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Lunedì, 26 novembre 2012

Ciao,
oggi la nostra Lampadina si accende su:

La Lampadina - n. 11
Novembre 2012

GRAZIE!
Grazie a tutti voi che avete voluto collaborare con noi rispondendo al sondaggio (per chi ancora non lo avesse fatto, lo lasciamo ancora per qualche giorno on line qui). Abbiamo dei risultati interessanti e suggerimenti che abbiamo analizzato con attenzione.
Un commento ai risultati lo trovate qui.


FINANZA: le previsioni finanziarie
Aruspici etruschi ed esperti di oggi: c'è qualche differenza?

Il fegato bronzeo di piacenza
Famosa la frase di John Maynard Keynes (noto economista), e che è bene tenere sempre a mente: “Meglio fare previsioni che siano approssimativamente giuste che assolutamente errate”.
Finanziari, economisti, studiosi del mercato, giornalisti che s’improvvisano grandi conoscitori della materia hanno sempre preso e prenderanno abbagli grossolani in merito all’evoluzione delle economie mondiali.  Un articolo apparso qualche tempo su una newsletter dagli USA, faceva un interessante paragone tra gli aruspici di epoca etrusca e il gruppo di così detti esperti di cui sopra.  In realtà, raccontava, gli aruspici esaminavano il futuro dalle viscere degli animali, qualcosa forse la indovinavano, le indicazioni sul cambio delle stagioni, le possibili carestie, i drastici cambiamenti del clima, certo poco o nulla potevano in merito alle guerre e il loro andamento.
Dei nostri “esperti”, se ne esaminassimo il fegato, lo troveremmo malatino per ansie e timori continui e sarebbero a conferma del momento e del ciclo economico attuale. Troveremmo forse le loro viscere ben alimentate con cose anche di un certo pregio il che ci darebbe qualche sicurezza del loro stato generale ma, ci servirebbe?
E in effetti, come si generano le previsioni finanziarie che poi portano giornali quali il Financial Time a proclamare nel novembre 2011 a caratteri cubitali che l’eurozona avrebbe avuto massimo dieci giorni di vita o che l’oro sarebbe arrivato presto a 5000 dollari l’oncia o ancora, come prevedeva Jim O'Neill della Goldman’ Sacks, il miracolo cinese avrebbe fatto tutti ricchi? (Considerate che negli ultimi cinque anni le Borse cinesi hanno perso il 40 % rispetto alla Borsa americana…)
E ora…Goldman Sachs che ha scommesso sulla vittoria di RoKeynes e Obamamney?
O sentire dopo l’elezione vittoriosa di Obama come alcuni dei guru Usa (tradizionalmente legati al partito Repubblicano), prevedono il futuro con tempi duri per l’economia americana?  Parlano della competitività del Paese che nei prossimi quattro anni, passerà dal settimo al diciottesimo posto nel mondo, del rapporto PIL/debito che dovrebbe aumentare del 123% e che potrebbe delinearsi un degrado del rating, da parte delle maggiori società di rating internazionali.
Una delle spiegazioni suggerite, è che spesso i grandi enti finanziari, affidano lo studio dei cicli economici e quindi previsioni a giovani laureati usciti a pieni voti, dalle prestigiose università americane e che com’è stato loro insegnato, prendono in considerazione i modelli del passato applicando, certo con quanto più variabili possibili, il comportamento per i mesi a venire. Ma come coniugare i parametri finanziari, con quelli politici e speculativi?
Se avessimo a che fare solo con i parametri finanziari, sarebbe cosa “diciamo” relativamente sicura, valore del denaro, la rendita, il periodo etc, non sarebbe semplice ma qualche dato più costante potrebbe darcelo… Ma quando a questo aggiungiamo la politica?…Ad esempio le impostazioni finanziarie della nuova giunta cinese, il neo presidente? Le decisioni europee che sia nel passato sia nel presente lasciano alquanto a desiderare per leggerezza? …Se poi alla miscela aggiungiamo la speculazione imperante, le valute, i flussi che ne generano l’andamento, etc etc. beh, un vero problema.
Forse è questo stato confusionale generalizzato che rende sorprendente come pochissimi analisti, manager et similia, nonostante analisi e previsioni errate, siano ancora al loro posto. In qualsiasi altro lavoro, chi fosse stato causa di errori non certo così macroscopici sarebbe stato buttato fuori ed anche con un bel calcio… ma nulla di tutto questo.
A noi poveri possibili risparmiatori che rimane da fare? Torniamo alla frase iniziale di John Maynard Keynes: “È meglio fare previsioni che siano approssimativamente giuste che assolutamente errate”.
Che vuol dire esattamente il nostro Keynes con la Sua frase, portata a nostra misura? …Ragionare con il buon senso e non farci prendere dalla voglia di un guadagno smodato o seguire previsioni di cui non siamo certi, ricordiamolo nei nostri investimenti, diversifichiamoli quanto possibile, veloci nelle nostre decisioni e cerchiamo di approfondire quanto ci propongono, quanto leggiamo e quanto ci raccontano… otremmo in questo modo guadagnare quanto sufficiente o perdere qualcosa...ma non tutto...
Carlo Verga

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ABBIAMO OSPITI-ARTE: Casa Balla
Una casa-museo che dovrebbe essere aperta a tutti.

Angolo con panchetto, arazzi, quadri, armadio“Una parete di tempo sta davanti a me, immobile, nella casa di Giacomo Balla, a quasi sessant’anni dalla sua morte, cavalletti, tavolozze, oggetti, appunti, bozzetti, grandi quadri, quasi un secolo di storia della famiglia Balla, mi affronta, mi interroga e vuole un’identificazione. L’atmosfera è quella di una presenza sconcertante che occupa tutto lo spazio e tutta la vita delle persone che la hanno abitata. Poi il tempo si sbriciola nell’esame attento delle cose”.
Le case degli artisti, specialmente quando rappresentano un complesso itinerario creativo, una visione che diviene un po’ una Wunderkrammer dell’anima e del fare di chi le ha pensate e realizzate, sono sempre luoghi diversi, evocativi e straordinari. Casa Balla, un patrimonio sorprendentemente ancora integro e nelle mani degli eredi diretti dell’artista, sito in Via Oslavia 39 a Roma, non fa eccezione. Giacomo Balla vi trascorse vari decenni della sua esistenza e vi si spense, il primo marzo 1958, a 87 anni a partire dal 1929, quando approda con la famiglia in quest’appartamento, fortunosamente ottenuto, al termine di una specie di odissea, da un Ente per l’edilizia popolare.
Una Casa quella di Giacomo Balla, progettata e portata a realizzazione come un’opera d’arte unica e totalizzante, un compendio di memorie esistenziali che evocano la necessità creativa dell’artista a caratterizzare ogni singolo elemento architettonico, di arredo, fino agli utensili e ai dettagli più prosaici. Un gioco di specchi e di mille rifrazioni che si dipana lungo una parabola di sfrenata ipnotizzante immaginazione e sperimentalizzazione, una vera e propria utopia domestica. Un flusso di segni e cromie dirompente e vivificante, che tutto investe: pareti, dipinti, arazzi, fantasmagorici pezzi di mobilio nati per trasfigurare il quotidiano, tessuti, grafiche piastrelle di maiolica “costum made”, lampade da muro e a sospensione. Una sarabanda che ruota intorno all’ideale epicentro costituito dal celebre studiolo rosso, affollato di abiti, cavalletti, tavolozze, barattoli, bozzetti, quadri, appunti, pennelli, olii, reperti nobili appartenuti a Giacomo Balla. Una casa che si può leggere quale reazione orgogliosa della perdita sofferta, scioccante per l’artista e per le due figlie adoranti edStudiolo rosso con fiori futuristi in alto adorate, Elica e Luce, della precedente abitazione di Viale Parioli 6, divenuto in seguito Viale Paisiello distrutta nel corso dell’urbanizzazione di quell’area allora verde che doveva diventare il nuovo quartiere alla moda dell’epoca littoria: un abbattimento feroce, insensato di un luogo simbolo di aggregazione del movimento Futurista romano.
Le stanze di Via Oslavia oltre a sancire la continuità del Futurismo nei suoi aspetti espressivi e teorici nell’arco di oltre trent’anni, custodiscono la memoria pulsante di Balla e le delle figlie e sembrano essere congelate da una specie di affettuosa e allegorica possessione: le figlie restarono nubili, vestali totalmente dedite al padre e in seguito al suo magistero.
Il corridoio della casa che fende come una drammatica bisettrice architettonica di cui vagamente inquietante la sua volumetria edilizia, è interamente devoluto alla semantica balliana. La casa insomma rigurgita di lavori, opere pittoriche, bozzetti e sculture.
“Casa Balla è un’eredità impegnativa”, sostengono oggi gli eredi, richiede dedizioni e continue cure, che gravano totalmente sulle spalle dell’attuale famiglia. Naturalmente le visite sono permesse a studiosi e accademici, ma di tante ipotesi di cura, tutela e valorizzazione della casa, formulate dalle istituzioni statali e comunali, e dopo tanti ed estenuanti approfondimenti e catalogazioni di ogni singolo pezzo, ormai dopo anni non si è mai arrivato a nulla…
Il suggello di questo racconto non può che essere affidato al demiurgo dell’intera vicenda al geniale Giacomo Balla. “Nel groviglio delle tendenze avanguardistiche futuriste, domina il colore. Deve dominare il colore perché privilegio tipico del genere italiano” 1918 – Manifesto del Colore.
Alessandra Rossetti

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TECNOLOGIA: l'asfalto drenante, questo sconosciuto.
La parola è d'uso comune, ma sappiamo come nasce e perchè  è più sicuro?

Da qualche anno leggiamo sulle nostre autostrade che:  “E' stata completata la messa in opera di asfalto drenAsfalto drenanteante”. Tutti sappiamo più o meno di cosa si tratti, ma ci è forse venuta la curiosità di saperne di più.
Il conglomerato bituminoso drenante è una miscela di asfalto di nuova concezione con l’aggiunta di materiale poroso derivante da frantumazione a cui va aggiunta una percentuale di filler (polveri fine).
In tutto questo il bitume (da non confondere con il catrame che è molto dannoso nei processi di lavorazione) rappresenta solo il 7% circa della miscela.
Il conglomerato viene poi modificato fisicamente, - ed è questa la grande novità - addizionando una percentuale di polimeri che conferiscono al conglomerato un'elevata stabilità e resistenza alla deformazione, allo sbalzo termico e un minore invecchiamento del legante. Il polimero è una gomma stirolica (SBS) che può essere additivata con piccole quantità di polverino di gomma derivato dal riciclo dei pneumatici ed anche da altri materiali riciclati contenenti SBS. Tra questi ultimi è curioso trovare alcuni tipi di adesivi di recupero, ma anche quanto estratto da pannolini e pannoloni che viene utilizzato per varie applicazioni dall'industria dei bitumi.
Molti sono i vantaggi dell’asfalto drenante, oltre a quello Differenza tra i due asfalticonosciuto già da tutti.
1) La funzione drenante è quella che già conosciamo: in caso di pioggia, l'asfalto poroso dapprima assorbe l'acqua, evitando che si fermi in superficie, poi la incanala fino a scaricarla ai lati della strada.
2) Funzione antislittamento: l’elevata granulosità del materiale inerte impiegato garantisce una capacità di aderenza sul bagnato mai ottenuta prima.
3) Funzione economica: l'elevatissima durabilità e la possibilità di porre in opera il conglomerato in spessori più sottili (da 1,5 a 3,0 cm), rendono l’impiego di questo nuovo materiale molto competitivo anche dal punta di vista economico.
Insomma, i costi sono stati ridotti, la durata del manto stradale è aumentata: con queste premesse dobbiamo aspettarci una riduzione delle tariffe autostradali?
Ranieri Ricci

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ARTE/SCIENZA: come reagisce il nostro cervello davanti a un quadro astratto?
“Avrebbe potuto farlo il mio bambino” Sbagliato! La neuroestetica ci indica come l’opera d’arte astratta può essere molto seducente

In seguito a un fatto di cronaca avvenuto a Londra nel 2008, il mondo scientifico si è voluto porre un interessante problema.
In occasione di una mostra dedicata a Mark Rothko alla Tate Modern, due opere dell’artista americano erano state appese nel verso sbagliato senza che nessuno se ne accorgesse. Quest’aneddoto ha scosso molte certezze e creato un certo scompiglio nel mondo dell’arte e dato spunto a studi sperimentali da parte di quegli scienziati che seguono una disciplina di recente creazione (fondata dieci anno orsono da Semir Zeki dell’University College of London), la neuroestetica.
L’idea era di introdurre l’obiettività scientifica nello studio delle opere d’arte cercando una base neurologica nelle tecniche usate dagli artisti astratti attraverso gli anni.
Le domande che si sono poste sono le seguenti:
- perché siamo attratti da dipinti e sculture che sembrano non avere nessuna relazione con il mondo reale, opere dove l’artista ha rimosso quasi tutto quello che ne permetteva l’interpretazione?  
- Perché siamo particolarmente catturati dal lavoro di Rothko o Mondrian, dato che questi artisti non offrono nemmeno il minimo barlume di rappresentabilità razionale?
- Come accettare che stando davanti a un quadro di Jackson Pollock non ci si trovi davanti ad un ammasso casuale di schizzi di pittura ma bensì davanti una gioiosa esplosione di movimento e energia perfettamente equilibrata?
- Se presentiamo le loro opere in un verso diverso di quello voluta dall’artista, come reagisce il nostro cervello?
Questi studi non possono spiegare le nuance espresse dal gusto dello spettatore ma possono mettere l’accento su come queste opere, catturando l’immagine attraverso il sistema visivo, influenzino il modo in cui la mente percepisce l’arte.
Angelina Hawley-Dolan del Boston College, Massachusetts ha riunito un gruppo di volontari mettendogli davanti dipinti sia realizzati da famosi artisti astratti, che altri realizzati da pittori della domenica, bambini o animali, e chiedendo loro di esprimere le proprie preferenze. Un terzo dei dipinti non riportava alcuna indicazioni mentre gli altri erano ben descritti. A questo punto le indicazioni furono mischiate per cui non era più possibile attribuirle ai vari autori.
Il risultato dell’esperimento fu che la maggior parte dei volontari scelse le opere fatte da artisti veri. La loro attenzione era stata forse attratta dagli elementi ben bilanciati e graditi dal sistema visuale del cervello?
All’University of Toronto, in Canada, anche Oshin Vartanian ha chiesto a dei volontari di riconoscere vari dipinti, dove, in alcuni, la composizione era stata alterata muovendo degli elementi all’interno della stessa.
L’esperimento dimostrò che, in pratica, la maggior parte dei volontari aveva scelto le opere originali, passando da un’opera di Van Gogh a un astratto di Mirò.
Vartanian ha scoperto che manipolando gli oggetti si riduce l’attività in certe aree del cervello coinvolte nell’elaborazione del significato e dell’interpretazione. I risultati suggeriscono che la nostra mente si accorge dell’intento nascosto dell’artista, anche se non ne è consapevole.
Non so se queste righe tratte da articoli scientifici pubblicati in seguito a queste indagini siano sufficienti a convincere gli settici ma ci portano comunque a una riflessione.
Sarebbe una follia pensare di semplificare il nostro apprezzare un’opera d’arte e ridurre il nostro approccio a una serie di leggi scientifiche, ma queste ricerche possono essere utili per farci comprendere come funziona il sistema visuale del cervello messo di fronte ad un opera astratta.
“C’è sicuramente una parte di emozione e una parte di cultura che vengono elaborati guardando un opera d’arte astratta, ma queste ricerche ci serviranno a comunicare informazioni al neurobiologo e permettergli di capire meglio il funzionamento del cervello e darli la possibilità di capire il mondo” (Zeki)
Ecco un piccolo test per vedere se siete dalla parte buona della statistica o se fate parte delle eccezioni. Io ho fatto parte delle eccezioni, purtroppo!
In questi tre esempi, qual è il quadro originale nelle quattro proposte?

Esempio di Mondrian
Pietr Mondrian, l'orientamento corretto è ...?

 

Il Pirata di De Kooning
E per il Pirata di Willem de Kooning?

 

Il test su pollock
E questo è il test fatto su One, Number di Jackson Pollock

Volete verificare se la vostra visione corrisponde a quella dell'artista?

Allora cliccate qui per vedere le soluzioni.


Marguerite de Merode Pratesi

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ABBIAMO OSPITI - LETTERATURA:  Sergej Dovlatov e Ivan Klima
Due scrittori poco noti ai più, da scoprire e apprezzare

Le forze della storia, specialmente quelle negative, possono dare ciò nonostante incredibili spunti creativi. Due autori che vedo vicini, e che hanno ambedue subito il sistema sovietico, sono il russo Sergej Dovlatov e il cecko Ivan Klima; quest’ultimo ebbe anche la sfortuna di subire la violenza nazista sopravvivendo da bambino a un campo di sterminio. Ambedue mezzi ebrei di famiglie non praticanti, crebbero in un mondo dove, nel nome di una società da costruirsi migliore, vissero invece una realtà di ingiustizia, mancanza di libertà e ipocrisia.
Sergej DovlatovQuesta situazione fu già ben descritta da Milan Kundera nel “Il libro del riso e dell’oblio” dove, dimenticata la latente misoginia che vi traspare, il libro descrive la disillusione con un sistema politico diventato inumano e che tenta di cancellare i suoi detrattori nel ricordo oltre che fisicamente. Kundera ha avuto un eco mondiale e il suo nome vi sarà sicuramente familiare, come probabilmente i suoi libri, tra i quali  il famoso “L’Insostenibile leggerezza dell’Essere”.
Sergej Dovlatov (1941 – 1990) e Ivan Klima (1931- ) hanno avuto un destino simile e hanno scritto in modo non troppo differente da Kundera pur essendo meno noti. Ottimi scrittori, dotati di un’acuta analisi critica di quello che li circonda, scelgono di rendere leggero e addirittura buffo quello che è terribile e tragico. Stoicamente accettano per anni lavori e lavoretti spesso manuali al fine di tirare avanti, puniti dal sistema per la loro opposizione politica. Ma questo non li fa demordere. Anzi, ho addirittura il sospetto che, sotto sotto, siano contenti di questi incarichi sapendo che essere giardiniere, infermiere, guida di parco, manovale, facchino, darà loro materiale letterario. Difatti descriveranno personaggi potenti oppure semplici, onesti o arroganti, in un mondo ingiusto dove manterranno una fermezza ideale, dove saranno altrove con la mente e lo spirito, pur costretti a quell’assurda realtà.
Dovlatov è pubblicato in Italia da Sellerio e nella loro collana ho letto “la Valigia” e “Noialtri”, trovandoli ambedue straordinari. Il primo è una serie di racconti ispirati dalla sua vecchia valigia, ritrovata anni dopo la sua emigrazione negli USA, e dove i pochi oggetti che vi ritrova sono altrettanti spunti per ricordi agrodolci. Ivan Klima
Il secondo è un ripercorrere la storia della famiglia e le loro vicissitudini, incluse le sue. Anche qui la grande storia si impasta ironicamente con quella personale dell’autore.
Di Ivan Klima ho letto in inglese “Love and Garbage” (Amore e Spazzatura), “My First Loves” (I Miei Primi Amori) e “My Golden Trades” (I Miei Mestieri Dorati – mia traduzione in questo caso). Ho cercato se fossero pubblicati in Italia ma ho trovato solamente la traduzione di G.L. Pacini di “Amore e Spazzatura” senza trovarne l’editore. Sono stupefatto di questa assenza visto la fama internazionale di Klima e la qualità della sua scrittura. Eppoi il periodo di pubblicazione internazionale corrisponde a quello di Dovlatov, quindi se viene tradotto lui perchè non Klima? Anzi, “Love and Garbage” ci fu consigliato vent’anni fa da una amica americana e, adorandolo, lo proponemmo a un nostro amico, lettore per una grossa casa editrice tedesca. Egli non diede importanza alla nostra segnalazione e l’anno dopo Klima “esplose” alla Fiera del Libro di Francoforte, scoperto da altri. Si mangiò le mani e da allora ci chiede sempre se abbiamo altre novità… Mi auguro che possiate trovare un’edizione italiana, oppure leggetelo in inglese, sempre un buon esercizio. “My First Loves” mi rimane vicino al cuore, con quelle storie di difficili amori adolescenziali descriventi al tempo stesso un preciso momento storico.
Valerio Cugia

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SCIENZA: Star Trek e il teletrasporto
Quante volte ci farebbe comodo, poter essere in cinque nanosecondi da un'altra parte....

Star Trek. L’Enterprise. Il Capitano Kirk. Il signor Spock, il vulcaniano dalle orecchie appuntite, il dott McCoy…
Credo che tutti noi abbiamo visto almeno un episodio di questa saga di fantascienza, nata come serial televisivo nel 1966(!) e oggetto di ben 11 pellicole cinematografiche (e  di una dodicesima in programma per l’anno prossimo).
Star Trek e il teletrasportoUna scena tipica presente in quasi tutti gli episodi è il “teletrasporto”: gli eroi entrano in una specie di cabina di ascensore, e, avviato il dispositivo di teletrasporto si “smaterializzano” per “ricomparire” in altro luogo le cui coordinate vengono impostate sul dispositivo. Il “teletrasporto” permette di risolvere situazioni intricatissime.
Fantascienza!
Fantascienza? Un piccolo passo in questa direzione lo si è fatto in questi giorni. Ce ne dà notizia il Sole-24 ore. Non si tratta ancora di “teletrasportare” esseri umani ma solo di trasferire “informazioni”.
La cosa che non cessa comunque di rimanere stupefacente si basa sulle proprietà della meccanica quantistica, la fisica che rivela il comportamento delle particelle subatomiche.
A livello subatomico, le particelle che prendono il nome di “fotoni” possono essere, a due a due, tra loro “entangled”. (Normalmente questo termine, inglese naturalmente, non viene tradotto ma se lo fosse ci aiuterebbe a capire –  capire? Parola grossa; sarebbe più appropriato dire “avere una vaga idea” – del significato di questa proprietà. Entangled vuol dire “intrecciato”). La caratteristica di due particelle “entangled” è che se si cambia una proprietà (ad esempio lo “spin” o la “polarizzazione”) di una particella, anche la stessa proprietà di quella “entangled”  cambia e questo istantaneamente e anche se le due particelle sono distanti tra di loro centinaia di chilometri. (Non chiedetevi: perché? E’ così e basta. Già è molto l’averlo scoperto).Spiegazione grafica dell'entanglement
Ora l’informazione che si vuole trasmettere viene codificata in uno “stato quantico”: se lo si modifica in un fotone lo si può misurare nell’altro con lui entangled (intrecciato) a centinaia di chilometri di distanza.
Facile comprendere come sviluppando questo sistema si possano trasferire volumi enormi di informazioni (i fotoni sono particelle “sub-atomiche”!) in modo istantaneo e senza necessità di ricorrere a sistemi di criptaggio
Il Sole-24 ore ci dà notizia che un gruppo di scienziati austriaci, tedeschi e canadesi ha trasmesso lo stato quantistico di due fotoni tra Tenerife e La Palma, due isole delle Canarie, a 143 Km di distanza – distanza sufficiente a collegare il pianeta Terra con un satellite di telecomunicazioni.
Sapete qual è il paese più avanzato nella ricerca del teletrasporto delle informazioni? Non gli USA ma …la Cina! (Ahi, Ahi, Ahi per il predominio tecnologico del mondo occidentale).
La Reale Accademia di Svezia, nel conferire il premio Nobel al francese Serge Haroche e all’americano David Wineland per le loro ricerche in questo settore della fisica, ha affermato che le potenzialità di calcolo di un computer quantistico “potrebbero rivoluzionare questo secolo, come il computer tradizionale ha rivoluzionato quello scorso.”
Chi vivrà, vedrà!Fotoni intrecciati
Post Scriptum: il fenomeno di “entanglement” sul quale si basano questi esperimenti è particolarmente intrigante. C’è tutto un filone di studi neurologici – la “neurodinamica quantistica” - che vorrebbe collegare il funzionamento del cervello umano e finanche la “coscienza” a meccanismi di questo tipo.
E che dire della “telepatia”? E di quelle esperienze (che certamente abbiamo fatto anche noi) di uno stesso pensiero che attraversa contemporaneamente la nostra mente e quella di un’altra persona alla quale siamo collegati da comunanza di vita o affinità di altro genere? Non avranno a che fare anche loro con l'“entanglement” (l’intreccio)?
Beppe Zezza

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COSTUME: anziani moderni...
Cambiano i tempi, ma alcune cose rimangono le stesse, nonostante l'età..

L’età media si è allungata. Lo sappiamo, ne parliamo da anni..
Abbiamo avuto modo di riflettere sulle serie conseguenze che questo Nonno e pcha portato e porterà nella nostra economia: molti pensionati, necessità di molta assistenza sanitaria, poche forze lavoro in proporzione per affrontare questo onere.
Ma non solo questo.
L’età si è allungata non solo alla fine, anche in mezzo. La famosa mezza età è diventata una piena età fantastica piena di volti non più grinzosi e tristi ma luminosi di gioia attiva, di impegni di affetti che si portano ora avanti e avanti. Le nonne, i nonni non sono più per lo più anziani da accudire ma persone attive che supportano con energia le giovani famiglie oberate di impegni. Per i loro nipoti si impegnano, si affaticano, si sacrificano ma anche si sentono utili e si divertono.
Raccontano fiabe come una volta, leggono per i nipoti come una volta ma anche piombano con i capelli al vento nei trenini delle montagne russe, li accompagnano in bicicletta, sciano con loro.
Ma la nuova energica mezza età dei nonni ha avuto anche altre conseguenze. Si è allungata l’età dei sentimenti e si formano coppie anziane per cui forse occorrono alcune regole:
No ai micio miao
Quello che è tenero fra due giovani può essere macabro per i grandi

No al fare i giovanili a tutti i costi.
Se non si ha più il passo scattante è inutile fingerlo.

No a vestiti che paiono rubati ai nipoti.

No ai trucchi pesanti.
Si a mille e mille sorrisi complici, alle risate col cuore, all’allegria naturale
Si al far capire a quanti si hanno intorno che per i sentimenti non c’è età, che i miracoli avvengono, che quando pare che la vita abbia esaurito le sue energie può accadere di poterci trovare gioiosamente accanto chi ha voglia di accompagnarci in un altro ulteriore percorso.
Ma non appena fra quattro pareti, al riparo, lontano da occhi indiscreti, da figli sbigottiti, da nipoti affettuosi ma perplessi, chiudete la porta e scapriolate a volontà.
Lalli Theodoli

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PENSIERO LATERALE: ancora una sfida: la bella e l'usuraio

Se vi siete divertiti o siete impazziti con il quesito del numero scorso (La lampadina N.10), vi lasciamo anche questa volta con il pensiero laterale .. “gioia e tormento”, ma che spesso risolve anche grandi problemi con soluzioni al di fuori di ogni logica.
Vediamo questo quesito dal quale, si dice, sia iniziato lo studio sul pensiero laterale.

La bella e l'usuraio
Anni fa, a Londra, un ricco mercante trovatosi in forte difficoltà finanziaria, per paura di essere mandato in carcere, i suoi averi confiscati e accusato di essere anche un ladro ricorre ad uno usuraio. Questi, come usuale, è un piccolo omino brutto e propone al mercante che gli sia data in moglie la Sua bellissima figlia, in cambio avrebbe abbonato tutti i debiti, fornito una ricca dote e un certo patrimonio per Lui. Va da se che il mercante e la figlia rimasero inorriditi dalla proposta. L’astuto usuraio suggerì quindi di far decidere il destino avrebbe messo dentro un sacchetto due sassolini uno nero ed uno bianco, se fosse uscito il bianco avrebbe pagato tutti debiti e la figlia sarebbe rimasta con suo padre, se fosse uscito il nero sarebbe valsa la sua proposta iniziale. Se avesse rifiutato l’estrazione, l’usuraio se ne sarebbe lavato le mani, con tutte le conseguenze per il mercante. Che fare? Con grande imbarazzo fu deciso di accettare la proposta. Si incontrarono in un giardino, l’usuraio si inchinò e raccolse , credendo non visto, due sassolini ma entrambi neri che mise in una piccola borsa.
La fanciulla terrorizzata, accortasi dell’inganno ma non potendo intervenire, rimase in un lungo silenzio: che fare? cosa la sua logica le avrebbe consigliato: smascherare l’impostore o estrarre il sassolino e subirne le conseguenze? L’intervento di un ragionamento laterale è stato di grande aiuto, ma quale?

Pensateci su e se non resistete ... trovate qui la soluzione.
La Redazione

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La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità...

La Lampadina è una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un Comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Lucilla Crainz Laureti, Marguerite de Merode Pratesi, Ranieri Ricci, Lalli Theodoli, Beppe Zezza e redatta con la partecipazione di: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Renata Ferrara Pignatelli, Carlotta Staderini Chiatante, Giancarlo Puddu, Angelica Verga. La sede è in via G. D. Romagnosi 20, 00196 Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa millecinquecento persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
Per informazioni scrivere a info@lalampadina.net

AVVISO AI NAVIGANTI
Diversi lettori ci hanno offerto - utilizzando la parte libera del sondaggio - la loro collaborazione su vari temi, ma non hanno firmato. Dato che il sondaggio era anonimo, non abbiamo modo di rintracciarli e di conseguenza li invitiamo, come invitiamo tutti i lettori, a contattarci direttamente a redazione@lalampadina.net.
Ugualmente se qualcuno lo desidera potrà segnalarci eventi o situazioni "di nicchia" nello spirito della nostra Lampadina, anche lasciando a noi la redazione dell'articolo.

 




FLASH NEWS!
Un po' qua, un po' là...

I nostri Avi.. Ma da dove veniamo?
…. Oggi lo possiamo sapere con una certa sicurezza collegandoci al sito genographic.nationalgeographic.com e facendoci mandare il kit Geno 2.0 DNA: eseguite le istruzioni e rispedite le informazioni, otterremo una serie di dati sulla origine dei nostri avi, le loro migrazioni, il perché dei capelli rossi o altro del loro aspetto fisico.
Oltre 500mila persone da quaranta paesi hanno risposto e ottenuto così le informazioni sulla loro origine. I capelli rossi della principessa
I tecnici della Genographic, confrontano i dati del DNA raccolti, con 150mila DNA marcatori preselezionati, il DNA mitocondriale che passa solo per linea femminile e il cromosoma Y che essendo solo maschile contribuisce a ricostruire la linea paterna. Lo scopo del progetto è il capire chi siamo e in principal modo da dove veniamo, il collegamento tra tutti noi, le onde migratorie etc..  Quindi, Se hai qualche dubbio… in merito ai tuoi occhi a mandorla… ne potrai sapere l’origine.
CV

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Evviva il lampione intelligente e la luce a led! Attualmente le spese di alcuni paesi per  Illuminazione  pubblica sono:
Italia: circa 1 miliardo di euro l’anno
UK: ca. 220 milioni
Germania : 330 milioni
Per risparmiare, spegniamo l’illuminazione pubblica? No, rendiamola intelligente. Due nuove realtà: una, i leds, due, la durata effettiva dell’illuminazione e quando necessaria. I progetti Enel Guzzini e Umpi di Cattolica, lampioni intelligentiche hanno sviluppato i progetti con queste caratteristiche, hanno già venduto oltre 90.000 dei loro impianti a 1600 comuni italiani. Il loro utilizzo equivale a spegnere i costi di illuminazione pubblica per una città come Bologna…
CV

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La Vespa e le auto storiche - La Vespa e le moto storiche: nel caso avessi una Vespa ma anche una vecchia Lambretta o altre moto storiche, ma non hai i pezzi di ricambio, puoi rivolgerti alla DRT di Montebelluna.
Producono qualsiasi pezzo e per qualsiasi modello. Recentemente hanno messo in vendita 300 cambi modificati della Lambretta d’epoca, venduti tutti nello spazio di una settimana.
CV

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Certo se ne leggono di tutti i colori - Sulla rivista Scientific Report leggiamo che effettuare viaggi spaziale può aiutare a vivere più a lungo… In verità l’esperimento Vermi longeviè stato fatto solo su alcuni vermi spediti vivi nel 2004, sulla stazione spaziale Internazionale (Iss). I vermi quando di nuovo sulla terra tendono a vivere più a lungo….. speriamo non ci costringano a diventare vermi…
CV

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Birra per le neo mamme! - La Tesco UK, dopo l’elaborazione di uno studio effettuato con le informazioni ottenute dai social network (Facebook e simili) e da un sondaggio tra i propri clienti, ha deciso di inviare un buono sconto per acquistare birre alle donne che acquistano pannolini. Le previsioni, così ottenute, indicano infatti che le famiglie avranno meno tempo per andare al pub e saranno propense a fare consistenti scorte….. Care mamme ora sapete cosa comprare nei Vostri supermarkets..
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Musica: oggi sappiamo che tipo di brani ci piaceranno domani? Sempre analizzando dati ottenuti dai social networks, la EMI, casa discografica ha varato un concorso per elaborare un algoritmo, in grado di prevedere in tempo Dischi in vinilereale la tendenza e i brani che potrebbero soddisfare la propria clientela.
Il concorso ha previsto l’esame di un milione di brani elaborata con una piattaforma chiamata Kaggie. Dal concorso sono state elaborate 1300 formule con un premio per il vincitore di 6500 sterline.

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Ripicche scientifiche In questi giorni sono stati assegnati i premi Nobel. Questi vengono attribuiti a persone che si sono distinte in diversi campi dello scibile: la Letteratura, la Medicina, la Fisica, la Chimica, l’Economia, la Pace.
Non c’è invece un premio Nobel per la Matematica.
Tra gli studenti dell’Ateneo gira la spiegazione – non si sa quanto corrisponda a verità – che sia stata una ripicca di Alfredo Nobel dopo avere scoperto che la moglie gli era stata infedele con un matematico!
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Di chi sono le maggiori e le migliori collezioni d’arte d’impresa?
Al primo posto: l’UBS (banca Svizzera) con 35mila opere
Al secondo: Deutche bank   (Banca Germania)  con 57 mila opere
Al terzo: Jp Morgan Chase   (banca Usa) 30mila
Al quarto: Microsoft informatica 5 mila opere
E tra i privati?
N.1 Helene e Bernard Arnault  - lusso - Parigi - arte contemporanea
N.2 Debora e Leon Black – finanza – New York – da maestri antichi ad arte contemporanea.
N.3 Edythie L e Eli Bruad – finanza e immobili -  Los Angeles – arte contemporanea
N.4 Pierre Chen – elettronica - Taipei – arte moderna e contemporanea.
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LE SEGNALAZIONI DE LA LAMPADINA

Vi ricordate il nostro articolo su Scampia? Bene, sono in arrivo
buone notizie ...

Fatto@Scampia

La Cooperativa Sociale La Rocca organizza a Roma
Sabato 1 e Domenica 2
Dicembre 2012
all'Hotel Nord Nuova Roma,
Via Giovanni Amendola 3,
dalle 10.30 alle 19.00, una

ESPOSIZIONE E VENDITA
di prodotti
di sartoria e cartotecnica

Per approfondire i progetti della Cooperativa: www.centrohurtado.it

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A Spoleto, un'altra iniziativa che merita attenzione:

SOLIDALI CON L'ARTE
asta a favore del Centro di Solidarietà “Don Guerrino Rota

Solidali con l'arte

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: Sabato 1 dicembre, ore 16,00
ASTA DELLE OPERE:
Sabato 8 dicembre, ore 16,30
La mostra sarà visitabile fino a sabato 8 dicembre dalle 10,00 alle 20,00
Albornoz Palace Hotel




 

TEATRO - DANZA - MOSTRE FINO ALLA FINE DEL MONDO!
Per le proposte del mese abbiamo pensato a The Country del noto autore Martin Crimp, diretto da Roberto Andò con l’intensa Laura Morante in The Countryattrice Laura Morante, in una storia raffinata e torbida, ambientata nella campagna inglese, in scena al Teatro Eliseo dal 27 novembre al 16 dicembre.
A seguire, nello stesso teatro, torniamo con nostalgia a un grande classico con l’ottuagenario e sempre energico Carlo Giuffré e la storia di un ironico tentativo di redenzione di anime con Questi fantasmi di Eduaurdo De Filippo.
Altro spettacolo di rilievo è Interno 3, con la regia di Francesco Saponaro, al Teatro Vascello dal 23 novembre al 2 dicembre, un’interessante e insolita associazione di tre testi che declinano in modi diversi lo “smarrimento contemporaneo”  (Ritratto di coniugi con festa di Laudadio Braschi e IannielloIgor Esposito, A lunar woman di Antonella Anedda, Dimensione affettiva di King Kong di Massimiliano Virgilio), portati  in scena da Tony Laudadio, Enrico Ianniello e Nicoletta Braschi, un trio molto efficace che lavora assieme da diversi anni.
Non si può mancare nemmeno al Teatro Argot; è una gioia dell’anima gravitare per questo piccolo teatro che è una stanza dei sogni, nascosta dentro un palazzo accanto a Piazza San Cosimato, dove dal 20 novembre al 2 dicembre è in scena Chiara Caselli con Molly. 
L’attrice ripercorre il testo tratto dall’Ulisse di Joyce con sofisticata intensità e sensualità, sostenuta dalla regia di Maurizio Panici che conferisce al lavoro una giusta atmosfera essenziale.
Maternity bluSempre all’Argot consigliamo due spettacoli che scandagliano la mente, grazie alla straordinaria attrice Elena Arvigo, prima impegnata in Maternity blues dal 4 al 16 dicembre, del quale cura anche la regia, sullo scomodo confronto in carcere di quattro madri infanticide, poi dal 18 al 23 dicembre, interpreta il monologo Psychosis 4:48 di Sarah Kane con la regia di Valentina Calvani, uno spettacolo che gira con ottimi risultati da due anni su un testo coraggioso sul suicidio, affrontato con rigore e armonia. 
Alice Calabresi



E ancora la Redazione segnala:
Il Flauto Magico secondo l'Orchestra di Piazza Vittorio
al Teatro
Olimpico dal 5 al 16 dicembre. Riletta, smontata, reinventata, rielaborata in sei lingue, l’opera di Mozart si trasforma in un’allegra favola tramandata in forma orale.L'orchestra di Piazza Vittorio
La multietnica orchestra romana, ideata e creata da Mario Tronco ed Agostino Ferrente, porta la testimonianza di musiche, culture e religioni diverse, che si
trovano riunite in un unico progetto.


Mostre a Bologna
A partire dal 18.11.2012 la Collezione del Museo Morandi è temporaneamente trasferita al MAMbo. In quel contesto, la concezione della pittura di Morandi è messa a confronto con l'opera di artisti contemporanei. Ci permette di testare quanto l’artista riesca ancora a influenzare l'immaginario del nostro tempo con una ricerca nuova e di stimolante attualità..

Mostre a Vicenza
Basilica Palladiana, "Raffaello verso Picasso Storie di sguardi, volti e figure",  fino al 20 gennaio 2013 .
La Basilica Palladiana restaurata dopo cinque anni di lavori, ha riaperto il 5 ottobre con una grande mostra curata da Marco Affiche della mostraGoldin, direttore generale di Linea d'ombra, e raccoglie una novantina di quadri provenienti dai musei dei vari Continenti e da alcune collezioni private sia europee che americane.

Mostre a Roma: Auditorium parco della musica, Massimo Bartolini "HUM", curato da Anna Cestelli Guidi.Opera di Bartolini
Con HUM Massimo Bartolini, artista nel cui lavoro il suono è stato sempre un elemento importante, inaugura il nuovo progetto della Fondazione Musica per Roma con una mostra intitolata allo straordinario Glenn Gould. Uno spazio/un suono è un progetto dedicato all’arte del suono che prevede 3 mostre all’anno nello spazio spositivo AuditoriumArte.
23 Novembre - 9 dicembre



MAXXI Galleria 5: Kentridge Vertical thinking  curata da Giulia Ferracci. L’artista parla del tempo nel suo modo tutto personale. “Il tempo è mio e lo decido io”. Il tempo senza inizio e senza fine. Dopo la sua performance al teatro Argentina l’artista viaggia con leggerezza da un linguaggio a un altro. Il “suo” tempo attraversa tutta la sua arte. Sia che facciaKentridge
teatro, musica, animazione o
installazioni.
Nella mostra che prende il nome Vertical Thinking, Kentridge accetta di riprendere la sua istallazione “the Refusal of Time”, vista a (d)ocumenta13, e adattarla ai difficile spazi di Zara Hadid.. Inoltre ci propone 14 serigrafie inedite, i bozzetti preparatori per The Refusal of Time, una maquette della messa in scena di Refuse the Hour (Teatro Argentina) e sei belle opere entrate a fare parte della collezione permanente del museo.
Fino al 3 marzo 2013

Nel quadro del RomaEuropa Festival
La terza edizione di Digital Life 2012 Human connections curata da Daniele Spanò indaga sul rapporto tra arti digitali, uomo e comunicazione con ventinove istallazioni all’insegna di arte e tecnologia tra cui video, opere interattive e ambienti sonori. Ventiquattro gli artisti in mostra, fra i più significativi del panorama internazionale contemporaneo, che dialogano con il mondo del cinema, del teatro, della musica, della danza, dell’architettura e del visual design
Le mostre, installazioni ed eventi si svolgeranno tra le tre sedi dell’Ex Gil Trastevere (Largo Ascianghi 5), il Macro Testaccio (Piazza Orazio Giustiniani 4) e l’Opificio Telecom Italia.
Fino al 16 dicembre 2012.

Nomas Foundation Viale Somalia, 33
Dove Allouche. Prima personale dell’artista francese curata da Pier Paolo Pancotto.
Le opere realizzate nel corso della sua residenza a Villa Medici (2011-2012), completate o rielaborate al suo rientro a Parigi sono esposte negli spazi di Nomas Foundation. AlloucheQuattro grandi lavori su carta, nove scatti fotografici insieme a qualche incisione. Nei lavori dell’artista francese il tempo, le condizioni naturali e sociali si mischiano a "scienza, storia, letteratura, politica, cinema e danza".
Fino al 10 gennaio 2013


Galleria Edieuropa, dal 27 novembre al 26 gennaio 2013 la mostra – QUI arte contemporanea QUI – circa 40 oQui arte contemporaneapere dei massimi rappresentanti dell‘arte moderna, che furono i promotori dell’astrazione negli anni sessanta, tra gli altri: Accardi, Afro, Battaglia, Boille, Burri, Capogrossi, Carrino, Ceroli, Colla, Dorazio, Vedova, Fontana, Lorenzetti,  Kounellis, Sanfilippo, Schifano, Strazza, Scialoja, Turcato. Gli stessi artisti che crearono e animarono la rivista ‘QUI arte
contemporanea’ dal 1966 al 1977 e alla quale la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, in collaborazione con Editalia, - dal 19 ottobre al 27 gennaio 2013 – dedica una mostra per ricordare il contributo offerto alla conoscenza dell’arte contemporanea italiana
dalla rivista “QUI arte contemporanea”, che Editalia ha pubblicato dal 1966 al 1977. L’occasione è il sessantesimo anniversario della casa editrice, fondata da Lidio Bozzini nel 1952 e sin dagli esordi interessata ai cataloghi e alle monografie di artisti contemporanei.

La selezione delle mostre è a cura di Marguerite de Merode Pratesi e ti aspetta sul sito in una nuova Rubrica!

 

 

 

 

 

 



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