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Sono passati 10 anni...

Esattamente 10 anni fa, il 23 dicembre 2011, veniva inviato il primo numero della newsletter La Lampadina.
Circa un mese prima ci ritrovavamo, un gruppo di amici, a casa di Carlo che ci aveva invitato per raccontarci una sua idea: redigere una newsletter che potesse raccontare qualcosa di inedito, particolare, di nicchia e da inviare a tutti i nostri amici.
Furono giorni di fuoco in cui tutti noi lavoravamo per definire l’organizzazione, le competenze e le attività e fu anche il momento del brainstorming per il nome: dopo ampie discussioni e votazione finale la newsletter aveva il suo titolo: La Lampadina.

Il primo numero fu inviato a circa 600 amici: ognuno di noi contribuì a “popolare” questo database e – sempre ligi alle regole – a seguito di una prima mail di richiesta di consenso, il 23 dicembre 2011 la prima Lampadina partì.

10 anni sono passati da allora e nel frattempo la nostra community si è enormemente allargata: ad oggi raggiungiamo circa 2.000 lettori con un tasso percentuale di apertura/lettura della NL quasi da record (per una newsletter) del 40% (e 30% di click sui vari link).
Ma in questi 10 anni molto è stato fatto: dopo circa 6 mesi nasce il sito internet de La Lampadina, dove si possono leggere tutti gli articoli che nel tempo si pubblicano (ad oggi oltre 700), poco più in là arrivano le varie rubriche di suggerimenti su mostre, eventi, luoghi, film, libri, ecc. Recentemente abbiamo aperto il canale Twitter e ultimamente - in periodo Covid - il Gruppo Facebook per continuare a tenere vivo l'interscambio con i soci.

La community si allarga e La Lampadina organizza il suo primo viaggio in Finlandia e da allora anche questa attività diventa un plus essenziale tanto che arriviamo a creare una vera e propria associazione al fine di proporre ai nostri soci eventi particolari, visite a mostre, viaggi culturali, serate di presentazione libri, corsi di formazione ecc.

Troppo lungo sarebbe raccontare il tutto, ma presto, in occasione del nostro decennale, uscirà un libro che raccoglierà tutti ciò fatto in questi primi 10 anni.
Nel frattempo, da tutti noi un augurio per questo Natale e un augurio di altri X anni di La Lampadina.

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“Per studiare le leggi della storia dobbiamo sostituire completamente l’oggetto della nostra indagine, lasciare in pace i re, i ministri e i generali, e studiare quegli elementi omogenei e infinitesimali che condizionano il comportamento delle masse.”

Lev Tolstoj

ABBIAMO OSPITI/LETTERATURA - Il caso Mussolini
Articolo di Emanuele Ludovisi, Autore Ospite de La Lampadina

Giovedì 9 dicembre, a Roma, alla libreria ELI, non solo un luogo di libri ma anche di idee, incontri e progetti culturali, è stato presentato "Il caso Mussolini", l’ultimo saggio di Maurizio Serra.
L’opera di Serra uscita in Francia per l’editore Perrin (con il titolo "Le mystere Mussolini") e pubblicata di recente nella versione italiana da Neri Pozza, ha già vinto due prestigiosi premi d’oltralpe, il Gran Prix de la Biographie Politique 2021 e il Prix du Nouveau Cercle dell’Union 2022, confermando la grande qualità di questa analisi biografica sul padre del fascismo e lo straordinario talento del suo autore, diplomatico, erudito e accademico di Francia, paese in cui gode oramai di una solida e meritata fama. E in effetti la lettura del libro, sin dalle prime righe, non tradisce le aspettative: il saggio biografico avvince come un romanzo conducendo il lettore in una cavalcata che toglie quasi il respiro lungo gli eventi del celebre ventennio che ha segnato la storia del nostro Paese.
Serra ha un totale dominio dello scenario storico/politico/culturale/sociologico nel corso del quale si consuma il tragico destino dell’Italia con il suo fatale e infausto abbraccio col nazismo e lo dimostra conducendo il lettore in un viaggio che traversa tutti i temi chiave dell’epopea fascista. Mussolini nel libro viene vivisezionato ricostruendo il suo DNA famigliare, i luoghi e i miti della sua formazione culturale, gli affetti, gli amori, i compagni d’avventura, gli inattesi trionfi, le cadute, gli smarrimenti, i dubbi, le paure, la drammatica fine.
Ma ciò che più colpisce di quest’ultimo lavoro di Serra è la capacità di penetrazione della psicologia dell’uomo Mussolini che viene raccontato scavando nelle pieghe contraddittorie del carattere del ‘dittatore’, quasi fosse un personaggio pirandelliano che ci lascia sempre incerti sulla sua reale identità.
Serra ci racconta tutto di Mussolini nella sua cavalcata attraverso il ‘ventennio’ fascista senza tralasciare gustosi episodi della vita del dittatore che produrranno sconcerto nel lettore per la complessità dell’uomo, senza peraltro fare sconti sulle sue colpe imperdonabili e tra queste la più importante, quella legata alle leggi razziali.
Chi cercasse nel saggio prove o giustificazioni delle ragioni di una parte o dell’altra, chi tentasse di cogliere nell’analisi tesi o interpretazioni di un certo revisionismo storico, resterebbe deluso. Il giudizio di Serra, storicizzato, argomentato, oggettivo, lucido non lascia spazio ad ambiguità, per questo non piacerà a vasti ambienti culturali governati dall’orrenda faziosità di questi nostri tempi. E tuttavia è proprio in questo inconsueto e limpido rigore di analisi che risiede lo spessore dell’opera.
"Il caso Mussolini" è infine un saggio dal grande valore istruttivo per le nostre generazioni e per quelle future.
È lo stesso Serra nell’introduzione del libro ad ammonirci difatti sull’importanza che ancor oggi il dittatore esercita sulla storia patria quando scrive:
"… rimane difficile per molti italiani di oggi accettare l’idea che, dal 1922 al 1945, il Paese abbia avuto oggettivamente una storia comune. Visceralmente attaccati, dopo di allora, a un sistema di corporazioni tenaci, di partiti pervasivi e di governi deboli, anche se amano proclamare il contrario, gli italiani – noi italiani – continuiamo a giustificare il rifiuto di riforme orientate a dare efficienza e speditezza alla democrazia, oramai comuni ai nostri principali partner, con lo spauracchio e l’alibi dell’ << uomo forte >>…."
Mussolini, ci dice dunque Serra, è morto e non tornerà ma la sua ombra purtroppo è ancora ben viva e continua a condizionare il nostro presente e il nostro futuro. Insomma l’Italia ancora oggi fatica purtroppo a chiudere i conti con il proprio passato.

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"“Se potessi esprimere con le parole la stessa cosa che con la musica, userei, ovviamente, un'espressione verbale.
La musica è qualcosa di autonomo e molto più ricco.
La musica inizia dove finiscono le possibilità del linguaggio.
Ecco perché scrivo musica.”

Jan Sibelius

ABBIAMO OSPITI/CULTURA - Chi era Frank Damrosch
Articolo di Marco Antonio Patriarca, Autore Ospite de La Lampadina

A New York intorno al 1905  Frank Damrosch, un pianista immigrato tedesco in cerca di lavoro, aveva cominciato a insegnare musica  al Music Settlement for Coloured People, una sorta di oratorio in cui si cantava anche musica rinascimentale, fra cui brani di Tallis, Händel Palestrina  o Josquin, diretto da suo fratello Walter, direttore d’orchestra. In occasione del Natale era prevista un concerto in cui si annunciavano alcuni arrangiamenti di un estemporaneo e creativo autodidatta, Don Powell, accompagnato al pianoforte dall’allieva della scuola Vera Lewis. Per l’occasione Frank Damrosch aveva invitato  al Settlement il suo amico Augustus Juilliard, un piccolo industriale tessile, che amava tutta la musica. Juilliard fu subito affascinato dal lavoro dei Damrosch al Settlement  e da quel  mondo musicalmente originale e senza pregiudizi razziali. L’evento di quel pomeriggio in quella saletta del Settlement al 236 della 12 esima strada con la quinta Avenue  lo  incantò e  l’esecuzione  dei  due Don Powell e Vera Lewis lo lasciò senza fiato. Nessuno poteva  immaginare che in quel luogo, quel pomeriggio, stesse avvenendo qualcosa di così esaltante per il futuro della musica. Ecco come lo stesso Augustus Julliard in quei giorni ha raccontato quell’evento in una lettera al figlio: “ …Don Powell prima si avvicinò timidamente al pianoforte e rimase lì in piedi in silenzio; si guardò intorno per assicurarsi che tutti fossero seduti. Poi la giovane pianista Vera Lewis gli venne accanto e Don si sedette alla tastiera; silenzio. La mano sinistra leggera aprì con una sorta di blues - barcarola in tempo ternario due volte ripetuto. Poi le due voci di Don e di Vera, come in un corale a cappella, cominciarono ad arrampicarsi una sull’altra in crescendo sulle note del più bel mottetto di questo genere  che abbia mai ascoltato, si chiamava O’ Bone Jesu di un famoso italiano chiamato Palestrina. Il pianoforte, sotto le mani leggere di Don, accompagnava quel breve mottetto con grazia e poi, alla fine di un’ultima frase lunga e struggente, Don, lasciando quasi invariato l’accompagnamento, cambiava di tonalità e i due continuavano senza alcuna pausa nel canto spitual che conosciamo: “ ..somentimes I feel like  a motherless  child  sometimes I feel.. Il mottetto dell’italiano e lo spiritual nero sembravano essere stati scritti dallo stesso autore e avere la stessa anima… il tutto è durato pochi minuti e quando Don ha tolto le mani dalla tastiera è rimasto lì accanto alla giovane Lewis per un intero minuto in un silenzio che nessuno è riuscito a  infrangere.”

Alla fine dell’anno Frank Damrosch lasciò il Settlement e diede vita al New York Institute of Musical Arts, finanziariamente aiutato dall’amico Augustus che, alla  sua morte  lasciò in eredità quasi tutta la sua fortuna all’Institute of Musical Arts di Damrosch che, prima entrò nella New York Musical Society e poi divenne  la Juilliard School of Music. Oggi si trova nel quartiere popolare di San Juan Hill alla fine di Broadway dove occupa 40.000 mq. e la sua struttura potrebbe essere quasi considerata un monumento italiano: infatti è stata progettata dall‘architetto italiano naturalizzato americano Pietro Belluschi (Gold Medal) collega di Nervi e allievo di Gropius, ed è costruita in travertino romano, in parte donato dal governo italiano, per richiamare esplicitamente l’antica Roma. La Juilliard School of  Music ha anche un dipartimento di danza di teatro ed è in parte donato dal governo italiano. Oggi è la scuola di musica più famosa del mondo.

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"Ci troviamo all’inizio di una nuova rivoluzione. Quelle passate hanno avuto un lungo periodo di incubazione che veniva concesso dalla società in cui nascevano. Ora, quando parliamo ad esempio di Intelligenza Artificiale, il tempo concesso alla tecnologia e all’innovazione è molto più ristretto."
.

Reid Hoffman

INTERNET - Storie del momento
Articolo di Carlo Verga

Strano periodo questo in cui viviamo, difficile seguirlo per noi più grandicelli: grandi cambiamenti, crisi pandemica, il mondo finanziario in subbuglio, voci di ripresa, voci di crisi, qualche intoppo dovuto al forte rialzo delle materie prime, gli interessi bancari e poi i nuovi mondi che si affacciano  sullo scenario degli investimenti ed infine anche la notizia relativa alla riproduzione dei  robot.

Uno dei primi scenari è il Metaverso, ne abbiamo parlato ampiamente in un articolo dell’ottobre 2021, ma incredibile come si stia affermando in ogni dove, unico mondo che al momento procede senza crisi ed in grande espansione.
Il maggiore sviluppo è naturalmente negli Stati Uniti dove è nato. Nel suo ambito sono cresciute diverse entità denominate “regni”: i due maggiori si chiamano Decentraland e Sandbox dove puoi svolgere con il tuo Avatar qualsiasi attività. Puoi partecipare o organizzare eventi sportivi, concerti, e ogni tipo di shopping, per acquistare vestiti o scarpe griffate per il corpo e i piedi del tuo Avatar.
La società canadese Tockens.com Corp, nel Fashion District di Decentraland  si è specializzata vendendo capi di abbigliamento e accessori. Ci sono perfino gli immobiliaristi, vendono o affittano a caro prezzo terreni, interi immobili, zone industriali nelle città del futuro. La Realm una società di investimenti immobiliari  ha pagato oltre 4 milioni di dollari in cripto valuta per avere uno spazio nel regno Sandbox.
Perfino la musica! Justin Bieber il suo ultimo concerto lo ha fatto eseguendo, come avatar, i brani del suo album Justice.
Non manca nemmeno la partecipazione alle aste o l'acquisto di opere d'arte...
Ma cosa si aspettano i grandi speculatori nell’investimento virtuale? Certo guadagni miliardari e una dimensione differente nel loro ruolo di domani. Un esempio lo abbiamo, pensate agli NFT, nell’arte i non fungible tokens che, sconosciuti fino a poco tempo fa, sono improvvisamente esplosi con valori inaspettati e tanto da diventare la parola dell’anno per il dizionario Collins (ma hanno un valore nella vera arte?).
Ma come continuerà o finirà tutto questo?
Tanti anni fa quando nacque la Apple o Microsoft eravamo molto scettici sul loro successo e sul loro futuro che sembrava astrale ed incerto; mal ce ne incolse, avessimo investito in quel mondo e al tempo, oggi potremmo sederci chissà su quanti dollari euro, yen, renminbi etc etc.
Investire  in questo nuovo mondo? Chissà, difficile, la speculazione in genere ed in particolare nell’immobiliare ha le sue incognite nel mondo reale, pensate in quello virtuale…
Altro scenario che ci lascia increduli e sbigottiti?

Nel gennaio del 2020 gli scienziati dell’Università del Vermont, negli Stati Uniti, avevano annunciato di aver creato i primi «robot viventi». Adesso arriva il passo successivo: quelle macchine biologiche autonome hanno dimostrato di potersi riprodurre da sole, grazie all’intervento dell’intelligenza artificiale. Un’eventualità che all’inizio i ricercatori non avevano immaginato. E che apre scenari finora concepibili solo nella fantascienza.
La parola “corte” ad una ragazza, come intendevamo una volta, esisterà ancora? Forse anche la parola sesso nel significato che aveva una volta…
Ohi che mal di testa!

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"Le due sfide che definiscono questo secolo sono il superamento della povertà e la gestione dei cambiamenti climatici. Se falliamo in una, non avremo successo nell’altra.
I cambiamenti climatici non gestiti distruggeranno il rapporto tra l’uomo e il pianeta. Trasformerebbero dove abbiamo potuto vivere e come potremmo vivere la nostra vita."

James Hansen, World Economic Forum, 2013

ABBIAMO OSPITI/PIANETA TERRA – Crisi climatica e cybersicurezza: quando i due rischi s'incontrano
Articolo* di Gian carlo Ruggeri, Autore Ospite de La Lampadina

L’International Panel on Climate Change (IPCC), organismo specializzato dell’ONU, nel recente Assessment Report (e nei precedenti) ha messo in evidenza che i cambiamenti del clima in atto avranno impatti molto seri. Gli eventi meteorologici estremi (estremizzazione dei fenomeni meteorologici), associati ai disastri naturali, ivi compresi le siccità, le onde di calore, gli incendi di vaste aree boschive,  le inondazioni repentine, le perturbazioni tropicali e delle medie latitudini, aumenteranno di frequenza e d’intensità in molte aree del pianeta. 

L’IPCC sottolinea anche che il melting delle calotte polari potrebbe avere significative conseguenze sul sistema climatico, anche in associazione alla possibilità che tale fenomeno possa favorire l’incremento dell’attività marittima nell’Artico. La sicurezza climatica ha attirato l’interesse di molti ricercatori e, pertanto, ha generato una grande attenzione da parte delle organizzazioni che si occupano di politica. Mentre è sufficientemente chiaro cosa s’intenda per ambiente atmosferico, con il termine cyberspazio ci si riferisce alla sfera virtuale (Cyber Realm) risultante dall’uso dell’Information Technology. Nell’ambito della NATO ed in numerosi enti accademici, il primo termine caratterizza il “Quinto ambito di guerra”, gli altri essendo l’aria, la terra, il mare e lo spazio.
Le due sfere (ambiente/cyber), sebbene condividano spazi distinti fra loro, hanno in comune problemi simili relativi al super-uso, alle relative sfide di inerzia complessiva ed alle azioni effettuate da parte di protagonisti non autorizzati e/o opportunismi, in unione ad un’estesa influenza sull’atmosfera globale, così come si verifica con Internet.

La velocità di cambiamento delle configurazioni meteorologiche, l’accelerazione dell’innalzamento del livello del mare (3,6 mm per anno dal 2006 al 2015), con le temperature orientate a superare la media di 1,5°C (valore di soglia) entro il 2100, il cambiamento climatico sono problemi che riguardano il mondo intero: i relativi possibili benefici sono molto dispersi, superati dai pericoli, concentrati e numerosi.

Analogamente, i costi per far fronte agli attacchi cibernetici sono condensati in un numero relativamente piccolo di nazioni, mentre altri Paesi stanno diventando dei paradisi per cybercriminali.
Il clima globale ed il cyberspazio, pertanto, mentre di primo acchito potrebbero apparire mondi a parte, condividono invece molte affinità. Pur nella differenza tra le variabili dei due mondi, i rischi ad essi associati sono entrambi antropogenici e potrebbero influenzare sia l’equa distribuzione delle risorse che la corretta utilizzazione delle stesse, per esempio in settori chiave come l’acqua, le risorse alimentari, il normale esercizio dei trasporti e la loro sicurezza, nonché le infrastrutture energetiche. La ricerca e lo sviluppo di strategie volte a riconoscere, monitorare e mitigare tali minacce e che possano identificare tali affinità, l’incoraggiamento ad una “inseminazione incrociata” delle strategie in parola fra questi settori chiave, nonché una legislazione internazionale idonea a fronteggiare i rischi cibernetici, sono, quindi, le prime azioni importanti finalizzate ad assicurare un regime climatico ed un cyber-futuro sicuri.

Il cambiamento del clima e la cybersicurezza
Gli impatti del cambiamento climatico sono diversificati e transfrontalieri. Tale cambiamento investe l’intero sistema ecologico e, alla fine, è in grado di colpire l’ambiente, l’economia, le infrastrutture, la società, la politica e la demografia. Tali impatti provocano sfide significative nelle regioni del pianeta e possono condurre ad una instabilità globale. Fra tali sfide, quelle più comuni presentate dal cambiamento del clima sono: i cambiamenti nei servizi dell’ecosistema, dai quali dipende il complesso di supporto vitale; un aumento dei disastri naturali, la scarsezza delle risorse, le variazioni nelle pratiche di uso della terra che possano risultare in una diseguale distribuzione delle risorse naturali, la disposizione su larga scala di popolazioni, che induca importanti variazioni nel  bilanciamento demografico il quale, a sua volta, influisce sulla struttura comunitaria.
Continua a leggere sul sito...

*Articolo pubblicato il 21 luglio 2021 su Treccani a questa pagina:
Crisi climatica e cybersicurezza: quando due rischi s’incontrano | Geopolitica, ATLANTE | Treccani, il portale del sapere

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"Non fidatevi di ciò che le statistiche dicono prima di avere attentamente considerato ciò che non dicono.".

William Watt

ATTUALITÀ - Statistiche? Ci si può istruire e divertire
Articolo di Beppe Zezza

Un pomeriggio estivo senza impegni. Navigando distrattamente sul web capito sul sito dell’Istat: una vera scoperta! Ci si può passare qualche ora istruendosi e divertendosi.
Si scopre che circolano – e che forse condividiamo – molte idee sbagliate.
Esempio? Nascono più femmine o più maschi? Ho chiesto a un paio di persone. Tutti hanno risposto: più femmine. Ebbene è sbagliato: nascono più maschietti e per la precisione 106 maschietti e 100 femminucce. La nostra percezione sbagliata dipende dal fatto che la popolazione femminile vivente è maggiore di quella maschile (nel 2018 il 51.3% erano donne). Eh già, lo sappiamo tutti: gli uomini muoiono prima! E questo è vero non solo in Italia ma in tutto il mondo! In Italia il pareggio uomini/donne avviene intorno ai 40 anni, poi la maggioranza passa in campo femminile. Più maschi che femmine fino all’età di 40 anni, e poi è un crescendo: a 90 anni le donne sono il doppio degli uomini, a 95 anni il triplo, a 100 anni sono 5 volte tanto!
Femminicidi? La televisione ne parla in continuazione, incitando a prendere drastici provvedimenti. Ebbene scopriamo che l’Italia è tra i paesi più virtuosi del mondo! Da noi la percentuale è tra le più basse dei paesi europei (non che questo voglia dire che non ce ne se debba occupare!): la percentuale di donne uccise in Italia (dati del 2006) è superiore solo a quelle di Slovenia e Irlanda del Nord, mentre è inferiore a quella di Francia, Germania, Finlandia ecc. Le statistiche confermano quanto sappiamo: l’assassinio è un fatto prevalentemente maschile: sono soprattutto gli uomini ad uccidere e soprattutto si uccidono tra di loro. Nessuna sorpresa: è ben noto che il maschio “biologico” (sta diventando necessario precisarlo, con il propagarsi della teoria “gender”) è più violento della femmina “biologica”.
Laureati/e. Sono più gli uomini o le donne? Sorpresa: sono di più le donne e nettamente: 55,8 contro 44.2 e questo in tutte le regioni! La regione nella quale la percentuale di donne laureate è superiore a quella degli uomini è… la Sardegna (59.4 contro 40,6)! 
Divertente scoprire quanto sia popolare oggi quello che siamo ancora abituati a chiamare “nome di battesimo” (anche se ci dovremo presto adattare a chiamarlo “primo nome” come fanno i cittadini di lingua inglese - con la Francia si fa facilmente confusione: per loro “nom” è il nostro “cognome”).
Il mio nome di battesimo, Giuseppe, è ancora popolare – il 12° in graduatoria tra quelli assegnati nel 2019 - anche se in costante declino da molti anni: in 20 anni è sceso dal 2.08% al 1.38%, trionfa però ancora in Campania (la statistica riunisce in un solo dato tutti i Peppe, Beppe, Pino, Peppino, Peppiniello, Giusi e chi più ne ha più ne metta; Giuseppe è, credo, il nome che vanta più diminutivi); Carlo è più meno costante, è dato allo 0.3% dei neonati e non compare tra i primi 50; Ranieri è invece un nome rarissimo: nel 2019 solo 8 neonati lo hanno ricevuto! I nomi Carlotta e Isabella sono in crescendo costante– in 20 anni sono passati il primo dallo 0.37 allo 0.52 e il secondo da 0.2 a 0.3 (mentre la variante Isabel arriva addirittura allo 0.59).
Quanti sono i nomi diversi attribuiti in Italia ai neonati nel 2014 (ultimo dato disponibile)? Oltre 60.000! (30.700 nomi maschili e 28.930 nomi femminili).
La “fantasia” nell’attribuzione del nome è fenomeno esploso nel secolo XXI, e non è solo italiano: in Francia nel 2016 si contano 55.000 nomi rari – attribuiti a meno di tre persone – mentre 13.000 sono i nomi più comuni, dunque siamo sullo stesso ordine di grandezza. 
Le serie storiche manifestano il cambiamento della società. I matrimoni sono passati da essere un massimo di 9.9/1.000 abitanti nel 1865 a un minimo di 3.1/1.000 abitanti nel 2019; i divorzi dal minimo di 10.600 nel 1975 agli 88.458 del 2018; il tasso di fecondità, nel periodo 1952-2019 - da un massimo di 2.7 nel 1974 a 1.27 nel 2019.
Il sito propone dei giochi nei quali ci si può cimentare:
in quale anno? Dieci date e dieci domande. Bisogna associare alla domanda la data corretta. Le domande sono poste una alla volta in successione. Al termine il risultato. Il gioco può essere ripetuto. L'ho fatto tre volte ottenendo risultati “miseri” due volte 1/10 e una volta 2/10!
Su e giù per l’Italia: una domanda con tre risposte per ciascuna delle regioni italiane. Al termine il risultato. Io ho ottenuto 6/20 (e dire che mi reputavo avere una discreta conoscenza del territorio!)
Per concludere: a visitare il sito ci si può divertire!

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"Cercando di comprendere il mondo, ci troviamo di fronte alle stesse difficoltà che incontra un cartografo che cerchi di rappresentare la superficie curva della Terra con una serie di mappe piane.”

Fritjof Capra, Il Tao della fisica

COSTUME - Fidarsi è bene... ma...
Articolo di  Lalli Theodoli

Da sempre uso per spostarmi il vecchio TUTTO CITTÀ, reperto oramai archeologico e prezioso perché non più pubblicato.
Uno sguardo alla mappa, si contano le traverse (necessario contare perché i cartelli stradali sono inesistenti o illeggibili) e, si giunge alla meta. 
“Ma come sei antiquata, adeguati, usa il navigatore.”
Mi sembra che già passando dal telefono appeso al muro ai cellulari, dalla colla fatta di acqua e farina per attaccare le foto (album tutti a bozzi!) a raccolte virtuali che nessun altro mai vedrà, già molti passi verso la modernizzazione siano stati fatti.
Tuttora non posso confessare l’attimo di ansiosa trepidazione  che mi prende nel mettere il piede sulla scala mobile.
Mi adeguo, ma a fatica.
Imposto partenza, destinazione, mezzo di trasporto (piedi o auto). Una voce annuncia “Inizia la navigazione”.
Dopo un po' di silenzio una voce imperiosa dice “Fra 100 metri volta a destra.” Ma quanto sono lunghi 100 metri? Volto troppo tardi e la voce si altera. Comincia a blaterare “Appena possibile conversione a U” e sembra veramente furiosa. Obbedisco. Ma alla successiva rotonda conto male: esco troppo presto. Di nuovo si infuria. Se potesse mi direbbe “Hai di nuovo sbagliato, cretina!” Ma per fortuna non può. Non mi offendo le do retta. “Fra 50 metri hai raggiunto la meta“.
Qualcosa di sbagliato è successo. La meta non era il parco pubblico che mi sta di fronte.
Del navigatore bisogna fidarsi, ma qualche avvisaglia c’era stata.
Andando nelle Marche la freccetta (cioè NOI), di botto, nonostante fossimo su una superstrada, ci collocava in mezzo al nulla per poi ritrovarci dopo una decina di minuti, di nuovo in carreggiata. Un'altra volta spazio alla tecnolgia: dall’Aurelia, di ritorno a Roma, dobbiamo andare a trovare degli amici fuori città, sulla Cassia. Si imposta il tragitto. Vedo però indicazioni di uno strano percorso. Ci troviamo  per strade sconosciute. Dapprima asfalto, poi si passa allo sterrato. Sempre più stretta, piena di buche e allagamenti per le recenti piogge torrenziali. La freccetta indica il nulla intorno a noi. Dove è finita la Cassia? Procediamo con il dubbio che veramente il navigatore sia definitivamente impazzito.
La strada è chiusa fra due alte ripe. Non sarebbe possibile nemmeno la conversione a U. Solo una marcia indietro nel buio e nella pioggia.

La voce del navigatore tace. Si sente in colpa.
Telefoniamo ai nostri amici. “Oh mamma mia dove siete finiti! Terribile. Buttate il vostro navigatore!"
Abbiamo fatto un CAMEL TROPHY! Che razza di percorso ci ha suggerito! Pare abbia indicato il più breve ma non ci ha chiesto se abbiamo un fuori strada.
Il giorno dopo entro in macchina e afferro le pagine ciancicate del mio vecchio amico TUTTO CITTÀ. Lo porto dal rilegatore. Nessuna rilegatura sarà abbastanza lussuosa.

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FLASH NEWS!

Un po' qua, un po' là... 

La nascita delle incubatrici - I bambini settimini nel passato avevano poche possibilità di sopravvivere, anche se settimini furono nomi prestigiosi quali Picasso, Einstein, Churchill. Fu un certo Martin Arthur Couney che, apprendista di un famoso ostetrico e neonatologo parigino, Pierre Constant Budin, per primo iniziò a diffondere per l'Europa la vera e propria incubatrice per i piccoli nati prematuri. Iniziò nel 1896 con la grande esposizione industriale di Berlino. Girando di esposizione in fiera, si spostò in America e a Coney Island in un famoso luna park, in una sezione che Couney stesso chiamò "Infantorium", furono esposte le prime incubatrici realizzate. All'epoca i bambini prematuri avevano  esigue speranze di sopravvivere e le famiglie prestavano i propri piccoli con la speranza che potessero riuscirci.  I frequentatori pagavano per vedere gli uomini a due teste, i piccolissimi esposti e le tante stranezze della natura.. Comunque sia, sembra che l’incubatrice di Couney salvò circa 6500 bambini degli 8000 nati in quel periodo.
CV

 

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Mozart curativo! - Sembra ci sia un effetto Mozart per curare l’epilessia nei bambini. Sono i ricercatori dell'Università di Kaohsiung Taiwan che lo hanno scoperto, verificando che i bambini affetti da epilessia più l’ascoltavano il K 545 prima di dormire e meglio stavano. Al momento hanno fatto degli studi per verificare se la K 448 ha lo stesso effetto sugli adulti. In entrambi casi le verifiche sono state effettuate anche con l’encefalogramma.
CV

 

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Raccolta differenziata stellare - I satelliti ormai nello spazio e inutilizzati sono circa 3800, come recuperarli? Uno studio dell’Istituto dei materiali del centro aerospaziale di Colonia ci dice che a breve avremo nuovi satelliti assolutamente biodegradabili e che in poco tempo si dissolveranno nello spazio. Per quanto riguarda i 3800 che girano attorno alla Terra ed inutilizzabili, esiste un progetto per il recupero ed il riutilizzo dei materiali effettuato da robot addirittura sulla Luna in una stazione costruita sul posto.
CV

 

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APPUNTAMENTI DELL'ASSOCIAZIONE
LA LAMPADINA:::PERIODICHE ILLUMINAZIONI

Ecco i prossimi appuntamenti dedicati ai Soci de La Lampadina.

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Lunedì 10 gennaio 2022
Ore 13.00
Klimt. La Secessione e l'Italia
a Palazzo Braschi 

A distanza di 110 anni dalla sua partecipazione all'Esposizione Internazionale d'Arte del 1911, Gustav Klimt torna in Italia.
Questa mostra celebra il percorso artistico di uno dei più grandi esponenti della secessione viennese e Alessandra Mezzasalma ci guiderà nella visita.

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Venerdì 14 gennaio 2022  
Casa Balla

Dopo che le visite previste fino a fine novembre erano sold out già da fine agosto, Casa Balla ha deciso di riaprire le sue porte per un anno intero! La Lampadina ha prenotato vari turni di visita alla casa che Giacomo Balla ha reso straordinaria applicando i punti fondamentali del Manifesto della Ricostruzione Futurista dell'Universo, ideato con Depero.  1. Astratto; 2. Dinamico; 3. Trasparentissimo; 4. Coloratissimo e luminoso; 5. Autonomo, cioè somigliante solo a sé stesso; 6. Trasformabile/Drammatico; 8. Volatile; 9. Odoroso; 10. Rumoreggiante; 11. Scoppiettante.

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17-18 gennaio 2022
Una due giorni a Firenze: Jenny Saville, Jeff Koons e dintorni

Dedichiamo due giorni alla splendida Firenze con Ludovico Pratesi, approfittando della presenza delle opere di Jenny Saville, sparse in varie location, dialoganti con l'arte classica di Michelangelo Buonarroti, al Duomo, al Museo Novecento e in altri luoghi.
Troveremo Jeff Koons a palazzo Strozzi e faremo una tappa alla cappella dei Magi a palazzo Medici Ricciardi.


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Continua a leggere gli eventi in programma

Per info sull'Associazione e/o prenotazioni, scriveteci a
appuntamenti@lalampadina.net

 

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FLASH NEWS bis! 

Museo in mostra! - Il Depot Boijmans Van Beuningen, in Olanda, ha aperto a inizio novembre offrendo l'accesso a opere poco viste di Van Gogh e Leonora Carrington, e tanti altri. È l’unico museo che riesce a mettere in mostra l’intera collezione di 151 mila pezzi giacente nei propri depositi!
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I danni da covid all'ambiente - L'anno scorso, uno studio commissionato da OceansAsia ha stabilito che oltre 1,5 milioni di maschere per il viso sono entrate negli oceani del mondo nell'anno 2020. In tutto, lo studio ha determinato che più di 25.000 tonnellate di rifiuti di plastica monouso sono state generate dalla necessità del mercato a causa dell'emergenza COVID.
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Le vendite di Elon- Elon Musk ha venduto improvvisamente una buona percentuale di azioni Tesla. Il suo prezzo pertanto è sceso da 1300 dollari a 989 in brevissimo tempo. La ragione sembra sia dovuta alla necessità di liquidità per pagare le tasse dovute, altri dicono che Mr. Musk crede meno nell’auto elettrica per i nuovi sistemi per l’autotrazione che verranno adottati da qua ad una decina di anni… ma quali? Il Ministero del Commercio, dell'Industria e dell'Energia della Corea del Sud ha dichiarato che entro la metà di questo secolo, la nazione si aspetta di essere guidata, in gran parte, dal carburante a base di ammoniaca ad emissioni zero. Il nuovo carburante può essere utilizzato all'interno di un blocco motore tradizionale, il che rende la transizione da un'economia all'altra molto più fluida di molte delle soluzioni più popolari di oggi. L'ammoniaca può essere resa disponibile presso qualsiasi pompa che attualmente fornisce carburante. Sarà cosi? Certo questo modificherebbe enormemente il quadro macroeconomico dell’avvento dei motori elettrici e loro conseguenze sull’industria.
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SUGGERIMENTI "ILLUMINANTI"

DA VEDERE: Sono 1200 le sfingi tradizionali e criocefale (corpo di leone e testa di ariete), allineate sui due lati del viale delle sfingi, lungo 3 chilometri, che collega i templi di Karnak e Luxor in quella che in antichità era la città di Tebe, capitale dei faraoni dal XVI all’XI secolo a.C. La cerimonia di apertura del viale, in notturna è stata spettacolare, come d’altra parte è il viale stesso, che risale, solo, a 3000 anni fa.
Guarda qui!  

 

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  MOSTRE
Ecco le segnalazioni di 
Marguerite de Merode

 

PARIGI

Online
Fondation Louis Vuitton: La collection Morozov
Ecco la possibilità di visitare “online” una delle più belle mostre del momento senza muoversi dalla propria poltrona.
La Fondation Vuitton apre le sue porte ad una delle più importanti raccolte al mondo d’arte impressionista e moderna, circa 200 capolavori appartenuti ai fratelli Mikhaïl e Ivan Morozov.
È la prima volta che la celebre Collezione Morozov viaggia al di fuori della Russia. La mostra è ulteriormente impreziosita da un allestimento museografico eccezionale, che porta in scena anche la ricostruzione del “Salone da musica” dell’Hôtel particulier di Ivan Morozov. La sala è costituita da un insieme decorativo monumentale composto da tredici pannelli commissionati a Maurice Denis, sul tema della Storia di Psiche (1908-1909), e da quattro sculture create da Aristide Maillol.
Visione da non perdere!
Fino al 22 febbraio 2022  

 

FIRENZE

I nudi femminili di Saville tra i giganti del Rinascimento. La città di Firenze accoglie una delle artiste viventi più importanti al mondo, Jenny Saville, in una mostra che si dispiega in cinque musei della città. Il cuore della mostra sarà al Museo Novecento, con un centinaio di opere, mentre negli spazi di Museo di Palazzo Vecchio, Museo dell’Opera del Duomo, Museo degli Innocenti e Museo di Casa Buonarroti i lavori dell’artista verranno allestiti in dialogo con i capolavori dei maestri italiani esprimendo i contrasti che emergono dall’accostamento fra Rinascimento e contemporaneità.
Fino al 20 febbraio 2022 

Palazzo Strozzi: Shine di Jeff Koons
“Koons crea un mondo di oggetti di desiderio, tipici della società consumistica occidentale, di materiali trasfigurati, e anche di apparenza e quindi anche un mondo di inganni.”
Fino al 30 gennaio 2022

 

ROMA

Palazzo Barberini: Giuseppe Loy. Una certa Italia. Fotografie 1959-1981
''Una certa Italia'', prima retrospettiva a 40 anni dalla morte di Giuseppe Loy, fratello del regista Nanni e marito della scrittrice Rosetta, è l’occasione per presentare l'archivio consistente in 1565 rullini in bianco e nero, 338 a colori, 1800 stampe e documenti che è stato lasciato dall'artista organizzato e conservato nella soffitta di casa.
"L’artista spazia dalla fotografia umanista, alla denuncia dell’aggressione dell'edilizia del territorio italiano tra gli anni Sessanta e Ottanta, al racconto del rapporto con i tre artisti" (Laura Agradi).
Fino al 27 febbraio 2022 

 

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FLASH NEWS tris! 

Un reattore nucleare sulla luna? - Sembra che gli scienziati dell'Istituto di ricerca sulla geologia dell'uranio di Pechino stiano eseguendo alcuni test insoliti su campioni di roccia lunare – test che indicano solo una cosa: la Cina vuole far funzionare un reattore nucleare sulla Luna. A loro volta alla NASA, per non essere secondi a nessuno, hanno ricominciato ad investire sul nostro satellite con la progettazione di piccoli reattori modulari (SMR) in grado di sopravvivere nell'ambiente più ostile che gli umani abbiano mai sperimentato e necessari per fornire energia a possibili insediamenti.
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Matematica on line - L’APP di matematica, e chi fa più i compiti? Ora c'è Photomat, l’app è un assistente digitale per studiare e fare i compiti. È in grado di risolvere qualsiasi problema matematico, algebra, equazioni etc. Facile da usare è già stato scaricato da milioni di utenti è prodotto da Photomat e scaricabile gratuitamente.
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Gender fluid society - La confusione dei generi oggi è al massimo, si comincia anche a contestare la parola donna tanto che la ACLU, Associazione pro-diritti civili, ha cambiato le parole della giudice Ruth Bader Ginsburg sostituendo «donna» con «persona»; la British Medical Association invece ha raccomandato al personale di utilizzare «persone incinte», invece di «donne incinte», l’ospedale britannico ha ordinato al personale del reparto maternità di utilizzare «persone che partoriscono», invece di «donne incinte». Finiremo con delle sigle, ma anche queste a seconda della forma, il modo con cui sono usate, etc etc potrebbero essere oggetto di contestazione. 
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L’energia verde, chissà? - Purtroppo, i forti rincari di ogni tipo di energia hanno permesso al carbone di riprendersi parte del mercato perso in questi anni. Miniere di carbone sono state riaperte in più parti del mondo, si prevede che gli Stati Uniti bruceranno 588 milioni di tonnellate di carbone nel 2021. Si tratta di un aumento del 10% rispetto al 2020 e che potrebbe continuare costantemente nel corso dei prossimi anni. E il co2, riscaldamento terra così temuto, cosa ne sarà?
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Greta Thunberg - Su Instagram la seguono più di13 milioni di follower, su Facebook oltre 3 milioni e su Twitter 5 milioni. Ma quali le Sue entrate, se ne ha? Come lo Human Act Award da 100 mila dollari o il Gulbenkian Prize for Humanity da ben 1 milione di dollari. Soldi che Greta Thunberg, attraverso la sua fondazione omonima, ha però devoluto in beneficenza, spesso raddoppiando le cifre. Il suo patrimonio netto si aggirerebbe intorno a 1 milione di dollari, ma si tratta di una sola stima che prende in considerazione la sua attività come autrice di libri, il suo seguito sul web e il successo del suo film (“Io sono Greta”, che al botteghino ha incassato circa 360 mila dollari). La realtà potrebbe dunque essere diversa, e la giovanissima Greta Thunberg potrebbe incassare molto meno dalle sue attività e/o il più devolverlo in beneficenza.
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La Lampadina Racconti

A Natale torno con i poveri
di Paola Maddaluno

“Mario è comunista!”, così dicevano i vicini, volendo indicare una persona integra e con principi sani.
Mario era tutto d’un pezzo. Lui era sempre attento che ogni cosa fosse fatta rispettando le regole. Figlio di un operaio, aveva studiato e frequentato l’università, con la sua laurea in lettere era diventato insegnante. In classe permetteva un ampio dibattito tra i ragazzi per fare forte e creare in loro il concetto di democrazia. Suggeriva letture e a volte ai suoi allievi prestava i suoi libri. Ora che era arrivato Internet si era adeguato e proponeva sempre di leggere le testate di alcune agenzie di stampa. Ormai non lo chiamano più comunista, ma tutti sapevano che era di sinistra e che il suo libro preferito era “La metamorfosi” di Kafka e ora che si parlava di cambiamento climatico, aveva invitato i suoi allievi a leggere un grande classico americano “Furore” di Steinbeck per non dimenticare che cosa la carestia e la miseria comportassero per l’uomo. Certo in cuor suo amava la letteratura russa, ma siccome era equilibrato e non voleva influire sui suoi studenti ne parlava sempre poco.
Lui, anche se il Partito Comunista non c’era più, continuava a credere nella parità sociale e lottava quindi per i diritti dei più poveri. Ultimamente faceva alcune considerazioni sull’evoluzione della democrazia, ma era convinto che grazie ad internet almeno nei Paesi occidentali sarebbe stato difficile che un dittatore potesse prendere il potere. Però rifletteva su questa nuova democrazia in cui secondo lui la scuola non regalava più sogni e non era un vero ascensore sociale.

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La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità.

La Lampadina e' una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un Comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Lucilla Crainz Laureti, Marguerite de Merode Pratesi, Ranieri Ricci, Carlotta Staderini Chiatante, Lalli Theodoli, Beppe Zezza e redatta con la partecipazione di: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Renata Ferrara Pignatelli, Giancarlo Puddu e Angelica Verga. La sede è in via Castiglion del Lago, 57, 00191, Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa duemila persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
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