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Lunedì, 27 aprile 2015

Ciao [nome],
oggi la nostra Lampadina si accende su:

La Lampadina - n. 37
Aprile 2015

Un po' di ritardo accumulato nella preparazione di questo numero, ci fa correre incontro all'Expo Milano 2015 in dirittura di arrivo, (anche i suoi cantieri hanno registrato un certo ritardo...).
Un pezzo relativo al nostro pseudo-benessere ci fa scoprire incredibilmente fragili; e ancora si parla di come tutte le grandi società del web siano immensamente interessate a tutto ciò che riguarda la nostra vita semplicemente per... fare soldi! E altro ancora fra una labirintica comprensione dell'Islam e un taglio e l'altro di Lucio Fontana...
Ah, come sembrano lontane anni luce quelle immagini di Jacques Moreau!
Non sapete chi è?
Ma orsù, di grazia, leggete l'articolo!


 

ATTUALITA': E il data mining?
Di che si parla? Non dei "Big Data" ma del modo di reperirli
Articolo di Carlo Verga

Big DataChe cosa è il data mining? Wikipedia recita:
"Estrazione, con tecniche analitiche all'avanguardia, di informazione implicita, nascosta, da dati già strutturati, per renderla disponibile e direttamente utilizzabile;
Esplorazione e analisi, eseguita in modo automatico o semiautomatico, su grandi quantità di dati allo scopo di scoprire pattern (schemi) significativi."

E in pratica?

Il data mining è una rivoluzione nel tradizionale equilibro della domanda e dell'offerta. In ogni sistema era la domanda che creava l'offerta. Oggi con quanto si ottiene dall'esame dei dati web, si riescono ad avere informazioni molto precise per offerte mirate, le più adatte e dirette per il cliente secondo i suoi gusti e la capacità di spesa.
Il caso più evidente di questo forte cambiamento viene dalla Cina, e l'esempio è Alibaba, il numero uno al mondo dell'e-commerce (9,3 miliardi di dollari di fatturato l'anno).
Alcuni analisti del colosso cinese dell’e-commerce hanno estrapolato milioni di dati sulla capacità di spesa dei propri utenti. Uno dei dati, ad esempio, è stato ricavato dalla vendita di biancheria intima dal loro sito, che incrociati con altri, ha fornito uno strano risultato: sembra, infatti, che a seconda della misura dei reggiseno acquistati dalle donne, si riesca a capire la loro capacità di spesa. Il 65% delle donne con una prima di reggiseno ricade, nella bassa categoria di spesa, mentre chi porta la seconda o una taglia superiore s’inserisce nei gruppi di spesa media – alti.

E’ chiaro che ogni informazione, anche la più semplice, diventa molto preziosa. Perfino lo strumento per mezzo del quale si effettua l’ordine, è un indicatore determinante: si presuppone che chi utilizza un iPhone o iPad abbia un potere di spesa maggiore rispetto a chi utilizza un normale smartphone o pc.
I colossi delle vendite online hanno anche il problema di come far prolificare gli utenti.
In genere, iniziano, usando i dati ricavati dalla vendita di qualcosa di abbastanza facile, ad esempio i libri.
La copertina del Time di qualche tempo fa. Nei primi anni della sua storia Amazon ha usato ampliamente questo metodo con la vendita di libri, raccogliendo tutte le possibili informazioni sui propri clienti quali le capacità di spesa, gusti, hobby e altro; con i dati ottenuti, Amazon ha potuto diversificare le proprie offerte tanto che la parte editoria rappresenta oggi solo il 7% del fatturato totale.

Il data mining può essere utilizzato in qualsiasi campo: dalle informazioni sui cibi acquistati da un cliente si possono trarre indicazioni per l’assistenza sanitaria, e cosi per mille altre combinazioni. La spesa dei clienti è anche sotto grande osservazione essendo la base con la quale si costruiscono i prestiti ai privati e alle imprese. In altre parole una sorta di enorme “redditometro” privato con il quale un qualsiasi colosso privato potrebbe entrare in competizione con le banche, istituti pubblici e cosi via.
Jack Ma, il fondatore di Alibaba ha dichiarato che il data mining è una delle priorità della sua azienda e che 800 dipendenti, lavorano solo a questo tipo di piattaforma dati.

Divertente un interessante e breve articolo a proposito della “capacità di spesa”, pubblicato qualche giorno fa sul Global Times, quotidiano del partito comunista cinese. Lo ha fatto senza commenti, ma forse con un certo velo d’ironia.Il data mining per prendere decisioni
In Cina, “We-chat” sistema simile al nostro “WhatsApp”, per cercare un modo per finanziarsi con delle offerte mirate, ha diviso i propri clienti in tre categorie proprio per capacità di spesa e zone diverse del paese. A ciascun gruppo ha inviato un tipo differente di pubblicità. 
Al gruppo stimato più “ricco” ha inviato una pubblicità della nuova BMW, al secondo di un telefonino e al terzo di una lattina di coca cola.  Tutte e tre le offerte naturalmente sono state ben sovvenzionate dai relativi fornitori (la Bmw ha speso 800mila dollari per questa campagna).
Il risultato è stato che per il gruppo “ricco” We-chat ha conquistato oltre 200mila utenti, e la BMW ha ricevuto risposte da ben sette milioni di utenti!  Meno felice è stato per gli altri gruppi che allo squillo del messaggio si sono visti inseriti nelle categorie più basse suscitando gelosie, ironie, depressioni per il loro stato di “ sottovalutati”. In Cina oggi, avere una capacità di spesa buona, è un vero “status symbol”.

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ITALIA OGGI: aspettando Milano Expo 2015
C'è chi è stato a Shanghai e attende Milano...
Articolo di Lucilla Laureti Crainz

Ricordo e vorrei condividere con Voi l'esperienza che ho avuto con la precedenteIn coda per entrare all'UK Pavillon a Shanghai Shanghai Expo del 2010.

Avevo letto molto sui giornali di quell'Expo e alla fine, last minute mi decisi ad andare!

Incredibile la massa di cinesi che calmi calmi facevano le file per entrare nei padiglioni. Leggevi dei cartelli con su scritto: "Se siete qui quattro ore di attesa" e ci dicono che in estate con caldo incredibile le persone venivano annaffiate da scrosci d'acqua.

Un'altra cosa che mi ha sorpreso è stata la presenza quasi totale di cinesi, mi dicono che il governo ha pagato biglietti di treno a moltissimi per poter andare: probabilmente l'unico viaggio della loro vita! Un po' come vedere il mondo tutto insieme!

All'ingresso ti davano una specie di passaporto che timbravi a ogni padiglione e, non ci potevo credere, alcuni mi hanno chiesto di firmare e mi guardavano come un animale raro.

Il padiglione italiano a ShanghaiIl padiglione italiano era bellissimo ed ero curiosa di vedere di cosa si trattava questo cemento "trasparente" come dicevano sulla stampa. Mentre stavamo guardando e commentando, sento dietro di me una voce: "Attenzione a quello che dite, passa l'architetto!" Infatti proprio quel giorno c'era la conferenza stampa di chiusura e l'architetto Gianpaolo Imbrighi insieme a tutta l'organizzazione tirava le somme.

In pratica, le pareti di cemento erano attraversate da piccoli spazi orizzontali vuoti dove, specialmente di notte, si vedeva la luce che li attraversava.

Non ricordo quanto ma il padiglione era costato una cifra esorbitante all'Italia che per giustificare la spesa disse che era stato acquistato dal governo cinese.

Capita che ho un giovane amico che lavora a Shanghai e gli ho chiesto che ne era del nostro "caro" padiglione: mi ha risposto che tutta l'area, che è periferica, è in abbandono e non è stato comperato da nessun governo cinese!

Un'altra coincidenza a proposito di Expo mi è capitata mentre ero a Parigi: si doveva decidere tra Smirne e Milano per l'appuntamento del 2015 ed era una processione dalla Moratti, allora sindaco, ai vari politici di turno perché l'UNESCO scegliesse quest'ultima e infatti con mio disappunto scelsero proprio Milano!

Ora non ci resta che aspettare sperando che questo grande evento porti i suoi agognati frutti!

La Lampadina sta organizzando una visita e se siete interessati scriveteci!
Noi andiamo e ci prepariamo studiando intanto la mappa! (cliccatela per ingrandirla e avere una visione dettagliata),

 

in vista di visitare il meraviglioso Palazzo Italia.

Padiglione italiano a Milano

 

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IL MONDO IN CUI VIVIAMO: Islam, un po' di chiarezza
Non è facile e si ha sempre timore di non capire abbastanza.
Articolo di Beppe Zezza

Oggi l'Islam, per i motivi a tutti noti e che non è necessario ricordare, si è imposto all'attenzione generale.

Sappiamo tutti che l'Islam è molto frammentato; si parla molto della necessità di "dialogare" ma non si sa bene con chi; si leggono sui giornali tanti termini ai quali non siamo in grado di dare un significato neanche approssimativo. In poche parole l'uomo della strada, noi, percepiamo una grande confusione.

Cerco in questo articolo, realizzato compulsando il web, di fare un po' di chiarezza.

Grafico diffusione religioni nel mondoL'Islam ha circa 1.6 miliardi di seguaci ed è, per numero, la seconda religione della terra (il cristianesimo è la prima con 2.1 miliardi).
L'islam è diviso in due grandi correnti che racchiudono circa il 95% dei credenti mussulmani: I sunniti e gli sciiti. La divisione tra le due correnti è molto antica, si è verificata per motivi di leadership, alla morte del fondatore, Maometto, nel 632 tra quanti sostenevano che questa dovesse esse riservata a familiari del fondatore e quanti invece ritenevano che dovesse essere il risultato di una scelta da parte della comunità. Alla divisione politica sono poi seguite anche differenziazioni nel pensiero politico e religioso.

Il SUNNISMO è l'orientamento maggioritario, ad esso fa capo circa lo 80% del mondo islamico. E' la confessione religiosa con il maggior numero di aderenti: 1.35 miliardi (i cattolici sono circa 1, 28 miliardi).

Secondo il Sunnismo alla guida politica e spirituale (ma non strettamente religiosa) della comunità può accedere qualunque mussulmano pubere, di buona moralità, di sufficiente dottrina e sano di corpo e di mente. Il capo della comunità islamica (la Umma ) ha il nome di Califfo

I sunniti credono che tutti i mussulmani debbano seguire la Sunna del profeta – costituita dal Corano e dalla raccolta degli ahadith (aneddoti della vita di Maometto).

Non c’è un clero sunnita. La preghiera è guidata da un imam che è solo una persona preparata islamicamente (per riferirci a concetti ai quali siamo abituati un imam sunnita può essere considerato simile a un “catechista” ).
Il titolo di sceicco  è un titolo onorifico che può essere  assegnato in segno di rispetto o deferenza  a chiunque  abbia un ruolo di visibilità e/o responsabilità  perché benestante o anziano o capo di qualche associazione o comunità.  Il discorso religioso è invece di pertinenza dei saggi e degli studiosi (Mullah, mufti, ulema).
Secondo i sunniti stato e religione non sono separabili.

Lo SCIISMO la fazione di Ali il genero di Maometto raccoglie il 10-15% del mondo islamico –. E’ diffuso geograficamente in un’area abbastanza limitata – la cosiddetta mezzaluna sciita – che dal proprio centro in Iran – dove raccoglie la quasi totalità della popolazione – , si diparte a ovest verso l’Iraq, la Siria, il Libano e la Turchia orientale, a sud verso il Golfo e la regione orientale dell’Arabia Saudita e a est verso il Pakistan e l’Afghanistan.

Gli sciiti hanno un clero organizzato preparato in università specifiche di scienzeMappa sciiti-sunniti islamiche o nelle hawza (scuole teologiche). Per diventare sceicco c’è bisogno di una cerimonia, mentre, per salire nella gerarchia, il credente deve continuare a studiare, fino a diventare mullah e poi ayatollah. Nello sciismo l’ayatollah (ayatu-l-Lah, segno di Dio) è considerato il più alto dignitario del clero.

Il potere politico è separato dal potere religioso ma lo stato è soggetto al clero il quale monitora e decide se un governante è degno di governare e se rispetta le linee guide islamiche.

Nel mondo sciita è permesso il mut‘a: matrimonio a tempo tra un uomo e una donna non sposata. Il matrimonio, siglato attraverso un contratto e il pagamento di una somma di denaro a compensazione, può durare da qualche ora a anni. (A livello di curiosità per evitare le leggi religiose che vietano la prostituzione si pratica il “matrimonio a tempo”).

I SALAFITI  chi sono?  Il termine salafita è oggi utilizzato per indicare coloro che vogliono che la legge islamica, la sharia, ricavata da una lettura integrale e letterale del Corano e della sunna, divenga il fondamento dello Stato.
A loro avviso professano la versione più autentica dell’Islam. I Fratelli Mussulmani, movimento politico presente in molti paesi mussulmani è salafita. Il salafismo è una scuola di pensiero sunnita.

I WAABITI chi sono?  Sono gli aderenti al movimento salafita  del Wahab,  si rifà all’islam dei primordi. Sono al potere nell’Arabia Saudita.  Danzatore sufi
Propagandano una cultura religiosa di intolleranza ed una lotta endogena senza quartiere sia verso i musulmani “infedeli”, sia verso quelli che non accettano le teorie salafite.
Sul fronte esterno ed esogeno, il wahabismo contrasta gli infedeli propriamente detti (come i cristiani e gli ebrei).  Il famigerato Osama bin Laden era waabita.  Sono concorrenti dei Fratelli Mussulmani.
Rifiutano la sepoltura in tombe, proibiscono i festeggiamenti per il compleanno di Maometto ed ogni altra forma di celebrazione islamica. Dio e’ unico e solo a lui e’ dedicata ogni forma di devozione

Qualche volta si sente parlare di SUFI.  Chi sono costoro? Sono coloro che seguono una dottrina e una disciplina di perfezionamento spirituale interiore. 
E’ la via del cuore.  E’ la via mistica. Sono profondamente osteggiati dai waabiti .

Leggendo i resoconti degli scontri in Siria, si legge che la stirpe degli Assad è ALAWITA. Chi sono gli alawiti? Provengono dal ceppo sciita dal quale si sono distaccati nel IX secolo. La loro dottrina è molto poco conosciuta perché esoterica, cioè riservata agli iniziati, pare basata su concezioni gnostiche e platoniche  Sono diffusi in Siria, Libano e Turchia.
Per molto tempo le autorità mussulmane sia sunnite che sciite non li consideravano appartenenti alla comunità (Umma) mussulmana.
Oggi sono accettati come tali dalle autorità ma non dalla gran parte del popolo.

Il principe Karim Aga Khan IVMolti di noi, un po’ più maturi, hanno spesso sentito parlare dello AGA KHAN e degli ismaeliti. Chi sono questi ismaeliti? Sono una corrente dell’islamismo sciita, detta anche dei Settimani che si differenzia da quella, principale, dei dodecimani perché riconosce come legittimi solo 7 e non 12 dei primi Imam, capi della comunità mussulmana dopo Maometto. Gli ismaeliti sono divisi in diverse sette, una delle quali quella dei Nizariti  ha a capo l’Aga Khan.

E l’ISIS  cos’è?  E’ un tentativo di ricreare un califfato islamico che ripercorra le tracce dell’espansione  iniziale dell’Islam e di là si estenda  riuscendo  a realizzare l’ideale di estendere la Umma a tutto il mondo, ideale che si è infranto a Poitiers, a Lepanto e, per ultimo, sotto le mura di Vienna.
Gli aderenti sono sunniti “fondamentalisti”, cioè di ispirazione genericamente salafita.

Troppo complicato? Non è colpa mia, ho fatto il possibile per semplificare!

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ABBIAMO OSPITI - ARTE: Lucio Fontana, il senso dei tagli
C'era un senso nei titoli delle sue opere, il senso della sua vita.
Articolo di Vittorio Grimaldi- Autore Ospite de La Lampadina

Fontana al lavoroNella catalogazione di Enrico Crispolti i tagli di Lucio Fontana sono 112.
Tutti rigorosamente elencati sotto la lettera T con le date di esecuzione, così come i gessi (G), le pietre (P), gli olii (O), gli ovali della “Fine di Dio” (FD) e i “Teatrini” (TE).
Solo ad alcune opere, in maggioranza tagli, Fontana ha attribuito un titolo, ma è difficile stabilire un rapporto fra ciò che il pittore ha scritto e le opere da lui intitolate, in base al colore delle tele, alle dimensioni, al numero dei tagli o alla profondità delle incisioni.

Eppure un rapporto ci deve essere.
Se fosse possibile scoprirlo potremmo arrivare ad una sorta di “Interpretazione autentica” dell’opera dell’artista.

Alcuni dei titoli sembrano banali promemoria, tipo “Domani vado a Comacchio” (67 T 39), altri, soprattutto quelli più risalenti, sono descrizioni nostalgiche o affettuose pagine di diario: “All’alba Venezia era tutta d’argento” (61 O 40); “In Piazza San Marco di notte con Teresita” (61 O 51).

Alcuni titoli ci danno la possibilità di sbirciare sulle vicende della vita privata e della Yves Klein e Lucio Fontana alla Novecento a Milanocarriera del pittore, sui suoi amori, sulle sue amicizie con altri artisti (Klein, Consagra, Dova, Crippa, Rotella, Alviani) e sulle sue idiosincrasie: “E’ venuto un gran barbone. Chi era? Vedova” (66 T 104).

Due o tre rivelano la passione quasi infantile di Fontana per il ciclismo: “A me piace andare in bicicletta senza mani” (67 T 11); “Strepitoso Gimondi, Domina Pulidor nella cronoscalata” (63 T 31).

L’amore per le donne è una costante apparentemente antitetica rispetto alla presunta atmosfera asettica delle sue opere.
Certi titoli, peraltro molto composti, svelano un certo gusto per la varietà e un temperamento passionale mai sopito. Viene in mente l’assoluto contrasto con le donne impudiche, scosciate e volgari dipinte da Guttuso in quegli stessi anni.
Così:
“Voglio bene a Teresita” (60 T 9)
“Yvonne es muy linda” (64 T 92)
“Io credo che Cinzia sia una bella modella” (65 T 80)
“Susanna era una linda gordita” (67 T 55)
“Le mani di Alessandra sono belle” (67 T 118)
“Serafina, Giuseppina, Teresa e Emilia, qual è il problema del sesso?” (68 T 50) 

Su questo tema, uno dei titoli più espliciti e suggestivi è quello che accompagna una tela bianca con 5 tagli (66 T 106). Qui Fontana si chiede se “E’ più bello il visone o il sedere di Sofen?”.

Nel 1967, con sei opere in sequenza (67 T 83 – 88) l’artista saluta la tragica scomparsa di un amico:

“Il Blek si è suicidato? Forse si”
“Bleck ti volevo tanto bene, ciao”
“Perché gli uomini si suicidano Bleck?”
“Bleck, addio per sempre”
“Bleck sogna con questo splendido azzurro, ciao”
“Sono ancora tanto triste ciao Blek”

Cara Rosita è da molto tempo che non mi scrivi..Nel settembre del 1968, pochi mesi prima della sua morte, Fontana dipinge un piccolo quadro bianco con un solo taglio verticale (68 T 3) e l’intitola “Blek! Forse ti ho dimenticato”.

L’ultimo saluto all’amico è costituito da tre tagli sottili, alternati come canne d’organo, tracciati su una tela dipinta di rosa: “Sono immensamente triste, ciao Blek” (68 T 9).

Il commiato di Fontana si compie in un lungo periodo di tempo tra 1967 e il 1968 con molti titoli evocativi che sfidano la sensibilità di ciascuno di noi a dare un significato ai suoi misteriosi tagli:


“Dove ero e cosa facevo il 29 agosto 1918?” (67 T 27).
“Il 1967 è cominciato con il sole nero” (67 T 37).
“Aspetto il giardiniere dell’anima” (67 T 70).
“Buon viaggio e buona fine” (67 T 71).
“Incomincio a essere stanco di pensare” (68 T 27).
“Chi ha ucciso Cristo? Io e Giovanni” (68 T 45).
“Dieci rintocchi di campana” (68 T 60).

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ABBIAMO OSPITI - SALUTE: ammalarsi di benessere
"Mens sana in corpore sano" ma ... se il corpo è sano lo è anche la mente?
Articolo di Susanna sangiovanni - Autore Ospite de La Lampadina

Il cibo oggi fa paura.

Stop al junk foodSiamo continuamente sottoposti a continue ed eccessive informazioni su ciò che fa bene o fa male alla nostra salute, sugli alimenti “buoni” i “cattivi” e i vari rischi nello sceglierne uno piuttosto che un altro.

Il nostro rapporto con l'alimentazione è diventato più complesso e problematico.
La crescente attenzione rivolta all'importanza di alimentarsi in modo sano per migliorare la qualità della vita può anche portare a una malattia.
In questi ultimi anni, nei paesi maggiormente sviluppati, si è insinuato un nuovo disturbo alimentare, dopo Anoressia e Bulimia, patologia caratterizzata da una eccessiva mania di salutismo, l'Ortoressia, una forma di attenzione eccessiva alle regole alimentari, alla scelta del cibo e alle sue caratteristiche.
Chi è l'ortoressico Ma chi è l'ortoressico ?
E' colui che è letteralmente ossessionato dalla composizione chimico-biologica degli alimenti nonché dalla componente calorica, che perde ore al supermercato confrontando le etichette dei prodotti, in cerca di cibo “puro”.
Il soggetto ortoressico sviluppa una serie di rigide imposizioni che, se trasgredite, determinano forte senso di colpa con ulteriore inasprimento delle regole, precise e imprescindibili.
Mentre per Anoressia e Bulimia il problema è centrato sulla “quantità” degli alimenti assunti l'Ortoressia si basa sulla “qualità” e sulle  caratteristiche della composizione.

Come in ogni comportamento ossessivo il rapporto col cibo diventa coatto e rituale, con assenza di flessibilità e spontaneità.
Il cibo diventa quindi un “dovere” non più fonte di piacere ma di tormento, e ogni eccezione provoca malessere.
L'ortoressico entra in un circolo vizioso nel quale, a fronte di una forte insoddisfazione personale, cerca di ristabilire la propria autostima spesso imponendosi di provare disgusto per cibi che in realtà appagherebbero il suo palato, solo perché convinto che possano essere dannosi per la salute.
La ricerca del “mangiare sano” viene quindi portata all’esasperazione (da dove viene? Ci sono additivi? E’ bio? E’ docg? E’ contaminato?)
Il disagio inizia con una forte preoccupazione nella scelta di cosa mangiare evitando cibi dannosi per poi ricercare ed acquistare gli alimenti ritenuti “puri” che devono infine essere preparati seguendo regole precise, cosi da eliminare rischi per la salute.
Caffè o non caffè? Vignetta di Costanza PrinettiIl gusto e il piacere del cibo passano quindi in secondo piano rispetto a ciò che è giusto mangiare. Diventa quindi “buono” solo ciò che non fa male.

La gamma alimentare diventa, col tempo, sempre più ristretta, fino al punto di rinunciare a occasioni di convivialità con amici per paura di non rispettare le regole autoimposte. Ogni trasgressione è infatti vissuta come un fallimento, a differenza del senso di benessere collegato alla soddisfazione di totale controllo sulla propria salute.
Il sentimento di soddisfazione e autostima si alterna a quello di colpa e di disagio a seconda dell'avere o meno rispettato le regole auto-imposte.
Il confine tra salutisti e ortoressici sta quindi nell'adozione di abitudini comportamentali connesse al cibo quando queste possono diventare dannose per la salute, il benessere fisico la vita sociale.

Snoopy e la sua filosofiaAvere uno stile di vita sano aiuta sicuramente a mantenere una buona salute, sempre però tenendo presente che una gestione equilibrata corrisponde ad un atteggiamento positivo sul nostro quotidiano senza per questo rinunciare ai piaceri della vita.

L'antica frase latina “in medio stat virtus” è ancora oggi, in questo caso, più che attuale, perchè da sempre la tavola imbandita rappresenta un'occasione per stare insieme, confrontarsi e relazionarsi.

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ABBIAMO OSPITI – FOTOGRAFIA: Jacques Moreau, genio sconosciuto e misterioso della fotocronaca ante litteram.
Di lui solo un'immagine riflessa ... un buffo scherzo del destino.
Articolo di Giuseppe Fabbri *- Autore Ospite de La Lampadina

Soldati in partenza salutati dalle ragazze di ParigiNel luglio scorso, in occasione del centenario della Grande Guerra, il settimanale L'Espresso pubblicò, in abbinamento al numero del giornale in edicola, un volume dal titolo "La Grande Guerra raccontata cent'anni dopo per capire l'Europa di oggi". Vedendolo esposto sul banco del giornalaio mi colpì la sua copertina con una foto meravigliosa di giovani soldati francesi marcianti in una via di Parigi, perché in partenza per il fronte, salutati gioiosamente da due ragazze loro coetanee.
L'aspetto di quei personaggi, i loro lineamenti, le loro fattezze era talmente nitido e moderno da sembrare un'immagine rifatta, ricavata magari da qualche film o sceneggiato televisivo sulla prima guerra mondiale.
A rinforzare il mio scetticismo sull'autenticità della foto devo dire che le mie esperienze pregresse alla ricerca di immagini su fatti di cronaca anche ben posteriori alla grande guerra mi avevano sempre lasciato deluso perché il materiale disponibile era povero e di qualità molto lontana da quella a cui siamo abituati noi figli della Copertina di Sport Illustratoseconda guerra mondiale. Cito ad esempio un fatto di cronaca al quale mi ero appassionato anni addietro e cioè il delitto Matteotti; pur essendo datato dieci anni più tardi le foto dei personaggi e dei luoghi sono rare e quindi sempre le stesse.
Del resto i giornali dell'epoca ben raramente riportavano fotografie, erano quasi sempre testo scritto e basta. Durante la prima guerra il Corriere della Sera era quasi tutti i giorni una pagina fronte retro e fine della storia. Per avere delle immagini dei fatti bisognava rivolgersi a un diverso tipo di giornale ovvero gli ebdomadari come la famosa "Domenica del Corriere" o " Il Secolo Illustrato" ove l'immagine principe era, vedi la famosa prima pagina della Domenica del Corriere, un disegno e non una fotografia. Nomi come Achille Beltrame e Walter Molino sono passati alla storia come illustratori non certo come fotografi.

Tornando alla copertina del libro de L'Espresso che tanto mi era piaciuta decisi di contattare il giornale per chiedere ai diretti responsabili dell'opera notizie più precise. Vano esercizio, le mie domande sono rimaste lettera morta e/o cestinate come curiosità puerili o, peggio, di un mitomane finchè, dopo mesi di attesa, grazie al vecchio sistema sempre efficace dell'amico dell'amico, un’angelica creatura con pronta immediatezza mi ha confermato che la foto è autentica, è di un fotografo di nome Jacques Moreau e appartiene all'Archivio della casa editrice parigina Larousse.
Andando in internet alla ricerca di Jacques Moreau si scopre che Wikipedia non è stata in grado di dedicargli nemmeno una pagina per la totale assenza di informazioni sul suo conto. Si scopre però anche che un'altra casa editrice francese, La Martinière, ha pubblicato nel 2004 un volume dal titolo "1914 – 1918 Nous étions des hommes" nel quale, con i testi di Beatrice Fontanel e Daniel Wolfromm, riproduce una ricca quantità dell'enorme cronaca fotografica della Grande Guerra ad opera di Moreau.
La copertina del libro, neanche a dirlo, è un altro capolavoro come quello da cui è iniziato il mio percorso.
Soldati vino e biscottiAnche qui colpisce la nitidezza dell'immagine che rivela oltre al talento dell'autore la qualità di un obbiettivo straordinario.
L'occhio dell'osservatore salta incredulo dalla cannella del vino che entra dalla bottiglia nella borraccia all'espressione di tenerissima bonomia del personaggio a destra che non ce l'ha fatta ad aspettare oltre per addentare il biscotto.

Dai testi della Fontanel apprendiamo che di Moreau c'è solo una cosa certa e cioè il fatto che nel 1968 ormai vecchio ottantunenne e in evidenti difficoltà economiche si presentò da Larousse e gli vendette un pacco di 2308 lastre di vetro di piccolo formato riguardanti tutte la Grande Guerra.
Concluso l'affare il vecchietto scompare, cambieranno negli anni successivi i funzionari di Larousse e ogni possibile annotazione sul venditore che avrebbe potuto essere utile per rintracciarlo andrà perduta o distrutta.
Di lui si sa che era un fotografo professionista con un proprio studio prospero e qualificato prima della guerra. Poi a 27 anni, in qualche modo, entra a far parte del gruppo di quelli che ufficialmente seguirono il conflitto nelle sue varie fasi.
Il suo nome compare su un registro datato 1917 della Sezione Fotografica dell'Esercito insieme a altri 26 e compare anche su un altro documento datato 1916 del Servizio Storico dell'Armata di Terra in cui si contano 59 fotografi di cui un Moreau ma senza nome di battesimo.
Gli anni della guerra non gli lesinarono riconoscimenti se è vero come è vero che il Autoritratto di Moreaubritannico Daily Mirror il 14 Agosto 1914 dedicò spazio in prima pagina a tre delle sue foto tra le quali appunto quella delle ragazze e dei soldati con la didascalia "Every soldier is a hero to the Paris midinettes" e il giornale tirò un milione di copie.
Ma cosa ha fatto Moreau nei cinquant'anni tra il 1918 e il 1968 non è dato sapere.
E dopo il 1968 men che meno.
E di lui, nella ricca galleria di capolavori che ci ha lasciato sulla Grande Guerra, non esistono autoritratti. L'unica eccezione è quasi uno scherzo beffardo. Tra le sue 2308 foto di guerra, infatti, ce n'è una  in cui la sua immagine è riflessa nella vetrina di una macelleria mentre ne riprende il contenuto in esposizione. Ma purtroppo la macchina fotografica gli copre completamente il viso rendendosi complice di un destino che evidentemente voleva per Moreau un ruolo di fantasma senza volto.

*Giuseppe Fabbri è già stato con noi altre volte in passato. Oggi ci ha parlato di un personaggio misterioso, un fotografo della Grande Guerra che ha fatto foto straordinarie e poi è scomparso. Non è morto in guerra, è scomparso nel senso che di lui non si è saputo quasi più nulla. Scorrendo all'indietro le nostre precedenti edizioni ritroviamo Fabbri nel No. 5 dell'Aprile 2012 che ci parlò del caso Geoffrey Holiday Hall. Anche lì un caso analogo. Un grande scrittore comparso fugacemente in un celebre giallo dal titolo "La fine è nota" e poi scomparso. Anche lui misteriosamente, inspiegabilmente.
Questo ripetuto interesse per i personaggi storici scomparsi fa di Fabbri una specie di ispettore dei casi irrisolti e facendoci interpreti delle sue aspirazioni invitiamo i lettori che abbiano dati in più sui due casi citati a trasmetterceli o darci ragguagli su come reperirli.
CV

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COSTUME: una pizza per amica
Ciascuno di noi ha la propria coperta di Linus...
Articolo di Lalli Theodoli

la classica pizza biancaPer il nostro percorso nella vita, breve o lungo, quale che ci sia stato destinato, abbiamo bisogno di affetto, di amici, di consolazioni, di appoggi di tutti i generi, che ci possano rafforzare, ci gratifichino e ci diano sicurezza.
Per molti di noi un indispensabile supporto sono un amico fedele, un affetto famigliare, ma un piccolo conforto può venire anche dal cane amato, dal peluche della nostra infanzia, dal portare il bracciale della nonna che ci ricordi i suoi abbracci affettuosi.

OPPURE....?

C'era una volta un bambino, ultimo arrivato di una numerosa famiglia e, in quanto tale, con la possibilità di sfuggire alle maglie della severa educazione imposta ai fratelli più grandi. Piccolo per la sua età, ma grande per la sua sveltezza come nessuno dei suoi coetanei e per il suo essere, fin da piccolo, completamente autonomo.
Quando non saltava come un grillo, di nascosto, da poltrone a divani in salotto, senzaL'ultima fetta di pizza mai toccare terra, passeggiava con sua nonna, amatissima nel quartiere, entrando con lei in tutte le botteghe i cui proprietari venivano così a conoscere anche l'ultimo dei tanti nipoti.
Ma era il fornaio il suo negozio preferito, con il suo profumo di pane caldo appena sfornato e, soprattutto di PIZZA.
Da allora, immediato, un grande amore.

Così a sei anni, poco prima che tutta la famiglia si riunisse in sala da pranzo per la colazione, rubava dal suo posto i suoi due piatti e, di corsa, perché solo di corsa si muoveva, scappava in pizzeria, con gli scarponcini slacciati, le calze a bracaloni, trafelato.
Nessun allarme del portiere che conosceva lo spirito di indipendenza di quel bambino.
Al banco del panettiere, cui nemmeno arrivava, pur alzandosi in punta di piedi, porgeva i suoi piatti.
Chiedeva la SUA pizza e, velocissimo, tornava a casa con il suo caldo carico prezioso. Zitto, zitto, rendendosi quasi invisibile, occupava il suo posto a tavola arrampicandosi Il senso della....pizzasulla sedia che per lui aveva due cuscini alti.
Nessuno sembrava accorgersi che al suo posto c'era qualcosa di diverso, che lui avrebbe mangiato qualcosa di diverso.
Mentre intorno a lui ferveva la conversazione dei grandi, lui sollevava il piatto che aveva tenuto in caldo la sua pizza e.......la felicità!!

Passano gli anni. Il bambino diviene un ragazzo, un uomo, un adulto.
La vita lo rallegra a volte, altre lo colpisce, come per noi tutti.
E sempre lui continua a festeggiare, laurea, compleanni, matrimonio e nascite nel modo suo di sempre:
"Dai andiamo a mangiare una pizza!"
Come, anche così, con la pizza, cerca di consolarsi un po' dei tanti dolori che la vita non ci risparmia. Ed allora è un triste "Mah!.......andiamo a mangiarci una pizza..."

In tutti i casi, fantastico avere
"una pizza per amica".

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La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità...

La Lampadina è una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un Comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Lucilla Crainz Laureti, Marguerite de Merode Pratesi,  Ranieri Ricci, Carlotta Staderini Chiatante, Lalli Theodoli, Beppe Zezza e redatta con la partecipazione di: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Renata Ferrara Pignatelli, Giancarlo Puddu e Angelica Verga. La sede è in via Castiglion del Lago, 57, 00191, Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa milleottocento persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
Per informazioni scrivere a info@lalampadina.net

SUGGERIMENTI "ILLUMINANTI"


DA VEDERE: Aterballetto - Don Q e Rossini Cards", al Teatro Olimpico il 5 e 6 Maggio 2015. L'eccellenza della danza italiana di nuovo a Roma. Uno spettacolo da non mancare. Continua a leggere..
Isabella

DA LEGGERE:  "Stoner", di John Williams. “Questo è semplicemente un romanzo che parla di un ragazzo che va all’università e diventa professore. Eppure è una delle cose più affascinanti che vi capiterà mai di leggere”, Tom Hanks. Queste semplici parole sono esattissime.
Un romanzo raffinato, delicato e sensibile, che parla della vita apparentemente piatta e grigia di William Stoner.... Continua a leggere...
Carlotta: buona lettura!


Tutti i nostri suggerimenti li trovate qui

GLI APPUNTAMENTI DE
LA LAMPADINA

La Lampadina Vi invita ad un Appuntamento con una splendida Roma primaverile

Villa Lante Turini

Il 27 maggio alle ore 10.00, La Lampadina Vi propone una passeggiata guidata ed illustrata dalla dottoressa Vannella Carrelli Palombi che ci guiderà a Villa Turini Lante al Gianicolo, uno dei rari progetti architettonici di Raffaello,  proseguendo poi per il tempietto di Bramante vicino alla Chiesa di San Pietro in Montorio per arrivare infine a Villa Farnesina che fu costruita dal banchiere Agostino Chigi lungo il Tevere ed è un esempio molto ben conservato di Dimora rinascimentale con affreschi di Raffaello e della sua scuola, del Sodoma e del Peruzzi.

La loggia di Psiche

Il costo della visita comprensiva di guida da parte della D.ssa Palombi Carrelli (E. 7 per i possessori della card "La Lampadina"), ingresso a Villa Lante, e a Villa Farnesina è di E.20.
Prenotatevi qui! 



La Lampadina - Libri
Vi segnala:

Presentazione del libro di Marco Patriarca "Il treno di sir Charles", Martedì 12  maggio 2105, alle 19.00 a Fabindia in Via del Banco di Santo Spirito, 40 (Roma centro storico - vicino Via dei Coronari).

La cover del libro

Il libro racconta le vicende della famiglia dell'Autore fra Irlanda, Messico, Belgio, Cina, Stati Uniti e Francia a cavallo del ‘900. Ricorda anche il clima realmente “globale” degli anni in cui i continenti erano attraversati da treni lenti e gli oceani da grandi piroscafi a vapore affollati dalla più variegata congerie umana in cerca di nuove opportunità, di altri mondi, di lavoro o semplicemente attratti dal mito del grande viaggio.
Leggi di più
 
Sarà presente con l'Autore, Ludina Barzini. Seguirà un drink.
Rsvp: tel. 06.68891230

Invito alla presentazione

 FLASH NEWS!
Un po' qua, un po' là...

 E' partito un grande concorso di architettura contemporanea a Roma. La Città della Scienza, un nuovo quartiere residenziale e commerciale, spazi pubblici con 90 milioni di investimenti privati che dovrebbero cambiare tutta l’area di fronte al Maxxi. L’area individuata del concorso si estende per 5,1 ettari e cioè comprende i capannoni industriali SMMEP appartenenti all’ex Stabilimento Macchine Elettriche di pertinenza del Ministero della Difesa e si trovano tra via Guido Reni e via del Vignola. L'area interessata dal progetto
Speriamo che Roma non perda questa occasione di dare alla città e alla zona, già circondata da importanti opere architettoniche, spazi attuali ma di qualità! Seguite i risultati del progetto su www.progettoflaminio.it
Md

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Curiosità di Roma. Fu Papa Leone x nel Via delle Convertite1920 a fondare nella via un monastero per accogliere le meretrici desiderose di lasciare la strada del peccato. Pentimento e conversione che avvenivano attraverso una rigida clausura. La strada fu quindi dedicata alle donne convertite dal popolo di Roma.
CV

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La grappa. Per il regolamento comunitario del 1989 è un distillato di uva da bucce di acini d’uva prodotte e distillate in Italia: se ne producono 40 milioni di bottiglie, La grappa biancaprincipalmente al nord ma anche in Sicilia. Di distillazione di vinacce se ne parlava già nel Seicento, ma il nome "grappa",  appare per la prima volta sul dizionario Moderno di Alfredo Panzini nel 1905.
CV

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Isola di Pasqua. Le teorie sulla fine della popolazioneMonoliti dell'Isola di Pasqua di questa isola sono le più diverse e vanno dall’eccesso di sfruttamento del suolo (vivevano 15mila persone nel momento del suo maggior fulgore) a ragioni meteorologiche. Ma sembra accertato che il problema sia derivato solo dall’arrivo degli Europei che con le loro malattie hanno decimato la popolazione locale.
CV

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Curiosità che servono a poco. Sai Strade di matitequante parole puoi scrivere con una matita di durezza media? 45mila parole e se invece volessi fare una linea? 56 kilometri, chissà se i nipotini o figli che scrivono sui muri lo sanno? E quante sono le matite fabbricate nel mondo? Dai 15 ai 20 miliardi.
CV

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 MOSTRE FOCUS MILANO
Around Expo Milano 2015
La città meneghina
sarà, giustamente quest’anno, teatro di numerose e belle mostre in tutto il suo territorio. Ve ne riportiamo giusto alcune tra quelle che, a nostro avviso, andrebbero visitate.

Palazzo Reale

Arte lombarda dai Visconti agli Sforza
Con questa mostra si “intende celebrare una delle pagine più gloriose della storia della città, che a partire dall’avvento della signoria dei Visconti prima e degli Sforza poi, si affermò come una delle città più importanti d’Europa. Un’ampia e ricca selezione di dipinti, importanti  documenti storici provenienti dagli archivi di stato, codici miniati, piante e monete antiche”. Circa trecento pezzi del periodo “aureo” dell’arte Lombarda.
Fino  al 28 Giugno 2015.

Un'opera di GiottoGiotto
Con questa mostra “si intenderà rendere omaggio a uno dei più grandi protagonisti della storia dell’arte italiana seguendo l’evoluzione del suo linguaggio e della sua pittura .. durante i soggiorni compiuti a Roma, Assisi, Bologna, Firenze, Rimini, Padova e, per ultimo Milano”. “Una decina di gigantesche opere d’arte, che rappresenteranno una tappa della carriera di Giotto, conclusasi a Milano nel 1336, prima del suo ritorno e della sua morte a Firenze poco dopo”.
Fino al 19 Luglio 2015

La grande madre: a cura di Massimiliano Gioni
Con questa mostra Gioni, l’ultimo curatore della Biennale di Venezia, “Racconterà l’iconografia e la rappresentazione della maternità. Sarà soprattutto una mostra sul potere della donna come potenza generatrice… nell’arte del Novecento, fino a oggi…Si tratta di una mostra enciclopedico- pedagogica di carattere storico” un po’ sull’idea, appunto, dell’ultima Biennale.
Dal 25 Agosto 2015 al 15 Novembre 2015

Un'opera di LeonardoLeonardo da Vinci
Non ultima, una mostra storica che sarà la più grande esposizione dedicata a Leonardo mai ideata in Italia con l’idea di “unire pensiero scientifico e talento creativo”,  la mostra darà “una visione di Leonardo non mitografica, né retorica né celebrativa, ma trasversale su tutta l’opera del poliedrico personaggio”.
Dal 02 Settembre 2015 al 10 Gennaio 2016.

Museo delle Culture

Mondi a Milano
Nella sua nuova e interessan-tissima sede, il Museo delle Culture di David Chipperfield, appena aperto presso l’ex area Ansaldo, parte con una mostra con opere d’arte, oggetti di design, architetture, documenti e arredi dall’Africa all’Oriente, per esprimere il dialogo tra Milano e i tanti ‘mondi lontani’, apparsi sulla scena della città attraverso le grandi esposizioni.
Fino al 19 luglio

Africa
La mostra racconta, in duecento opere, l’arte africana dal Medioevo ad oggi.
Fino al 30 agosto.

Galleria d'Arte Moderna di Milano

Don’t shoot the painter curata da Francesco Bonami
La Galleria d'Arte Moderna di Milano propone per la prima volta in Italia una grande mostra che ripercorre dagli anni Sessanta a oggi una selezione di importanti lavori della UBS Art Collection.
Dal 17 Giugno 2015 al 4 Ottobre 2015

Medardo RossoMedardo Rosso. La luce e la materia
Una bella mostra dell’artista torinese, milanese per adozione, ma cosmopolita per vocazione, “unico artista italiano della sua epoca ad avere un respiro europeo” che ci illustra con trenta capolavori tra gessi, cere e fotografie come Medardo Rosso ha trasformato il modo di fare scultura attraverso nuove tecniche e materiali.
Fino al 30 Maggio 2015

Le segnalazioni non finiscono qui! Per leggere tutte le mostre scovate da Marguerite a Milano cliccate qui e andate sul sito a vedere!

 

Week-end nel Veneto:
noi c'eravamo!
Tutto si è svolto nel migliore dei modi nel week-end organizzato da La Lampadina e trascorso tra Vicenza e Padova con amici Lettori provenienti da varie città italiane. Eravamo a Vicenza per vedere la mostra Tutankhamon  Caravaggio van Gogh alla Basilica Palladiana, e per visitare Villa Valmarana ai Nani e La Rotonda. A Thiene abbiamo visitato lo splendido castello e a Padova,

In piazza delle Erbe a Padova

ci siamo lasciati affascinare dalla pittura di Giotto alla Cappella degli Scrovegni e dalle meraviglie dell'Orto Botanico, il più antico orto universitario del mondo (anche Pisa vanta questo stesso primato, ma l'Orto i Pisani l'hanno spostato....), appena rinnovato e portato a livelli di futuristica eccellenza.
Grazie a Gaetano e Isabella di Thiene e a Maria Sole Confortini Durand Corner per l'ospitalità e
a tutti i Lettori della Lampadina che abbiamo incontrato!

Stiamo organizzando i prossimi viaggi in giro per l'Italia, continuate a seguirci per saperne di più!


A teatro con La Lampadina

Logo Teatro Olimpico
Al Teatro Olimpico, a maggio si alternano grandi spettacoli di eccellenza e qualità ai quali Vi suggeriamo di assistere!
Cominciamo con Aterballetto che il 5 e 6 maggio

porta a Roma Don Q - Don Quixote della Mancia con coreografia di Eugenio Scigliano e Rossini Cards, una creazione di Mauro Bigonzetti libera e astratta dal crescendo rossiniano.

Continuiamo il 7 maggio ore 21.00, con un incontro con la storia: CORRADO AUGIAS _ STORIE DALLA GRANDE GUERRA_ 7 MAGGIO ORE 21.00 - PROMOZIONE SPECIALE
Corrado Augias in "Histoire du soldat",
con Giuseppe Modugno al pianoforte, Marcello Panni che dirige l'Ensemble Roma Sinfonietta, sulle musiche di Igor Stravinsky. Letture, lettere, pagine di autore scelte da Augias ci raccontano ciò che fu il 24 maggio di 100 anni fa.

I Mummenschanz - Les musiciens du silence

MUMMENSCHANZ_ Dall'8 al 17 maggio_ Promozione Speciale

tornano a Roma dall'8 al 17 Maggio. Oggetti e maschere si trasformano in un gioco emozionante e divertente, e ci svelano la straordinaria vita segreta degli oggetti.


  
Clicca sulle immagini e scopri le promozioni particolari de La Lampadina.


 
MOSTRE

Roma
Galleria del Cembalo (Palazzo Borghese)
Wildlands and Cityscapes, mostra fotografica di Luca Campigotto,Un'operadi Campigotti
La mostra, in collaborazione con Bugno Art Gallery, è dedicata alla fotografia di paesaggio e propone un confronto tra spettacolari scenari naturali e contesti profondamente urbanizzati, spesso ripresi di notte.
Quelle di Campigotto sono fotografie di un viaggiatore che rivive le emozioni vissute nei racconti di altri grandi viaggiatori del passato, alternate, o sovrapposte, alle suggestioni immaginifiche del cinema e dei fumetti.
Fino al 27 giugno 2015.


La memoria degli alberi, Kathryn Cook. Come fotografare quello che non c’è più e che si è cercato di cancellare? Per sette anni, Kathryn Cook è stata impegnata in un paziente lavoro alla ricerca delle tracce del genocidio degli Armeni – il primo della storia del Ventesimo secolo – che ha causato la morte più di un milione di Armeni in Turchia. Un'opera della Cook
Con uno stile fotografico contemporaneo, dove la poesia accompagna la memoria, Kathryn Cook riesce a scoprire i fili di una storia frammentata, fatta di detto e non detto, attraverso le testimonianze degli Armeni e dei Turchi incontrati in Armenia, in Turchia, in Libano, in Siria, in Israele e in Francia. Kathryn Cook si sofferma qui sulle tracce di questa eredità che circoscrive in una narrazione delicata che mescola foto in bianco e nero a colori.
Fino al 26 giugno 2015.

Roma
Menexa, via di Montoro 3
"Impronte", di Micaela Legnaioli.
"Le impronte digitali sono utilizzate da molto tempo ed estensivamente per l'identificazione degli esseri umani che è basata su due basilari premesse: l'immutabilità" secondo la quale le caratteristiche delle impronte non cambiano attraverso il tempo, e individualità, che afferma che Impronte ASNBl'impronta è unica da individuo a individuo. Quando ho pensato di voler affrontare l'argomento del ritratto, ho voluto rappresentare l'essenza dell'individuo rimanendo in un certo modo nell'astrazione. Questo tipo di rappresentazione elimina le barriere razziali, religiose e culturali."
Dal 13 al 22 maggio 2015.

 
Le mostre sono a cura di Marguerite de Merode  le potete trovare qui



PENSIERO LATERALE: UN'EREDITA' IN CAMMELLI

Un tale fa testamento in favore dei suoi tre figli;
al primo, il più amato, destina la metà dei suoi beni.
Al secondo un quarto e al terzo un sesto.
Quando muore, scoprono che i suoi beni ammontano a 11 cammelli.
Come può fare l'esecutore testamentario a eseguire le volontà del defunto?
(NdR: 11 è un numero primo e non è divisibile).

Il ragionamento deve essere molto laterale...L'avete capito? Controllate qui!

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