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Domenica, 30 giugno 2013

Ciao,
oggi la nostra Lampadina si accende su:

La Lampadina - n. 18
Giugno 2013

Ciò che contraddistingue per molti di noi l'estate, è il movimento. Peregriniamo da un luogo all'altro ricercando il bello, il nuovo, la tranquillità, la concentrazione perduta, il riposo. Sembra un controsenso: muoversi per fermarsi.
E' una condizione che ci caratterizza e segna il nostro vivere: sopravviviamo su un pianeta che si muove e noi su di esso non possiamo evitare di avanzare.
In questo numero "spostiamo" l'attenzione sui vari tipi di movimento: di capitali, fisici, psicologici, artistici...


ATTUALITA': Macao e le sue scommesse
Movimento di persone e di capitali per il gioco...

Posizione di MacaoMacao è un piccolo territorio costiero (meno di trenta km²), passato dall’amministrazione portoghese a quella cinese nel 1999. È il primo paese al mondo per aspettativa di vita (2008) con 84,33 anni ed è il più grande paese asiatico per il gioco d’azzardo.
Macao fino a venti anni fa era uno stagno assonnato e oscurato dalla scintillante e cosmopolita Hong Kong. Nel 1999, tornato alla Cina, ha subito una drastica trasformazione. Oggi è irriconoscibile, grazie al turismo, l'edilizia e, al gioco d'azzardo. Ha superato Las Vegas come destinazione per i giocatori più viziosi, il giro di affari nel 2012 è stato di circa 38 miliardi di dollari, circa sei volte di quanto generato a Las Vegas.
Macao ha avuto un grande sviluppo, grazie ai cinesi. Si dice, infatti, che il gioco d'azzardo per i cinesi sia quello che l'alcol è per gli occidentali, bevono poco ma amano il gioco sopra ogni cosa.
Sono numerosi i giocatori che dalla Cina si recano a Las Vegas nel corso dell’anno, più della metà ha una rendita di oltre i 100.000 dollari e i casinò locali organizzano e sponsorizzano per loro, voli charter da Shanghai, Pechino e altre città, praticamente ogni giorno dell’anno.
Las Vegas è però a migliaia di kilometri dalla Cina. Mentre in una fascia compresa nelle tre ore di auto da Macao, vivono 100 milioni di persone e a tre ore di volo, oltre  un miliardo (tre volte la popolazione degli Stati Uniti). La brevità del volo, lo rende un posto ideale per il week end.
La grande espansione di Macao, ha avuto un forte impulso in occasione dell’ultima crisi mondiale del 2008-2009 e poi continuata negli anni successivi. Nel 2012 le entratStanley Hoe dei Casino sono arrivate a un record di 38 miliardi di dollari, confermando la sua prima posizione, nel mondo, per il gioco d’azzardo. Nei primi due mesi dell’anno del 2013 le rendite da gioco sono aumentate dell’11,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. E per i primi dieci giorni del mese di marzo, il fatturato è salito del 38,5%.
I ricavi crescono a passi da gigante, mentre quelli di Las Vegas sono in caduta, di conseguenza, gli investitori, attenti e che hanno visto crescere le loro fortune a Las Vegas, hanno preferito diversificare su Macao.
Stanley Ho era il magnate dei casinò più famoso di Macao, ha goduto del monopolio per quarant’anni. Ma da quando il governo ha aperto il mercato nel 2002, i giganti americani Las Vegas Sands (LVS), Wynn Resorts (WYNN) e MGM (MGM), hanno iniziato la loro fortissima concorrenza.
I risultati, per gli investitori sono stati a dir poco spettacolari. Las Vegas Sands ha aperto il Sands Macao, il primo in stile Las Vegas nel maggio 2004: è costato 265 milioni dollari, ha generato 843 milioni di dollari nei soli ultimi tre mesi del 2012 e oggi possiamo dire che più del 90% dei profitti di Las Vegas Sands proviene dal continente asiatico.
Nel mese di ottobre, la MGM ha ricevuto l'approvazione per la costruzione di un casinò resort da 2,5 miliardi di dollari. SJM Holding, un operatore globale, costruirà un albergo da 2.000 camere e con 700 tavoli da gioco. La stessa Sands sta progettando il quarto resort dell’area e in stile francese, la Wynn ne ha un progetto uno nuovo da 4 miliardi di dollari.

Non vi ricorda nulla?

Macao, potrebbe essere una scommessa?
Gli scettici sottolineano che i volumi dei grandi giocatori pronti a giocare un milione di yuan ($ 160,700) - sono diminuiti di due terzi, e ciò è dovuto al controllo dei trasferimenti di denaro da parte delle autorità cinesi quale provvedimento contro la corruzione.
Tuttavia gli operatori di casinò degli Stati Uniti sanno bene che il calo sarà compensato da un attacco implacabile alla classe media cinese. La loro visione è che possono fare per Macao quello che hanno fatto per Las Vegas, trasformandola in una destinazione per lo shopping, gli spettacoli, i ristoranti di lusso, i convegni e naturalmente il gioco d'azzardo. I ricavi generati dal mercato di massa dei visitatori è in rapida crescita. Le visite cinesi sono cresciute del 22,5% e solo durante il Capodanno cinese… una tendenza che sembra inarrestabile.
Carlo Verga

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ABBIAMO OSPITI - ARTE: Dynamo "Un secolo di luce e di movimento nell’arte, 1913-2013"
Il movimento è arte! Facciamo un salto al Grand Palais di Parigi
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Questa mostra è uno spettacolo!Locandina della Mostra
Per le dimensioni (oltre 200 opere di 140 artisti, di 30 nazionalità diverse; distribuite su 3.700 mq. dei 72.000 totali del Grand Palais), per l’organizzazione (due Sezioni principali Spazio e Visione, suddivise in sedici sottosezioni, più due unità più piccole Contemporanei e Pionieri, che fanno da introduzione e conclusione dell’esposizione; proiezioni, conferenze, incontri con gli artisti, audio-guida in almeno cinque lingue, applicazioni per iPad, catalogo esaustivo e molto ben curato, documentazione, ecc.) e soprattutto per le opere e per le installazioni esposte, che sorprendono, attraggono, stimolano la percezione, attraverso strutture vibranti, giochi di specchi, pulsazioni luminose, interagendo, in un rapporto attivo, con lo spettatore.
Si tratta di Arte Cinetica, corrente artistica che, volta a introdurre nelle opere d’arte la quarta dimensione, il tempo, attraverso il movimento fisico o virtuale, tra il 1957 e il 1968 si propagò fino a diventare di moda in Europa occidentale, negli Stati Uniti e in America Latina, per poi cadere nell’oblio ed essere riscoperta solo una quindicina di anni fa. Spesso chiamata “Op art” (a seguito di una mostra ormai storica, "The Responsive Eye", al MOMA di New York, nel 1965), divenne molto “in” e influenzò moda (Courrèges), design, cinema (Henri-Georges Clouzot tra i primi), negli Anni Sessanta.
Vardanega Tour ortogonale La mostra non ripercorre la storia di questa corrente artistica; le opere sono raggruppate in maniera trasversale e tematica, proponendo al visitatore un viaggio all’indietro, attraverso le singole individualità degli artisti che hanno determinato questa tendenza fondamentale, insieme con personalità di livello mondiale (Anish Kapoor, Dan Flavin, Kenneth Noland, Frank Stella) e altri ancora, presenti con opere testimoni tuttavia soltanto di una temporanea affinità con le ricerche effettuate, invece con costanza, dagli artisti Optical-Cinetici.
Il percorso tematico della mostra non pone in rilievo i principi rivoluzionari e le istanze sociali in cui, negli anni Sessanta, credevano questi artisti: il rifiuto dell’opera unica (moltissimi i multipli editi in quegli anni dalla Galleria Denise René di Parigi), l’economia di mezzi, l’utilizzo di un vocabolario geometrico e di materiali industriali.
Fatta esclusione del GRAV di Parigi, di Zero di Dusseldorf (ciascuno con una sua sala), e del MID (“Movimento Immagine Dimensione” di Milano), con un grande disco stroboscopico (purtroppo in posizione defilata), nella mostra non sono nemmeno citati gli altri Gruppi che diedero origine a questa tendenza tra il 1957 e il 1960 (N a Padova, T a Milano, NUL in Olanda, Dvizhenje a Mosca e Anonima a Cleveland), pur essendo rappresentati –debolmente- solo alcuni degli artisti che ne fecero parte.
Di Le Parc (argentino di Parigi) sono esposte otto opere e di François Morellet sette; mentre giganti dell’arte optical-cinetica, come Frank Malina, Almir Mavignier, Hugo Demarco, Peter Sedgley, Yvaral e altri sono presenti con una o due opere, non sempre delle migliori. Lo stesso destino è riservato ai nostri Precursori: di Bruno Munari è visibile una “macchina inutile” del 1945, rifatta nel 1995 e di Giacomo Balla, una “compenetrazione iridescente” del 1912, poco rappresentativa del rilievo storico che per l’arte cinetica ha avuto il primo Futurismo (di Boccioni non vi è traccia !).Site specific di Varini
Diverse le presenze poco giustificate e molte le assenze clamorose, tra queste ultime: gli italiani Alberto Biasi, Manfredo Massironi, Edoardo Landi, Ennio Chiggio (tutti del Gruppo N di Padova), Enzo Mari, Nino Calos, Marcello Morandini, Paolo Scirpa, oltre a tanti altri artisti, altrettanto di rilievo nel panorama cinetico internazionale (a solo titolo di esempio: Joseph Anuszkiewicz, Ed Sommer, Chryssa).
Messe da parte comunque le riserve di carattere filologico, la mostra (curata da Serge Lemoine, Professore emerito alla Sorbonne ed ex Direttore del Museo d’Orsay di Parigi) è senz’altro la più importante realizzata su “luce e movimento” negli ultimi cinquanta anni, ed è bella da vedersi.
Si inizia con Voltes III (2004), una gigantesca installazione di neon bianchi in rapidissimo movimento dello svizzero John Armleder, quindi con Rotating labyrinth (2007) del quarantenne danese Jeppe Hein, installazione, dove cerchi concentrici di specchi rotanti fanno continuativamente confondere lo spazio reale con il suo riflesso e si conclude con i Precursori (tra cui Duchamp, Gabo, Moholy-Nagy, Pevsner e Calder, con opere degli anni 1910-1940).
Tra questi due estremi, le straordinarie invenzioni, spesso ipnotizzanti, di Le Parc, BrigitSoto Penetrable Blue Riley, Vasarely, Tadasky, Tinguely, Pol Bury, Gianni Colombo, Jesus Rafaél Soto (con un “penetrabile blu” del 1999, da attraversare, come vuole l’arte partecipativa da lui predicata), Paul Talmann, Cruz-Diez e tanti altri, tra cui Enrico Castellani, con un’incredibile opera optical, del 1961.
Tutte e 16 le sottosezioni della mostra sono costruite su opere talora straordinarie: insomma, la mostra è da non perdere (anche perché, a credere alla statistica, per visitare la prossima di questo livello, potremmo dover attendere...altri 50 anni). Fino al 22 luglio 2013.
Luciano Berni Canani

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PSICOLOGIA: l'effetto Werther e la scoperta dell'acqua calda
Tutti i nostri movimenti... hanno delle precise conseguenze.

Avevate mai sentito parlare dello Effetto Werther?
Probabilmente no, come me, fino a ieri.
Effettivamente èun nome noto quasi esclusivamente a psicologi e sociologi.
Con questa espressione si indica il fenomeno per cui la notizia di un suicidiI dolori del giovane Werthero pubblicata dai mezzi di comunicazione di massa provoca nella società una catena di altri suicidi.
Il nome ricorda l'impatto emotivo che la pubblicazione del romanzo di Goethe - I dolori del giovane Werther - ebbe in Europa: in breve tempo i suicidi tra i giovani si moltiplicarono con le medesime modalità descritte dal romanzo, al punto che le vittime indossavano gli stessi vestiti o lasciavano il romanzo aperto alla pagina della morte del protagonista.
Questo accadeva in altri tempi, quando la pubblicazione di un libro aveva un impatto rilevante. Oggi che la lettura e' assai meno "popolare", l’emulazione viaggia stimolata dai moderni mezzi di comunicazione di massa.
Quando si suicidò Marilyn Monroe ci fu una ondata di suicidi in tutti gli Usa, così pure accadde in Italia dopo che tre giovani, nel corso dell'estate del 1990, decisero di suicidarsi con i gas di scarico dell'auto, ascoltando musica e bevendo alcolici. Il gesto, ampiamente diffuso con dovizia di particolari da giornali e televisioni, venne subito imitato da altri giovani: a partire dall'agosto del 1990, vi fu un incremento del 150% dei suicidi giovanili, compiuti nel medesimo modo!
Questo effetto imitativo non è limitato al solo suicidio ma si riscontra in tutti gli eventi che portano alla ribalta qualcuno, nel bene e nel male.
Quanto ho letto mi ha fatto riflettere sulla forza di questo spirito di emulazione e di come questo sia  diffuso in tutti (non sarà esagerato dire "tutti"? ) gli esseri umani.
Qualcuno potrebbe dire: hai fatto la scoperta dell'acqua calda!
Ma non sai che è proprio su questo che si basano le campagne pubblicitarie, che si scelgono i testimonial dei prodotti e dei marchi che si vogliono affermarMarilyn in una foto di Sterne?
Eh, già. È proprio così: è la scoperta dell'acqua calda!
Lo spirito di emulazione ha una forza enorme, che può essere benefica o deleteria.
Ed è bene esserne consapevoli.
Sia nell’attività educativa spicciola di genitori, nonni, insegnanti e simili sia nella gestione della informazione: evitare di dare eccessivo risalto, fosse anche solo per stigmatizzarli, a eventi e personaggi "negativi" e proporre alla attenzione eventi e personalità positive.
Un caso: nella metropolitana di Vienna tra il 1984 e il 1987 si verificò una catena di suicidi. Lo psichiatra Sonneck convocò i giornalisti proponendo loro il rispetto di alcune norme, in particolare il riserbo e l'anonimato su questi fatti, astenendosi dal fornire dettagli e curiosità circa le possibili cause del gesto. Questa strategia, sottoscritta da tutti gli organi di informazione, risultò vincente: a partire dalla seconda metà del 1987, a Vienna i casi di suicidi in metropolitana diminuirono improvvisamente del 75%, per mantenersi ai livelli consueti nei successivi cinque anni!

Noi, de La Lampadina, nell'ultimo numero abbiamo pubblicato un articolo sul costruttore di ponti, un santo del nostro tempo: è stato l'articolo più "cliccato"! manifestando come sia forte il desiderio di sapere di personaggi positivi. Chissà che qualcuno, tra i nostri lettori, non abbia sentito il desiderio di emularlo?
Beppe Zezza
 
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ABBIAMO OSPITI - ATTUALITA': Lisippo e l'export italiano di opere d'arte
Non ci sono solo movimenti pittorici, di pensiero, o di capitali, anche di merci e...altro...

Vi racconterò una storia curiosa di tanti anni fa, una storia i cui effetti non si sono ancora esauriti. Una storia che ha riferimenti artistici, sociali e ovviamente legali, laddove, ancora oggi, dopo più di 40 anni, si disquisisce di reati permanenti piuttosto che di reati istantanei a effetti permanenti.
Il 15 maggio del 1971 pensavo alla mia missione mentre guidavo su una Flaminia che oggi non vi potete neanche immaginare tanto era deserta, piena di buchi (che forse ci stanno ancora), curve e saliscendi, ma in cui si poteva ancora sentire il profumo dei campi. Contavo di arrivare a Gubbio entro le 11 per iniziare una “due diligence”.
Il compito mi era stato affidato da Harry Bailey che era il rappresentante della Christie’s a Roma. Con lui avevamo aperto il primo ufficio della casa d’aste in Italia.
Una vera e propLisippo particolareria corsa ad ostacoli per l’ostilità degli antiquari romani che vedevano nella Christie’s un concorrente pericoloso anziché un’occasione per allargare un mercato piccolo e asfittico in cui, più degli antiquari prosperavano rigattieri e faccendieri che, alla ricerca di opere antiche e non notificate ronzavano attorno agli eredi, spesso squattrinati della nobiltà nera romana. La Christie’s, con le sue aste alla luce del sole, pubbliche per definizione, avrebbe bloccato o, perlomeno limitato, quei traffici opulenti e clandestini.
A Gubbio avrei dovuto incontrare un imprenditore locale, un certo Barbetti, che aveva proposto a Harry nientemeno che l’acquisto di un bronzo di Lisippo, di 1400 anni pescato nel Mar Adriatico.
Il 15 maggio a Gubbio si tiene e si teneva (ma, allora, a mia insaputa) la festa dei ceri. Potete immaginarvi il caos in cui piombai. Tutti i notabili del paese erano seduti a banchetto nella loggia del Palazzo dei Priori. A capotavola sindaco e pretore fecero l’onore di invitarmi. Il pretore sapeva tutto della vicenda e tra una portata medievale e l’altra mi espresse la sua frustrazione in quanto i presunti ladri e ricettatori del Lisippo (fra cui il Barbetti) l’avevano fatta franca: a cominciare dai pescatori, che con le loro reti a strascico avevano pescato la statua, fino ai ricettatori dell’opera che erano tutti maggiorenti del paese. Fra questi non poteva mancare il solito prete! Una vicenda alla Piero Chiara condita, dopo il ritrovamento, da un processo all’italiana in cui non s’era riuscito a provare che il reperto proveniva da acque territoriali, pur essendo a tutti noto che la pesca a strascico si effettua solo su bassi fondali. Eppure, per questa ragione l’accusa di ricettazione nei confronti del Barbetti, che per poche lire aveva acquistato la statua dai pescatori, era venuta a cadere. Tutti assolti per insufficienza di prove e addio dell’Italia all’unica statua di Lisippo ancora esistente.
Tuttavia, anche dopo quel giudicato i miei amici non avrebbero potuto acquistare un bene culturale che comunque era transitato sul territorio nazionale ed era poi stato esportato violando le leggi doganali e di tutela del patrimonio artistico.
Tornai dunque a Roma pieno di dubbi. Potevo o no consigliare ai miei clienti l’acquisto della statua a un prezzo ben più alto di quello ricevuto dai pescatori di Fano? Come ho detto ero giovane e ancora fresco di studi. Così andai a ripescare le dispense dalle lezioni di Massimo Saverio Giannini sull’attività amministrativa. Solo se fosse mancato il requisito della “culturalità” il Lisippo poteva essere acquistato. Secondo me la mancanza di questo requisito non derivava dalla sentenza che aveva assolto il Barbetti in via definitiva dal reato di ricettazione ma dall’indifferenza delle autorità italiane a fronte di un procedimento protrattosi per più di cinque anni fra primo grado, appello, Cassazione e rinvio.
E’ pur vero che chi aveva esportato la statua avrebbe dovuto comunque sottoporla, in quanto bene evidentemente archeologico, alla verifica delle autorità doganali, ai fini dell’ottenimento di un attestato di libera circolazione. Ma questa verifica, potei argomentare, era avvenuta indirettamente in quanto la pubblica amministrazione, non costituendosi parte civile nel lungo processo celebrato contro Barbetti e compagni, aveva conferito al Lisippo una sorta di certificato tacito di libera uscita. Il comportamento omissivo della Pubblica Amministrazione era “significativo” poiché con il processo lo Stato era stato posto in grado di verificare la sussistenza o meno dell’interesse artistico della statua. Secondo Giannini l’autorità che tace nell’ambito di un qualsiasi procedimento tiene un comportamento "significativo" purché riceva un’intimazione a provvedere. Secondo me il processo penale costituiva una sorta di prolungata intimazione a provvedere colpevolmente ignorata dalle nostre autorità. Alla luce di questa tesi ritenni che l’acquisto voluto dal mio cliente sarebbe stato giuridicamente valido ed efficace. La giuridicità prescinde ovviamente da considerazioni di carattere etico o politico. Io ho fatto l’Avvocato e quindi l’interesse del mio cliente che, devo ammettere, in quest’occasione era in contrasto con quello del mio paese.
Il Lisippo fu poi rivenduto nel 1977 al Getty Museum a un prezzo incredibile e il Getty ha costruito intorno a questo capolavoro unico un intero museo. La storia non è finita qui. Per il Tribunale di Pesaro il Lisippo deve essere confiscato nonostante la Corte Costituzionale abbia affermato che non può confiscarsi un bene che appartiene a chi non ha compiuto rispetto a esso alcun reato.
Non solo. L’Avvocato che ha redatto quel parere nel lontano 1971 è tuttora indagato per concorso nel reato di esportazione clandestina di opera d’arte, mai prescritto giacché considerato, sulla base di una tesi palesemente assurda, reato permanente anziché reato istantaneo.
Vittorio Grimaldi

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VIAGGI: Classic India Rally
Movimento nel vero senso della parola quello del rally: ma in questo caso non alla ricerca della velocità ma della scoperta, della storia, di popoli e culture diverse.

Dal 24/01 al 21/02 2013 abbiamo partecipato con la nostra Volvo PV 544 al Classic India Rally: 4300 km tra lo stato del Rajasthan e lo stato del Gujarat.
Il rally è stato organizzato da ROARR, una società inglese che da anni organizza “long distance rallies”.
Volvo e i Puddu in viaggioIl 26 gennaio appuntamento a Delhi, siamo 15 vetture tra cui una rarissima Lanchester degli anni Venti e una Lagonda 45 del 1937, due Jaguar XK 120, una Jaguar 150, un’enorme DeSoto Fireflite cabrio degli anni Cinquanta e una Lincoln Capri (l’auto con la quale negli anni Cinquanta si vinceva la Panamericana!), una Chevrolet del 1937 arrivata seconda alla Pechino Parigi. Tre Mercedes Pagoda e una velocissima 450 SL, una Giulia 1300 scuderia del Portello guidata da Roberto Chiodi e la mia Volvo PV 544 con la quale ho fatto tutti gli altri rallies in giro per il mondo.
In India esiste la regola del tre: primo avere un clacson forte e chiaro, secondo buoni freni e terzo tanta fortuna! In teoria si guida a sinistra quindi è il mio navigatore (mia moglie ) che mi dice quando superare, ma in pratica tutto ciò che si muove può arrivare da tutte le direzioni!
Per i primi 1500 km guidiamo in Rajasthan visitando fortezze e palazzi di maharaja. Entriamo nel Gujarat dal sud del Rajasthan e passando dalla città di Ahmedabad ci dirigiamo verso il mare di questa bella penisola. Andiamo nelle zone desertiche per poi tornare in Rajasthan passando da belle strade rurali e su qualche tratto di autostrada. Ritornati a Delhi abbiamo lasciato le macchine nei containers per il viaggio di ritorno in Italia.
Questo magnifico rally ci ha dato la possibilità di viaggiare in maniera del tutto particolare, vedendo e vivendo con la nostra Volvo le persone, i paesini, le campagne, i templi, le regge e le fortezze dell’India, permettendoci così di scoprire e di godere di tante meraviglie “sconosciute”.
Inizio rally a Delhi: prese le vetture dai containers, mille difficoltà burocratiche, riusciamo a partire solamente verso le 5 del pomeriggio, quindi al buio, cosa sempre da evitare possibilmente... la mia Volvo si ferma a un distributore e non vuole più partire, per fortuna era solo il filo a massa della batteria che non faceva contatto. Facile riparazione ma entriamo in un videogioco notturno, il traffico diventa un incubo, i camion non hanno le luci posteriori e usano gli abbaglianti in permanenza. Sorpassi folli, moto, bici,Bundi Palace cani, mucche, bufali, moto e tuc tuc tutti contro di noi! Speed bumps micidiali all’ingresso e all’uscita di ogni paesino! La Volvo si comincia a lamentare ma non sa ancora cosa la aspetta!
Finalmente arriviamo sani e salvi la sera tardi a Karauli, un forte del Cinquecento diventato albergo. Da Karauli andiamo a Ranthambhore, una volta terreno di caccia del Maharaja di Jaipur, ora area protetta, dove vivono 49 tigri. A pochi chilometri dalla riserva un forte costruito nell’XI secolo. Il Maharaja di Ranthambore, nel XIV secolo dette riparo nel forte ai nemici del sultanato di Delhi e il forte fu sottoposto a un massiccio assedio e infine conquistato dai musulmani. Questo forte è protetto da cinque portoni massicci muniti di punte di ferro per impedire l'accesso agli elefanti che portavano i guerrieri all'assalto. Al momento dell'assedio durato più di un anno gli abitanti erano 10.000 e avevano cibo e acqua per un anno. Il forte è magnifico e ricco di templi di tutte le religioni.
Sulla strada di Udaipur straordinario il palazzo reale di Bundi, il Garh Palace, costruito dal Maharaja Rattan Singh nel XVII secolo. Descritto da Kipling come " opera non dell'uomo ma dei folletti" quando ci è apparso da lontano ci siamo chiesti se eravamo ospiti di Tolkien o in preda di un delirio di fantasie.
Non ci sono parole per descriverne l'architettura! Balconi, sale, fortificazioni, dipinti (pochi rimasti integri ma meravigliosi), statue di elefanti ovunque, nei capitelli, come sovrapporte, negli angoli delle stanze. I dipinti delle persone sono solamente di profilo, giacché solo gli Dei potevano essere rappresentati di fronte!
Lasciamo Bundi e andiamo a visitare il bellissimo forte di Chittaugarh costruito nel XIII secolo. Lungo la strada vediamo dei piccoli appezzamenti di fiori bianchi a oppio, coltivati e controllati dal governo nella piena legalità. Da lì ci dirigiamo verso Udaipur e sulla Palazzo di Kumbhalgharstrada dei Monti Aravalli ci appare la fortezza di Kumbulghar costruita dal Maharana Kumbha nel 1400. Le mura, seconde solo alla muraglia cinese, sono lunghe 37 km e attraversano tredici passi di montagna. All’interno templi, palazzi e villaggi. Arrivati a Udaipur siamo invitati la sera dal Maharana Shriji Arvind Singh, grande collezionista di auto d’epoca e vincitore al Concorso di eleganza di Pebble Beach con una Rolls Royce appartenuta al nonno.
Dopo Udaipur entriamo nello stato del Gujarat che ci offre templi dalle architetture affascinanti e straordinari paesaggi.
Incredibilmente bello il tempio jainista di Palitana, composto di 800 templi.
Per visitarlo bisogna salire 3700 gradini. Restiamo sbalorditi ed emozionati nella visione di questo luogo di devozione scolpita nel marmo e vissuta ogni giorno da migliaia di pellegrini. Ci accompagnano nella visita canti, preghiere e il fascino dei fedeli vestiti di bianco che recano offerte e fiori.
Gli jainisti, vegetariani assoluti, hanno un totale e religioso rispetto di ogni tipo di vita animale e vegetale, addirittura non raccolgono nulla che cresce sottoterra per non fare male a un insetto o un verme nell’estrazione del vegetale.I templi jainisti di Palitana
Il giorno seguente arriviamo a Gondal nel centro del Gujarat e siamo ospiti nella residenza estiva del Maharaja, anche lui appassionato di auto storiche.
Quando vede la Giulia di Roberto Chiodi gli racconta di avere corso con una Giulietta. Nel suo garage ha trenta belle vetture in gran parte americane dell’immediato dopoguerra. Infatti, gli Indiani con l’avvento delle vetture USA hanno scoperto che queste andavano nelle loro strade forse meglio delle Rolls a un prezzo molto inferiore!
Un’altra meraviglia che abbiamo visitato è Mount Abu del XII secolo con due templi jainisti di sublime bellezza di marmo bianco, talvolta rosa, lavorati come un merletto con figure floreali e umane che letteralmente fuoriescono dal marmo.
Lasciamo Mount Abu e andiamo a Jailsamer, il forte dorato, la città più a ovest del Rajasthan a soli 60 chilometri dal Pakistan.
Famiglia in motoLa città circondata da mura controllava il passaggio, obbligato, delle carovane e il maniero ha rappresentato per secoli il rifugio di sovrani che accumulavano ricchezze e costruivano meravigliosi palazzi con balconi intarsiati all’interno delle mura. Proseguiamo per Jodhpur, sulla strada sentiamo un rumore che viene dalle sospensioni posteriori, mia moglie ormai esperta, fa subito diagnosi di una rottura dell’ammortizzatore posteriore di sinistra! A forza di buche di salti e di sterrati l’ammortizzatore ha sfondato l’alloggiamento nel bagagliaio. Niente problemi: ci fermiamo in un villaggio, dove un giovane artigiano con una vecchia saldatrice a carburo ci esegue rapidamente una perfetta riparazione. Da Jodhpur rientriamo verso Delhi, ci fermiamo a Neemrana in un albergo fortezza in cima a una collina, dove si rifugiavano i briganti.
Tornati a Delhi, lasciata la Volvo nei containers per altri due giorni ci godiamo questa bella e interessante città in attesa del nostro volo per Roma.
Giancarlo Puddu

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ABBIAMO OSPITI - ARTE: Venezia, aperta la Biennale Arte, un caleidoscopio di pensieri creativi.
Idee che viaggiano nel mondo dell'arte e suscitano stupore, curiosità, bellezza.

“Palazzo Enciclopedico”, così s’intitola la 55esima edizione de la Biennale Arte diIl palazzo Enciclopedico di Mauro Auriti Venezia un mega-percorso espositivo (sino al 24 novembre) che si snoda in tutta la superficie degli spazi dell’antico Arsenale veneziano.
Ad accogliere il visitatore da subito è un modello di grattacielo alto 3,3metri di 136 piani realizzato negli anni Cinquanta da un operaio italiano abruzzese Mauro Auriti per dar vita alle proprie “visioni, per contenere tutta la sapienza umana…Questo modellino architettonico esiste ed è conservato all’American Folk Museum di Manhattan. E da qui parte tutta la mostra, attraversando questo pensiero metaforico che costituisce tanti significati: il sogno, l’elevazione del pensiero creativo non sempre manifestato da artisti veri, anche da autodidatti, creatori di azioni.
158 sono gli artisti appartenenti a 38 paesi dalle provenienze e dalle esperienze più disparate una liberalizzazione dell’arte? Una nuova dimensione slegata da schemi rigidi e accademici?
Di certo si assiste, in questa biennale, alle più disparate contaminazioni tra simbologie, occulto, problematiche psichiche, ricerche anche creative più o meno interessanti. Si passeggia tra un caleidoscopio di proposte, di luci, di suoni, d’istallazioni legate anche al mondo del magico (opere disegnate attraverso l’uso di un pendolino) o riecheggianti la sfera del mondo dell’Egittologia.
La novità è il nuovissimLa cupola di Chinio Padiglione del Vaticano con il tema della “Creazione” interpretate da Studio Azzurro, dalle immagini fotografiche di Joseph Koudelka, dipinti di Tano Festa e dell’australiano Lawrence Carrol.
Proseguendo nell’idea de Il Palazzo Enciclopedico si arriva allo” Studio personale” dell’americana Cindy Scherman con i suoi ritratti eseguiti con campionari di bottoni, stoffe, tessuti accanto cui dialogano con le opere-passamanerie di Enrico Bay.
Presente Carol Rama l’italiana di 95 anni, Marisa Merz 85 anni (premiata) con i suoi innumerevoli disegni alcuni dei quali creati da quand’era bambina.
Il percorso espositivo fatto di assemblaggi, avvolgimenti stilistici e linguistici e soprattutto dimensioni interiori – non sempre serene-ci conduce negli spazi dei Giardini, nella seconda parte della mostra veneziana. Qui la novità è la scoperchiatura della bellissima Cupola affrescata da Galileo Chini da anni nascosta sotto teloni. E’ Marco Paolini e il suo "Fen"lo spazio del Padiglione Centrale, dove spicca, dentro una teca, il “Libro Rosso di Jung" circondato da disegni e illustrazioni di Cristiana Soulou che dipinge l’universo di Borges e Londono che interpreta e trascrive i diari di Kafka.
La conoscenza universale continua…nei labirinti interpretativi che continuano sino al Padiglione Italia lo spazio che dovrebbe rappresentare l’arte italiana. Quest’anno si è pensato di esporre Fabio Mauri, Gianfranco Barucchello, Giulio Paolini Marco Tirelli, Luca Vitone e altri con un omaggio al fotografo Luigi Ghirri. Infine allo spazio disegnato da Alvaro Siza alle Tese del Giardino delle Vergini svetta un’istallazione dell’attore Marco Paolini s’intitola” Fen,” tradotto fieno.
E’ un grande Covone di fieno sul quale sono stati inseriti gli arnesi da lavoro del mondo contadino. E’ un’autentica riflessione sulle nostre tradizioni, tanto per non dimenticarle, un omaggio alla terra!
Laura Novello

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COSTUME: vestiti usati
Tutti ciò che ci circonda è in movimento, le cose alle quali siamo affezionati, i nostri vestiti, noi stessi....

Dopo aver preparato, come richiesto dalla Caritas, i vestiti  da regalare ben chiusi in sacchetti, chiedo a mia nipote Lavinia se mi vuole accompagnare: in genere le diverte azionare la maniglia dei contenitori che aziona lo sportello che inghiotte gli indumenti.
Sta pedalando in lenti giri svogliati sulla sua nuova bicicletta e mi risponde che no, ora non ne ha proprio voglia.I famosi cassonetti per vestiti usati
Mi avvio al cancello, la saluto, ma lei butta per terra la bicicletta e corre verso di me. Penso che voglia, tutto sommato, seguirmi. Mi dice di no e aggiunge trafelata: ”Ma nonna, sei sicura che il povero sia contento con i tuoi vestiti? Ieri ne avevi uno nero tanto brutto!”
Pare sinceramente preoccupata. Io so che non le piacciono i miei vestiti. Mi suggerisce in continuazione scarpe e vestiti con lustrini e con colori improbabili…ma la sua preoccupazione ora è per altri, per chi dovrà secondo lei indossare abiti tanto brutti.
Mi viene da sorridere. Ma poi rifletto un po’.

Quando preparavo per mio figlio i pacchi di vestiti da portare a scuola per la raccolta per i poveri l’unica o senza altro le maggiori preoccupazioni erano che fossero caldi per l’inverno, in ordine, puliti e senza strappi.
Ma sinceramente non mi ero mai domandata se colei e colui che avrebbe ricevuto gli abiti sarebbe stato “contento”. Mi sembrava che la protezione dal freddo e una decente copertura estiva fossero sufficienti. Non ho mai pensato alla felicità o almeno alla contentezza del povero che avrebbe ricevuto i miei abiti usati.

Quando eravamo piccoli noi poi i vestiti da dare erano veramente per lo più oramai immettibili, non solo fuori moda, ma roba veramente bruttissima. Con mio orrore alcune donatrici levavano i bottoni dalle giacche e dai cappotti. Certo che regalare per l’inverno una giacca o un cappotto che non si possono chiudere… ma se i bottoni erano troppo belli….via…o venivano sostituiti da bottoni più brutti.
I poveri di allora erano poveri, per così dire tristemente stabilizzati, forse da sempre in una condizione di miseria o comunque forse in tale condizione da tanto tempo. Tristemente abituati a tendere la mano.
I poveri di adesso sono spesso arrivati a questa terribile realtà da pochissimo tempo.

Tanti, troppi signori alle mense della Caritas, arrivati in questa triste condizione all’improvviso, per la perdita di un lavoro, malattia, separazione. A volte i loro più stretti familiari ignorano la loro situazione, a volte dormono in macchina, a volte fingono ancora di andare a un lavoro che non c’è più.
Sperano che questa terribile realtà sia una realtà temporanea da cui riusciranno a fuggire a breve. La loro apparenza non denuncia la loro situazione. I loro abiti sono ancora in ordine. Sono quelli della recente ma perduta agiatezza.

Questi signori non sanno domandare, ne hanno vergogna.
Vergogna di questa nuova terribile realtà che li spinge alle mense lontane dalla loro vecchia abitazione per timore di essere riconosciuti. A volte stanno fermi per strada, non osano tendere la mano e noi spesso abbiamo paura diLa scena della mano offenderli dando un piccolo aiuto. Sono talmente decorosi e pieni di dignità.
Come non ricordare quel vecchio film di De Sica: “UMBERTO D” in cui l’anziano signore bisognoso cerca di chiedere l’elemosina ma all’ultimo ritrae la mano e finge di averla tesa solo per controllare se piova.

Si può fare di più. Tornata a casa apro gli armadi e scelgo i vestiti che metto ancora volentieri, che mi hanno fatto essere “contenta” sperando che una briciola di gioia passi a chi li metterà.

Lavinia, che mi ha seguito incuriosita, sorride contenta.
Che lezione da questa piccoletta.
Lalli Theodoli

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La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità...

La Lampadina è una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un Comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Lucilla Crainz Laureti, Marguerite de Merode Pratesi, Giancarlo Puddu, Ranieri Ricci, Carlotta Staderini Chiatante, Lalli Theodoli, Beppe Zezza e redatta con la partecipazione di: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Renata Ferrara Pignatelli, Angelica Verga. La sede è in via G. D. Romagnosi 20, 00196 Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa milleseicento persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
Per informazioni scrivere a info@lalampadina.net

 FLASH NEWS!
Un po' qua, un po' là...

Non bere troppo! Ti fa male e poi il I cubetti anti sbronzapalloncino? E come andiamo a casa? Domande che si ripetono spesso.. ma Dhairya Dand, uno studente laureato del Massachusetts Institute of Technology (ma sempre loro?) ha trovato la soluzione: in apparenza, è un cubetto di ghiaccio: senza farti accorgere lo metti nel bicchiere del tuo compagno o compagna; bene, il cubetto contiene un microcircuito che controlla la quantità di alcol assunto. Se il quantitativo supererà i limiti, il cubetto comincerà a lampeggiare con una musichetta di accompagno… se insisti potrà far partire una telefonata per un taxi o amici che verranno a prelevarti/Vi. Il dispositivo si chiama… Cheers…


Lezioni di economia da John  Maynard Keynes:Keynes su Time
"il buon funzionamento dell’economia non dipende da quanto si produce ma da quanto si domanda. In altre parole è la domanda che trascina l’economia e se questa langue va sospinta a tutti costi…"

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Social: è possibile volare scegliendoti il vicino?  Ma certo che sì! KLM: programma Meet and seat.. puoi verificare il profilo su Linkedin e Facebook degli alti passeggeri così da scegliere dove vuoi sederti. Air baltic: programma Seat Buddy, questionario digitale sulle tue preferenze e ti assegna il posto vicino a chi abbia i tuoi stessi interessi. Malesyan airline: programma MHbuddy, acquisti il biglietto su Facebook e vedi il profilo di tutti i passeggeri, decidi e poi tutti i tuoi amici sanno dove stai andando; cosi volendo…
Skandinavia airlines : puoi comprare un solo biglietto per te e il tuo amore per un viaggetto romantico, posti all’ultima fila. Ma sentite questa: Meetattheairport! Tu utente registrato, puoi trovare tutti i contatti nel tuo aereoporto di transito seguendo i profili compatibili con i tuoi.
CV

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Roma, Via delle zoccolette:  no, non era la via delle prostitute, ma in quella strada vi era il Conservatorio dei Santi Clemente e Crescentino dove venivano assistite le ragazza orfane e senza marito. Si cercava di insegnare alle povere ragazze dei semplici mestieri da casalinghe per evitare che finissero per strada a prostituirsi.. targa in via delle zoccolette
Una targa di marmo sul muro del convento menziona .."Pie povere zitelle zoccolette" dove la parola zoccoletta era di tipico sarcasmo romano affettuoso ed un po’ pungente....

CV

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Un farmaco su internet:  è quanto molti cittadini principalmente dei paesi in via di di sviluppo cercano, acquistano e utilizzano. Un affare per chi lo gestisce, che rende più del narcotraffico o qualsiasi altro tipo di truffa o imbroglio.
farmaci e soldiIl dramma è che questo imbroglio, secondo l’OMS fa morire qualcosa come un milone di persone l’anno. I prodotti falsificati contengono una quantità notevole di impurità o a volte sono proprio tutt’altra cosa dall’originale. Qualche tempo fa erano prodotti del tipo Viagra, pillole dimagranti e simili che ne facevano da padrone. Oggi si trova su Internet qualsiasi tipo di farmaco, antitumorali, antidepressivi, sieri da iniettare etc. Il meccanismo è semplice: l’organizzazione truffaldina, la più esperta, ritira dalle strutture pubbliche dei paesi in via di sviluppo, i cartoni, le fustelle dei farmaci originali riempiendoli con i farmaci falsi, cosi che all’apparenza nei codici e altro sono assolutamente originali. Il gioco è fatto e gli utili spaventosi: sembra che i farmaci così contraffatti rappresentino il 10% del totale mondiale. Il rischio, per chi ne è il promotore è relativo, sembra sia quello della sola violazione della proprietà intellettuale.
Provvedimenti da parte delle grandi società farm
Vignetta farmaciaceutiche sono allo studio e riguardano speciali etichette non riutilizzabili all’apertura della scatola, la tracciabilità e nei casi più gravi controlli spettrometrici specializzati gestiti nei laboratori dai produttori stessi.
CV

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Si può sconfiggere la fame nel mondo mangiando insetti. Bangkok (Thailandia), nel 2060 la domanda globale di cibo è destinata a crescere del 60%. Tuttavia, secondo uno studio dell'Agenzia delle Nazioni Unite Fao, gli insetti e i vermi commestibili possono aiutare a combatterla e sconfiggerla. Già oggi in Thailandia ed anche in Cina, soprattutto nelle zone rurali, ad arricchire la diete locali ci sono grilli, cavallette e vermi di bambù, ricchi di proteine, vitamine e Vermi di bambù frittiminerali. Gli allevamenti thailandese dei grilli, in quel paese. valgono da soli circa 30 milioni di dollari di fatturato. Vista la situazione attuale se studiassimo anche noi un bell’allevamento, magari di cavallette e suggerire di farle allo spiedo o fritte con gamberetti e zucchine?
CV

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E se aprissimo una società a Londra?... In Italia una srl mi costerebbe dai 2000 ai 2500 euro, a Londra 15 sterline…è quanto propone la Incoa (International Company Advisors di Londra). Trasferendosi a Londra si passerebbe a un mercato catalogato come settimo per la capacità di business, dal 73 mo rappresentato dall’Italia; avremo poi la possibilità di accedere al mercato del credito, 104mo posto dell’Italia, mentre il mercato UK si  trova al primo posto per facilità di accesso. Infine le tasse, in Italia raggiungono il 40/45%, nel Regno Unito il 25-30%. Fin qui tutto bene per Londra, ma i punti interrogativi? Certo il costo del lavoro, un buon tecnico informatico costa in Italia 15 mila euro, in UK circa 40 mila e poi i costi di ufficio, di casa e di sopravvivenza? Nettamente più cari a Londra… In conclusione, per le piccole aziende ancora conveniente l’Italia.. ma…certo riuscissimo a snellire la nostra burocrazia e offrire costi concorrenziali, anche le grandi aziende ne sarebbero ben avvantaggiate.
CV

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Curiosità romane numero 2: -la delusione di un mito.. la bocca della verità.  Che storie fascinose ci raccontavano da piccoli, (veramente anche da grandi..): i soldati romani che in partenza per la guerra chiedevano al presunto oracolo se sarebbero ritornati. Inserivano la mano nella bocca del faccione e questi rispondeva "ibis redibis non morieris in bello" e a seconda della famosa virgola i poveri soldati ne traevano le conseguenze.
E poi il romanticismo del film Vacanze Romane con Gregory Peck a Audrey Hepburn? Mah ..che delusione.. Il famoso faccione sembra fosse solo un tombino per le acque di scolo di qualche ricca dimora o tempio che poi affluivano nella vicina cloaca massima e nel Tevere.
CV

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DUE NEWS ARTE DALLA BIENNALE 2013: 
1) Nell’edizione 2013 del Leone d’Oro alla carriera della Biennale di Venezia sono premiate due artiste, l’austriaca Maria Lassnig e l’italiana Marisa Merz.
I commenti della giuria sono stati i seguenti: riguardo all’italiana. “A partire dal suo lavoro svolto in parallelo ai protagonisti dell’arte povera, tra i quali Marisa Merz si distingueva per la riflessione sulla sfera dello spazio domestico e femminile, l’artista ha sviluppato un linguaggio personale in cui pittura, scultura e disegno si combinano per dare forma a immagini all’apparenza arcaiche e primordiali “Con i suoi autoritratti – si dice invece della Lassnig – ha composto una personale enciclopedia dell’auto-rappresentazione e – attraverso quelli che chiama i ‘body-awareness paintings’, ovvero i dipinti di ‘auto-coscienza corporea’ – ha trasformato la pittura in strumento di auto-analisi e di conoscenza del sé”.

2) Con un lavoro del giovane fotoreporter Edson Chagas (Luanda, 1977, ma formatosi in Gran Bretagna) e alla sua prima apparizione tra i padiglioni nazionali alla Biennale d’Arte, l’Angola, con sede a Palazzo Cini, vince il Leone d'Oro. “Per la capacità dei curatori e dell’artista che insieme riflettono sull’inconciliabilità e complessità della nozione di sito”. Con questa motivazione la giuria internazionale gli ha aggiudicato il più alto riconoscimento nella lista dei nuovi arrivati. L’artista propone uno sguardo tutto africano sul suo paese: “Volevo raccontare una storia che forse parla di un benessere grazie al quale ora le persone iniziano a poter buttare via le cose rotte”.
MdM


I SITI CHE CI PIACCIONO!

La Cooperativa La Roccia del Centro Hurtado operante a Scampia, che abbiamo avuto modo di conoscere alcuni numeri fa sulla Lampadina, ha aperto da pochissimo tempo il sito internet www.fattoascampia.com dove si possono vedere e acquistare i lavori di sartoria e cartotecnica eseguiti dai ragazzi della Cooperativa di Scampia. Borsa Titti
Vale proprio la pena andarci: borse, agende, accessori  per la casa, abiti per bambini.  Oggetti belli e fatti ad arte, a prezzi più che accessibili!
Noi ci clicchiamo!!

ICH



I SUGGERIMENTI DELLA LAMPADINA

Vi ricordate di vini, olii, olive, biscotti e Chianina...?
Se siete interessati trovate tutte le informazioni qui.



MOSTRE 

Parigi
Locandina della MostraLouvre: Michelangelo Pistoletto
"Le Paradis sur Terre”.

L’artista compie ottant’anni e il grande museo francese gli apre le sue porte con una bella rassegna mettendo in dialogo le sue opere con le opere del passato.
Una mostra "che è allo stesso tempo retrospettiva e prospettiva… L'Anno Uno è il 2013',  e significa il tempo presente nel quale la storia conclude un arco che va dai primordi ad oggi e ne apre uno proteso verso il tempo a venire" commenta il maestro. Pistoletto al Louvre
Con il titolo si vuole fare un riferimento al simbolo scelto da Pistoletto per indicare il suo 'Terzo Paradiso': il segno dell’ infinito che aggiunge al centro un terzo cerchio “che rappresenta”, spiega l'artista, “il ventre procreativo della nuova umanità'".
Fino al 2 settembre.


Roma
Auditorium - Parco della Musica. "LIFE. I grandi Fotografi “, una retrospettiva ragionata ed emozionante sugli autori e le immagini che hanno fatto di Life un mito e un riferimento della fotografia internazionale.”
Life è stata la prima rivista nel mondo che, con la fotografia, ha raccontato ogni settimana dal 1936 fino agli anni settanta tutto quello che c’era da dire su ogni aspetto della vita umana. Life
Con il motto “Vedere la vita, vedere il mondo”  ha dato voce ai suoi grandi fotografi e gli ha permesso di raccontato il Novecento imponendoli una sua linea, un modo di guardare e di pensare per parlare dell’attualità.
La mostra, con 150 fotografie tra le più rappresentative e un bel catalogo (pubblicato da Contrasto) illustra la visione della rivista e il talento fatto di creatività e coraggio dei suoi fotografi.
Fino al 04 agosto 2013

 

Museo Fondazione RomaLuise nevelson, Palazzo Sciarra Colonna Louise Nevelson (1899 - 1988).
Con le settanta opere (disegni e dalle terrecotte degli anni Trenta, assemblage in legno dipinto degli anni  Cinquanta, i lavori degli anni '60 e '70, fino alle opere degli anni '80) raccolte nella sede del museo all’occasione della mostra dedicata alla scultrice americana di origini russe Louise Berliawsky Nevelson, si ripercorre il cammino dell’artista.
“La Nevelson occupa un posto di rilievo nella scultura del Novecento e si inserisce a pieno titolo tra le avanguardie storiche del secolo, dal Futurismo al Dadaismo, in particolare tra gli artisti che hanno utilizzato oggetti prelevati dalla vita quotidiana per le loro creazioni, come Duchamp, Picasso e Schwitters”.  
Fino al 21 luglio.


Biblioteca Nazionale Centrale , Gaspar Van Wittel,Cinquantadue disegni esposti del vedutista olandese. Locandina van Wittel
La bella collezione della Biblioteca Nazionale, acquisita nel 1893 dell'allora direttore Domenico Gnoli, viene esposta seguendo l'ordine voluto da Giuliano Briganti.
una veduta di Van WittelUna preziosa raccolta che riprende il percorso artistico del pittore Van Wittel e restituisce con l'immediatezza del disegno, alcune volte incompleto, il fascino delle sue vedute.
Fino al 13 luglio.

Galleria Borghese: “Candida Höfer per la Galleria Borghese” a cura di Mario Codognato, Anna Coliva e Marina Minozzi.
La grande artista tedesca era s
Candida Hofnertata invitata a immortalare il “sogno del Cardinale” in occasione della mostra "I Borghese e l'antico" nel 2011 che vedeva riuniti momentaneamente la collezione originale del cardinale grande collezionista, finita parzialmente in Francia. Con la collaborazione del Museo del Louvre e un prestito temporaneo, si era potuta riallestire la galleria al suo iniziale splendore.
Candida Hofner è riuscita, con le sue note fotografie di spazi pubblici svuotati dalla presenza umana, a trasmettere tutta la bellezza sognante del Museo.
Sono sette enormi fotografie che trasmettono la profonda emozione della collezione ritrovata.
Fino al 15 settembre 2013


Sempre Galleria Borghese, Thomas Houseago: Striding Figure/Standing Figure
Sono cinque anni che la Galleria Borghese ha deciso di aprirsi al contemporaneo, collaborando prima con il MAXXI e poi con Gagosian. Houseago
In questa occasione l’artista Thomas Houseago rievoca la storia della scultura figurativa, sia antica che moderna, e la esamina nel contesto del proprio tempo creando strani personaggi, tra il mitologico e il fantascientifico, realizzati in materiali elementari come il legno, la canapa, il gesso ed il ferro.
Fino al 7 luglio 2013


GNAM – Galleria Nazionale d’Arte Moderna: Emilio Isgrò - Modello Italia (2013-1964) a cura di Angelandreina Rorro.
Opera di Isgro«Il mio Modello Italia è un modello identitario che, partendo dall’arte, vuol recuperare quella unicità culturale che dal Rinascimento al Futurismo ha imposto l’Italia al rispetto del mondo..».
La mostra dell’artista “che cancella” compie un percorso all’indietro, dal più recente Modello Italia del 2012, fino all’anno 1964.
Fino al 6 ottobre, 2013


Magazzino: Domenico Mangano, Werken is Leven, a cura di Lorenzo Benedetti.
Un interessante lavoro dell'artista siciliano che vive ad Amsterdam e che, in questa occasione, si interroga sui sistemi organizzativi e comunitari olandesi dove riesce a raggiungere le sfumature nascoste dalle apparenze.

Il suo studio esamina due immagini:
- la reinterpretazione in chiave moderna delle scritte sulle case di piccolo villaggio di Veenhuizen, in origine colonia di
Opera esposta rieducazione per i senza tetto, costruita nel XIX sec., poi trasformata in colonia penale e oggi divenuta un parco naturale menzionato nella lista Unesco.
- alcune chiese moderniste di Amsterdam costruite nel dopo guerra ora adibite a tutt'altro.
Fino al 10 Settembre 2013


MAXXI “Pensare per immagini. La fotografia di Luigi Ghirri”, curata da Quentin Bajac, Chef du Cabinet de la photographie del Centro Pompidou di Parigi
Il MAXXI  dedica all’opera di Luigi Ghirri, tra i maestri indiscussi della fotografia in Italia, un importante omaggio.

Una fotografia di GhirriMettendo in mostra 350 fotografie in parte inedite, tra vintage e new prints, libri d’artista, menabò, cataloghi, negativi e altri documenti, il museo racconta con una grande esposizione antologica la sua complessa figura di artista.
“L’atlante” e “il paesaggio” sono le due fasi del lavoro di Ghirri identificate da Bajac.
Un ritratto di GhirriPer l’artista, la cui formazione avvenne all’interno del mondo dell’arte concettuale, l’aspetto tecnico della fotografia e la relativa strumentazione  aveva  un’importanza  minore.  Utilizzava il mezzo fotografico per entrare in relazione con la complessità del mondo. Con la sua ricerche sul territorio, sul paesaggio, usava la fotografia come punto di equilibrio tra l’interiorità del fotografo e l’esterno, senza regole precise e preordinate.
Dal 24 aprile al 27 ottobre.

La selezione delle mostre è a cura di Marguerite de Merode Pratesi e ti aspetta sul sito nella specifica rubrica.


PENSIERO LATERALE: BANCAROTTA

Un uomo spinge la sua automobile mentre alcuni ragazzi lo guardano senza fare nulla per aiutarlo. Si ferma quando giunge davanti ad un hotel e a quel punto sa di aver fatto bancarotta.
Qui serve qualche informazione aggiuntiva.
•    L'uomo spingeva l'auto con un dito.
•    Il fatto di aver fatto bancarotta non lo turbò molto.
•    Anche i ragazzi si resero conto che aveva fatto bancarotta e si misero a ridere.

Beh, questo è proprio immediato...clicca qui e controlla...

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