & Sculpture dance

Diretto da Emiliano Pellisari, dopo anni ritorna il primo show internazionale della No Gravity con una nuova produzione, nuove musiche e nuove scene in occasione delle celebrazioni dantesche per i 700 anni.  
Il corpo umano è violentato dalla forza cinetica del volo aereo, fasciato da tessuti bagnati, bendato da corde e stracci, appeso in aria.
Il corpo umano è autocontrollato con movimenti geometrici, azioni perfette.

Info: www.teatroolimpico.it

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Titanic in vendita - 5000 oggetti recuperate dal Titanic sono in vendita: se li contendono il consorzio dei musei britannici che ha fatto un’offerta di 20 milioni di dollari e un gruppo di hedge fund guidati da Apollo Global Management che ha fatto un'offerta di 19,5 milioni di dollari. Il primo però ancora non è riuscito a trovare i finanziamenti giusti. La questione sarà risolta ad inizio ottobre. Se i 5000 oggetti fossero venduti pezzo per pezzo si potrebbe raggiungere la fantastica cifra di 200 milioni di dollari.
CV
 

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Il cappello di Napoleone- ll cappello bicorne che un tempo apparteneva a Napoleone Bonaparte è stato venduto per 1,2 milioni di euro (1,4 milioni di dollari) da Sotheby's.
Si ritiene che sia stato indossato dal primo imperatore francese il 7 luglio 1807, durante un incontro con Alessandro I russo per firmare il Trattato di Tislit e sembra poi indossato in occasione della battaglia di Jena.
L'oggetto ha di gran lunga superato la sua stima prevendita di € 500.000-700.000 ($ 587.000-822.000).
CV

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NOI CI SIAMO STATI!
Tre giorni a Mantova al Festivaletteratura
Istruzioni per l'uso!

di Lucilla Crainz Laureti

La nostra amica Claudia Cieri Via presentava la sua mostra su Venere a Palazzo Te (vedi articolo in questo numero) e gli stessi giorni il "Festivaletteratura" festeggiava la 25ª' edizione (vedi articolo di Serena Ambroso).

Questo il programma della tre giorni, molto intenso.
Abbiamo prenotato l'albergo "Casa Poli" che è in una comoda posizione e offre le bici ai clienti (8€ al giorno). Ottime cene allo "Scalco Grasso" dove ho saltato i tortelli di zucca e il riso del pilota (in onore di Tazio Nuvolari famoso corridore nato a Mantova) ma ho assaggiato il luccio e l'ottima tartare di fassona. La cena seguente all'Osteria dei ranari dove i più hanno scelto rane fritte, io invece il tipico "gnocco fritto" con salumi e squaquerone. Ho saltato stracotto di somaro, lumache in umido e altri animali esotici! Mantova è bella e ben curata, giardini perfetti, le signore eleganti e sempre in bici.

Le giornate del Festivaletteratura sono i giorni più frenetici per la città. Quest'anno dall'8 settembre al 12 si sono alternati in più di 300 Incontri con 400 Autori ospiti, centinaia di giovani volontari in maglietta blu, il tutto nei più bei luoghi della città al chiuso e all'aperto.
Gli eventi del Festival sono distribuiti tematicamente, anche se non sistematicamente,  in vari spazi della città: al Museo Diocesano sono stati illustrati i numerosi aspetti dell’immigrazione (Vedersi nello sguardo degli altri; Italiane come voi; Salvare vite a qualsiasi costo; ecc.), il Sagrato di san Lorenzo ha privilegiato i giovani partecipanti suscitando la loro curiosità (Vuoi diventare investigatore?), mentre la Fondazione dell’università di Mantova ha ospitato prevalentemente eventi legati alla ricerca su temi sociali nati durante la clausura dovuta alla pandemia (Ci sono uomini giusti? Un’idea di casa; La scuola; ecc.). Alla Casa del Mantegna i bambini dai 3 ai 12 anni hanno trovato temi adatti a loro (Gattonando il jazz, Voglio fare la scrittrice, Per avventurarsi nelle fiabe, ecc.). Palazzo Te, naturalmente, ha ospitato eventi legati all’arte. La Tenda Sordello ha invece  dato ospitalità alla sezione Accenti.
Preparatevi e non perdetevi l’appuntamento dell’anno prossimo dal 7 all’11 settembre 2022.
Abbiamo scelto un incontro con Francesca Cappelletti (nuova direttrice della Galleria Borghese) e Christian Greco (direttore del museo egizio di Torino), "Il museo non è una società sospesa". Interessante analisi di tutti gli sforzi che si fanno per indurci a visitare un museo. E quanto entusiasmo per un lavoro li appassiona.

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***

SUGGERIMENTI "ILLUMINANTI"

DA VEDERE:
Il muro trasparente. Delirio di un tennista sentimentale
Roma, Teatro Quirino 19-20-21 ottobre 2021
Coprodotto con il Teatro Nuovo di Verona, è uno spettacolo molto particolare: sul palcoscenico c’è solo Max, il protagonista, interpretato da Paolo Valerio che affronta la crisi della sua vita giocando a tennis.
Leggi di più... 

DA VEDERE:
Azerbaijan – L’uomo del terzo giorno
Cinema Tiziano, Via Guido Reni 2 – lunedì 11 ottobre 2021 alle ore 11.00
Questo mese l'ACDMAE Cine Festival a cura di Pucci Rastreli ci propone un film del 2017, che porta alla conoscenza del pubblico una vicenda umana, legata ad una pagina dolorosa della storia dell’Azerbaigian.

Leggi di più...

 
MOSTRE

Ecco le segnalazioni di
Marguerite de Merode
per il mese di ottobre 2021.

ROMA

In primis una buona notizia sulla Roma contemporanea.
Sembra che il “lock down” in seguito alla pandemia abbia avuto sui giovani artisti romani un effetto benefico.
Vi invito a leggere questo articolo che ne parla.

Questo scritto data già di qualche mese, ma nel frattempo le cose hanno continuato a muoversi.
- Post Ex  a Centocelle
- SPAZIOMENSA
lungo la Salaria
- Off1c1na al Quadraro
- Ostudio a Torpignattara
- SA.L.A.D. a San Lorenzo
- CURVAPURA al Testaccio

 

Museo di Roma in Trastevere:

  1. XII festival IILA. “Siamo ciò che mangiamo. L’IILA- Organizzazione internazionale italo-latino americana presenta in mostra i progetti del vincitore e dei finalisti del XII PHOTO IILA, premio dedicato a fotografi latinoamericani under 35 realizzato in collaborazione con i Paesi latinoamericani membri dell’IILA. Fino al 31 ottobre 2021
  2. Prima, donna. Margaret Bourke-White. La mostra di Palazzo Reale di Milano arriva a Roma. La mostra raccoglie, in una selezione del tutto inedita, le più straordinarie immagini realizzate da Margaret Bourke-White, tra le figure più rappresentative ed emblematiche del fotogiornalismo.
    Fino al  27 febbraio 2022

I Camuccini. Tra neoclassicismo e sentimento romantico

L’esposizione comprende una selezione di oltre cinquanta opere attraverso la quale si narrerà la vicenda artistica dei due Camuccini.
A cominciare dalla lunga e gloriosa carriera di Vincenzo, che lo ha portato a diventare tra i massimi esponenti del neoclassicismo europeo, oltre che testimone di uno dei periodi tra i più intensi della storia di Roma. Infatti, la sua opera risulta profondamente influenzata dal contesto politico della capitale, nel quale era attivamente impegnato.
La mostra aprirà i battenti nella sede della Galleria Antonacci Lapiccirella Fine Art di Roma. Nel suo secondo appuntamento, il primo in terra parigina, la mostra sarà ospitata presso la Galerie Eric Coatalem, durante lo svolgimento della fiera internazionale Paris Fine Art per proseguire da Maurizio Nobile Fine.
- Antonacci Lapiccirella Fine Art, Roma -
1 ottobre - 28 ottobre 2021
-
Galerie Eric Coatalem, Parigi -
5 - 11 novembre 2021
-
Maurizio Nobile Fine Art, Parigi -
16 novembre - 3 dicembre 2021
 

 

Istituto Giapponese di Cultura: La parata degli Yokai La mostra mette l'accento sulla popolarizzazione dell'universo di mostri, invitandoci ad avventurarci ad esplorarne il mondo vasto e complesso. Fino al 22 ottobre 2021

 

Museo H. C. Andersen: "ATELIER. GIUSEPPE MODICA. OPERE ?1990 - 2021" La mostra è un tributo alla carriera lunga e prolifica di Giuseppe Modica ma, al tempo stesso, un omaggio a Hendrik Christian Andersen. Il percorso espositivo s'incentra sul tema dell'atelier. Nelle due sale del museo al pian terreno è ospitata la collezione permanente, esposta proprio in quelli che erano appunto atelier e galleria ovvero i luoghi dove Andersen lavorava scolpendo le sue monumentali sculture e dove esponeva. Fino al 24 ottobre 2021

Al Mattatoio, all’Auditorium e online: Digitalive Musica elettronica, performance, video, virtual reality: è dedicata all’incontro tra le espressioni della creatività contemporanea maggiormente votate alla sperimentazione Digitalive, sezione del Romaeuropa Festival  Fino al 9 ottobre 2021

 

MILANO

Dopo un mese di luglio in cui Miart ha fatto da regina, ecco un po’ di indicazioni per approfittare del seguito degli eventi. Pirelli Hangar Bicocca:

  • Neïl Beloufa, Digital Mourning. Il lavoro dell’artista franco-algerino ruota attorno a un’approfondita ricerca sulle relazioni tra immagine in movimento, suono, installazione e scultura, creando ambienti immersivi di cui lo sguardo dello spettatore è parte integrante. Fino a 9 gennaio 2021
  • Maurizio Cattelan: Breath Ghosts Blind. A cura di Vicente Todolì. L’artista padovano aveva annunciato il suo ritiro dalla cena artistica ma 11 anni dopo, non resiste alla tentazione di tornare per una prima mostra personale a Milano dopo tutti questi anni. Tre sole opere catturano con forza la grande Navata e il Cubo: Breath, Ghosts e Blind, che danno il titolo alla mostra.

La Lampadina Racconti

IL LIBRETTO VERDE DI RAUL GARDINI
di ROBERTO MICHETTI

Roberto Michetti socio e amico della “Lampadina” ci invia un'interessante ed emozionante raccolta di pensieri e fatti , "Il libretto verde di Raul Gardini" ,sulla vita e vicissitudini di Raul Gardini. Roberto ha fatto parte del gruppo Ferruzzi, per tanti anni. Ne riportiamo la premessa e qualche capitolo.

PREMESSA

A ventotto anni dalla morte di Raul Gardini nessun serio esame, anche critico, della sua figura è stato effettuato. Nel decennale della scomparsa con la famiglia e alcuni amici organizzammo un evento a Ravenna in occasione della decisione del Comune di intitolare a Raul Gardini una strada del centro. Intervennero, oltre alle autorità cittadine, importanti relatori coordinati da Giovanni Minoli (Cesare Romiti, Sergio Zavoli, Paul Cayard, Renato Picco, Filippo Maria Pandolfì, Gae Aulenti, Germàn Frers, Gianfilippo Cuneo, Giancarlo Cimoli) e un enorme numero di ravennati. Nel ventennale un convegno su Gardini e l'ambiente con la partecipazione di Romano Prodi fu organizzato a Ravenna dalla Fondazione Raul Gardini. Questa istituzione voluta dai figli Eleonora, Ivan e Maria Speranza Gardini opera con serietà, competenza e discrezione con la finalità di tenere vivo il ricordo di Raul Gardini e soprattutto far risaltare l'attualità delle sue intuizioni.
Tre anni fa infine il maestro Riccardo Muti, grande amico di Raul, volle tenere a Ravenna, nel venticinquennale della morte, un concerto in suo ricordo che fu seguito dall'intera città di Ravenna. Null'altro. Quest'anno sono successe due cose che mi hanno indotto a scrivere questi personali ricordi nella pausa di riflessione imposta dal Covid. La prima è un'intensa e bella campagna di comunicazione e pubblicità dell'Eni che esplicita il nuovo corso strategico del gruppo petrolchimico. Chiunque può costatare che è tutta basata sulla chimica verde e sembra scritta da Raul Gardini. Proprio da lui che più di trent'anni fa era stato sconfitto dall'Eni nella "battaglia dell'etanolo".

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La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità.

La Lampadina e' una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un Comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Lucilla Crainz Laureti, Marguerite de Merode Pratesi, Ranieri Ricci, Carlotta Staderini Chiatante, Lalli Theodoli, Beppe Zezza e redatta con la partecipazione di: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Renata Ferrara Pignatelli, Giancarlo Puddu e Angelica Verga. La sede è in via Castiglion del Lago, 57, 00191, Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa duemila persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
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