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La Lampadina - n. 118 ::: Gennaio 2023

Cari Lettori,
ben traghettati nel 2023!
Scriveva Rainer Maria Rilke. "E ora diamo il benvenuto al nuovo anno. Pieno di cose sconosciute". Ebbene sì, sostanzialmente non cambia quasi nulla, tranne il numero dell'anno, e la disposizione dell'animo nell'affrontare l'ignoto: diventiamo più ottimisti, propositivi, entusiasti, nel cominciare un cammino, quello lungo un anno, 365 giorni filati, nel miglior modo possibile, perchè se "L'inizio è la parte più importante del lavoro", come sosteneva Platone, allora sforziamoci di renderlo veramente energico e ricco di un fare positivo e moderatamente speranzoso.
I nostri articoli di gennaio in maniera dissimile affrontano tutti il tema del viaggio: alla ricerca dell'uomo, della sua essenza, della sua creazione e sussistenza, della sua sete di conoscenza, del suo futuro. In breve, un viaggio infinito.
Buona lettura a Tutti voi e ben ritrovati!
ICH

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Martedì, 10 gennaio 2023

Ciao,
oggi la nostra Lampadina si accende su:


ABBIAMO OSPITI/ROMA - Passeggiate romane. Un pulcino in piazza: pigola, grugnisce, bramisce
Articolo di Elvira Coppola Amabile, Autore ospite de La Lampadina

Nei miei giri curiosando per la città ho trovato un altro monumento preso di mira dallo spirito canzonatorio dei romani.
Piazza della Minerva nel cuore di Roma esibisce un elefantino con un obelisco sulla groppa. Il piccolo obelisco egizio si trovava da tempo nei giardini del Collegio Domenicano adiacente alla chiesa di santa Maria sopra Minerva. La chiesa sorgeva sulle rovine d’un antico tempio dedicato alla dea, come accadeva spesso e non solo a Roma. I luoghi di culto restano, si utilizzano marmi, colonne ma cambiano dei e religioni da venerare. Succede ancora: recentemente Santa Sophia a Istanbul da cristiana è ridiventata musulmana.
L’obelisco, a Roma ce ne sono 9, proveniva dal tempio dedicato al culto di Iside e Serapide tanto di moda presso i romani antichi. Non molto grande, di appena 5 metri, nel 1665 suscitò l’attenzione di Papa Alessandro VII (Fabio Chigi) che decise di utilizzarlo come monumento nella piazza. Occorreva una base d’appoggio.
Numerosi i progetti presentati. Anche Bernini si propose. Tra l’altro aveva già realizzato la spettacolare fontana dei fiumi a Piazza Navona davanti alla chiesa del Borromini.
Monsignor Domenico Paglia domenicano del Collegio adiacente aveva proposto che l’obelisco poggiasse su un piedistallo formato dai colli presenti nello stemma della famiglia Chigi, quella di papa Alessandro VII, e agli angoli quattro cani simboleggianti l’ordine religioso (Domini canes). Una citazione celebrativa che disturbava papa Alessandro. Non voleva esaltare se stesso né i domenicani ma la forza della saggezza e della sapienza evocate da Minerva e dai geroglifici dell’obelisco. L’elefantino proposto da Bernini era perfetto. Su un lato del basamento si legge tuttora la scritta in latino qui tradotta:
“È necessaria una robusta mente per sorreggere una grande sapienza”.
Bernini si era ispirato al “Hipnerotomachia Poliphili”, un romanzo scritto da Francesco Colonna noto per essere il primo libro stampato su carta. Narra di Polifilo mentre sogna un elefantino che trasporta un obelisco.
Il disegno del Bernini era proprio la raffigurazione del sogno descritto nel romanzo in quel momento molto conosciuto e apprezzato.
La scelta preferita da papa Alessandro contrariò molto Monsignor Paglia che volle a tutti i costi imporre una sua ingerenza nel progetto del Bernini. Il papa non seppe opporsi, del resto aveva sottratto l’obelisco al convento. Con la scusa che il vuoto sotto la pancia dell’elefante avrebbe compromesso la solidità del monumento pretese che vi si introducesse un blocco di marmo. Con disappunto lo scultore obbedì e per mascherare la bruttura vi scolpì una gualdrappa. Ma mise in atto una beffa impertinente. É noto che Bernini aveva un carattere fumantino sapientemente opportunista e dispettoso. Decise quindi di vendicarsi a suo modo. Incaricò Ercole Ferrata, l’allievo che eseguì la scultura, di posizionare l’elefante con le terga rivolte verso il convento. Non contento fece realizzare la coda lievemente spostata affinché restasse scoperto il deretano. La testa fu inclinata di modo che la proboscide indicasse un saluto decisamente scurrile.
E i romani? Me li immagino girare attorno al monumento e commentare.
“An vedi l'elefantino! Pare un porco!
Bello grasso er piccoletto!
Un porcino!!!” e via via.. porcino purcino pulcino come la dizione contraendosi finì per chiamarlo.
Così i romani burloni chiamano l’elefantino della Minerva. IL PULCINO DI ROMA.

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"Roma ha questo di buono, che non giudica, assolve"
.

Ennio Flaiano

INTERNET – Metaverso è moribondo?
Articolo di Carlo Verga

Tanti dubbi sulla novità annunciata da Mark Zuckerberg solo un paio di anni fa. Esaurito l’impatto iniziale di una realtà virtuale non ancora ben definita, qualche crepa comincia ad apparire per questo mondo lontano dal nostro modo di essere e di vedere.
La storia si ripete, era successo già con Second life oltre 20 anni fa, un boom in cui molti di noi si sono trovati coinvolti e che poi è miseramente fallito.
Qualche tempo fa ho assistito ad una conferenza sul Metaverso dove solerti relatori cercavano di spiegare a tanti, di cosa si tratta e cosa potremmo fare con questa grande novità. La serata si è conclusa con domande, alcune molto ingenue, altre veramente angosciate per un mondo dove ciascuno vedeva proiettato il proprio avatar e quello dei figli o nipoti in situazione le più disparate e disperanti.
Molte le perplessità sulle attività generate su questo mondo parallelo, uno degli esempi più eclatanti, le transazioni immobiliari che al momento sono le più seguite. Ci dicono che i grandi spazi disponibili in giro per il mondo, sono già stati aggiudicati a dei prezzi che non sappiamo neanche quali siano. Tra questi, strano a dirsi, la Città del Vaticano e il più delle altre zone religiose sparse sui continenti, gli acquirenti? Chissà, solo un puro sogno speculativo?
Da tener poi presente che non esiste solo Metaverso di Meta, ma ne esistono un numero x impostati da tante società, ognuna fa il proprio gioco ma non riuscendo a dialogare su una piattaforma unica.
È come pensare ad un gruppo di giocatori che, ognuno per sé, giochi a Monopoli su tanti tavoli differenti.
Metaverso è certamente una forma evolutiva di Second life, con processi tecnici molto più avanzati che consentono una immersione completa in questo nuovo mondo. Poi le cripto valute, sogno di un mondo fantastico, lo sostengono con disponibilità infinite e dove tutto è certificato senza la certezza dei proprietari.
Tutto questo ha provocato un senso di insicurezza ed incertezza sul mercato. Zuckeberg con le sue società ha perso in pochi mesi il 70% del suo valore, circa 9 miliardi di dollari, e progetta di licenziare 11mila dipendenti. Una delle più grandi piattaforme di cripto valute, la Agi-FTX sta fallendo miseramente, il passivo ancora non è chiaro, ma dovrebbe aggirarsi tra 20 e 50 miliardi di dollari.
Sconvolgente la quantità di denaro coinvolto, unico contentino per renderci meno pessimisti è che sulle ceneri di quanti cadono c’è sempre la nascita di qualcosa di positivo. Spesso le tante novità messe sul mercato troppo frettolosamente generano disavventure o fallimenti. È un classico di tanti progetti, i primi a presentarli subiscono le incertezze del mercato, i secondi lo vincono. Un esempio il touch screen, all’inizio un fallimento poi, il grande successo, rigenerato con l’IPad con i telefonini e quanto altro. Il dubbio però resta su chi saprà manovrare un metaverso che sia più vicino a tutti noi, o forse ci vorrà qualche decina di anni perché sia riprogettato con un linguaggio comune e finalmente compreso e assimilato da tutti?

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"La tecnologia dovrebbe migliorare la tua vita, non diventare la tua vita".

Harvey B. Mackay

EVOLUZIONE - Il miracolo dell'uomo
Articolo di Beppe Zezza

L’evoluzionismo – la teoria scientifica tratteggiata nel 1859 da Darwin secondo la quale tutte le specie viventi sono tra loro imparentate e sono discese, attraverso successive mutazioni casuali, da antenati comuni vissuti in epoche più o meno remote – è oggi considerata dai più una ‘verità’ scientifica e come tale è insegnato nelle nostre scuole di ogni ordine e grado. Provate a chiedere ai vostri nipotini: sono tutti convinti di avere per antenati delle scimmie!
Negli Stati Uniti le cose non stanno così. Secondo quanto si legge sul web, in alcuni Stati (Florida, Oklahoma e Tennessee) l’insegnamento dell’evoluzionismo è espressamente proibito (non ci dobbiamo dimenticare che gli Stati Uniti sono una Federazione di Stati – i quali, su molti argomenti, legiferano in modo del tutto indipendente), e il dibattito tra ‘evoluzionisti’ e ‘creazionisti’ continua a essere aspro.
Ancora nel 2005 è stato celebrato un processo contro una scuola che promuoveva nel corso di biologia, accanto alla teoria evoluzionista l’insegnamento anche del ‘disegno intelligente’. Quest’ultima teoria afferma che certe osservazioni dell’Universo e del mondo vivente sono meglio spiegate ipotizzando una causa “intelligente”, che non attribuendole a dei processi casuali quali la “selezione naturale”. La teoria del “disegno intelligente” è stata dichiarata “pseudo scientifica” e quindi non idonea a essere insegnata a livello scientifico. (Se surfate sul web accanto a “disegno intelligente” troverete sempre precisato “teoria pseudo scientifica”, caso mai uno lo ignorasse!). Negli Usa il Disegno intelligente è propugnato dal Discovery Institute, un think tank di indirizzo conservatore.
Michael Denton, senior fellow del Discovery Institute, ha recentemente pubblicato un libro “The miracle of man”. La controcopertina del libro recita: “Per anni gli scienziati più rinomati e i divulgatori scientifici hanno insistito che gli esseri umani non sono nulla di speciale nello schema cosmico delle cose”.
In questo nuovo libro, importante e provocatorio, Michael Denton argomenta diversamente. Secondo Denton, il cosmo è incredibilmente predisposto non solo per la vita delle cellule, non soltanto per la vita animale a base carbonio e neanche soltanto per animali che respirano ma particolarmente per creature bipedi, che si muovono sulla terraferma, che sviluppano la tecnologia e che hanno la nostra medesima struttura fisiologica.” In sostanza il cosmo è idoneo specificamente per creature come noi.
Partendo da scoperte fatte in miriadi di settori scientifici, Denton magistralmente documenta come la scienza contemporanea abbia rivitalizzato il posto tutto particolare che l’essere umano riveste in natura. “L’essere umano come rivelato dalla scienza moderna non è un insieme casuale di elementi, una irrilevante conseguenza della evoluzione cosmica. Piuttosto il nostro destino è stato iscritto nella luce delle stelle e nelle proprietà degli atomi sin dal primo momento. Ora sappiamo che tutta la natura canta il canto dell’uomo”.
Nel testo del libro Denton scrive: “Concordo sul fatto che sostenere che le scoperte della scienza moderna supportino una moderna visione antropocentrica dell’Universo possa essere fortemente controverso e possa sembrare oltraggioso a molti commentatori e critici. Tuttavia mentre le mie conclusioni possono essere controverse, i fatti sui quali si fondano non lo sono per nulla.
Questi fatti consistono nella sbalorditiva catena di idoneità ambientali preventive: la entità delle radiazioni solari, il loro spettro di assorbimento, la composizione dell’atmosfera, le peculiari caratteristiche dell’ossigeno e dell’azoto, l’esistenza e le particolari caratteristiche dell’acqua – unica sostanza presente in natura nelle tre forme fisiche - , nella sbalorditiva improbabilità, posto il gran numero di diverse costanti fisiche coinvolte, che i volumi funzionali dei diversi sistemi organici siano commisurati con la struttura corporea dei mammiferi e dell’uomo e funzionino insieme nello stesso organo, nella dipendenza dello sviluppo tecnologico, realizzato dell’essere umano dall’inizio della sua presenza ad oggi, non solo dalla sua inventiva ma anche dalle caratteristiche degli elementi già presenti in natura, nella considerazione che solo un essere come l’uomo, bipede, terricolo, mobile, dotato di mani, respirante aria, dotato di acuità visiva avrebbe potuto essere in grado di padroneggiare il fuoco – prima scoperta dalla quale tutto il progresso tecnologico è partito”.
La visione antropocentrica dell’Universo è stata pacificamente accettata per tutta la durata del Medio Evo. Poi l’importanza dell’uomo è andata via via riducendosi. Una prima “picconata” la si è data con Copernico, il quale ha tolto la Terra del centro dell’Universo, Andrea Vesalio ha svelato la complessità dell’uomo con il suo libro sull’anatomia, Giordano Bruno ha parlato di un universo infinito con altri mondi abitati da alieni, Galileo ha svelato che le stelle sono altri soli e che il nostro pianeta è solo uno delle miriadi di corpi simili. Il colpo finale alla visione medioevale è stato affibbiato da Darwin e da Monod. Da allora tutti i biologi si sono focalizzati sull’adattamento degli organismi all’ambiente e non sul fatto che è la preesistente idoneità dell’ambiente a permettere la attualizzazione degli adattamenti. La omissione di ogni riconoscimento del significato vitale di una preesistente idoneità ambientale è uno dei grandi punti ciechi dell’evoluzionismo.
L’uomo da ‘immagine di Dio’ è divenuto nel pensiero comune un insignificante frutto del caso.
Forse la crisi del mondo postmoderno nella quale ci dibattiamo ha origine anche da questo deprezzamento.
Che si sia d’accordo o meno la lettura del libro di Denton, con la pletora di osservazioni scientifiche che lo corredano, dà da pensare.

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"Ci sono tanti atomi in una singola molecola del tuo DNA quante sono le stelle in una tipica galassia. Noi, siamo, ognuno di noi, un piccolo Universo".

Neil deGrasse Tyson

ABBIAMO OSPITI/ARTE - La cena della beffa e Antonio Canova che si finge Giorgione
Articolo di Francesca Antonacci e Damiano Lapiccirella, Autori Ospiti de La Lampadina

Il 2 dicembre il Museo Casa Giorgione di Castelfranco Veneto ha inaugurato una interessante mostra dal titolo "La beffa. Canova e Giorgione, storia di un autoritratto". Titolo enigmatico che rivela tutta la particolarità del progetto e soprattutto dell’opera che ne è la protagonista assoluta, il cosiddetto Autoritratto di Giorgione eseguito dal grande scultore neoclassico Antonio Canova.
Il dipinto, davvero unico nel suo genere, racconta la storia di una beffa…

È il 1792. Antonio Canova e il proprio protettore e mecenate, il principe Abbondio Rezzonico - senatore di Roma -, mettono in piedi una vera e propria burla nei confronti dei maggiori artisti e intellettuali allora presenti a Roma. L’obiettivo era quello di dimostrare che oltre ad essere un incredibile scultore, Canova era anche un bravo pittore.
Così, in occasione di una cena a casa del principe Rezzonico, i due complici presentarono questo dipinto realizzato dal Canova, spacciandolo appunto per l’Autoritratto eseguito da Giorgione di cui tanto si favoleggiava ma che si conosceva solo tramite alcune incisioni. Per rendere il tutto credibile, il dipinto fu realizzato abilmente da Canova su di un’antica tavola cinquecentesca dove era già dipinta una Sacra famiglia, basandosi sull'incisione di Carlo Ridolfi ne Le meraviglie dell’arte pubblicate a Venezia nel 1648. Per l'abilità con cui era stato eseguito, l’inganno ebbe buon esito, l’auto-ritratto fu da tutti giudicato autentico come realizzato per mano di Giorgione.

“[...] tutti s’appressarono a vedere il quadro, ed unanimemente giudicarono essere originale, esclamando, questo è Giorgione; come è dipinto! come è disegnato! che bell’effetto di colore!”.
A. D’Este, Memorie di Antonio Canova

Dopo aver fatto parte della prestigiosa collezione del principe Rezzonico e poi del Cavalier de Rossi, l’opera passa di mano ad un merciaio romano. Da allora, il dipinto si inabissa nell’immenso mare delle opere anonime fino ad arrivare nella nostra galleria. Quando ne siamo entrati in possesso alcuni anni fa, fin da subito abbiamo capito l’importanza dell’‘anonima’ e misteriosa opera su tavola che avevamo tra le mani di cui nel tempo, se ne erano perse le tracce, la sua paternità, la sua avvincente storia.

Avendo presto intuito che poteva trattarsi del cosiddetto Autoritratto di Giorgione, di cui parlavano le più autorevoli fonti sulla vita di Canova, abbiamo fatto eseguire la riflettografia dell'opera su tavola cinquecentesca che ha evidenziato l’immagine della Sacra famiglia sulla quale Canova dipinge. Questo ha dato inizio all’avvincente percorso di ricerca e indagine che ha portato a far riemergere dall’oblio il misterioso dipinto.

L’accurato esame delle fonti ha consentito allo studioso Fernando Mazzocca, di confermare questa importante scoperta e di ricostruire tutti i risvolti di una storia appassionante, a conferma dell’amore di Canova per l’antica e gloriosa pittura veneziana, da cui trasse ispirazione anche per la sua scultura (per approfondire potete leggere qui il testo dello studio svolto sull'opera).

La mostra "La beffa. Canova e Giorgione, storia di un autoritratto"– che rimarrà aperta fino al 10 aprile 2023 - si concentra proprio su questo punto, svelando il dialogo sui generis poco noto ma tutt’altro che poco significativo, intrattenuto da Antonio Canova con il pittore Giorgione, del quale anch’egli avvertì l’irresistibile, benché sfuggente, fascinazione. Questo progetto si conferma per essere un significativo punto di incontro tra il percorso di ricerca e studio proprio del Museo Casa Giorgione di Castelfranco Veneto e le celebrazioni che, nel 2022, vedono impegnato il Museo Gypsoteca Antonio Canova di Possagno nella ricorrenza dei 200 anni dalla morte dello scultore neoclassico.

Il dipinto sarà quindi in mostra al Museo Casa Giorgione di Castelfranco Veneto fino al 10 aprile 2023 e poi tornerà a Roma nella Galleria Antonacci Lapiccirella di Via Margutta.

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"Imparare a vedere, è il tirocinio più lungo in tutte le arti".

De Goncourt

ABBIAMO OSPITI/CULTURA – Il Buddhismo, questo sconosciuto
Articolo di Antonella Nardone, Autore Ospite de La Lampadina

Si parla molto oggi di Buddhismo e molte persone sono incuriosite ma temono di cadere in una religione, oppure si avvicinano in modo superficiale o con metodi “fai da te “.
Non tutti sanno ad esempio che il Buddhismo è un metodo per sconfiggere la sofferenza e per raggiungere quella felicità che deriva dalla pacificazione con se stessi e con il mondo.
Nella sua versione più rituale può essere interpretato come una religione ma è in realtà un sistema di pensiero laico e universale, adattabile a tutte le civiltà e compatibile sia con chi si sente ateo - nel Buddhismo non si parla dell’esistenza di Dio ma della legge di causa/effetto e Buddha non è un Dio ma un uomo risvegliato - sia con chi ha scelto di seguire un’altra religione in quanto l’insegnamento non impone nulla ma richiama alla responsabilità personale.
Gli insegnamenti autentici, per poter diventare esperienza vissuta e benefica richiedono però impegno, applicazione e approfondimento.
Per comprenderli, dice il Buddha, serve avere “poca polvere negli occhi”, quando per polvere si intende la brama e l’attaccamento, l‘astio e l’avversione, l’inconsapevolezza e l’ignoranza, difetti mentali di cui purtroppo la maggior parte degli esseri umani è afflitta e che secondo il Buddha creano una sofferenza “non necessaria” di cui ci si può liberare.
C’è un sentiero da percorrere che è aperto a tutti ma non è per tutti. Solo se lo si vuole, è possibile ripulire la mente e sviluppare quella percezione sottile che consente di cambiare sguardo su sé stessi e sul mondo; si potrà allora scoprire che la psicologia buddhista, una volta compresa, è di una semplicità disarmante e mostra chiaramente la direzione verso il bene.
Da diversi anni il mondo della psicologia occidentale ha scoperto il valore della psicologia buddhista e ha avviato un processo di integrazione fra le due che ha preso il nome di Mindfulness. Nell’ambito della Mindfulness ci sono poi diverse applicazioni fra le quali le più importanti sono: la Mindfulness dei protocolli - che fornisce pratiche per la riduzione dello stress testate dalle autorità sanitarie e presente anche nelle strutture pubbliche - e la Deep Mindfulness che allarga il campo a tutti gli insegnamenti buddhisti volti all’etica, alla meditazione e alla saggezza; la Deep Mindfulness propone un metodo di crescita personale e interiore diretto a chiunque, per inquietudine esistenziale o per amore di conoscenza, desideri entrare nel mondo del buddhismo in modo laico e occidentale.
Un percorso che migliora la persona, accresce la consapevolezza, pacifica e fornisce strumenti per coltivare la via verso il bene per se stessi e per Umanità.
“Il passato è un sogno, il futuro è un miraggio,
il presente una nuvola che passa”
Gautama Buddha

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"La mente contiene tutte le possibilità".

Buddha

ABBIAMO OSPITI/MATEMATICA - Alexander Grothendieck e i tòpoi
Articolo di Gian Carlo Ruggeri, Autore Ospite de La Lampadina

Mondovì, città in provincia di Cuneo, situata tra collina, montagna, e pianura: dalla sua parte in altura, verso Est, si scorgono le Langhe ed il pensiero va a Fenoglio, Pavese… ma anche ad un importante avvenimento occorso il 3 dicembre u.s.. Questa volta è di scena la matematica, con la presentazione dell’Istituto Grothendieck, situato in città: un incontro avente il titolo “All’ascolto della voce delle cose. Un progetto visionario per la matematica e non solo”.
L’Istituto, in genere, promuove preminenti ricerche nella matematica in relazione ad altre sfere del sapere.
In questo ambito, la Struttura si prefigge lo scopo di celebrare la figura di Alexander Grothendieck, considerato da molti il più grande matematico del XX secolo, apolide, pacifista, fondatore dell’ecologia radicale, vincitore della Medaglia Fields, uno dei più grandi riconoscimenti che un giovane matematico possa ricevere. Era nato a Berlino il 28 marzo 1928 ed è deceduto a 86 anni a Saint-Girons, nel sud della Francia, sui Pirenei, il 13 novembre 2014. Un nome troppo complicato da memorizzare, un personaggio complesso, difficile da frequentare sul piano personale, con un dichiarato desiderio di cancellarsi, espresso più volte: cassare la sua opera e la sua vita, allontanarsi dal mondo accademico, talché il tutto sia dimenticato. Ma il personaggio è troppo grande ed il matematico troppo importante perché questa cancellazione avvenga totalmente. L’uomo ha aperto una breccia politica, avendo ricostruito la matematica dopo Euclide, ma soprattutto, fra i tanti concetti che hanno rivoluzionato il nostro modo di pensare allo spazio ed alla forma, ha messo in luce la nozione di “tòpos”, parola alla quale siamo più abituati nel mondo letterario, rispetto a quello matematico. Il vocabolo deriva, per traslitterazione, dal greco tóp?? «luogo» (plurale: tòpoi, tòp??). Per chiarirne il significato, è necessario pensare al tòpos come un qualcosa che si riferisca ad una nozione generale ed astratta di spazio. Si può immaginare uno spazio astratto in cui vengano a convergere delle prospettive differenti, luogo in cui si incontrano percorsi e linguaggi dissimili, integrandosi tra loro; quindi, come uno spazio che può servire da oggetto ponte per trasferire conoscenza tra ambiti disciplinari diversi. I tòpoi sono in grado di estrarre un’essenza di situazioni matematiche differenti fra loro, provenienti da un ambito o l’altro del vasto universo delle cose matematiche, un po’ come avviene per la genetica. Insomma, un viadotto – ponte per far dialogare discipline disuguali, una connessione fra concetti diversi. Se, infatti, affrontassimo il problema di trovare dei collegamenti fra aspetti dissimili nell’ambito della conoscenza, ci fronteggeremmo con il problema per il quale la maggior parte degli invarianti (aspetti che concetti differenti hanno in comune fra loro) risultano difficilmente distinguibili ad occhio nudo o con metodologie concrete – classiche; quindi è necessario utilizzare un sistema diverso per trovare il nucleo comune che lega situazioni apparentemente dissimili fra loro: i tòpoi fanno proprio questo, permettendoci di estrarre l’essenza, proprio in senso semantico – contenutistico, di situazioni diverse fra loro, consentendoci anche di metterle in relazione. Infatti, per esempio, trattando una teoria algebrica ed una teoria di tipo analitico - geometrico potrei trovare lo stesso tòpos classificatore, a meno di equivalenza: in questo caso potrei costruire un collegamento fra i due diversi ambiti: nesso, quest’ultimo, che potrebbe essere impossibile da costruire in modo concreto. Rimanendo nell’ambito della matematica, i tòpoi svolgono un ruolo importante nel Progetto di Langlands: si tratta- secondo una definizione di Edward Frenkel, professore di matematica alla University of California - di “Una sorta di grande teoria unificata della matematica.” È un'iniziativa di grande respiro, tuttora in sviluppo, nella moderna indagine matematica, volta alla ricerca di connessioni tra la teoria dei numeri e la geometria: in termini più intuitivi, il Progetto è come un’alta montagna verso la quale convergono valli diverse che comunicano attraverso la montagna stessa: le valli sono i modi diversi di affrontare la teoria dei numeri: quello algebrico, quello geometrico e quello analitico; la montagna li fa comunicare, pur essendo essi molto diseguali tra loro. La maggior parte dei lavori di Grothendieck furono pubblicati nell’incompiuto Éléments de géométrie algébrique e nei Séminaire de géométrie algébrique du Bois Marie.

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"Risolvere un problema di cui si sa che c’è una risposta è come scalare una montagna con una guida, lungo un sentiero che qualcun altro ha tracciato. In matematica, la verità è da qualche parte là fuori in un luogo che non si conosce, al di là di tutti i sentieri battuti. E non è sempre in cima alla montagna.
Potrebbe essere nella fessura di una roccia o da qualche parte in fondo alla valle".

Yoko Ogawa

COSTUME - Appuntamento all'Aula Ottagona del Museo Nazionale Romano
Articolo di Lalli Theodoli

Da tempo le visite culturali promosse dalla LAMPADINA arricchiscono il nostro sapere e tacitano le nostre curiosità.
Abbiamo visitato città, monumenti, musei. Recentemente il Museo dell'arte salvata, situato nell'Aula Ottagonale del Museo Nazionale Romano. Come recita il suo nome, ospita opere d’arte rubate e ritrovate dai carabinieri o restituite da musei esteri che non avevano titoli di proprietà.
Il museo ospita ora il GRUPPO ORFEO.
Gruppo in terracotta ad altezza naturale posto al centro della stanza. Diversamente da precedenti allestimenti le figure non sono poste in fila. Orfeo, seduto, ascolta il canto delle sirene che gli stanno di fronte. Non hanno ancora l’aspetto tradizionale che noi conosciamo con busto di donna e coda di pesce: hanno ancora ali di uccelli e zampe con artigli.
La sala è enorme ottagonale, con grande cupola, creata al tempo dei romani, parte delle terme di Diocleziano, poi è divenuta, con il papato, un enorme silo per la raccolta di cereali.
Dopo esserci soffermati sul gruppo, cominciamo a fare il giro delle vetrine collocate intorno che contengono manufatti ritrovati, o trafugati e, con molta calma, restituiti.
Ci vengono indicate anfore del 6° secolo avanti Cristo con bellissimi graffiti di pesci e testine policrome che ornavano le gronde agli angoli dei tetti. Commentiamo con serietà, chiediamo ulteriori preziose informazioni. Da dove vengono, dove sono stati ritrovati e altro. Notiamo, attenti, la modernità delle pettinature di alcune teste di donna. Alcune sembrano quattrocentesche, altre, pettinature odierne.
La nostra guida accenna poi a dei vasi... un po' più in là. ”Date uno sguardo.” Dice.
Ci avviciniamo lento pede, senza fretta: troveremo certamente altre figurine nere su sfondo color coccio.
Da lontano sembra nulla di nuovo. Ma ci avviciniamo oltre. Le figurine nere hanno strane posizioni. Ancora più vicini...e cominciamo a darci gomitate, a ridacchiare, a fare commenti che… nemmeno al ginnasio. Sì, perché le figurine non stanno, come al solito, danzando, ma sono a tutte altre faccende affaccendate.
Sesso. Di questo si tratta. Non fra uomini e donne o dei e dee ma fra soli uomini e viene coinvolto anche un cane innocente.
Perdiamo la nostra seriosa immobilità per spingerci a gomitate, ridacchiando, il più vicino possibile alla vetrina.
Il nostro gruppo fino a poco prima silenzioso e dignitoso si trasforma in una scolaresca rumorosa.
Mano a mano lottiamo per arrivare il più possibile appiccicati al vetro. Tra le figurine nere una donna. Lei, tutta bianca. Nella raffigurazione di sesso fra uomini ha un ruolo assolutamente secondario. Da solo una mano. Anzi due.
Siamo per lo più della generazione cui, da ragazzini, durante le visite a Pompei, erano proibite sia la visita della casa per appuntamenti sia la casa dei Vetti. Ce le facevano saltare frettolosi imbarazzati anche al solo pensiero delle scene rappresentate.
Ma ora ci rifacciamo di tutti i vecchi tabu.
Sicuramente non ci comporteremmo così se avessimo accanto figli o nipoti. Assumeremmo un tono distaccato e disinteressato.
Ma loro non sono presenti e così oggi siamo tornati chiassosi e irriverenti ai nostri quindici anni: in vacanza!

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FLASH NEWS!

Un po' qua, un po' là...

SOS palme! - Le palme stanno lentamente scomparendo. Da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Ecology and Evolution i ricercatori hanno rilevato che oltre mille specie di palme sembrano essere ormai in via d’estinzione. Ne hanno analizzato 1381 specie... e stimato che oltre il 56% del totale delle specie prese in esame sono sensibilmente a rischio di estinzione.
I Paesi dove l’intervento di conservazione delle palme sarebbe prioritario e andrebbe attivato immediatamente, sono la Nuova Guinea, Vanuatu e Vietnam.
CV

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Musica per non dimenticare - Paola e Massimo Noli genitori di Michela, la figlia barbaramente uccisa qualche tempo fa, hanno fondato un duetto e suonano nei locali fiorentini in ricordo della vittima, nome d'arte Max e Paula.
Lei ha scritto anche un libro i cui proventi andranno a sostenete il Progetto Michela, promosso da Toscana Aeroporti in collaborazione con Artemisia e la famiglia della ragazza, che vuole sostenere l’autonomia di donne e bambini sopravvissuti a situazioni di violenza, e attivare strumenti di sensibilizzazione nei contesti lavorativi.
CV

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Non si smette mai di giocare! - Il Piccolo Museo del Giocattolo è stato aperto a Sondrio dal signor Massimo Cingolani. Raccoglie oltre 10mila pezzi del secolo scorso: trenini, le littorine, soldatini introvabili come Pietro Badoglio e Graziani in Abissina e poi Topolino e Pippo, le macchinette della Politoys...ci sono anche le Barbie! L’ingresso è gratuito.
CV

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APPUNTAMENTI DELL'ASSOCIAZIONE
LA LAMPADINA:::PERIODICHE ILLUMINAZIONI

Ecco i prossimi appuntamenti dedicati ai Soci de La Lampadina.

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Mercoledì 11 gennaio 2023
Ore 11.00
"MERAVIGLIA SENZA TEMPO.
Pittura su pietra a Roma tra Cinquecento e seicento"

Galleria Borghese

A Sebastiano dal Piombo, pittore veneto, e all'evento devastante del Sacco di Roma del 1527, si fa risalire l’invenzione della pittura a olio su pietra, cui la Galleria Borghese dedica fino al 29 gennaio 2023 la mostra "Meraviglia senza tempo. Pittura su pietra a Roma tra Cinquecento e Seicento", a cura di Francesca Cappelletti e Patrizia Cavazzini.
Con oltre 60 opere provenienti da musei italiani e stranieri e da importanti collezioni private, la mostra racconta, oltre all’ambizione all’eternità delle opere d’arte, del dibattito critico di un’epoca sensibile alla gara tra pittura e scultura, e anche di materiali primordiali, estratti dalle miniere, del loro percorso avventuroso fino alle botteghe degli artisti e fino al loro posto nelle collezioni, che diventano nuovi luoghi di questi dibattiti, in palazzi e ville sempre più ricchi di arredi, calamite per la produzione di beni di lusso.

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Venerdì 13 e sabato 14
gennaio 2023

FIRENZE/PISTOIA
Collezione Gori/Cappella dei Magi/Olafur Eliasson/Tony Cragg/Elliot Erwin/Collezioni Casamonti

Una due giorni di arte contemporanea con Ludovico Pratesi
A Palazzo Strozzi scopriremo l'artista islandese-danese Olafur Eliasson con la mostra: Nel tuo tempo, la più grande mai realizzata in Italia dedicata a uno degli artisti contemporanei più originali e visionari della nostra epoca.
Alla Fattoria di Celle, la Collezione Gori: un complesso e ambizioso programma di Arte Ambientale, ad opera di Giuliano e Pina Gori, che comincia con lo sterzo del parco e con il consolidamento delle sue pertinenze, e consiste nella realizzazione di progetti per i quali lo spazio cessa il suo rituale ruolo di semplice contenitore per assumere quello più importante di parte integrante dell'opera.
Poi ancora la straordinaria Cappella dei Magi a Palazzo Medici Riccardi, seguirà il Museo Novecento, Tony Cragg con la mostra Transfer che presenta una selezione di sculture e opere su carta del maestro inglese, che maggiormente ha contribuito al rinnovamento del linguaggio plastico grazie all’introduzione di nuovi materiali e nuove tecniche, tra le più sperimentali e innovative del nostro tempo.
Ancora a Villa Bardini: Elliot Erwin, il fotografo statunitense torna ora, dopo quasi venti anni, a Firenze, con una retrospettiva di circa 70 scatti che documentano uno spaccato della storia e del costume del Novecento. Finiremo con la Collezione Roberto Casamonti a Palazzo Bartolini Salimbeni, "Dagli anni '60 agli inizi del XXI secolo, da Boetti a Schifano, da Miró a Basquiat".

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Giovedì 25 gennaio 2023
"ARTE LIBERATA 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra"
Scuderie del Quirinale

La mostra offre una selezione di oltre cento capolavori salvati durante la Seconda Guerra Mondiale, oltre che un ampio panorama documentario, fotografico e sonoro – riuniti grazie alla collaborazione di ben quaranta Musei ed Istituti - per un racconto avvincente ed emozionante di un momento drammatico per il nostro Paese ma altrettanto lungimirante e fondativo per una nuova coscienza civica.

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11-14 marzo 2023
Bruxelles e Maastricht per la TEFAF

Riprendiamo l'appuntamento saltato nel 2020 per pandemia e andiamo a Maastricht per visitare la più grande esposizione/fiera d'arte del mondo e con l'occasione ci immergeremo nelle atmosfere Art Nouveau di Bruxelles.

Piccola anticipazione:
13/16 aprile:
MADRID...

Molto altro in preparazione per febbraio e marzo a Roma e dintorni, stay tuned!

Per info sull'Associazione e/o prenotazioni, scriveteci a
appuntamenti@lalampadina.net

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E ANCORA
FLASH NEWS!

Impeccabilmente puro - Da Sotheby's New York è andato in asta il 7 dicembre 2022 il Golden Canary, il più grande diamante "internamente impeccabile" mai valutato dal Gemological Institute of America.
È a forma di pera, fantasia, giallo-brunastro intenso e pesa 303,10 carati. Proviene da un diamante grezzo da 890 carati trovato da una bambina negli anni '80, che vide la grande pietra colorata mentre giocava vicino alla casa di suo zio nella Repubblica Democratica del Congo.
I minatori locali l'avevano scartato perché troppo ingombrante per contenere un diamante. la stima di vendita era tra i 15 e i 20 milioni di dollari.
CV

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Slogan, proverbi e metafore cinesi - Molto spesso il presidente cinese XI usa metafore o proverbi nei suoi discorsi, alcuni di questi mi hanno incuriosito:
Il “sogno cinese”: scordarsi del secolo passato dal 1840 al 1945 per le umiliazioni subite, per il sogno di una nuova Cina.
Campagna contro la corruzione riferendosi ai piccoli burocrati e agli alti dirigenti: "Schiacciare le mosche e combattere le tigri".
Sull'economia: "La globalizzazione è come il tesoro nella grotta di Ali Baba, poi il vaso di pandora delle diseguaglianze", e ancora
"La globalizzazione è una spada a doppio filo, quando l’economia è in contrazione è difficile fare la torta più grande perché la spada ne tagli fette che bastino per tutti".
"Per crescere bisogna avere l’ardimento di navigare nel vasto oceano dei mercati globali, i timonieri non debbono rifugiarsi nel porto del protezionismo"..
E poi ai giovani: "Attenti al bottone della vita. È come quando ci si veste e si infila il primo bottone nell’asola sbagliata, tutti gli altri finiranno male. Nella vita bisogna chiudere i bottoni nel modo giusto, fin dall’inizio".
Sono Il segno di una nuova rivoluzione culturale?
Qualche dubbio dagli analisti finanziari sulla convenienza di continuare ad investire in Cina.
CV

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Opera troppo realitisca- Arte contemporanea: la polizia Londinese ha fatto irruzione nella galleria dell'ex agente di Banksy, scambiando una scultura per una donna morta.
L'opera, Kristina (2022) dell'artista americano Mark Jenkins, raffigura una donna vestita in modo casual crollata su un tavolo.
L’immagine era tanto realistica che qualcuno ha voluto chiamare la polizia vedendo attraverso il vetro della galleria chiusa una persona che non si muoveva da ore.
Grande successo dell’iniziativa, l’opera è ora in vendita per 18 mila sterline.
CV

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ALL'OLIMPICO CON
LA LAMPADINA

Queste sono le proposte del Teatro Olimpico di Roma per gennaio 2023

VINCENZO SALEMME NAPOLETANO?
E FAMME 'NA PIZZA!

Dal 13 al 29 gennaio 2023

“Napoletano? E famme ‘na pizza” è uno spettacolo che nasce dal libro scritto da Salemme, uscito con lo stesso titolo agli inizi di marzo.
Titolo che fa riferimento ad una battuta di una sua commedia teatrale, “E… fuori nevica”, nella quale uno dei personaggi chiede al fratello di dimostrare la sua presunta napoletanità facendogli una pizza.
E sì, perché ogni buon napoletano deve saper fare le pizze, deve saper cantare, deve essere sempre allegro, amare il caffè bollente in tazza rovente, e via così con gli stereotipi che rischiano di rendere la vita di un napoletano più simile ad una gabbia che ad un percorso libero e indipendente.

Clicca qui e guarda la promo dedicata alla Lampadina

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MUMMENSCHANZ: 50 YEARS
dal 31 gennaio al 5 febbraio 2023


Un grande classico in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana, che sarà in scena dal 31 gennaio.
Con 50 Years si festeggia il compleanno di questa storica formazione che ha conquistato il mondo intero con spettacoli d’arte visiva, avvalendosi ‘solo’ dell’uso delle maschere e dell’incredibile abilità dei corpi degli interpreti.
La scenografia è essenziale, sul palco pochi oggetti di uso quotidiano prendono letteralmente vita e si trasformano in immagini in movimento.
L’universo dei Mummenschanz è senza parole, senza musica, ma arriva direttamente al cuore: uno spettacolo poetico, dove il gioco e l’inventiva si mescolano in modo sapiente, per nuovi e inediti sketch che si affiancano a numeri celebri.

Promozione speciale per le tre giornate: 31 gennaio, 1 e 2 febbraio al 30% sul prezzo del biglietto intero.

Clicca qui e guarda la promo dedicata alla Lampadina!

Info: www.teatroolimpico.it

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E ANCORA
FLASH NEWS!

Grazie al caldo... - Ieri ci chiedevamo come avrebbero fatto i russi con i loro surpuls di gas e petrolio se non mandandoli a Cina e India con la necessaria costruzione delle costosissime e necessarie pipe line.
Il clima sempre più caldo ha dato loro una mano. Una dei più grandi impianti russi che ha una estensione di 25 km quadrati è nel Circolo Polare Artico. Il caldo ha permesso di utilizzare percorsi artici alternativi a Suez, che fanno risparmiare circa il 50% delle miglia, quindi dei costi, per raggiungere una meta cinese con navi metanifere e petroliere.
CV

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Questione di fiato- Per quanto tempo si può trattenere il fiato?
Tale David Blaine lo ha fatto per 17 minuti dopo adeguato allenamento e iperventilazione e avere respirato ossigeno puro.
BZ

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Libri/Gli amici consigliano...
I 4 libri di Elvira Coppola Amabile

MURA. La scrittrice che sfidó Mussolini
di Marcello Sorgi
Editore Marsilio - Collana: Gli Specchi
2022 - pp. 160

Maria Assunta Volfi Malpieri in arte Mura scrive con un certo successo, soprattutto all’estero durante il periodo fascista.
La storia narra di un amore con un ingegnere di colore. L’epoca è quella delle leggi razziali. Il regime non vede di buon occhio questo genere di argomento. La Mura morirá in circostanze ambigue. Un incidente?
La penna di Sorgi scrittore di numerosi libri e giornalista della Stampa delinea vivacemente l’atmosfera del periodo avvincendo il lettore.

INES DELL’ANIMA MIA
di Isabel Allende
Editore Feltrinelli
2021 - pp.336

La storia di un eroina che contribuì alla fondazione del Cile. Forte come le donne protagoniste dei libri dell’Allende. Ines Suarez nasce all’inizio del '500 nell’Ertremadura.
Lo scenario é quello di un romanzo epico. Battaglie, indigeni incattiviti, amori, lotte, onori e disonori, lotte per il potere.
L’eroina della conquista spagnola appassionata e travolgente in una storia romanzata ma vera.

CONTROSTORIA DELL’UNITA D’ITALIA.
Fatti e misfatti del risorgimento

di Gigi Di Fiore
Editore Rizzoli - Collana BUR Saggi
2010 - pp.461

Rassegna degli intrighi abusi inganni che accompagnarono il processo di unificazione. La retorica patriottica del Risorgimento ci ha edotti in modo deformato. Fu scritta dai vincitori!
In effetti fu una guerra di conquista condotta dal Piemonte contro gli Stati Sovrani del Centro e del Sud. Cerchiamo di comprendere le questioni irrisolte che ancora spaccano il paese.

RAGAZZE PER SEMPRE
di Patrizia Marchei Romano
Editore la Bussola
2021 - pp.264

La grande casa di famiglia il suo parco e il viaggio nel passato e nel presente di Gaia, testimone attraverso quattro generazioni di storie.
Nonne, zie che hanno vissuto la guerra, accudito famiglie senza mai arrendersi. Protagoniste inconsapevoli di una missione illusoria e commovente.
Tramandare alle nuove generazioni la felicità fiabesca del luogo magico in cui ciascuno era cresciuto.

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La Lampadina/Note di viaggio
Venezia 2022: non solo Biennale
di Marguerite de Merode Pratesi

È sempre molto emozionante poter scrivere di un viaggio compiuto da poco. Di nuovo, La Lampadina ci ha fatto divertire, ci ha emozionato, fatto sognare e organizzato un viaggio che ha rasentato, senza esagerare, la totale perfezione.
In primis, usando un linguaggio tecnico, parliamo della “location” del nostro albergo. Una scelta ideale:
- centrale per raggiungere facilmente le numerose attività organizzate per noi
- discreto: visto che era situato alla fine di un vicoletto, con uno slargo dove sedere all’aperto ed incontrarsi.
- Incredibilmente economico, visto che, dopo lunghe trattative, gli organizzatori avevano ottenuto per noi partecipanti un prezzo veramente conveniente. Specialmente considerando che eravamo a Venezia durante la Biennale d’arte contemporanea e con la solita invasione di turismo!
- Le camere, piccole e 'shabby chic', ma alle quali non mancava niente.
Chi sono i protagonisti di questa incredibile avventura?

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La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità.

La Lampadina è una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un Comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Lucilla Crainz Laureti, Marguerite de Merode Pratesi, Ranieri Ricci, Carlotta Staderini Chiatante, Lalli Theodoli, Beppe Zezza e redatta con la partecipazione di: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Renata Ferrara Pignatelli e Angelica Verga. La sede è in via Castiglion del Lago, 57, 00191, Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa duemila persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
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