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La Lampadina - n. 110 ::: Febbraio 2022

Cari Lettori,
ben ritrovati in questo febbraio che speriamo porti con sé un reale e durevole ritorno alla normalità.
Abbiamo un tema in parte ricorrente in questo numero, l'immagine di sé, cosa rappresenta per noi e come viene intesa dagli altri; ecco allora come un bambino, malato e trattato molto peggio di un animale, possa, per paura e vigliaccheria, rappresentare un pericolo agli occhi di alcuni.
Come il guardarci allo specchio ci permetta di ritrovarci,  e capire ciò che vedono gli altri o, a volte, scoprire che in quell'immagine riflessa non ci riconosciamo più.
Come l'ingegno umano ci possa portare a scoprire nuovi universi grazie ad immagini captate e riflesse dagli enormi specchi di un telescopio in orbita a milioni di kilometri dalla Terra. 
Come l'evoluzione delle nostre conoscenze tecnologiche a volte ci permettano di scorgere frammenti di immagini di un futuro prossimo, e ci accogiamo poi che sono solo rappresentazioni di un futuro già passato.
Come nel diario di Anita Cocciante comprendiamo che l'immagine di sé, spesa in chiave lucida e ironica, anche nelle traversie potenzialmente più deprimenti, può essere di insostituibile aiuto e supporto sia a noi che a chi ci sta vicino.

Ad maiora semper.
ICH 

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Venerdi, 4 febbraio 2022

Ciao,
oggi la nostra Lampadina si accende su:


STORIA – Principi sfortunati: la dolorosa storia di Luigi XVII
Articolo di Beppe Zezza

Tutti conoscono Luigi XVI, il re di Francia ghigliottinato durante la Rivoluzione francese; molti sanno chi sia stato Luigi XVIII, il re della Restaurazione dopo l’epopea napoleonica ma pochi sanno qualcosa di Luigi XVII.
Per inciso, trovandomi in Francia, mi sono divertito a chiedere ai giovani che frequento chi sia stato l’ultimo Re in Francia. La risposta, praticamente unanime, è stata: Luigi XVI! Dei tre Re successivi (Luigi XVIII, Carlo X e Luigi Filippo –per quest’ultimo il titolo era Re dei Francesi e non Re di Francia) nessuna conoscenza. Segno della ignoranza della Storia che accomuna i giovani Francesi ai cugini italiani.
Luigi XVII fu tale solo per i nobili espatriati durante la rivoluzione; ma non fu mai né incoronato né tanto meno chiamato con tale nome dai suoi conterranei.
Nato nel 1785, terzogenito da Luigi XVI e da Maria Antonietta, era stato battezzato Luigi Carlo. Il primogenito, ed erede al trono, il Delfino, era il di lui fratello maggiore Luigi Giuseppe ma questi morì di tubercolosi ossea nel 1789 (proprio in concomitanza con la convocazione degli Stati Generali l’evento che ha segnato l’inizio della Rivoluzione francese).
Per i primi quattro anni visse a Versailles coccolato dalla madre che lo chiamava affettuosamente “chou d’amour”; insieme ai genitori si trasferì a Parigi alle Tuilleries e ne seguì le sorti finendo in custodia al Tempio. Nel 1792 la Rivoluzione dichiarò decaduta la monarchia e proclamò la Repubblica.
Dopo un sommario processo, a gennaio del 1793 Luigi XVI venne condannato e ghigliottinato e Luigi Carlo divenne automaticamente, de jure, per i monarchici e gli stati internazionali il legittimo re con il nome di Luigi XVII.
Con la morte del padre ebbe inizio il suo calvario personale. Fu separato dalla madre Maria Antonietta che fu trasferita alla Conciergerie, per essere successivamente anch'essa giudicata, condannata e ghigliottinata.
Il piccolo Luigi Carlo, che aveva allora solo otto anni, fu affidato alle “cure” di una coppia di rivoluzionari “sans culottes”, Antoine Simon – un ciabattino – e sua moglie Marie-Jeanne una donna delle pulizie. Questi provvidero alla sua “rieducazione” per fargli perdere i modi aristocratici e acquisire quelli dei rivoluzionari: parlare licenzioso, bestemmie, ubriachezza (a soli otto anni!). Fu sottoposto a un vero e proprio “lavaggio del cervello” per convincerlo che sua madre e la zia avessero fatto di lui un giocattolo sessuale, intrattenendo con lui perfino rapporti incestuosi. E il bambino fu soggiogato al punto da testimoniare in questo senso durante il processo-farsa al quale fu sottoposta la madre Maria Antonietta.
A inizio 1794 Antoine Simon abbandonò il suo incarico e il piccolo, che veniva chiamato Carlo Capeto, venne praticamente imprigionato in una stanza con un lettuccio, un tavolo, una seggiola e un bugliolo per i bisogni, spurgato saltuariamente, senza nulla da fare, senza un’ora d’aria, senza luce di sera e di notte, con scarsissima possibilità di cambio di abiti e di igiene personale.
Nella “Convenzione” (il “parlamento” di quel momento) si discusse della sua situazione che costituiva “un problema” per i rivoluzionari: Carlo Capeto era pur sempre l’erede di Luigi e quindi un potenziale punto di riferimento per i monarchici. Per lui si propose la carcerazione perenne. A trarli d’impaccio arrivò però la morte del fanciullo: l’8 maggio del 1795 Luigi XVII, debilitato dalle terribili condizioni della sua detenzione, morì. Del suo corpo, gettato nella fosse comune del cimitero di Santa Margherita, si perse traccia.
Incredibilmente, il suo cuore – proprio il suo - si trova oggi nella cattedrale di St. Denis, insieme alle spoglie dei Re e delle Regine di Francia! La sua storia è così avventurosa che merita di essere raccontata.
Il medico che effettuò l’autopsia, il dottor Pellettan, espiantò segretamente il cuore, lo trafugò e lo conservò a casa sua sotto spirito in un vaso di cristallo; lo spirito pian piano evaporò e l’organo rimase essiccato e intatto. La teca fu rubata da uno studente, il quale però in punto di morte, gliela fece restituire. Dopo la Restaurazione il Pellettan cercò invano di venderlo ai re che si sono succeduti Luigi XVIII e Carlo X, ma questi dubitandone dell’autenticità rifiutarono. La vedova lo regalò allora all’arcivescovo di Parigi Hyacinthe-Louis de Quélen. Questi lo conservò nell’arcivescovado.
Nei tafferugli della rivoluzione del 1830 venne nuovamente rubato e smarrito! Recuperato miracolosamente è passato di mano in mano fino a giungere in possesso - nel 1895 al Conte Urbain de Maillé, rappresentante del Duca di Madrid, Don Carlos legittimo pretendente al trono di Francia, per diritto ereditario. Don Carlos lo portò nella cappella del castello di Frohsdorf, vicino Vienna, dove rimase fino alla Seconda Guerra Mondiale. Nel 1942, fuggendo dalle devastazioni della guerra, la Principessa Beatrice Massimo, nipote di don Carlos lo portò in Italia . Nell’aprile 1975 le figlie della Principessa Massimo lo affidarono al Duca di Bauffremont, Presidente del Mémorial de France in Saint-Denis, perché fosse conservato fra i Reali di Francia. Nel 2000 , il cuore fu  sottoposto - in due laboratori indipendenti all’esame del DNA mitocondriale – quello che stabilisce la discendenza femminile. Confrontando i risultati con quelli di una ciocca di capelli appartenuti con certezza a Maria Antonietta, la autenticità del reperto è stata confermata!
Come accaduto in altre circostanze simili (ricordiamo tutti le vicende di Anastasia la figlia dello zar Nicola II) sono subito fiorite delle leggende. Già all’indomani dell’inumazione, si diffusero dicerie sempre più insistenti, poggianti su testimonianze e altri indizi, che davano Luigi XVII per sopravvissuto alla prigionia nel Tempio, evaso con l’aiuto dei realisti e sostituito.
Numerosi furono i "pretendenti Luigi XVII". Il più famoso è stato Karl Wilhelm Naundorff, un orologiaio prussiano. Questi si stabilì una corte, nominò degli aiutanti di campo, degli ufficiali di ordinanza, un ministero etc e cercò, invano, di farsi riconoscere dai diversi reali europei e dalla figlia di Luigi XVI sopravvissuta alla Rivoluzione. Dopo una vita avventurosa, con diversi soggiorni in prigione, morì nel 1845. Sulla sua tomba si legge: qui giace Luigi XVII re di Francia e di Navarra, nato a Versailles il 27 Marzo del 1785 e morto il 10 Agosto del 1845. L’atto di morte si esprime nello stesso modo.
I discendenti di Naundorff, riuscirono a farsi cambiare il cognome in "de Bourbon"  e ancora oggi affermano di essere i legittimi discendenti di Luigi XVI e quindi pretendenti al trono di Francia. Alla fine del secolo scorso cercarono di farsi legittimare attraverso analisi del DNA  le quali peraltro fallirono.
Per chi fosse interessato a conoscere più da vicino tutte queste vicende, come prevedibile, ha una ampia letteratura a disposizione!

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Beppe Zezza ci suggerisce: 

"La paura è la cosa di cui bisogna aver più paura".

Michel de Montaigne

CULTURA – Lo specchio. Un oggetto complesso e misterioso
Articolo di Marguerite de Merode Pratesi

"C’è tanta solitudine in quell’oro. La luna delle notti non è la luna che vide il primo Adamo. I lunghi secoli della veglia umana l’hanno colmata di antico pianto. Guardala. È il tuo specchio.”
Jorge Luis Borges

Dall’alba del mondo civile, l’uso dello specchio evoca il bene o il male, spesso caricandolo di significati oscuri oppure visto come veicolo di luce e di bellezza.
Al di là della definizione semplificata che lo vede come una lastra la cui superficie liscia è stata resa lucida per permetterle di riflettere in modo regolare i raggi luminosi, lo specchio ci trasporta in un mondo pieno di misteri. Esplorando la sua superficie riflettente ed avventurandocisi troviamo un oggetto che tanto vuole assomigliare all’acqua, all’anima umana e si risolve in un gioco di riflessi, le cui regole sono quelle del doppio fino all’infinito. Così lo specchio diviene strumento di conoscenza, oggetto-ponte fra realtà e fantasia, mezzo magico d’indagine nell’oltre e metafora della nostra vita.
È un oggetto che, per le sue caratteristiche, colpisce e stimola da sempre l’immaginario umano, entrando nel folklore e nella mitologia di vari popoli. Spesso legato, come dicevo, al tema del doppio, dell’universo alternativo, della bellezza e della divinazione.
Pochi oggetti racchiudono una così grande moltitudine di significati simbolici come lo specchio. Nel corso della storia è stato rappresentato come allegoria della vanità e della superbia; come simbolo di prudenza per evitare di farsi ingannare dal Male e di conoscenza oppure di inganno; come il luogo in cui si forma l’io e la coscienza di sé e contemporaneamente avviene lo sdoppiamento tra il soggetto reale e la sua immagine ideale o il suo doppio diabolico; come una porta di passaggio tra il mondo della realtà e un mondo immaginario.
Specchio deriva da speculum, dal latino specere/spicere (guardare, osservare), e dal greco spektomai (io vedo). Partiamo alla ricerca di un senso? L’etimologia consentirebbe varie ipotesi. La letteratura, l’arte, la tradizione, l’esoterismo, le religioni, i miti, le civiltà hanno interpretato ognuno in modo individuale la funzione dello specchio.
Per lo più, gli specchi, nella credenza popolare, sarebbero in grado di imprigionare l’anima nell’immagine riflessa, da cui l’usanza di coprirli alla morte di qualcuno per dargli accesso all’aldilà. Questo confronto specchio/anima è all’origine di alcune caratteristiche tipiche delle creature demoniache: i vampiri che non vi riflettono la propria immagine poiché privi d’anima e il basilisco* che muore appena vede il suo riflesso sulla superficie lucida. Siate attenti a romperlo, perché potrebbe portare, per chi lo ha rotto, a vari anni di infelicità. In passato si credeva che distruggere uno specchio significasse far scomparire anche l'oggetto (o la persona) in esso riflesso.
Nell'Europa medievale, lo specchio, da un lato, è percepito in modo negativo quale bene di lusso, un’esaltazione della vanità, del narcisismo, ma al tempo stesso, è visto come il simbolo della contemplazione, della conoscenza di sé e della verità, e in tal senso paragonato all'occhio umano. I maghi e gli stregoni, durante il Rinascimento, spesso utilizzavano come specchi divinatori, ciotole d'acqua, pietre levigate e cristalli, attraverso i quali scrutavano il passato, il presente e il futuro.
Gli specchi replicano il mondo invertendo però la destra con la sinistra, oppure rovesciando il dentro e guardando oltre l’oggetto riflettente diventando uno dei temi favoriti della letteratura e della cinematografia fantastica. I personaggi si trovano in una realtà dove le leggi fisiche sono spesso sovvertite, invertite o deformate. Lo specchio diventa una porta tra due mondi verso un universo parallelo legato al regno dei sogni, dei morti o degli inferi.
Per fare solo uno di tantissimi esempi, in “Alice nel paese delle meraviglie, attraverso lo specchio” la scrittrice Carroll immagina che alla protagonista venga in mente di oltrepassare il limite dello specchio, per esplorare ciò che succede al di là, in un mondo in cui il lato destro di oggetti e persone diventa il sinistro e tutto è come girato su sé stesso.
Infine, possiamo dire che questo oggetto così presente nella nostra vita quotidiana, complesso e misterioso diventa anche testimone di cambiamenti evidenti del nostro essere, quasi osservatore di una metamorfosi. In quel senso si può affermare che lo specchio è un po’ il nostro nemico, in quanto attraverso di esso emerge ogni lieve difetto fisico che svela con indifferenza, direi quasi con una certa crudeltà.
Abbiamo visto che l’universo degli specchi presenta infinite sfaccettature che non si finirebbero mai di esplorare.
Il mese prossimo vi porterò con me alla scoperta della storia di questa tecnica sopraffina partendo dalla creatività degli artigiani lagunari per seguitare ad indagare nell’Europa intera.

*Rettile che, secondo le credenze medievali, dava la morte con lo sguardo

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ICH propone:

""Anche lo specchio migliore non riflette l'altro lato delle cose".

Proverbio giapponese

CINEMA - È andato tutto bene. Un delicato film di François Ozon
Articolo di Carlotta Staderini Chiatante

Tratto da un libro autobiografico di Emmanuèle Bernheim e pubblicato in Italia da Einaudi, il film narra dei rapporti familiari di una famiglia non convenzionale che affronta uno dei momenti più difficili della propria esistenza e tocca uno dei nervi scoperti della società contemporanea, l’eutanasia.
Due gli interpreti principali la cui interpretazione è magistrale: André, interpretato da André Dussolier, è un uomo anziano colpito da un ictus che rende la sua vita ai suoi occhi, indegna di essere perseguita e chiede alla sue figlie di lasciarlo andare.
Emmanuèle, la figlia prediletta, è interpretata da Sophie Marceau. La scena è quasi tutta di questi due personaggi.
La famiglia di André è una famiglia agiata che ruota intorno all’arte. André è stato un importante collezionista d’arte, Emmanuèle, la figlia prediletta è una scrittrice, l’altra figlia, Pascale è musicista e il nipotino studia canto. Nel quadro famigliare ci sono piccole rivalità tra le sorelle, una assenza totale della madre, interpretata da Charlotte Rampling, una donna depressa e malata di Parkinson. Infine c’è un personaggio chiamato dalle sorelle G.M (grossa merda) un gigolò che ha fatto parte della vita di André e che le figlie detestano.
André è un narcisista e malgrado l’ictus conserva un'inesauribile verve caustica. È sempre stato una figura ingombrante nella vita delle figlie che tuttavia lo amato sinceramente. André è incapace di comprendere che la sua richiesta di aiuto infligge grande dolore alle figlie, è un loro amoroso aguzzino. Il compito da affrontare non è affatto facile da un punto di vista affettivo e morale ma anche per questioni burocratiche viste le leggi vigenti in Francia. Per poter adempiere alla volontà del padre si dovrebbe ricorrere ad un'associazione svizzera con tutte le dovute cautele per non essere imputate di complicità in un crimine. La figlia Emmanuèle rifiuta inizialmente di aiutare il padre ed è molto travagliata. Deciderà poi di aiutarlo certamente per amore filiale ma anche perché convinta di rispettare la volontà di un uomo che decide se vivere la malattia o se morire.
Il film si basa su una concezione laica della vita dando per acquisita la finitezza dell'esistenza, senza suggerire alcuno spiraglio di vita ultraterrena, senza che da questo ci sia una perdita del valore della vita. È un film a tesi a sostegno della legalizzazione della eutanasia svolto con grande delicatezza. Il film non ha una sua schematicità e descrive un rapporto realistico tra padre e figlia in uno dei momenti più difficili della loro esistenza. Vi è un magico equilibrio tra dramma e commedia ed i momenti umoristici danno una impressione di grande naturalezza. Attori in stato di grazia, dialoghi ottimi. Seguendo i sentimenti e non le restrizioni della società sarà possibile fare una scelta consapevole e sensata. Un film che trasmette allo spettatore un senso di positività e amore per la vita.
Buona visione.

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La Redazione:

"Il diritto di continuare a vivere non può diventare un dovere,
il diritto alla vita non equivale a una coercizione a vivere".

Hans Kung

TECNOLOGIA - Quanto ne sappiamo dell'evoluzione elettrica nelle auto e nel trasporto in genere? – Seconda puntata
Articolo di Carlo Verga

«Tutto è rotante, perfetto ed efficiente. Non c’è quel quasi terrificante, incerto battere e ronzare del motore a combustione, nessuna pericolosa e dannosa puzza di benzina e nessun rumore. Una perfetta libertà dalle vibrazioni assicura sia comfort che tranquillità mentale».

Così si pronunciò Thomas Edison, nel 1903.
A quell’epoca infatti,  i veicoli elettrici erano all’avanguardia: nel 1905 la maggioranza dei mezzi circolanti erano mossi da un motore elettrico. E poi?
Il fattore determinante del tempo fu la mancanza infrastrutturale della produzione e delle reti elettriche, che assieme ad altri interessi, furono i fattori principali nel decidere la corsa tra veicoli a combustione ed elettrici.
Ben centrate le parole di Edison. Oggi però oltre ad un'efficiente rete distributiva di energia elettrica per la quale molte aziende si stanno attivando con il buon aiuto dei governi, è assolutamente necessario il supporto delle ultime innovazioni che riguardano in special modo le batterie, la loro consistenza, la quantità di energia accumulabile, la produzione e lo smaltimento delle esauste. Continuo a prendere qualche notizia dal libro “Inversione ad E” di Renato Mazzoncini:
Per le batterie, ecco le novità:
nelle nuove batterie, il cobalto viene sostituito dal Litio-Ferro-Fosfato. Ma la grande alternativa sono le celle a combustione di idrogeno. La Toyota ha dichiarato apertamente di puntare anche su questo sistema. La Mirai, la nuova auto, sarà a zero emissioni e un’autonomia di 650 km. Anche Mercedes pensa all’idrogeno, hanno in progetto un camion a “full cells” con una autonomia fino a 1000 km, dovrebbe essere pronto nel 2023.
Lo smaltimento delle esauste: la commissione europea pone tra i propri obbiettivi per l‘anno 2030 il recupero del 70% del litio e del 95% delle altre materie prime. In altre parole, a fronte del mancato recupero odierno di 43 kg di metalli preziosi per ogni auto elettrica da rottamare in 10 anni ne avremo solo 2kg. Spicca il caso della Germania e della Volkswagen. La casa automobilistica tedesca fra il 2020 e il 2021 ha aperto a Salzgitter il suo primo impianto per il riciclo delle batterie, con un progetto pilota con cui ha intenzione di arrivare a recuperare 3600 sistemi di batterie all'anno".
Un punto dolente potrebbe essere anche la riconversione degli impianti attuali di produzione, indotto e post assistenza, problematico se a breve non si troveranno le soluzioni giuste per tutta la filiera produttiva.
Bene, quasi convinto, nonostante il prezzo ancora quasi proibitivo, penso che la prossima auto potrebbe essere elettrica, ma quali i vantaggi?
Innanzitutto, viene migliorato l’inquinamento da CO2, l'efficienza del motore elettrico, pari a circa l'80 per cento dell'energia impiegata, contro quella dei veicoli a combustione, pari a circa il 25 per cento. La scarsa efficienza del motore a combustione dipende prevalentemente dall'enorme quantità di calore che viene sprigionata durante l'utilizzo e che, come noto, richiede un complesso sistema di raffreddamento. Poi costi e spese, per affrontarle ed ottimizzarle, potremmo modificare l’auto di nostro possesso da combustione ad elettrico. Tante le officine si stanno attrezzando per poter sostituire nelle nostre auto il motore e serbatoio della benzina, con batterie e a nuovo sistema. Si è cominciato con auto piccole e già qualche 500 Fiat la vediamo in giro. Il costo più o meno si aggira tra gli 8000 e 10 mila euro per le piccole auto, salvo gli incentivi governativi.
E i vantaggi effettivi dell’utilizzo di un’auto elettrica? Il dottor Mazzoncini che utilizza una Renault Zoe e una Tesla per la Sua vita quotidiana ci racconta:
“Dobbiamo considerare, -ci dice,- che un litro di benzina fornisce energia equivalente di 10 kWh elettrici. Quindi la batteria della mia Renault Zoe, della potenza di 40 kWh, contiene l'energia equivalente ad appena 4 litri di carburante. Ricordo ancora la sorpresa degli amici quando raccontai loro che, partendo da Brescia, avevo raggiunto in montagna in quel di Carezza, circa 220 km, utilizzando un'energia pari a quella di 4 litri di carburante, contro i 15 mediamente utilizzati da tutti gli altri!
Un altro vantaggio del motore elettrico è che la sua meccanica è decisamente più semplice rispetto a quella dei veicoli tradizionali il che riduce drasticamente i costi di manutenzione. L'escursione di giri di un motore elettrico e la sua curva di coppia non richiedono l'uso del cambio di marcia e le parti in movimento non sono più di venti, contro le quasi duecento di un motore a combustione interna. Poi la manutenzione, posso testimoniare di aver investito nella manutenzione meccanica della mia Renault Zoe meno di mille euro in otto anni. In Tesla, la scorsa estate, prima di partire per le ferie, chiesi di fare un tagliando: il contachilometri segnava 120.000 km e in officina, perplessi, mi chiesero: «Quali problemi ha l'auto? Perché di solito tagliandi non ne facciamo...». In effetti pochi sanno che un motore elettrico moderno, senza spazzole, è in grado di percorrere due milioni di chilometri senza ricevere manutenzione”.
Per concludere quanto sopra esposto e per tornare a noi, fin qui il vantaggio dell’auto elettrica in confronto a quella a combustione è sicuramente allettante. Il dubbio poteva essere la durata delle batterie e il loro costo per l’eventuale ricambio. Consultando le varie riviste e capitolati di fornitura, si evince che nonostante il costo sia decisamente alto in particolar modo per quei tipi utilizzati per vetture di maggiore dimensione, le case produttrici forniscono una garanzia di durata che copre un gran numero di ricariche e valida fino ad 8 anni!

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ICH propone:

"Ogni giorno si deve ricaricare lo smartphone, il computer, il lettore Mp3, la sigaretta elettronica...
Bisognerebbe fare come il sole che al mattino mette un raggio nella presa dell'alba ed è luminoso tutto il giorno".

Fabrizio Caramagna

ABBIAMO OSPITI/ASTRONOMIA – Il viaggio di James
Articolo di Gian Carlo Ruggeri, Autore Ospite de La Lampadina

Il 24 dicembre 2021, decollato dallo spazioporto europeo di Kourou (Guyana francese) e trasportato dal vettore Ariane 5, con un perfetto lancio, è iniziato il viaggio del James Webb Space Telescope (JWST). Mediante l'intercettazione della radiazione infrarossa emessa dalle prime stelle formatesi dopo il momento iniziale dell'espansione dell'universo esso perseguirà l'obiettivo di comprendere quando sono nate le prime galassie.
JWST è un progetto internazionale, condotto dalla NASA, con il supporto dell'European Space Agency (ESA) e della Canadian Space Agency. Rispetto al telescopio Hubble, che con il suo specchio di 2,4 m di diametro ha potuto fotografare galassie 400 milioni di anni dopo il Big bang, il telescopio Webb, avente lo specchio di 6,5 m, porterà avanti l'esperimento dedicato alla ricerca della luce emessa dalla popolazione stellare e dal gas ionizzato all'interno di tre galassie risalenti a 500 – 900 milioni di anni dopo l'inizio dell'espansione dell'universo: tali osservazioni consentiranno di capire più precisamente come e quando tali galassie si siano formate e la loro evoluzione: osservando le massive nubi di gas e polvere, si cercherà, quindi, di comprendere come esse siano nate.
Ancora, il telescopio scandirà lo spazio alla ricerca di pianeti extrasolari e di segni di vita nell'universo.
L'astronomia infrarossa è una branca dell'Astronomia e dell'Astrofisica che tratta degli oggetti visibili nel campo della radiazione infrarossa (IR). La radiazione visibile è compresa fra 400 nanometri (Bleu; Il nanometro, simbolo nm, è eguale a 0, 000000009 m, cioè a un miliardesimo di metro) e 700 nm (Rosso).
La radiazione infrarossa è la radiazione elettromagnetica avente la lunghezza d'onda compresa tra 700 nm e 1 mm.
La principale limitazione nella sensibilità dei telescopi terrestri è l'atmosfera della Terra: il vapor d'acqua, infatti, assorbe una significativa quantità di radiazione infrarossa e l'atmosfera stessa emette a lunghezze d'onda infrarosse. Per tale ragione, la maggior parte dei telescopi ad infrarosso vengono costruiti in luoghi ove l'umidità è bassa e ad altitudini elevate, in modo tale che non siano influenzati dal vapor d'acqua atmosferico (per es.: Mauna Kea Observatory 4205 m sul l.d.m).
Poiché la radiazione infrarossa è essenzialmente calda, i telescopi ad infrarosso (che sono praticamente identici ai telescopi ottici) necessitano di scudi termici e di raffreddamento mediante l'azoto liquido, allo scopo di formare l'immagine. Anche per questo, la maggior parte dei telescopi infrarossi sono installati nella regione Antartica. Questi telescopi terrestri, però, hanno consentito di effettuare solo un primo superficiale studio delle caratteristiche delle prime galassie. Inoltre, la radiazione IR penetra la polvere cosmica – costituita da particelle molto piccole e consistente in poche molecole contenenti carbonio o silicati – che blocca la nostra visione dell'universo.

Oltre ai motivi appena accennati, per rilevare questa energia, il telescopio JWST ed i suoi strumenti a bordo devono essere lontano dalla Terra e schermati dal Sole al fine di disporre delle opportune temperature (-187,78°C). Questo significa che JWST deve viaggiare fino a circa 1.609.344 chilometri dalla Terra. JWST, quindi, è destinato ad orbitare in un punto dello spazio noto come "Punto di Lagrange Terra – Sole L2", collocato, come accennato, a circa 1,6 milioni di Km dal nostro Pianeta, dal lato opposto al Sole. Tale punto è, in pratica, direttamente "dietro" la Terra, così come vista dal Sole. In un punto lagrangiano, un piccolo oggetto come una stazione spaziale può mantenere una posizione fissa rispetto a due oggetti celesti che ruotano attorno a un comune centro di gravità. Questa posizione è stabile: insomma, si tratta di un ottimo luogo dal quale osservare gran parte dell'Universo. Al momento in cui si scrive, JWST ha completato il suo dispiegamento, ha percorso un distanza di circa 1,5 milioni di kilometri, sta orbitando in L2 e ha iniziato la sua fase di raffreddamento! 
Per seguire James clicca qui

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La Redazione propone:

"Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle".

Carl Sagan

COSTUME - Sì... ma non ti stancare!
Articolo di Lalli Theodoli

Ho dovuto recentemente arrendermi alla  totale ristrutturazione della casa in campagna richiesta con insistenza da mio figlio. Contributi che non capiteranno mai più. Io molto riottosa. I lavori di una mole talmente ingente da far dubitare se non fosse meglio buttarla giù e ricostruirla ma, alea iacta est. 

Non avevo mai dovuto affrontare prima un VERO TRASLOCO. Sì, ho spostato la cucina in camera da letto e il bagno in salotto ma tutti movimenti “interni”. Nel tempo alcuni mobili di città sono partiti per la campagna. Piazzati dapprima  nelle stanze abitate, poi trasferiti nel magazzino…poi buttati. Il mio fedele aiuto che li ha trascinati negli anni da un posto all’altro mi  dice “Nun era mejo jettarli de subito?” Tutta qui la mia esperienza.
Di traslochi avevo sentito parlare dalle mie amiche con gesti di orrore. Si affida ai traslocatori una casa che sembra perfetta e in ordine ma, non appena i quadri vengono staccati dalle pareti ed i divani spostati, compaiono orridi segni neri. Ma possibile che tutto fosse così sporco? Allo spostamento dei fornelli della cucina una mia amica si è nascosta in bagno non volendo affrontare lo sguardo severo degli operai. Un mare di grasso nero sulla parete.
Così, adesso è toccato a me. Il giardino distrutto dalla base di cemento per la gru, i lcontenitore dei calcinacci, il silo per il cemento. La casa è stata completamente smontata. Una casa molto vissuta, zeppa di tutta una vita. Un primo sopralluogo  aveva creato una montagna di roba da buttare. Poi un periodo di somma vigliaccheria  e stanchezza, oltre ad una vaga resistenza a dover affrontare i lavori, mi ha spinto ad aprire la porta e a dire “Imballate TUTTO e portate in magazzino”. E il TUTTO  è rimasto lì per quasi due anni. Tende divani poltrone, ritratti, ricordi.. la vita di decenni.
Dopo due anni percorso inverso.
Tutto torna a casa mobili, quadri, letti e maree di scatoloni che ingombrano fino al soffitto la casa restaurata. Alcuni, per fortuna, hanno delle scritte: … la destinazione è chiara. Altri vengono aperti per scoprire oggetti che pensavamo buttati da secoli. I traslocatori li hanno scovati in cima agli armadi a muro in cui erano seppelliti da anni. Così tornano alla luce pantaloni vecchi e scarpe spaiate imballati con cura.
Una cassapanca pesantissima è stata riportata in ingresso. La apro per vedere la causa di tanto peso. Piena di vecchie riviste fin o all’orlo. Hanno fatto viaggio di andata e ritorno ed ora finalmente buttate.
Ma quanti libri ci sono in questa casa? E quanto pesano. Io sola, purtroppo, ricordo la loro collocazione nelle varie librerie.
I mobili più ingombranti sono stati rimessi al loro posto ma maree di scatoloni aspettano di sapere la loro destinazione. In ogni stanza  a pile. Li apro e porto il contenuto a destinazione. Come fare? non riuscirò a uscirne!
Sono seduta sconsolata fra mucchi di scatole e quadri e mobili ammucchiati. Esausta di mille su e giù per le scale, chiedo aiuto a mio figlio e a mio nipote. La casa è nel caos. Sembra un magazzino impazzito. Tonnellate di plastiche che avvolgevano i quadri e i mobili, scatoloni smontati e ammucchiati. Indico loro alcune cose da portare al primo piano. Fanno qualche viaggio. Poi uno dice: “Scusa ho un appuntamento”, l’altro dice: “Scusa devo fare una riunione zoom”.
Uno dopo l’altro scavalcando scatoloni e mobili vengono a lasciare un leggero bacio di saluto affettuoso sulla mia fronte preoccupata. “Ma…mi raccomando…non ti stancare!“

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FLASH NEWS!

Un po' qua, un po' là... 

Melania Trump e NFT - Donald Trump ha descritto la criptovaluta come una "truffa", Melania invece segue pienamente la mania NFT con una seconda asta sulla sua nuova piattaforma
"The Head of State Collection" include il cappello che Melania Trump indossava quando ha accolto il presidente francese Emmanuel Macron alla Casa Bianca nel 2018 e un ritratto originale ad acquerello di lei e un NFT del ritratto di Marc-Antoine Coulon. La vendita, che è andata dall'11 al 25 gennaio, accettava SOL, la criptovaluta della piattaforma blockchain Solana.
CV

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I media perdono terreno - Incredibile l’audience in USA: i media americani hanno perso la metà degli spettatori dall’epoca di Trump: la MSNBC il 51%, la Fox nel prime time il 31%.
Questo naturalmente influisce negativamente sugli introiti pubblicitari. Le notizie più importanti di quel periodo furono la pandemia, le proteste dei black Lives, Trumpeide.
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Voglio cantare! - Cantare: come faccio ad entrare in un coro se non so cantare? Facile scarica l‘applicazione “Learn to sing”, con la sua piccola intelligenza artificiale valuta a quale categoria appartieni, (soprano, contralto per le donne o baritono e tenore per gli uomini), quindi ti propone alcuni esercizi di valutazione.
Si inizia con l’intonare la nota più bassa per poi passare alla più alta ed ai gorgheggi di una certa difficoltà. Infine si sceglie il tipo di musica preferita e puoi cominciare a cantare.
Un solo problema al momento, l’applicazione è in lingua inglese.
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Modifica la foto! - Una vecchia foto che vuoi rendere migliore, più attuale?
Scarica Remini sul tuo smartphone, è una applicazione semplice, dispone  di una intelligenza artificiale ed è studiata per ricostruire ogni tipo di fotografia.
L’app compie un miracolo di restauro, saturando e rendendo più naturali i colori, aumentando il dettaglio e la definizione delle immagini.
Basta la pressione di un pulsante perché inizi l’operazione sullo smartphone.
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APPUNTAMENTI DELL'ASSOCIAZIONE
LA LAMPADINA:::PERIODICHE ILLUMINAZIONI

Ecco i prossimi appuntamenti dedicati ai Soci de La Lampadina.

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APPUNTAMENTI-ASSOCIAZIONE-LAMPADINA

Mercoledì 9 febbraio 2022
Ore 16.00 -Accademia di san Luca

UNA STORIA NELL’ARTE. 
I MARCHINI TRA IMPEGNO E PASSIONE



Ludovico Pratesi ci guiderà alla scoperta di questo progetto ambizioso che raccoglie, grazie al contributo di numerosi prestatori, più di centotrenta opere selezionate fra quelle che hanno accompagnato la vicenda storica e umana di Alvaro Marchini e della sua famiglia.
Una storia scandita dall’impegno imprenditoriale e politico e dalla passione per l'arte, che lo porta a collezionare e ad aprire nel 1959 una galleria: La Nuova Pesa, con sede prima in via Frattina e dall’autunno 1961 in via del Vantaggio.

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Venerdì 11 febbraio 2022
Ore 11.00 - Palazzo Barberini

CARAVAGGIO ED ARTEMISIA: LA SFIDA DI GIUDITTA VIOLENZA E SEDUZIONE NELLA PITTURA TRA CINQUECENTO E SEICENTO



La mostra curata da 
Maria Cristina Terzaghi ha un taglio prettamente monografico, il focus è su un singolo tema che ha permesso di radunare grandi capolavori e opere meno note, la possibilità unica di vedere tante opere aventi lo stesso soggetto riunite in un solo luogo, e dunque la possibilità di constatare con confronti diretti la portata del verbo caravaggesco in un percorso scandito lungo quattro sezioni: i precedenti di fine Cinquecento, la Giuditta di Caravaggio e i suoi interpreti, la Giuditta di Artemisia, il confronto con l'iconografia del David e della Salomè.
Ci guiderà nella visita Alessandra Mezzasalma.

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Giovedì 17 febbraio 2022 - Ore 18.00 - Webinar su Zoom

"I PONTI DI ROMA"
a cura di Nicoletta Fattorosi Barnaba



Nicoletta Fattorosi Barnaba, dopo averci portato lungo il Tevere a scoprire i porti di Roma, ci guida questa volta nella conoscenza dei ponti che hanno permesso lo sviluppo della città, a quelli spariti e a quelli invece rimasti a pilastro della viabilità della nostra capitale.

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Sabato 19 febbraio 2022
Ore 12.45

MUSEO NINFEO A PIAZZA VITTORIO



Dopo oltre dieci anni di lavoro, e uno scavo di 30.000 metri cubi di stratificazione archeologica, Il Museo Ninfeo espone le strutture e i reperti di un’area degli Horti Lamiani indagata scientificamente per la prima volta restituendo alla città una pagina della storia dell’Esquilino.
Ci accompagnerà nella vista Alessandra Mezzasalma.

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Domenica 27 febbraio 2022
O
re 10.00

MUSEO CASAL DE' PAZZI E PASSEGGIATA DI STREET ART


Il giacimento di Casal de' Pazzi è l'ultimo di una serie di siti pleistocenici ormai scomparsi e Il Museo conserva parte del letto di un antico fiume, datato a circa 200.000 anni fa insieme a reperti fossili sorprendenti.
La passeggiata continuerà alla scoperta della street art del quartiere di Zerocalcare...
Ci accompagna Alessandra Mezzasalma.
 
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4-6 MARZO 2022

VILLA PANZA, BERGAMO E OLTRE



Rimandato di più un anno, finalmente con Ludovico Pratesi vedremo la bellezza di Villa Panza, i piccoli gioielli nascosti di Bergamo, il sito archeologico di  Castelseprio con la chiesa di Santa Maria Foris Portas e i suoi affreschi medievali. 
E ancora il battistero di Castiglione Olona con gli affreschi di Masolino da Panicale (1434), maestro di Masaccio e il monte sacro di Varese con le sue cappelle barocche.

Per info sull'Associazione e/o prenotazioni, scriveteci a
appuntamenti@lalampadina.net

 

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Ancora flash news

Dal temporale al tornado e la rivoluzione quantistica -
Una occasionale scoperta del 1955 portò alla comprensione della formazione dei tornado.
Fu identificato casualmente una eco poi denominata "eco di uncino", formato da pioggia e vento e causato da una minuscola e turbolenta interazione tra aria calda e fredda e che si forma quasi esclusivamente all'interno e nella parte bassa dei temporali.
Fu una scoperta eccezionale, nel 1900 un tornado rase al suolo Galveston provocando tra gli 8 e i 12 mila morti, 60  anni dopo con la nuova scoperta e i nuovi radar si fu in grado di anticipare un tornado così da far evacuare 350 mila persone in poco tempo e con un bilancio vittime di sole 45 persone.
Grazie all'utilizzo di computer quantistici si potranno immediatamente sapere i tempi e l'eventuale trasformazione di un temporale, gli spostamenti, i tempi e la direzione definita con un enorme salvaguardia di vite umane.
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NOI CI SIAMO STATI!

Casa Balla
Articolo di Carlo Verga

Casa Balla! Ne abbiamo parlato tanto negli anni passati, sulla Lampadina, un flash nel 2012 sulla possibile riapertura, nel 2014 con una serie di fotografie e un bell’articolo di Alessandra Rossetti.
Il tanto interesse è certo per la storia di questo personaggio dalle mille idee, certo stravaganti almeno per quell’epoca.
Poi il Futurismo, i suoi quadri, i lavori geniali, mobili, appliques, ed ogni cosa, cosi apprezzati in America e nel mondo intero.
Certo ci chiedevamo se sua moglie Elisa fosse così soddisfatta di una casa interamente dipinta, pareti, soffitti, infissi, mobili etc con ogni tipo di carattere, evidentemente era molto devota a Suo marito o forse un buon lavoro di supporto per le Sue attività. Una casa, uno show room ante litteram, doveva convincere eventuali acquirenti della capacità di cotanto artista.  D’altra parte le necessità  finanziarie per mantenere il suo lavoro, una famiglia composta di moglie e due figlie, erano proprio tante.
Giacomo Balla cercava acquirenti e firmava accordi di fornitura così come dimostrato dall’allegato contratto di lungo termine con il Barone Fassini, nonno di Simonetta,  e per diversi quadri da consegnarsi entro un certo termine.
Il contratto è firmato da Lui, le ricevute di pagamento da Sua moglie Elisa, che evidentemente teneva la contabilità di casa.
Peccato, come evidenziato nel contratto, che i quadri da produrre dovevano assolutamente essere estranei dall’idea futurista che si faceva strada in quel periodo.
Grazie Lamp!

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MOSTRE

Ecco le segnalazioni di
Marguerite de Merode

Volevamo proporvi di seguirci in qualche fiera ma tutte le fiere d’arte del mondo sono rimandate. Da Arte Fiera al Tefaf, tutte le manifestazioni previste nei primi mesi del 2022 vedranno un posticipo di qualche mese. Il mondo dell’arte è in subbuglio. Resta al suo posto invece Miart i primissimi giorni di aprile, mentre l'incertezza diffusa e l'impossibilità di previsioni certe spingono costringono gli organizzatori del Salone del mobile a Milano a rimandarlo a giugno 2022 per celebrare in tutta sicurezza il suo sessantesimo anniversario. Dedichiamoci allora a mostre ed esposizioni...


Roma

Auditorium Parco della Musica: An Unguarded Moment.  Adrian Tranquilli Nell’Auditorium Garage, che copre una superficie di mille metri quadri, il nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea si apre con la mostra antologica dell’artista Adrian Tranquilli. L'Artista si esprime utilizzando i motivi del fumetto supereroico.
In mostra oltre cinquanta opere attraverso un percorso inedito, fatto di installazioni ambientali che raccontano anche il forte rapporto che c’è tra la musica e la produzione dell’artista.

Fino al 6 marzo 2022

Galleria d’arte Moderna: Amici-Materia Nuova. Rome Ultime generazione a confronto Un'intelligente mostra che dà visibilità ai nuovi spazi d’artisti venutisi a creare a Roma in questi ultimi anni. Numerosi artisti hanno deciso di condividere alcuni spazi in disuso in vari quartieri di Roma e di mettere insieme le loro energie.
C’è molta solidarietà, molta condivisione e Il curatore Massimo Mininni ha voluto dare a ognuno di loro la possibilità di gestire una stanza del Museo di via Crispi. CASTRO (Contemporary Art STudios Roma); CONDOTTO48; OFF1C1NA; OMBRELLONI; PAESE FORTUNA; POST EX; SPAZIOMENSA; SPAZIO IN SITU: sono i “nuovi centri produttivi, propulsori di idee e fulcro di proposte che stanno riportato la capitale al centro della scena culturale nazionale”.

Fino al 13 marzo

DART Chiostro del Bramante: CRAZY, La follia dell’arte contemporanea a cura di Danilo Eccher Saranno 21 gli artisti di rilievo internazionale e 11 le installazioni site-specific inedite che invaderanno per tutto l'anno in corso gli spazi esterni e interni del Chiostro, la struttura progettata nel 1500 dal Bramante.
Gli artisti saranno: Carlos Amorales, Hrafnhildur Arnardóttir / Shoplifter, Massimo Bartolini, Gianni Colombo, Petah Coyne, Ian Davenport, Janet Echelman, Fallen Fruit / David Allen Burns e Austin Young, Lucio Fontana, Anne Hardy, Thomas Hirschhorn, Alfredo Jaar, Alfredo Pirri, Gianni Politi, Tobias Rehberger, Anri Sala, Yinka Shonibare, Sissi, Max Streicher, Pascale Marthine Tayou, Sun Yuan & Peng Yu.

Le opere occuperanno anche luoghi non solitamente aperti al pubblico e il filo conduttore di Crazy sarà l'arte come pazzia, che rifiuta gli schemi stabiliti, fugge da ogni rigido inquadramento, si ribella alle costrizioni.
Dal 18 febbraio al 8 gennaio del 2023

Ecco un’iniziativa alle porte di Roma che può interessare le nostre gite domenicale. La creazione dell’iniziativa Etruskey che mette insieme 12 città e 31 privati per dar vita a un circuito turistico dell’Etruria meridionale così da “far crescere e conoscere un’area (Litorale Laziale, Tuscia e Maremma Laziale) che dalla civiltà etrusca ha ereditato ingegno, accoglienza e ospitalità e che potrà finalmente essere riconosciuta come un’Unica Destinazione Turistica”.


Tivoli

Villa d’Este: Vita Nova. Arte in Italia alla luce del nuovo millennio Il progetto della mostra VITA NOVA, a cura di Andrea Bruciati, direttore di Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ, è un omaggio a Dante e propone una ricognizione sulla giovane arte italiana nei due decenni che hanno caratterizzato il cambio di secolo, dal 1990 al 2010.
Come Il Sommo Poeta, padre dell’identità letteraria nazionale, rappresenta l’idea di una lingua comune italiana, così la proposta mette a fuoco il nucleo primario, legato allo specifico culturale del nostro Paese, di un lessico visuale condiviso, componendo un vero e proprio indice della creazione contemporanea italiana.
Come scrive Bruciati: "Vita nova intende rappresentare un panorama quanto più possibile esaustivo del fermento e delle problematiche che contraddistinguono la ricerca visiva in Italia all’alba del nuovo millennio, riflessione che ha nelle nostre radici culturali un’imprescindibile base, attraverso un dialogo continuo fra tradizione e innovazione.
In tale prospettiva, la rassegna è intesa come prima ricognizione sulla storia dell’arte italiana recente che si innesta sull’assetto museale e monumentale delle VILLÆ, interpretando lo spirito dei luoghi alla luce di una rinnovata sensibilità, raccontandone pertanto un percorso differente, innovativo e pionieristico, che si reinventa a vita nova.”

Inoltre, aggiungo, è una bellissima occasione per concludere la visita con un giro nella Villa rinascimentale e nei suoi magnifici giardini.

Fino al 7 febbraio 2022;
di nuovo dal 5 marzo al 5 giugno 2022

 


 

 Pensiero Laterale
SCIOPERO

Il titolo di apertura dei quotidiani del giorno è simile per tutti.
"Lavoratori in sciopero! Dicono: Vogliamo fare meno soldi!".
Cos'era mai potuto succedere per giustificare una richiesta del genere?

Questa volta è veramente troppo facile...

Guarda qui la soluzione...

La Lampadina Racconti

WhatsApp dalla terapia intensiva
di Anita Cocciante

Anita Cocciante, maestra per molti anni alla Chateaubriand di Roma, sorella di Riccardo Cocciante, è stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva del Policlinico a dicembre del 2021 per un aggravamento delle sue condizioni dopo aver contratto, da vaccinata con due dosi, il Covid-19. Oggi sta bene, è a casa. Abbiamo scelto di pubblicare alcuni brani della sua chiara ed incredibilmente ironica testimonianza, perchè ci permette di meditare e ripensare alle possibili conseguenze di una malattia di cui ancora molti negano l'esistenza.

27/12/2021. Oggi mi hanno messa seduta. Una goduria dopo 20 giorni immobile nel letto. Immobile capite? Ferma come un baccalà. Le gambe sono elegantemente imprigionate in calze costrittive per la circolazione sanguigna. Sexyssime. Per l’immobilità forzata, la schiena si paralizza, le chiappe si tetanizzano e sembri un blocco di legno. I letti sono eccezionali: puoi regolare schienale, gambe, altezza dal suolo ecc. Delle Ferrari da riposo.
Ho imparato a gestire questo letto e prenderò la patente da letto di ospedale. Voglio il diplomino. Ancora dormo seduta (quando dormo) ma mi ci sono abituata. Per i vestiti, mi mettono dei camici ospedalieri verdoni trasparenti e anche qui sexyssimi perché sporco troppo velocemente le mie camicie da notte normali. Ci si abitua. La classe non è acqua. Si salvi chi può.
Le mie vene fanno storie. Si spaccano. Ogni 24 ore si rifà un buco, dopo esame attento delle braccia. E l’ago va fuori vena dopo un po’. Esercizi zen per le infermiere.
Oggi in arrivo un codice rosso Covid… tutto il personale corre ad aiutare. Ormai quasi solo No Vax ricoverati. Beh non li compiango. Resta a sapere come se la caveranno. Auguro loro casco ad ossigeno ed immobilità. Dai, una sana cattiveria ci vuole. L’unico contatto col mondo esterno rimane il telefonino. Una sicurezza alla quale mi aggrappo. Non tutto il male viene per nuocere. Ho ritrovato così vecchi amici e conoscenze. Un catena di amici che mi spronano a combattere. Mi riscalda il cuore. Non mi sento più sola e abbandonata. Un bacio a tutti!

27/12/2021. Il reparto intensivo Covid è perlomeno “ dinamico”. Infermieri oberati di lavoro. Assistenti su e giù a correre per le camere e i corridoi. Pazienti Covid con patologie annesse gravi e meno gravi. Insomma è bello attivo.
La mia compagna di stanza è arrivata con un bagaglio da vacanze a Gstad! Non entra più niente nel suo armadietto.  Patologie complesse e covid. Io esattamente il contrario. Sacchetto con 2 cambi. Campeggio ospedaliero!!!
Di fronte ho una camera di uomini che mette musica di Gigi d’Alessio grazie ad una cassettina Bluetooth. Senti le infermiere cantare. Uno di loro chiama le infermiere con dei potenti “aoooooo, oooooo, aooooooooooooooo“ . Mezz’ora d'urla finché arriva un operatore che lo zittisce: “Senti nun poi urla' de sta magneraaaa. C’avemo da fa’. Devi chiama’ cor pulsantino“… quello non sente ragioni. C’è una camera calma calma, quella degli intubati. E c’è Anita che tutto sommato sta meglio di altri. Sta buona buona e vive di questi suoni e rumori. Viene un po’ dimenticata perché non urla né si lamenta a voce alta. Vive col telefonino la sua vita ospedaliera. Saluta.

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La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità.

La Lampadina e' una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un Comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Lucilla Crainz Laureti, Marguerite de Merode Pratesi, Ranieri Ricci, Carlotta Staderini Chiatante, Lalli Theodoli, Beppe Zezza e redatta con la partecipazione di: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Renata Ferrara Pignatelli, Laura Lionetti, Giancarlo Puddu e Angelica Verga. La sede è in via Castiglion del Lago, 57, 00191, Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa duemila persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
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