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La Lampadina - n. 114 ::: Luglio 2022

Testo testo...


Venerdi, 29 luglio 2022

Ciao,
oggi la nostra Lampadina si accende su:


ABBIAMO OSPITI/LIBRI – Elvira
Articolo di Elvira Coppola Amabile, Autore Ospite de La Lampadina

ELVIRA
di Flavia Amabile
Einaudi Editore

La penna fluida di Flavia si accende su un personaggio speciale realmente vissuto tra l’800 e i primi del  900. Ne scava la storia la personalità l’importanza incompresa. Era appena stata scoperta la cinepresa. Elvira Coda Notari conquistata dallo strumento più innovativo della fotografia, perché riprende il movimento, se ne appropria per filmare la vita. La vita dei quartieri napoletani. Divenne regista. Autrice di testi. Filmava la vita che la circondava. Un verismo “ante litteram”. Era troppo presto ancora. L’epoca non accettava la realtà. Il cinema rappresentava drammi dannunziani o storici con attori esaltati da trucchi pesanti, scene finte arricchite da tendaggi, privilegiando una recitazione teatrale.
Persino Matilde Serao non comprese la rilevanza delle storie di strada di Elvira Coda. Oramai apparteneva al Gotha della cultura imperante. Non volle aprirsi. Le sembrava di abbassarsi a livello della gentarella. Storielle che disprezzava. “Schifezze”.
Flavia appassionata come sempre traccia con pennellate efficaci la storia dell’intuito che ispirò il cinema creato da questa artista incompresa. Elvira rifiutava il manierismo dell’epoca. Non volle adattarsi all’opportunismo che il regime fascista suggeriva agli artisti. E poi era donna in un mondo pervicacemente maschilista Non volle mai piegarsi alla propaganda. Voleva raccontare la realtà della sua gente. I colori e la vivezza dei vicoli. Lo spirito tragico e allegro del popolino. Le scorribande sfrenate e fantasiose degli scugnizzi. La violenza che spesso subivano le donne. Dove il riscatto era la fuga o la morte. Non si piegò mai. Mai! Piuttosto sparire. Sparì! Ennesimo “lager intellettuale” del regime!
Flavia si identifica con le scelte di Elvira. Le conquista! Sono sue! Attraverso le storie di Elvira, Flavia riviva le sue proprie emozioni. Flavia che racconta la fatica dei contadini. Flavia che esprime la poesia aspra dei limoni e della terra costiera. Flavia questa volta racconta Elvira. La sua arte! Il suo dolore!
E conquista!
Chi legge è soggiogato. Un romanzo appassionante.

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GENETICA – IL MICROCHIMERISMO FETALE
Articolo di Beppe Zezza

Già nell’ormai lontano 2016 avevamo scritto [1] “Stupefacente! Nel corpo della mamma restano cellule dei figli per tutta la vita”. Riportavamo la notizia: “Durante la gravidanza, c’è un flusso di cellule staminali del bimbo che attraversano il cordone ombelicale, entrano nel compartimento materno e vi si impiantano stabilmente”.
Il fenomeno era stato rivelato da tempo da autopsie eseguite su corpi di donne che pur non avendo mai nel corso della loro vita avuto trasfusioni di sangue o trapianti, manifestavano la presenza di cellule maschili: l’impronta lasciata dai figli. Poiché alcuni dei soggetti studiati in laboratorio nel 2012 erano donne senza figli, che tuttavia presentavano lo stesso fenomeno si è giunti alla conclusione che questo Dna maschile dovesse provenire da aborti spontanei o procurati.
Queste cellule del feto, dette microchimere fetali, sono delle cellule staminali del tipo “totipotenti”[2], Già nel 2016 scrivevamo che queste cellule “in presenza di una lesione materna si dirigono alla periferia dell’organo leso e si dispongono a ripararlo!“ ma, a questa si è aggiunta una ulteriore scoperta: microchimere fetali si annidano pure nel cervello (lo si è riscontrato nel 60% di donne decedute): questo potrebbe dare conto di quel particolare “affiatamento” che si instaura tra madre e figlio e che può durare per tutta la vita.
Ancora più sorprendente il fatto che parrebbe che in caso di gravidanze successive le microchimere fetali possano essere trasmesse anche ai fratelli (e sorelle).
Dunque, perfino i legami “fraterni” potrebbero avere origini non solo culturali o psichiche ma anche fisiche!
È stato riscontrato che le donne affette da Alzheimer hanno nel loro corpo percentuali di microchimere fetali inferiori rispetto alle donne sane. Si sta pertanto studiando se queste microchimere abbiano anche una funzione protettiva nei confronti delle malattie degenerative.
Ma non basta!
Si è anche accertato che il transito di cellule attraverso la placenta non va solo nella direzione figlio-madre, ma anche nella direzione opposta, cioè nella direzione madre-figlio. Ecco cosa si trova scritto in un saggio “Ma anche in assenza di legami genetici, tra il corpo della gestante e la creatura, si instaurano importanti legami epigenetici[3], che influenzano cioè il fenotipo (la morfologia, lo sviluppo, le proprietà biochimiche e fisiologiche, ecc) senza modificare il genotipo. In parole semplici, durante la gestazione tra lei e il feto avvengono scambi decisivi per lo sviluppo del bambino, scambi che continuano in fase perinatale – la gravidanza prosegue “fuori” – e che fanno del bambino la persona che sarà. (p. 144)
Che cosa possiamo apprendere da tutto questo? Certamente che la trasmissione della vita, il rapporto tra le generazioni, è una questione che non può essere trattata in modo semplicistico come se coloro che vi partecipino fossero come degli ingranaggi di un sistema meccanico.
Se una donna concepisce un figlio, tracce di quell’uomo – il DNA del concepito è per il 50% il DNA dell’uomo - le resteranno inserite nel corpo Se una donna abortisce tracce del figlio non nato le resteranno inserite nel corpo per moltissimo tempo, finanche per tutta la vita. Se una donna si presta a portare nel grembo un bimbo di estranei – che lo si chiami “utero in affitto” o “gravidanza per conto terzi” non fa differenza – tracce di quel bimbo le resteranno inserite nel corpo per moltissimo tempo, finanche per tutta la vita e quel bimbo porterà nel suo corpo per tutta la vita tracce di colei che l’ha portato in grembo. “Tracce”, anche se piccole, non “insignificanti”!
Queste sono tutte affermazioni scientifiche. Il “peso” che si dà alla scienza nelle scelte di vita è un fatto squisitamente personale.

[1] La lampadina – Settembre 2016
[2] Le cellule “staminali” sono cellule indifferenziate che possono trasformarsi in cellule di diversi tipi di organi. Si distinguono in tre tipi: Cellule totipotenti: in grado di diventare parte di qualunque tessuto organico; Cellule pluripotenti: possono trasformarsi in cellule di molti organi o tessuti (ma non tutti); Cellule unipotenti: possono diventare cellule di un solo tipo;
[3]Utero in affitto o gravidanza per altri? Voci a confronto” di Marina Terragni     

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ABBIAMO OSPITI/ATTUALITÀ – La remunerazione dei brevetti disponibili a tutti
Articolo di Roberto Paolo Imperiali, Autore Ospite de La Lampadina

Roberto Paolo Imperiali, Autore Ospite de La Lampadina ci riporta le sue considerazioni  in merito al mondo dei  brevetti. Argomento molto attuale in special modo per quanto riguarda vaccini Covid e la necessità della loro disponibilità in ogni parte del nostro mondo. Wikipedia ci dice:
Il brevetto, in diritto, è un titolo giuridico in forza del quale al titolare viene conferito un diritto esclusivo di sfruttamento dell'invenzione, in un territorio e per un periodo ben determinato, e che consente di impedire ad altri di produrre, vendere o utilizzare l'invenzione senza autorizzazione.

Roberto Paolo scrive:
L’attuale legislazione brevettale oggi consente al detentore del brevetto il diritto esclusivo della sua utilizzazione e, tramite la protezione legale di questa esclusiva la Società premia e remunera l’invenzione ritenendo che questa sia utile al suo progresso.
Tuttavia così facendo questo obiettivo viene raggiunto soltanto in parte poiché la diffusione dell’invenzione è subordinata alle politiche commerciali del detentore del brevetto che potrebbe anche non utilizzarlo e non farlo utilizzare. Nel qual caso si può anche configurare il reato di aggiotaggio.
L’ipotesi che invece avanziamo è quella di consentire a tutti lo sfruttamento del brevetto a condizione che ogni utilizzatore paghi al detentore una royalty (come avviene per i brani musicali): in tal caso l’invenzione verrebbe comunque remunerata e forse anche in misura maggiore, dato il suo maggiore utilizzo e una sua più ampia diffusione, e maggiore sarebbe il contributo al progresso della Società.
Oltre a ciò, poiché tutte le industrie che ne fossero interessate potrebbero sfruttare il brevetto pagando una royalty, si creerebbe una concorrenza tra di loro che abbasserebbe il prezzo del prodotto a beneficio dei consumatori.
Inoltre, se tutte le aziende potessero accedere allo sfruttamento dei brevetti, si aiuterebbero quelle che non potendo investire nella ricerca, tendono a essere escluse dal mercato.
Dando a queste aziende la possibilità di produrre beni brevettati da altri, oltre al vantaggio che loro ne trarrebbero e al vantaggio che ne trarrebbero i consumatori, si aumenterebbe anche l’occupazione oggi falcidiata dal fatto che molte aziende non riescono più a stare al passo con la ricerca sempre più costosa.
Si deve anche tenere conto che, da un punto di vista più generale, l’accesso al mercato di più aziende concorrenti sarebbe un freno alla concentrazione monopolistica dei grandi gruppi industriali: altro beneficio che la Società non dovrebbe sottovalutare e forse questo è l’ostacolo maggiore.

Giusto quanto dice Paolo Roberto ragionandoci un poco, l’idea è  realizzabile con grandi difficoltà a meno che non si parli di cedere il brevetto a poche aziende ben selezionate e con tutte le caratteristiche necessarie. Cosa però già in atto. Altrimenti se fatto su larga scala e magari a pioggia, sarebbero necessari controlli molto attenti perché le royalties vengano poi corrisposte, un processo che creerebbe anche una maggiore confusione e poco interesse per i grandi gruppi. Certo l’argomento è interessante e andrebbe approfondito.

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ABBIAMO OSPITI/ARTE - Andrea Emo, lo scrittore che ha ispirato Anselm Kiefer
Articolo* di Ludovico Pratesi, Autore Ospite de La Lampadina

Questi scritti, quando verranno bruciati, daranno finalmente un po’ di luce”. Questa frase è stata scelta dall’artista tedesco Anselm Kiefer come titolo della sua mostra inaugurata da poche al Palazzo Ducale di Venezia. È tratta dagli scritti di un filosofo italiano schivo e ritirato, Andrea Emo (Battaglia, 1901 - Roma, 1983), uno dei pensatori italiani più innovatori del Ventesimo secolo, che in alcuni temi ha addirittura anticipato il pensiero di Martin Heidegger.
L’identikit di Andrea Emo - Chi era Andrea Emo e perché il suo lavoro è così poco noto? Nato in Veneto nella villa di famiglia, Andrea è figlio di Angelo Emo Capodilista, di nobile famiglia veneziana, e di Emilia baronessa Barracco. Da ragazzo trascorre la sua adolescenza tra il Veneto e Roma, dove si iscrive alla facoltà di filosofia della Sapienza per seguire i corsi di Giovanni Gentile. Nel 1918, a soli diciassette anni, comincia a scrivere i suoi pensieri filosofici a mano su una serie di quaderni: un lavoro che conduce, segretamente, per tutta la vita. Uomo coltissimo, legge i classici greci e latini in lingua originale, si interessa di teologia e religione, storia dell’arte e politica, annotando sulle pagine le sue riflessioni fino a riempirne 38mila. Pochi i contatti con l’ambiente accademico e culturale, tranne un’amicizia con Alberto Savinio e soprattutto con la scrittrice Cristina Campo, con la quale intrattiene un epistolario di grande intensità teorica. Nel 1938 si sposa con Giuseppina Pignatelli, dalla quale ha le due figlie Marina ed Emilia; a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale si ritira all’interno della vita familiare, trascorsa fra Roma e la casa di famiglia, senza parlare a nessuno del suo lavoro di scrittura.
La filosofia secondo Emo
- Una scelta di isolamento e clausura ha permesso a Emo di sviluppare teorie filosofiche assai radicali, che rimangono però all’interno della sfera privata fino alla morte, avvenuta nel 1983. Tre anni dopo alcuni suoi scritti arrivano nelle mani di Massimo Cacciari, che ne riconosce subito il valore e avvia l’analisi dei manoscritti. I primi 320 quaderni vengono pubblicati nel 1989 da Marsilio con il titolo Il Dio negativo. Scritti teoretici 1925-1981, a cura di Massimo Donà e Romano Gasparotti e la prefazione di Cacciari, che include i fondamenti delle teorie religiose, basati su affermazioni come: “Credere in Dio è credere nel nulla” o “L’individuo non può essere un dato; esso può essere solo un soggetto cioè una resurrezione”.
Emo ha una mistica del rovesciamento del Sacro, da figura collettiva e socialmente stabilizzante a sostanza della religione dell’individuo”, scrive Raffaele Iannuzzi. “Io sono un buono a nulla, ciò posso anche confessarlo; ma sono appunto un buono a nulla, capace del nulla; capace di affrontare guardare sopportare il nulla”: questa è l’unica frase del libro dove Emo parla di sé.
Andrea Emo il pensatore - Sostenitore del “pensar scrivendo”, Emo è stato definito da Franco Marcoaldi, nel lontano 1992, come “un pensatore che ha sempre concepito la filosofia come sguardo quanto più possibile freddo e impersonale (…), viveva la dimensione narcisistica in modo decisamente eccentrico rispetto al suo abituale, odierno manifestarsi”. Emo è rimasto nascosto fino a oggi, quando uno dei massimi artisti del nostro tempo gli dedica una mostra-monstre all’interno di Palazzo Ducale, nella sala dove si eleggeva il Doge: degno palcoscenico per un uomo che ha vissuto tutta la vita senza mai mostrare il suo intenso e profondo sapere.

*Pubblicato su Artribune il 27 marzo 2022

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ABBIAMO OSPITI/CULTURA – Un nuovo mondo da esplorare
Articolo di Giorgio Mori Ubaldini, Autore Ospite de La Lampadina

Pochi giorni fa mi hanno regalato un bellissimo libro. Pubblicato nel 1981 da FMR, ripubblicato da Einaudi nel 2016. Un gran volume, 360 pagine di carta Fabriano formato 50x25, tutte ricche di coloratissimi disegni (metamorfosi grafiche) raffiguranti esseri immaginari, macchine fantastiche, formule e misurazioni con dettagliate spiegazioni. Infatti il Codex Seraphinianus di Luigi Serafini si presenta diviso in varie parti, reinterpretando in chiave fantastica diverse materie quali la meccanica, la fisica, la botanica, l'architettura. Le minuziose “incisioni”, perché il Codex ricorda lo stile dei grandi Tomi pervenuti grazie ai miniaturisti, sono arricchite da richiami ed istruzioni sul funzionamento e lo scopo delle macchine, o informazioni sulla vita vegetale ed animale ivi raffigurata, con formule matematiche a spiegare eventi naturali, chimici o di altra natura.
In effetti il Codex Serapphinianus è redatto con scrittura asemica vera, e perciò non leggibile, neanche dall'autore. L'impatto è piuttosto sconvolgente: non sembra vero, viene comunque voglia di provare a decifrare la minuta e perfetta costruzione grafica che accompagna le incisioni, le formule.
Tramite la ricerca in rete scopro che il mondo di questi autori e di questa attività è antico e vasto. Scopro che Luigi Serafini non è il solo ad aver composto opere di questo genere, con scrittura asemica. Esempi di questa scrittura esistono nella cultura Tang, negli scrittori giapponesi antichi e moderni, esiste un Manoscritto del 1400 (Manoscritto Voynich) ancora oggetto di studio e forse da decifrare(perciò forse non asemico).
Io posso riportare alcune definizioni di scrittura asemica ma questo modo mi si è presentato così vasto e piuttosto misterioso che quello che meglio posso fare è invitarvi a scorrere in rete le centinaia di pagine e spiegazioni a riguardo. In fondo tutti noi abbiamo usato scarabocchi, strani disegni ed abbiamo inconsciamente riempito fogli di segni grafici, a volte mentre si parla al telefono oppure ascoltando relatori noiosi.
In ogni modo ecco la più semplice definizione: "la scrittura asemica è una forma di scrittura semantica aperta senza parole. Con la non specificità della scrittura viene un vuoto di significato che si lascia al lettore (sic) di riempire ed interpretare". Questa è la più semplice. Alla mia edizione del Codex Luigi Serafini ha aggiunto un piccolo libretto che lui chiama Decodex. Riporto alcune frasi.
"Avevo ventisette anni e stavo dipingendo con matite colorate su un foglio d'album alcuni corpi umani ibridati con protesi a forma di pinna, ruota di bici e penna a stilo come se fossi a scuola di nudo-cyborg in una Accademia di Belle Arti spaziali...... a un certo punto mi sembrò mancassero delle scritte...che tipo di didascalie e soprattutto in che lingua? Vi ricordate quando da piccoli sfogliavamo i libri illustrati e, fingendo di saper leggere, fantasticavamo sulle loro figure.......?
Chissà, pensai, forse una scrittura indecifrabile e aliena ci avrebbe resi liberi di rivivere quelle sensazioni infantili. Così cominciai a scarabocchiare linee che si intrecciavano e si arrotondavano in arabeschi e ghirigori…".
Credo che questa sia una chiave per comprendere questo enorme sforzo, durato tre anni in uno "stato febbrile”. Io mi ritrovo ogni tanto (in effetti quasi ogni mattina) a sfogliare le bellissime pagine e mi sembra di capire tutto, o quasi.

Guarda il Codex Serapphinianus nell'articolo del sito

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Articolo di Lalli Theodoli

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FLASH NEWS!

Un po' qua, un po' là... 

Food for housing -Toh! Torna il baratto perfino per acquistare le case. Sì, succede in Cina dove tra covid, situazione economica, difficoltà di ottenere crediti dalla banche, si fa di tutto per acquistare un immobile ritenuto il miglior investimento del momento. il baratto è proposto da un grande immobiliarista della provincia di Henan, dove si coltivano aglio, grano e cereali in quantità. Ha pubblicato la sua iniziativa su vari giornali, sui social media etc con la formula che segue: "il grano e l’aglio dei vostri campi per una casa nuova". Sembra sia accettato qualsiasi prodotto della terra per un importo considerevole con una valutazione fino a 4 volte il loro valore di mercato.
CV 

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La lingua del sì - Firenze ospiterà dal 2023, all'interno del complesso di santa Maria Novella, il Mundi, il Museo nazionale dell’Italiano, iI cui allestimento ha coinvolto il Ministero della Cultura, il Comune di Firenze, l’Accademia della Crusca, l’Accademia dei Lincei, la Società Dante Alighieri, l’Associazione per la Storia della Lingua Italiana, l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. Lo scorso 6 luglio il Mundi ha aperto in anteprima due sale introduttive al processo di genesi ed evoluzione dell’italiano.: nella prima sala c'è una linea del tempo: iscrizioni provenienti dal Museo Nazionale Romano, dal Parco Archeologico di Pompei e dal Museo delle Civiltà, che narrano dei cambiamenti del latino parlato e alla successiva formazione dei volgari d’Italia; in più, un esplicito omaggio a Dante, con ill «sì» affermativo. Nella seconda sala, tra le altre opere, il Placito di Capua in originale, in prestito dall'Abbazia di Montecassino, il verbale di una causa giudiziaria discussa a Capua nel 960 che è considerato l’atto ufficiale di nascita della lingua italiana.
CV

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Vivere di più -Allungare la vita: mangiare sano e fare attività fisica conta certamente, ma niente è più importante quanto l’ottimismo. Essere ottimisti allunga la vita, ed è così per qualunque etnia. Uno studio di Harvard ha preso in esame 150 mila donne, tra i 50 e i 79 anni: un quarto di loro, le più ottimiste, vivevano 5 anni di più di quelle meno ottimiste e avevano più probabilità di raggiungere i 90 anni… Evviva guardiamo al futuro!
CV

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Legumi a iosa - Anche per questi sembra si vada verso periodi bui, perché non piantarli in terrazza? Per una famiglia di due persone bastano dalle cinque alle sette piantine, dieci se vogliamo conservare i legumi per il prossimo inverno. Servono grandi vasi, uno spazio di circa 3 mq vasi e un essiccatore e il gioco è fatto!
CV

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APPUNTAMENTI DELL'ASSOCIAZIONE
LA LAMPADINA:::PERIODICHE ILLUMINAZIONI

Ecco i prossimi appuntamenti dedicati ai Soci de La Lampadina.

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APPUNTAMENTI-ASSOCIAZIONE-LAMPADINA

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

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Per info sull'Associazione e/o prenotazioni, scriveteci a
appuntamenti@lalampadina.net

 

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E ANCORA
FLASH NEWS!
 

Una stimabile bottiglia - La più vecchia bottiglia di whisky giapponese è stata venduta ad un prezzo incredibile: The Yamazaki 55 Year Old 46.0 abv (1 BT75)  Japan’s Oldest Whisky | 2022 | Sotheby's (sothebys.com) Stimata 400.000 - 500.000 USD e venduta a 600.000 USD.
CV

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Strumenti preistorici - La scoperta nell'Africa meridionale di numerosi antichi utensili di pietra, tutti apparentemente dello stesso design, e datati oltre 65 mila anni fa pensare un ampio scambio di informazioni tra le varie tribù e su tutto il territorio africano. Questo è quanto sostenuto in un recente rapporto di studiosi dell’epoca.
CV

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Molte pale, poco spazio-Pale eoliche verticali: una grande rivoluzione per chi ha poco spazio. Le pale eoliche più diffuse sono quelle orizzontali, ma esiste anche la variante verticale. La turbina verticale eolica, detta anche VAWT (cioè, in inglese, “vertical-axis wind turbines”) permette al generatore di essere posizionato vicino al terreno, con conseguenti vantaggi in termini di accessibilità per riparazioni e manutenzione.
CV

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Batterie a lunga percorrenza - La Cina è il paese che ha sviluppato la più avanzata tecnologia per le batterie. La Contemporary Amperex Technology ha messo a punto una batteria che può durare fino a 2 milioni di km. Comunque anche la Tesla in Usa sta per lanciare una batteria simile.
CV

 

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SUGGERIMENTI "ILLUMINANTI"

DA VEDERE: Testo 1
Leggi di piu'...

 

DA VEDERE: Testo2
Leggi di piu'...

 

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ALL'OLIMPICO CON
LA LAMPADINA

 

Appuntamenti per MESE al Teatro Olimpico di Roma

OLIMPICOOLIMPICO

Info: www.teatroolimpico.it

 

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La Lampadina
Libri

di Lucilla Laureti Crainz

Le ultime ore di Ludwig Pollak
di Hans von Trotha
pp. 200
Editore Sellerio, 2022

Uscito da poco per la casa editrice Sellerio questo libro narra le ultime ore di Ludwig Pollak.
Pochi conoscono Pollak, personaggio che è invece famoso tra gli storici dell'arte specialmente per il ritrovamento del "braccio di Laocoonte".
Questo magnifico gruppo scultoreo era stato ritrovato a Roma verso il 1500 nei pressi del colle Oppio e precisamente nelle Terme di Tito. Grande scalpore fece questo ritrovamento, forse il più importante gruppo scultoreo dell'antichità  e papa Giulio II si affrettò ad acquistarlo.
Narra la vicenda del vecchio sacerdote di Apollo che aveva intuito l'inganno del cavallo a Troia ma nessuno voleva credergli e gli dei che favorivano l'inganno, inviarono due serpenti marini che divorarono lui e i suoi due figli. Tutto questo scritto anche da Virgilio nel secondo libro dell'Eneide.
Quel gruppo marmoreo aveva alcune parti mancanti tra cui la più importante era il braccio destro del sacerdote. Molte le interpretazioni e le versioni della statua che dal Vaticano finì requisita a Parigi e molti gli artisti che videro l'opera, Michelangelo tra i numerosi altri: fu un'opera che influenzò tutta l'arte del Rinascimento.
Ma arriviamo al 1903 quando Ludwig, che aveva l'abitudine di girare tra i rigattieri di Roma, riconosce il braccio, (ripiegato come diceva Michelangelo, e non disteso come i critici del tempo ritenevano), lo acquista e lo dona al Vaticano che lo custodisce nei suoi magazzini per cinquanta anni e solo nel 1957  aggiunge il braccio mancante al complesso scultoreo, che così riacquista le sue fattezze originali.
Ludwig Pollak nasce a Praga nel 1868, studia a Vienna, e nella sua vita non fa che girare per le capitali d'Europa dove conosce e frequenta i più importanti collezionisti e direttori dei musei. Ma la città che ama è Roma e qui nel 1893 si trasferisce per tutta la vita con la moglie e i figli. E dove trova la casa dei suoi sogni? ...A Palazzo Bachetoni in via del Tritone e il suo studio è proprio la sala del Pannini (ne abbiamo già parlato sulla Lampadina) dove incontra e diventa amico di tanti altri appassionati come lui. Ne conta ben 183. Tra questi il barone Giovanni Barracco, fine collezionista che crea un museo e una biblioteca in corso Vittorio Emanuele e chiede a Pollak di esserne il direttore. Siamo al 15 ottobre 1943 e si diffonde la notizia che ci sarebbe stata una retata tra gli ebrei a Roma. Nella lista compilata dal capitano delle SS Theodor Dannecker, spedito a Roma dal Fuhrer per compiere il programma di genocidio ideato da Adolf Eichmann, c'è  anche il nome di Ludwig Pollak.
Il Vaticano mando un suo emissario, nel libro viene chiamato Professor K, un professore tedesco residente in vaticano, che deve convincerlo a rifugiarsi in Vaticano con la sua famiglia. ma il Professor K, si troverà di fronte una persona che invece narra la sua storia, racconta, non vuole scappare, che si rende conto della distruzione del mondo nel quale era vissuto e rende il Professor K testimone della sua vita: «Bisogna lasciare testimonianza proprio quando tutto finisce»: queste le parole di Pollak al Professore, che lascerà Palazzo Odescalchi senza essere riuscito a trarre in salvo Pollak e la sua famiglia.
Pollak e la sua famiglia vengono prelevati dalle SS il 16 ottobre del 1943 e il 18 ottobre con un treno di 18 vagoni dove sono stivate 1022 persone, vengono inviati ad Auschwitz e da lì a Birkenau alle camere a gas.
Nel 2019, a 150 anni dalla morte, il Museo Barracco e il Museo Ebraico di Roma hanno realizzato una mostra molto accurata per ricordare questa particolare figura di uomo, collezionista, mercante d'arte e amante della bellezza.
Inoltre, su iniziativa della biblioteca Hertziana, così tanto frequentata da Pollak fino al 1935, a gennaio di quest'anno, a Roma, davanti alla chiesa dei XII apostoli, sono state poste quattro pietre d'inciampo in memoria di Pollak, di sua moglie Julia e dei figli Wolfgang e Susanna, per non dimenticare.


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MOSTRE

Ecco le segnalazioni di
Marguerite de Merode

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 Pensiero Laterale
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PENSIEROLATERALE

Guarda qui la soluzione...

La Lampadina Racconti

SEMPRE LA STESSA DONNA
di Vittorio Grimaldi

A poco a poco, muovendosi impercettibilmente, il perimetro d’ombra concesso dall’ombrellone finì per escludere del tutto la sedia a sdraio di Oliviero.
E l’ombra, come per dispetto, si sistemò stabilmente sulla china ripida ed irraggiungibile che sovrastava la piattaforma, lasciandolo esposto al calore calcinante del sole.
Oliviero lasciò cadere l’ultimo numero di Limes che spiegava perché il 24 febbraio 2022 la Russia aveva invaso l’Ucraina, si sollevò con un po’ di fatica e si appoggiò alla cima che fungeva da parapetto.
Sudava sotto la Lacoste blu dalle maniche lunghe: due tubi soffocanti utili solo perché nascondevano le macchie da vecchio incise sulla pelle di Oliviero con un tocco a scandella, come nei dipinti divisionisti.
Si guardò attorno incerto.
A ponente una coltre bianca di vapore incombeva sul Giglio simile alla famosa nuvola di paperino.
Tutto intorno, a libeccio, fino a Giannutri e a maestrale, fino all’Elba, il cielo era azzurro. Un girone di piattaforme di legno inchiodate su palafitte, identiche alla sua, formava una specie di anfiteatro che, scendendo verso il mare, si restringeva sempre di più per arrivare ad una scaletta d’acciaio immersa nell’acqua.
Soffermò lo sguardo in quella direzione, cercando di mettere a fuoco le immagini.
Una giovane donna, sostenendosi con le braccia tese ai dritti della scala, dava vita ad una specie di balletto, scendendo e risalendo sempre sullo stesso gradino, evidentemente perché l’acqua le sembrava troppo fredda.
Oliviero socchiuse gli occhi per guardare meglio.
Da lontano e contro il sole che schizzava i suoi raggi proprio ai piedi della scaletta, il corpo della donna disegnava una silhouette coperta in basso da un costumino nero e in alto da un sottile foulard, sempre nero, che sosteneva seni non grandi, senza coprirli del tutto, perché lasciava intravedere, sopra e sotto, una striscia di pelle più chiara.

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La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità.

La Lampadina e' una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un Comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Lucilla Crainz Laureti, Marguerite de Merode Pratesi, Ranieri Ricci, Carlotta Staderini Chiatante, Lalli Theodoli, Beppe Zezza e redatta con la partecipazione di: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Renata Ferrara Pignatelli, Laura Lionetti, Giancarlo Puddu e Angelica Verga. La sede è in via Castiglion del Lago, 57, 00191, Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa duemila persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
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