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Lunedi, 17 febbraio 2014

Ciao,
oggi la nostra Lampadina si accende su:

La Lampadina - n. 25
Febbraio 2014

Viviamo una stagione difficile, ma la difficoltà porta cambiamento. In un momento in cui navighiamo a vista tra un passato più o meno recente e un futuro contraddistinto dalla cometa della tecnologia che seguiamo tutti più o meno consciamente, è giusto riflettere su chi ci circonda, per conoscerne gli aspetti distintivi, come nel caso di uno spin doctor, o ripensando a come le generazioni che vengono debbano prepararsi ad un mondo del lavoro in evoluzione costante, o rivalutando la pazienza che si deve avere per assaporare un buon sorso di Vin Santo imparando dal passato con lo sguardo rivolto al nostro acceleratissimo domani...


ATTUALITA': spin doctor
Se lo conosci, lo eviti... Ma non è così facile come sembra.

L’uso di vocaboli inglesi nel nostro linguaggio è diventato debordante. Non c’è più messaggio dei media, o politico che non ne contenga qualcuno: sembra che l’uso dell’inglese fornisca al messaggio una vernice di serietà e di importanza; non importa che, magari, chi lo legge o lo ascolta non sappia bene associargliene il significato corretto.
Uno di questi termini che ricorre piuttosto spesso oggi è quello di “spin doctor”.
Chi è lo “spin doctor”? Quale la funzione che svolge?
Wikipedia è, nel bene o nel male, la prima fonte di informazione di chiunque si voglia fare un idea rapida su qualcosa.
Il mio lato umanoEcco cosa dice: Lo “spin doctor” viene definito dal dizionario della Oxford University Press come "un portavoce assunto per dare un'interpretazione favorevole degli eventi ai media, specialmente per conto di un partito politico".
Spin in senso figurato significa "la presentazione di un’informazione in un particolare modo; una prospettiva, specialmente una favorevole".
La parola “doctor”, oltre al significato fondamentale di "medico, viene usato nel senso di “consulente” per indicare "una persona assunta per apportare miglioramenti o dare consigli".
Il verbo” doctor” significa anche "cambiare il contenuto o l'apparenza (di un documento o un'immagine) per ingannare; falsificare"; "alterare il contenuto (di cibi o bevande) aggiungendo ingredienti forti o dannosi";
In altri termini l’espressione "spin doctor" sta aa indicare il manipolatore delle parole o delle notizie in modo da avvalorare una certa interpretazione dei fatti.
Lo “spin doctor” è un professionista moderno dotato di notevole cultura di base, che conosce bene le tecniche di marketing, le leggi della comunicazione e la psicologia di massa e ha una rete di relazioni attraverso le quali agisce sugli individui, i gruppi, le comunità e le masse Deve essere dotato di una buona dose di quello che il volgo chiama “pelo sullo stomaco” per non avere scrupoli di “massaggiare il messaggio” in modo da farlo apparire nella luce più favorevole per il proprio committente, senza curarsi del fatto che corrisponda o meno alla verità dei fatti. Sa lavorare nell’ombra: il grande pubblico non deve neanche sospettare della sua esistenza. In alcuni casi non si tratta di un singolo professionista ma di un’intera agenzia. E’ in definitiva un “creatore di consenso” che si serve di seduzione, persuasione e suggestione per convincere e conquistare.
Ogni uomo politico che si rispetti ne ha almeno uno dietro le spalle.
Non è raro il caso che si venga poi a sapere che lo “spin doctor” di un personaggio politico è passato poi al servizio di un personaggio del partito concorrente. Non c’è da meravigliarsi: si tratta di un professionista.
Non sono solo gli uomini politici ad avvalersene, anche gruppi di pressione e movimenti ne fanno uso: ambientalisti, antinuclearisti, pro-choice, LBGT ecc
Essere “manipolati” non piace a nessuno. Come fare allora a difendersi? Come fare a individuare la presenza di uno “spin doctor”?
Un criterio di individuazione può essere questo: se una “questione” diventa oggetto di attenzione diffusa da parte della opinione pubblica si può essere ragionevolmente certi che dietro ci sia una campagna studiata a tavolino da qualche agenzia di “spin doctors” lautamente retribuita da finanziatori interessati.
Dobbiamo riconoscere che nell’epoca della comunicazione globale diventa sempre più difficile difendersi da messaggi fuorvianti e formarsi un’opinione realmente libera personale e indipendente.
Beppe Zezza

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ABBIAMO OSPITI - CULTURA: le donne dalle dita rosa
Storia, mito e magia del corallo

Corallo rossoPrezioso magico bellissimo. Il corallo è uno straordinario tesoro naturale. Ma quello rosso, il più prezioso chiamato dai gioiellieri sangue di bue, è proprio speciale, perché solo nel Marenostrum si trova.
Da tempi remoti ha affascinato i popoli che gli hanno attribuito poteri apotropaici con una costante nel corso dei secoli che dura tuttora. Numerosi ritrovamenti confermano che fin dall’era preistorica veniva impiegato sia come ornamento che come amuleto.
Questa specie, corallium rubrum, nasce esclusivamente nel Mediterraneo e zone adiacenti. Oggi cupidigia e prelievi eccessivi compromettono la riproduzione delle colonie che si sviluppano molto lentamente.
Ma parliamo dell’antico Mondo Greco. Varie e seducenti versioni mitologiche furono elaborate sulle origini del corallo rosso e sui suoi poteri magici.
Quella più intrigante e celebrata anche da molti artisti, narra di Perseo che tagliò la testa di Medusa aiutandosi con uno specchio che ne rifletteva l’immagine perché Medusa pietrificava chi la fissava direttamente. La testa recisa e grondante sangue fu appoggiata sugli scogli. Dalle piante marine e dalle rocce intrise di sangue nacque il corallo rosso.(Ovidio, Metamorfosi IV 740-752)
La mitologia narra di Eretteo, strana figura di bambino dal corpo di serpente marino. Eretteo, figlio adottivo di Atena, portava al collo una custodia magica forgiata nel corallo rosso. DenLa testa di Medusa di Carusotro due gocce del sangue della Medusa: una goccia faceva guarire, l’altra goccia faceva morire.
Plinio il Vecchio(Storia Naturale 32,23-24) cita luoghi e modalità di pesca, descrivendo un congegno di uncini e reti, simile a quelli ancora usati dai corallari. Si chiama ingegno, ma l’abuso di questo strumento è stato devastante. Oggi esperti pescatori subacquei prelevano con accortezza piccoli rami senza comprometterne la lenta riproduzione.
L’uso del corallo nell’antichità era esteso a vari campi d’azione e ricordato in trattati a sfondo magico, medicale, astrologico, scritti da studiosi per lo più greci, annoverati tra Magi e Caldei.
Amuleti di corallo aiutavano naviganti e mercanti proteggendoli dai pericoli del maltempo per mare e per terra e favorivano le passioni amorose.
Veniva impiegato come medicinale tritato, miscelato, incenerito (Plinio).
Nei secoli a venire continuò l’applicazione in ambito alchemico farmacologico per dar sollievo al cuore e allo spirito; rosso per gli uomini a cui dava vigore e potenza sessuale, pallido per le donne a cui garantiva seduzione, dolcezza e latte per nutrire i neonati. (Canone di Avicenna  980-1037)
Nel nord Africa si proteggevano dai serpenti e dalle febbri malariche con amuleti di corallo.
Nel Mondo Romano, nel Medioevo, nel Rinascimento, fino ai nostri giorni, sempre si è fatto grande uso del corallo, impegnando vari strati di culture: commerci, produzioni artistiche, gioielleria, credenze popolari, simbologia legata al culto religioso.
Curiosi gli atteggiamenti moralisti imposti dai cristiani una volta caduto il paganesimo. Questa fase seParticolare della Madonna di senigalliagnò un periodo di declino delle fortune del corallo. Ma la nuova religione, cedendo a credenze popolari indelebili e a opportunismi economici se ne riappropriò e approdando al sincretismo religioso, assimilò valenze pagane alla cultura cristiana. Nel 300 era usato in arte sacra, oggettistica, tradizioni popolari.
L’età rinascimentale vede spesso raffigurazioni della Madonna col bambino con al collo un rametto di corallo. Ricordiamo soltanto la Madonna di Senigallia di Piero Della Francesca, la Pala di S. Zeno, la Madonna della Vittoria (1450-1500) ma ce ne sono tante in ogni chiesa e chiesetta.
Questi dipinti documentano l’assimilazione del corallo tra i simboli del mondo cristiano. Il corallo rosso esprime il legame del Cristo con il tema del sangue e della salvezza. A questo proposito è impressionante la similitudine con il mito della Gorgone Medusa.
Il vezzo di corallo che la donna del popolo pone indosso al proprio bambino come amuleto non è diverso dal ciondolo che il Bronzino dipinge alla cintola del piccolo Cosimo De’ Medici.
Il corallo rosso, oro rosso, ha rivestito per millenni grande importanza socio economica per il Mediterraneo. Fu esportato in tutto il mondo, dall’Asia all’Africa.
L’apice fu raggiunto nel Seicento in Sicilia. La convenzione (Capituli della Maestranza delli corallari e delli scultori di esso corallo della città di Trapani – 1633) stipulava la differenza socio economica fra tornitori e artisti. La loro perizia creò capolavori d’inimitabile preziosità, destinati a personaggi d’altissimo rango che a loro volta li destinavano a principi, re, cardinali, papi.
L’apprezzamento delle classi aristocratiche ed ecclesiastiche creò una rete di prestigiose committenze in Europa e richieste sempre più elaborate e preziose.   
Nel 1700 Marsiglia, Genova, Livorno erano i centri che detenevano il monopolio. Ma verso la fine del secolo il ruolo guida apparteneva a Napoli e soprattutto a Torre del Greco.
Nel 1790 fu promulgato un “Codice Corallino” voluto da Ferdinando II.
Fu in questa epoca che al consiglio di Corte venne evidenziata la situazione di grave indigenza delle mogli dei pescatori che per fronteggiare i bisogni familiari finivano per Il corallo rosaprostituirsi. I loro mariti restavano per mare mesi e mesi e le poverine esaurivano i mezzi di sussistenza. Il re toccato da questa realtà si adoperò per porvi rimedio.
Fu così che venne concesso il permesso di aprire una fabbrica di corallo a condizione che venissero istruite e impiegate principalmente donne.
L’iniziativa fu merito dell’intraprendente marsigliese Paolo Borromeo Martin, innamorato della figlia di un pescatore. Gli piacque la fanciulla e la sposò. Gli piacque la città e decise di viverci. Gli piacque l’attività e la rese fiorente al punto che il primato della lavorazione del corallo finì per passare dalla Sicilia a Torre del Greco.
Le corallare si rivelarono raffinate e capaci e tuttora costituiscono una risorsa dell’economia locale legata al corallo. Le loro dita erano spesso tinte di rosa. Non è una metafora ma il risultato di un primo esempio di economia al femminile.  
Nel 1805 fu istituita a Torre Del Greco la “Real Fabbrica Di Corallo” con concessione di Ferdinando IV, confermata da Napoleone (1846) e Murat.
Dal 1870 ai nostri giorni Torre Del Greco resterà il maggior centro produttivo mondiale del settore. Aziende altamente specializzate dominano il panorama mondiale per creazioni di altissima gioielleria realizzate tra gli altri da Cartier, Van Cleef, Boucheron, Chanel, Bulgari, Chanteclair…
Elvira Amabile

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ABBIAMO OSPITI-EDUCAZIONE/FORMAZIONE: cavalcare le rivoluzioni con la formazione.
Innovazione, disponibilità al cambiamento, formazione peer to peer per affrontare tutte le sfide del mercato del lavoro.

LavoroLo scenario complessissimo che viviamo richiede apprendimento e cambiamento continui nella vita professionale della persona.  Il concetto di assunzione a tempo indeterminato si sta svuotando di senso e  coloro che oggi hanno fatto proprio questo concetto avranno vantaggi domani, perché si sapranno adattare più facilmente a scenari che nel frattempo saranno profondamente mutati.
Le giovani generazioni non dovranno più percepirsi come semplici “risorse” da sfruttare, ma come portatori di intelligenze, competenze e idee che vogliano collaborare con diverse organizzazioni, oppure sviluppare autonomamente un’idea di business. Si tratta di una rivoluzione solo agli inizi.
Quali possono essere i fattori che consentono di affrontarla adeguatamente?
1. Innanzitutto ricucire il tessuto valoriale: rispetto per l’altro, correttezza, lealtà, fiducia, condivisione, facendo in modo che lo sviluppo dei comportamenti che ne conseguono venga  percepito, non solo come “giusto”, ma anche come “bello”.

2. Lavorare sull’immaginazione del futuro, non come incognita da temere, ma comeCondivisione portatore di opportunità da intercettare: in questo modo diventa più facile che si generi energia collettiva, che è poi il vero motore del cambiamento. Paura, resistenza al cambiamento, lamentela, squalifica e rassegnazione sono grandi deterrenti individuali e collettivi.

3. Considerare che sono le persone e le loro comunità che possono realizzare i progetti più ambiziosi, anche utilizzando al meglio le potenzialità della Rete all’interno delle community da esse stesse generate.  Fra luci e ombre, è indubbio che si sia scatenato un fenomeno di proporzioni gigantesche, forse superiore a quella che nel ‘400 fu l’invenzione della stampa: l’autodeterminazione della persona nella Rete.  Un’altra rivoluzione.

4. Lavorare sui gap culturali e sul digital divide sempre più marcato tra “adulti analogici” Il digital dividee “nativi digitali”, che stanno contribuendo a un ripensamento delle abitudini di vita e del lavoro.  Quello della gestione delle differenti età nella società e in azienda è un tema sempre più sensibile. E per la prima volta, non solo si richiedono mentori per i giovani, ma emerge che le giovani generazioni sono in grado di “insegnare” a quelle più anziane (ad esempio, come “stare nella Rete”): altra rivoluzione.

5. Misurarsi con lo scenario internazionale e non restare ripiegati sulla dimensione locale: può funzionare per qualche anno, ma poi la musica cambia necessariamente.

6. Lavorare su una produzione di alta qualità e valore aggiunto: l’Italia non può competere sul prezzo, ne consegue che deve necessariamente puntare su livelli qualitativi molto elevati, e questo richiede di smantellare culture clientelari, non contare sempre sulla “famiglia”, mettere le persone giuste al posto giusto, profondere grande impegno e misurarsi costantemente con l’eccellenza.  E chiedersi sempre: perché il mercato dovrebbe scegliere proprio me? Se in troppi si fanno le stesse cose, dov’è la distintività?

7. Imparare costantemente e mettere da parte ciò che non serve più. L’apIl canbiamento e l'innovazioneprendimento continuo richiede continui atti di coraggio. Il concetto secondo cui “si è sempre fatto così” oggi è pernicioso: il cambiamento corre a una velocità impressionante, richiede costante innovazione e comportamenti flessibili. E così facendo magari si scoprono talenti.

All’interno di questo passaggio emerge un grande paradosso: se da un lato il legame con l’azienda sarà sempre più labile, la persona sarà sempre più sola di fronte a rischi, responsabilità e progettazione del futuro, si troverà a cambiare lavoro più volte nella sua vita, dall’altra, come possono le organizzazioni decidere al suo posto quali sono i suoi bisogni di sviluppo?
E’ sempre più prevedibile che in futuro sarà soprattutto la persona a strutturare il proprio percorso di sviluppo professionale, al quale parteciperà di volta in volta un’organizzazione piuttosto che un’altra, e anche comunità di professionisti che sviluppano peer education, “formazione fra pari”, laddove i driver di mercato saranno la produzione di qualità e innovazione, il miglioramento continuo, e il fattore attrattivo per il lavoratore sarà la qualità del lavoro e della vita.
Tutto porta a immaginare che, come nelle botteghe del Quattrocento, saranno spesso gli allievi che sceglieranno i loro maestri (ancora un’altra rivoluzione), i quali la copertina del librosaranno maieuticamente impegnati a “tirar fuori” la ricchezza e il potenziale che c’è in loro.
Queste sono le principali sfide che dobbiamo affrontare se vogliamo garantire dignità alla Persona e metterla al centro delle nostre aspettative e riflessioni. E il facilitatore di tutto questo è la formazione continua. Difficile pensarne uno altrettanto funzionale in un’epoca di rivoluzioni. E bisogna anche fare presto.
Quella della consapevolezza, del rispetto per sé e per gli altri, della condivisione, della competenza, della professionalità, della intraprendenza, della creatività è l’unica strada da percorrere se vogliamo essere, non facili prede di spregiudicati “acquirenti”, ma meritevoli padroni della nostra vita e del nostro Paese.
Rossella Martelloni

Esperta in formazione e sviluppo delle risorse umane, docente presso la LUISS Business School, Autrice del volume La formazione per il cambiamento verso una società digitale, Franco Angeli, Milano, 2011. www.rossellamartelloni.it

E per ritornare a qualche tempo fa, rileggiamo qualcosa di sempre attuale e assai inerente...
Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. E’ la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di denaro. Il gusto, l’orgoglio, di vedere la propria Azienda prosperare, conquistare credito, ispirare fiducia a Clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le Sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria Azienda prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.
Luigi Einaudi

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ABBIAMO OSPITI - CULTURA: una lunga storia - il Vin Santo.
Una preparazione e un'attesa immerse nel ricordo di qualcosa che si fa come un tempo.

Quando nel pomeriggio caldo mentre i grandi dormivano, si osava aprire la porta della scala che dalla casa del Fattore portava ai soppalchi della villa, si rimaneva con lo sguardo volto in alto e senza respiro. Le assi di pino consunte e polverose salivano per due piani, ininterrotte e quasi a picco.
Solo un corrimano di grossa corda lungo il muro aiutava la salita ed ancor più la discesa. Uva ad appassireI soppalchi della villa erano una zona a noi proibita; per le piccole finestre quasi senza parapetto, per i pipistrelli appesi alle travi del tetto, per gli armadi colmi di vecchiume dove non si doveva rovistare. Ma principalmente perché c'era la grande stanza rivolta a mezzogiorno con tutti i caratelli di Vinsanto che, posati su solidi basi di pietra, aspettavano il loro turno per essere aperti.
Guai a toccarli, guai a camminare troppo vicino, guai a far tremare il pavimento. La polvere posata sul fondo del caratello era così leggera che avrebbe potuto sollevarsi, intorpidire il liquido e rimanere in sospensione per lunghissimo tempo.
Ma la storia del Vinsanto inizia molto tempo prima di questa fase durante la quale riposa e si affina.
Inizia pochi giorni prima della Vendemmia, per fare gli "Scelti", ossia una selezione dei grappoli più maturi e sani di Trebbiano. Uva bianca usata, in origine, nel disciplinare del Chianti in bassa percentuale col Sangiovese, Malvasia e Canaiolo.Grappoli ad essiccare
Il Trebbiano maturo si presenta con rotondi chicchi rosati, dolcissimo al gusto e bellissimo alla vista. I grappoli e i penzoli (due grappoli vicini sullo stesso tralcio) vengono posati delicatamente in larghi cesti portati a spalla su per quella scala, posati delicatamente su delle stuoie di canne ben pulite o appesi su fili tesi tra le pareti. E qui, distesi o appesi, rimangono ad asciugarsi, perdendo un po' di liquido per aumentare percentualmente il contenuto zuccherino e di conseguenza la gradazione alcolica.
Le finestre nei soppalchi rimangono aperte, i grappoli non perfetti scartati, gli altri voltati e controllati per evitare muffa perniciosa. Dopo un mese o più di appassimento, a seconda della stagione, (e di quanto dolce o secco si vuole il prodotto finale) si procede a scattivare i grappoli mentre si schiccolano e si prepara l'uva per la spremitura. Ormai gli appassitoi sono vuoti, si passa alla fase tecnica, ora entra in gioco il "Caratello " e la "Madre del Vin Santo".
Il Caratello e' un barilotto di rovere o castagno, doghe spesse, cerchiato di fasce di ferro. Robusto e di capacità variabile, dai 30 ai 59 litri di mosto. Un caratello può durare decine di anni ed essere così riutilizzato molte volte.
I caratelliPorta al suo interno una melmetta di materiale feccioso depositatosi negli anni ricco di muffe buone, batteri, enzimi, lieviti. Questa è la Madre del Vin Santo.
Un caratello perciò non può rimanere mai vuoto, non deve seccarsi ed ecco che il Vin Santo viene spillato solo quando è pronto il mosto della nuova spremitura. In alto, nella parte di maggior diametro, si trova un foro, largo 5/6 centimetri. Tramite questo foro si immette il mosto nuovo. Appena versato il mosto si sigilla il foro con un sughero che viene a sua volta cementato in modo da non permettere nessuna circolazione d'aria (ossigeno).
Il miracolo di quello che avviene a questo punto è la fermentazione, processo che trasforma la parte zuccherina in alcool e dona al prodotto aromi e colori particolari. È un processo che si basa sulla presenza di lieviti ed enzimi all'interno del Caratello, nel legno o nella Madre, ed è, al contrario di quella del vino, una fermentazione lentissima, mai tumultuosa.
Nei procedimenti moderni la fermentazione viene provocata con l'immissione di acceleratori, necessari nel caso di caratelli nuovi.
Nei primi mesi di questo lento processo, molti funghi (lieviti) ed enzimi non sopravvivono alla presenza crescente dell'alcol, però si creano col tempo lieviti più resistenti, che nel secondo anno, accelerano la fermentazione e continua nel terzo anno accompagnata da una lenta sedimentazione della particelle rimaste solide. Il processo di pulizia e di fermentazione è condizionato dagli sbalzi di temperatura che, nel locale sottotetto, sono micidiali, accelerandolo o rallentandolo bruscamente.I colori del vin santo
Dopo circa tre anni, si potrebbe aprire il forellino posto nella parte bassa anteriore (non così bassa da includere la sedimentazione), aprire anche il forellino posto in alto per far entrare l'aria e spillare il Vin Santo; che a questo punto conserva ancora una percentuale di zuccheri del 5/7%, ed è pronto.
Volendolo più secco, lo si può mantenere ad invecchiare, anche fino a dieci anni. Noi lo apriamo al terzo o quarto anno ed è sufficientemente secco da piacerci molto.
Il prodotto finale deve essere giallo paglierino chiaro, dolce e profumato ma deve lasciare la bocca asciutta e con impressione di vino secco, con una puntina di asprigno in gola…
Giorgio Mori Ubaldini

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TEMPI MODERNI: la conoscenza, la memoria, il sapere .. un’ombra fuggente?
Dubbi su cosa e come resterà traccia di ciò che siamo e di ciò che accumuliamo..

Molti di noi sono fortemente attratti da tutte le novità tecnologiche dei nostri giorni, le capiamo in parte, ma certo quanto basta per farcene un’idea.
Infatuato dalle nuove macchine fotografiche digitali, una decina di anni fa, abbandonata in un cassetto laL'album di foto di pelle mia a pellicola (analogica) e convinto dalla tanta pubblicità, ho comprato una Olympus digitale.
Ne ho studiato ed esaltato ogni sua caratteristica e da quel momento ho fotografato qualsiasi cosa, nipoti, barche, viaggi, escursioni sottomarine, vacanze etc.
A fine anno potevo recuperare e continuo a farlo, tutte le foto dell’anno, le inserisco in un DVD che poi viene riposto in un bel cassetto. Simonetta, mia moglie, molto più scettica sulla tecnologia, stampa le foto più belle e le mette in album, album tutti di pelle rossa e posti anche con una certa evidenza in libreria con l’etichetta dell’anno relativo.
Il risultato? Che i miei dischetti non li vede mai nessuno, magari tra qualche anno i miei figli gli daranno uno sguardo frettoloso, ma i nostri nipoti? E poi chissà se le tecnologie a venire permetteranno ancora la semplice lettura, o le vecchie, oramai superate, cadranno in disuso come è successo per le casette, i floppy disc etc? Cosa fare con i floppy discGli album di fotografie, li vediamo con più frequenza ed è più probabile che rimangano, se non altro non fanno parte di una tecnologia che potrebbe scomparire, quanti ne abbiamo noi dei nostri bisnonni; bello vedere e ridere o apprezzare i loro costumi, le loro pose, le loro pettinature o i loro cappelli in una serata in famiglia o anche con vecchi amici. Sono testimonianze di luoghi, di ambienti che furono.
Le applicazioni, i sistemi operativi più evoluti tendono a divenire obsoleti velocemente, o anche i progetti di scansione non sono esenti da errori, mentre i loro supporti cartacei diventano sempre più rari da reperire. Pensate che uno studio dell’Università della British Columbia, effettuato su un campione di otre 500 studi scientifici pubblicati tra gli anni 1990-2010 e memorizzati, ha mostrato come nei venti anni circa, l’80% dei dati originali di ricerca è andato perso.
Leggo sul Corriere della Sera di qualche giorno fa che, ogni giorno, vengono prodotti 2,5 quintilioni (1 seguito da 30 zeri) di byte di dati e malgrado tutti i congegni, le nuvole informatiche, gli immensi data center e i chip di ultima generazione, esiste sempre più il rischio concreto di essere incapaci di gestire una così alta mole di informazioni, in costante crescita..
Certamente solo parte dei dati che continuano a essere “immagazzinati” ha davveCome si misura la quantità di Big dataro valore; dobbiamo quindi abbandonare l’illusione della “conservazione totale”? Preservare è per definizione un processo selettivo… Certo, ma chi lo decide, come e quando? È una voglia pazza di memorizzare tutto.
In realtà, ci dicono alcuni biologi, esiste un’ipotesi di memorizzazione di un’infinità di dati multimediali e senza limiti.. nel DNA. Un metodo al momento troppo costoso che se poi non convincesse? A questo punto non avremmo altra soluzione che pensare di tornare alla carta, se non altro come ultima ratio… Così nel 5013 avremo qualcosa di certo, come per le cronache che sono giunte a noi di oltre 3000 anni fa….
Carlo Verga

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ABBIAMO OSPITI - FOTOGRAFIA: zampilli di vita
L'arte e la vita si fondono in istanti irriproducibili, ma si possono fermare?

L’amico Beppe Zezza – in verità è amico di mia madre, questione di anagrafe – è un mio estimatore. Mi ha iscritto tra i destinatari della newsletter “ La Lampadina “ e sono mesi che mi “tampina” chiedendomi di scrivere un articolo che descriva la mia ispirazione artistica. “La Lampadina” – dice , e devo riconoscere con ragione, - dedica sempre uno spazio all’arte e dunque è luogo idoneo.”
Ma parlare di se stessi è difficile, per un artista: quello che lo spinge è un “fuoco” interiore ma se ne parla con i toni che “sente” rischia inevitabilmente di apparire “sopra le righe”!
Per l’amicizia con Beppe, ci provo.
Chi sono? Un fotografo. Un fotografo e un curioso. Per questa curiosità innata, quando libero dai (duri) impegni che la vita impone per la necessità di mettere insieme pane companatico e qualcosa in più, ho sempre girato con la Reflex per fissare ambienti, colori, personaggi che colpivano la mia immaginazione.
Il levrieroUn giorno mi sono trovato di fronte a una fontana e ho cominciato a guardare lo zampillo dell’acqua e si è verificato un fatto “strano”: la mia attenzione è stata attratta dai colori, che giocavano intorno a lui e ho sentito come una voce, che proveniva dallo “stesso” che mi chiamava. Allora ho preso la Reflex, ho montato il cavalletto e ho cominciato a scattare. Lo zampillo non era più materia inerte ma una creatura vivente che assumeva di volta in volta aspetti nuovi e fantastici. Una cosa sorprendente ed …entusiasmante..
La tecnologia della fotografia mi ha reso possibile di trasporre le emozioni che ho provato in modo “oggettivo” e mi ha permesso di metterle in comune e trasmetterle. Grande è la mia soddisfazione quando, nelle numerose mostre nelle quali ho esposto il meglio dei miei scatti, vedo negli occhi dei visitatori lo stesso stupore che ho provato e provo io.
La mia speranza (o illusione?) è che anche quell’atteggiamento di curiosità nei riguardi della vita e dei suoi aspetti nascosti che mi contraddistingue e che è l’anima dei miei lavori possa trasfondersi in chi li guarda.
Qualche annotazione che i visitatori hanno apposto alle mostre, nei quaderni delle firme, può servire da esempio: “Ho ritrovato ciò che il tuo occhio ha visto e reinterpretato per chi non vede!“ ”Nel millesimo di un secondo è racchiusa per sempre la “forma” della natura“. “Solo l’occhio molto attento è in grado di percepire ciò che l’occhio comune non può neppure vedere”.
Nell’immagine acclusa a questo articolo vi do una idea di quello che faccio..
Alla mia prossima mostra sarete tutti invitati! A vedere e …commentare.
Ugo Maria Cionfrini

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COSTUME: call center
Capita a tutti, ma dobbiamo pensare anche a chi sta dall'altra parte...

Giornata pesante. Un po’ di cose risolte e tante che ancora frullano nella testa in attesa di soluzioni.. Non vedo l’ora di levarmi le scarpe e rilassarmi con un libro o un po’ di TV, buona musica. Finalmente in pace. La chiave ancora gira nelle toppa quando sento il telefono squillare all’interno. Entro di corsa inciampando, al buio urto contro il piede del tavolo e finalmente afferro il telefono: aspettavo notizie urgenti.

“Buonasera è la signora Laura?”Loro  che chiamano...
Il sentire il mio vero e mai usato nome mi fa drizzare le antenne: certo si tratta di seccature.
“Sono io chi parla?”
“E’ lei che si occupa della telefonia?”
“No (Vorrei rispondere) se ne occupa il mio Amministratore Delegato”
Invece
“Si “, rispondo seccata
“Sono Loredana della…….. le volevo dire che ci sono delle nuove offerte……”
“No grazie, non mi interessa”
“Ma non sa nemmeno di cosa le voglio parl…..”
“No grazie”
“Ma non vuole risparm…?”
“No grazie”
“Ma abbiamo eliminato il canone….”
“Grazie bravi, arrivederci”.

Metto giù il telefono. Mi sento un po’ a disagio. Sono stata sgarbata. Ma quante volte accade? Per quante società che oramai hanno imparato a chiamare durante la siesta pomeridiana o non appena siamo rientrati dal lavoro ? Senza pietà. Offrono di tutto: vino, olio, viaggi, sconti, massaggi, lezioni. Inutile rispondere che, grazie, se abbiamo bisogno di qualcosa li cerchiamo noi.
Hanno l’abilità di arrivare sempre al momento sbagliato.
Ma d’altra parte…. riflettendo. In un periodo difficile per tanti ma tremendo per i giovani che cercano lavoro, essere arrivati ad un call center è per tanti un successo. Stipendio, posto di lavoro almeno per un po’.
Ma… come  possono tornare a casa sereni e soddisfatti dopo una giornata in cui il novanta per cento dei chiamati ha buttato giù il telefono quasi subito, ha urlato “basta non se ne può più”, “smettetela di scocciare”, “vi denuncio”.
Una giornata così può causare una depressione terribile.

E quando chiamiamo noi...Non so se sia vero ma mi è stato detto che se gli impiegati dei call center parlano per un minimo di tot minuti vengono pagati , altrimenti….. no.
E allora per la loro e la nostra sopravvivenza io ora faccio così.
“Buonasera è la signora Laura?”
“Si” rispondo dolcemente avendo evitato al buio di scontrare contro il solito tavolo ed avendo finalmente acceso la luce e , dolcemente, poggio il telefono aperto sulla scrivania. Sento la voce di Loredana o Mauro o Franco che parlano, parlano, e mi allontano. Accendo la TV, apro il libro, accendo il fuoco per una tisana.
Dopo un po’ riafferro la cornetta. La voce ancora fa offerte favolose.
Dico “Ciao, grazie, arrivederci.”
Spero che abbia parlato quanto basta.
Il suo lavoro è salvo e la mia pace anche.
Lalli Theodoli

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La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità...

La Lampadina è una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un Comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Lucilla Crainz Laureti, Marguerite de Merode Pratesi, Giancarlo Puddu, Ranieri Ricci, Carlotta Staderini Chiatante, Lalli Theodoli, Beppe Zezza e redatta con la partecipazione di: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Renata Ferrara Pignatelli, Angelica Verga. La sede è in via Guido d'Arezzo, 16, 00197 Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa milleseicento persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
Per informazioni scrivere a info@lalampadina.net

SUGGERIMENTI "ILLUMINANTI"

ATTUALITA': Galli della Loggia - una serata al circolo: il pensare positivo. Modi brillanti e forza di persuasione che però indicano alla platea solo un orizzonte fosco e negativo, senza un accenno alle eccellenze e a ciò che funziona. Invece Albert Einstein diceva che... Leggi di più...
Carlo

CINEMA: “Tutta colpa di Freud", di Paolo Genovese. Storia di un papà analista  e le sue tre figlie. Una libraia che si innamora di un ladro di libri; una gay che decide di diventare etero; e una diciottenne che perde la testa per un cinquantenne. E lui l’analista? Film divertente, spiritoso. Commenta
Per noi voto 8

LIBRI: “Un’eredita di avorio e ambra”, opera prima di Edmund De Waal.  La Feltrinelli. L’autore, discendente di una famiglia ebrea, gli Ephrussi, di Odessa, che da commercianti di cereali si trasforma in una dinastia di banchieri, ne racconta la storia. Leggi di più
Per Lalli Voto 10

EVENTI: TEDxROMA "Out of the Box". Ripensatevi, ricreatevi, rinnovatevi: uscite dagli schemi. Finalmente a Roma, il 22 febbraio 2014, al Teatro Olimpico, alle 10.00 e per tutta la giornata, speakers di tutto il mondo, provenienti dai settori della tecnologia, dell'entertainment e del design, racconteranno le loro esperienze, i progetti ed intuizioni. TED è una organizzazione indipendente e non-profit nata nel 1984,  votata alle “idee che meritano di essere diffuse”/“Ideas worth spreading”. Leggi tutto.  Tutte le strade portano a TEDxRoma. Per farne parte, basta esserci. ISCRIVITI
Isabella


Tutti i nostri suggerimenti li trovate qui

 FAI E LA LAMPADINA INSIEME!

Logo Fai Delegazione Roma


La Delegazione romana del FAI – Fondo Ambiente Italiano, da oltre vent’anni in prima linea nella valorizzazione del patrimonio artistico della nostra città, ha accolto con entusiasmo l’invito a collaborare con La Lampadina, per segnalare alla grande famiglia di iscritti alla newsletter alcune iniziative speciali, tratte dal programma culturale della Delegazione. A tali eventi, i Lettori de La Lampadina potranno partecipare anche se non iscritti al FAI, ma segnalando alla Delegazione la propria effettiva iscrizione alla newsletter.
La chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, detta la MartoranaLa prima proposta è un viaggio culturale a Palermo, insolito nel tema e ricchissimo nell’itinerario come tutti i viaggi FAI. Dal 28 aprile al 1 maggio sarà infatti possibile immergersi nei fasti e nelle delizie della Palermo medievale guidati da un grande esperto, l’architetto Guglielmo Villa, docente di Storia  della Architettura alla Sapienza di Roma.
Per leggere il vasto e articolato programma clicca qui.
Per informazioni e prenotazionIl Duomo di Monrealei contattare la Delegazione FAI, via delle Botteghe Oscure 32, tel. 06.6879376, aperta al pubblico dal martedì al giovedì dalle 10 alle 13, il martedì e il giovedì anche di pomeriggio dalle 16 alle 18.
Si ricorda a chi volesse iscriversi al FAI che bastano 39 euro all’anno per aiutare la Fondazione a salvare l’Italia, per giunta divertendosi!

 



FLASH NEWS!
Un po' qua, un po' là...


Cuore: l’evoluzione dei pacemakers. Sono solo tre i pacemakers wireless impiantati nel mondo fino a fine 2013. Il pacemaker wirelessUno di questi al Maria Cecilia Hospital di Cotignola Ravenna. Si tratta di uno stimolatore del battito cardiaco senza fili della dimensione ridotte (come due compresse). Il nuovo dispositivo viene introdotto iniettandolo nella circolazione sanguigna con particolari sonde e fissato direttamente nella camera cardiaca. Un intervento mini invasivo della durata di 30 minuti in anestesia locale. L’impianto è stato eseguito da Carlo Pappone e da Gabriele Vicedomini del dipartimento di Aritmologia del Maria Cecilia Hospital.
CV

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L'India comincia a pensare in grande! Il nuovo Chattrapati Shivaji International Airport di Mumbai, uno dei principali scali del paese, appena inaugurato, presenta volumi e spazi completamente ridefiniti prendendo spunto nello sconfinato universo della cultura e dei simboli locali e avvalorandosi della ricchezza dell’artigianato e dell’arte locale per fare trionfare l’identità indiaL'air terminal di Mumbaina: Il pavone bianco, il fiore di loto, Bollywood e tanti altri. Il nuovo terminal dell’aeroporto ha accolto il più grande programma di arte pubblica del paese, lo “Jaya He”, provvisto di un sistema espositivo di wall-art esteso per tre chilometri, che riunirà oltre 7mila manufatti artistici e opere d’arte provenienti dallo stato di Maharashtra e dal resto dell’Unione Indiana. Questa costosissima operazione (due miliardi di dollari) cerca di dare una nuova “facciata” all’India ma contrasta ancora molto con le immense baraccopoli a due passi dall’aeroporto.
MdM

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SMS e messaggi telefonici: oggi le Logo di WhatsAppsocietà telefoniche li offrono gratis o a basso costo, la ragione è che sul mercato è apparsa una categoria di sistemi di comunicazione in tempo reale via internet e il più gratuiti, questi permettono ai propri utilizzatori lo scambio di messaggi brevi, i più conosciuti sono whatsApp, Chaton, Facebookmessenger, Kakaotalk, Line, Viber e tanti altri. È arrivato ora il nuovo Snapchat, ma sapete la sua particolarità? È basato sull’autodistruzione del messaggio in pochi secondi dalla sua apertura (da 1 a 10 secondi).
CV

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Uffa ancora sulla Marijuana: dopo che l’Uruguay e due stati americani ne hanno “quasi” liberalizzato il commercio, non passa giorno che sui giornali non arrivino nuove iniziative. Pensate che il ventinovenne Justin Hartfield ha creato un fondo che si chiama Emerald Ocean Tre tipi di fogliaCapital che ha raccolto già 10 milioni di dollari investendo su imprese che fanno affari con la marijuana, dalla produzione alla sua commercializzazione. Il presupposto è che il business debba crescere negli anni a venire dai 35-45 miliardi di dollari all’anno di oggi a 150 miliardi entro 10 anni, il doppio di quello del tabacco e poco al di sotto di quello dell’alcool.
CV

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Il Portogallo vende i suoi Mirò.
Per coprire le spese del fallimento del Banco Portugues de Negocios, lo stato Portoghese ha messo all’asta da Christies a Londra, il quattro febbraio scorso, una raccolta di 85 opere di Joan Mirò che coprono sette decenni dell’attività del pittore. Le opere, che non sono mai state esposte, si pensa siano state acquistate Un Mirò in venditadal governo regionale catalano, per arricchire la Fondazione Mirò di Barcellona, che ogni anno conta oltre 900mila visitatori. Questa massiccia vendita di opere di uno stesso artista può molto influenzare il prezzo delle opere, che per logica di mercato, andrebbero vendute piano piano per ottenere una cifra maggiore anche se costretti alla vendita. Infatti lo stato Portoghese è stato pesantemente criticato per quest’operazione.
MdM

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Grande successo per molte imprese Italiane alle Olimpiadi di Sochi Le gallerie italiane di Geodara a Sochi-Progetto galleria di 48 km per auto/treno: società Torinese Geodata, con la realizzazione  di Rocksoil, officine Maccaferri (rinforzi dei tunnel), Solimec (perforatrici).
-Per le piste da sci: la Leitner di Vipiteno (cabinovie, seggiovie e skilift), la Technialpin di Bolzano, (innevamento artificiale) la Liski di Berga
mo, la Alpina Snowmobiles di VicenIl palasport Oval di Sochiza (30 motoslitte). La Prinoth (60 gatti delle nevi).
-La Stahlbau Pichler gli edifici dello stadio.
-Grandi gruppi quali Ansaldo (realizzazione delle centrale Adler).
-Codest edilizia residenziale, la Selex che ha equipaggiato con sistemi di trasmissione radio chi garantisce la sicurezza delle Olimpiadi.
-La Walter Tosto di Chieti, la Solaris (schermature per la protezione dei raggi solari delle piste di bob)
-Lo studio di progettazione Zoppini (ovale pattinaggio), La Rollon (porte dei treni), IBT (microturbine)
-Molte poi le aziende Italiane nel settore arredamento e ristorazione, Da Flos; Artemide, Flou, Vannucci (piante di arredamento urbano), Grandivini e Simonelli di Macerate per caffè e cappuccini.
CV



EVENTI-APPUNTAMENTI

Mattioli 1885 presenta a Roma il libro "Cinquanta chili d'oro", prima parte del pubblicazione integrale, curata da Livio Crescenzi, degli atti del Processo Eichmann svoltosi nel 1961 a Cinquanta chili d'oro coverGerusalemme. Questo libro  costituisce una "narrazione" del tutto particolare della persecuzione degli Ebrei in Italia, incalzante e antiretorica.
Le presentazioni si terranno
il 4 marzo, Libreria Minimum Fax - Via Lungaretta 90/5 - ore 18, con la partecipazione di Livio Crescenzi, Anna Foa (autrice volume Portico d’Ottavia 13) e Mario Rusconi (Presidente Associazione Nazionale Presidi) e
il  5 marzo, Libreria Feltrinelli - Via Vittorio Emanuele Orlando 78 - ore 18, partecipazione di Crescenzi, Foa, Ernesto Galli Della Loggia e
il 2 aprile, Auditorium Goethe Institute - Via Savoia 15 - ore 18 con Crescenzi, Foa e Rusconi.

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Ponza: lo sviluppo di un'isola.  Rosalba Giugni, pronta come sempre ai problemi del mare, ha radunato qualche giorno fa nella sede di Marevivo sul Tevere, un gruppo di affezionati Ponzesi. E’ stato un primo vivace dibattito, anche con il sinDelfini guardianidaco Piero Vigorelli, per capire come rilanciare l’isola dopo un periodo, definiamolo, grigio. Le iniziative sono tante, il sensibilizzare le nuove generazioni Ponzesi sui problemi dell’isola e del mare, ottima l’istituzione da parte di Marevivo dei “Delfini guardiani” che ha visto la larga partecipazione della scolaresca ponzese con escursioni nelle zone meno conosciute e nelle isole vicine. Poi l’illustrazione delle nuove iniziative da parte del sindaco, percorsi turistici, nuovi corsi di formazioni turistico-alberghiere, scuole di ceramisti, diverse altre e la volontà per un rilancio anche invernale.Vista di Ponza dal porto
Iniziative lodevoli queste, ma penso che andrebbero coinvolti, in questo genere di dibattiti, tutti i ponzesi attivi. Sarebbe necessario far capire loro, con filmati, incontri con persone qualificate, quante potrebbero essere migliori le prospettive del loro lavoro se svolto nell’interesse dell’isola. Parlo dei pescatori, che sono i più nell’isola e che di prospettive, così come organizzati, ne hanno poche; delle piccole imprese edili e turistiche o singoli soggetti e far loro balenare l’idea che organizzarsi significherebbe più entrate e più qualificate. Se pensiamo poi a uno lo sviluppo turistico, se non altro nelle stagioni intermedie, sarebbe necessario un miglior sistema di trasporti che non implichi, ad es. una media di 5 ore da Ponza da Santa MariaRoma. Potrebbero essere organizzati convegni, promozioni dall’estero, e per quei turisti che intendono trattenersi per più di due giorni nell’isola. Le stesse imprese, alberghi, negozi, dovrebbero contribuire allo sviluppo del progetto e al suo finanziamento così da sentirsi profondamente coinvolti.
Noi, comunque, vecchi appassionati di Ponza rimaniamo sempre ammaliati dalle sue bellezze…
CV

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NOTE DI VIAGGIO

Il teatro di PergamoE' a un passo da noi, ed è tutta ancora da scoprire: parliamo della Turchia, fuori dai soliti giri scontati. Federico di Marzo ci porta in un Paese che è un paradiso di ricchezza storica e culturale inestimabile, testimoni ne sono i tanti siti patrimonio dell’UNESCO. Il suo  itinerario si sviluppa nella parte più occidentale del paese, una regione che è chiamata anche la "culla della civiltà" e viaggiando attraverso questa antica terra possiamo scoprire il significato di questa frase. Le Moschee di Edirne, le mitiche Troia e Pergamo, sicuramente due dei siti archeologici più famosi La meravigliosa Istanbuldel mondo, Efeso con il suo grande tempio e Bursa, la città verde con le sue storiche moschee sono le mete del nostro itinerario. Il viaggio terminerà con la visita di Istanbul, considerata una delle città più belle ed affascinanti del mondo

Per saperne di più, contattate Federico di Marzo, Cultura e Natura nel Mondo, FOCUS Himalaya Travel.
Tel. 0664790088 - Cell: 339.1416222
@mail: federicodimarzo@gmail.com

 

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A teatro con La Lampadina

Logo Teatro Olimpico
Salemme ne "Il diavolo custode"
Roma: Al Teatro Olimpico, Vincenzo Salemme - Il diavolo custode, seconda Edizione,  dal 13 febbraio al 2 marzo 2014. A grande richiesta torna il diavolo sulla Terra per chiederci di vendergli l'anima in cambio di un'altra opportunità... Nei giorni  infrasettimanali, andiamoci con la promozione per  La Lampadina. Se prenotate tramite noi, conviene: chiedi info qui.

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I SUGGERIMENTI DELLA LAMPADINA

Vi ricordate di vini, olii, olive, biscotti e Chianina...?
Se siete interessati trovate tutte le informazioni qui.

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MOSTRE

Roma
Scuderie del Quirinale, Frida Kahlo
(1907-1954). Le opere della pittrice messicana, molto  amata e seguita da un pubblico di appassionati, che saranno esposte alle Scuderie, provengono dai principali nuclei collezionistici, opere Autoritratto dell'artistachiave appartenenti ad altre raccolte pubbliche e private in Messico, Stati Uniti, Europa. “Simbolo dell’avanguardia artistica e della vivace cultura messicana del Novecento, Frida Kahlo è oggi considerata un’icona del movimento femminista  I suoi quadri sono ispirati alla sua vita ma anche al contesto socio-politico e allo spirito del suo tempo, caratterizzato dalle trasformazioni culturali che portarono alla Rivoluzione messicana”.
Dal 20 marzo al 13 luglio 2014

Museo delle Mura: "Scultura oltre le mura". La mostra collettiva, all’interno del Museo delle Mura, ospitata nell’antica Porta San Sebastiano è curata da Il Museo delle MuraLudovico Pratesi. Riunisce le opere degli ultimi decenni di sette artisti italiani - Vittorio Corsini, Daniela De Lorenzo, Eugenio Giliberti, Carlo Guaita, Nunzio, Alfredo Pirri, Marco Tirelli – come reflessione sul rapporto tra la scultura contemporanea e la sua interazione con lo spazio architettonico storico e simbolico.  Era interessante “attivare dispositivi di percezione che mettono in relazione l’opera con il genius loci dell’edificio” dice Pratesi.
Fino al 16 marzo 2014

Firenze
Palazzo Strozzi: Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della "maniera". manierismo a FirenzeSaranno riuniti per la prima volta in occasione della mostra prevista in marzo a Palazzo Strozzi, i capolavori dei due artisti, considerati all’epoca (‘500) tra i più anticonformisti e spregiudicati. Le opere provengono dall’Italia e dall’estero, molte delle quali restaurate per l’occasione.
Dall' 8 marzo al 20 luglio 2014.

Le mostre sono a cura di Marguerite de Merode


PENSIERO LATERALE: DA PEPPINO

Il ristorante da Peppino è molto conosciuto per la sua grande sala con vista panoramica ma soprattutto per l’altissimo livello della sua cucina. Nonostante ciò un giorno tutti i suoi avventori ebbero dei seri problemi di salute, principalmente allo stomaco. È dato per certo che nessun cibo era avariato o che qualcuno abbia volutamente aggiunto qualcosa alle vivande. Cosa può essere successo?

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