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Lunedi, 5 ottobre 2015

Ciao,
oggi la nostra Lampadina si accende su:

La Lampadina - n. 41 ::: Ottobre 2015

Cari Amici Lettori, avevate perso le speranze? Ebbeme, siamo stati un po' in dubbio ma data la mole di nuove iniziative, rubriche e appuntamenti, abbiamo dovuto posticipare l'uscita de La Lampadina a Ottobre per essere più esaustivi possibile. Troverete una nuova rubrica di teatro, "Il Palcoscenico de La Lampadina" con i consigli di Manuela Kustermann; l'invito a una bella conversazione il 22 ottobre su Capri e il suo transito nell'ultimo secolo, tra guerre e mondanità, e poi ancora serate al Sistina, all'Olimpico, mostre e tutti i nostri articoli che oggi spaziano dalla Biennale d'arte di Istanbul alla Taranta, dalla ginnastica mentale ai fasti andati e recuperati di un castello in Ungheria, passando per il buco nero della schiavitù e l'apparente innocenza dei social network.
E last but not least, vi diamo appuntamento con l'uscita della newsletter ogni primo lunedì del mese!
Ci vediamo il 2 novembre!


ARTE: Saltwater: A theory of Thought Forms.
La 14esima Edizione della Biennale di Istanbul

Articolo di  Marguerite de Merode Pratesi

Si è inaugurata ad Istanbul, i primi di settembre, una delle più interessanti biennali di arte contemporanea del momento. Non è stato possibile, nei due giorni passati in città, visitare tutte le 35 sedi diverse in cui la curatrice, Carolyn Christov-Bakargiev, aveva deciso di spargere questa 14esima edizione in un percorso volutamente impegnativo. Le sedi erano distribuite in mezza Turchia, isole incluse, dall’estremo nord del Bosforo, dal villaggio di Rumelifeneri, da Riva Beach, arrivando a ben venticinque spazi nel quartiere di Beyoglu. Si poteva osservare dalla riva del Bosforo il passaggio di un vecchio peschereccio che percorreva i 31 chilometri da nord a sud, camminare fino al quattrocentesco hammam Küçük Mustafa Pasa nella zona di Satih, raggiungere, nel lato asiatico, lo studio di Tuca Subasi e Çagri Saray, arrivare all’arcipelago delle Adalar ed altro ancora. Una Biennale che pretendeva un coinvolgimento totale con la città. Movimento, disponibilità a guardare le cose da prospettive (e sponde del Bosforo) diverse e tempo, molto tempo a disposizione.

Sono entrata in case private, in caveaux, in negozi e garage, in hotel, in edifici in cui non sarei mai entrata in un'altra occasione. Non sono arrivata nell’estremo nord del Bosforo, di fronte al Mar Nero, nella zona militare che conserva un residuato bellico in forma di antenna radar, ma ho percorso su e giù le popolose strade di Beyoglu nel distretto di Tophane per raggiungere il Museo dell'Innocenza di Ohran Pamuk, le numerose sedi del quartiere (una ventina), e quelle istituzionali dove erano collocate le mostre principali, (ovvero il Liceo Italiano, la sede principale-Istanbul Modern, Arter, la scuola elementare greca). Mi sono diretta anche all’estremo sud del canale per arrivare nella città vecchia, a Satih. Ho cercato di vivere il più possibile questa occasione un po’ unica alla ricerca delle piccole porzioni di questa grande mostra! Le strade di Istanbul sono labirintiche, non si può negare, ed è stata una sfida individualizzare le hostess della Biennale con tanto di cartello “ASK ME” sorridenti e disponibili che erano all’angolo di molte strade per dare le indispensabili indicazioni. Sarebbe stato, pare, molto interessante raggiungere le opere allestite sulle Isole dei Principi, nel Mar di Marmara, a un’ora abbondante di navigazione e vedere i lavori allestiti a Buyukada, un posto un po’ vintage, testimone di bei tempi andati, ricco di ville dismesse, percorso da taxi tirati da cavalli. Ma il tempo non mi è bastato!

L'acqua (Salt Water), che circonda la vecchia Costantinopoli, è la metafora che ha scelto la Christov-Bakargiev come titolo principale della mostra. Una decisione presa per la “fluidità e densità di fenomeni che accoglie” inteso anche come paradosso: l’acqua salata fondamentale per l’organismo umano ma che decreta anche morte, che distrugge i contatti elettronici dei nostri macchinari moderni. Con il sottotitolo, “A Theory of Thought Forms”, (di Annie Besant e Charles Leadbeater del 1905 che scrivono un precursore manifesto sull’astrattismo moderno) ci aiuta a ragionare sui rapporti fra visibile e invisibile seguendo i fili rossi delle onde e dei nodi. ”Prima di tutto le onde, materiche, elettromagnetiche e simboliche, che alludono alla fluttuazione, complessa e a volte anche drammatica del nostro tempo come le sofferenze di alcuni popoli, ma anche alla mobilità delle emozioni, della vita delle persone fino a schiudere la possibilità della gioia e della comunità.”

Per illustrare il suo solito “corposo impianto teorico” Carolyn ha scelto un’ottantina di artisti. Un mix fra artisti locali (Cevdet Erek, Meriç Algün Ringborg,... ), artisti del suo “cerchio magico” (William Kentridge, Marcos Lutyens, Susan Philipsz, Giovanni Anselmo... ) o che hanno spesso lavorato con lei (Walid Raad, Francis Alys  presente con un bellissimo video “Silence of Ani” a DEPO, una vecchia fabbrica di tabacco) e molti giovani artisti il cui lavoro si legava al progetto (Hera Büyüktasçiyan, giovane grande artista del padiglione armeno della Biennale di Venezia 2015, Elena Mazzi che presentava un video dedicato ai Mastri Vetrai di Murano).

Ci sono lavori di studiosi, teorici, filosofi come i disegni di Jacques Lacan  sullo studio dei nodi dal punto di vista psicanalitico, le fotografie scattate dal medico spagnolo Santiago Ramon y Cajal per i suoi studi sui neuroni... Terminato il suo impegno turco, reduce della famosa dOCUMENTA del 2012, rivedremo la Christov-Bakargiev dal primo gennaio 2016 in pianta stabile in Italia, a dirigere il Castello di Rivoli e la Gam di Torino.

Fino al 1 novembre 2015.

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ABBIAMO OSPITI - CULTURA: Taranta e Pizzica: in origine riti dionisiaci
Articolo di Susanna Sangiovanni   - Autore Ospite de La Lampadina

NL41 - tambu - ragno e tamburello tarantaIl ragno non lo sa. Pensa soltanto a mordere e poi se la svigna. Vigliacco. Furbastro, anche. Il suo morso scatena reazioni mille, movimenti pazzi, tremore, timore, terrore, va da sé che il mozzicato prende a scuotere il proprio corpo, come un pupazzo bucato, una marionetta senza fili, agitando braccia e poi gambe e ancora mani, polsi, occhi, testa, piedi, fremiti lunghi, continui. Dicesi "taranta".
All’inizio fu un rito dionisiaco, Dioniso per i greci, Bacco per i romani latini, dunque estasi divina e di vino, liberi tutti di sciogliersi tra i fumi dell’alcool e dello zucchero fino allo sfessamento, al consumo di energie, del fisico e della psiche.

NL41 - tambu - serena-damato-inizioIl rito si trasformò in mito, quindi in ballo, danza, accompagnata da strumenti musicali, al centro di tutti il tamburello con il suo suono secco, ossessivo, ossessionante, drogato, come colpi sulla pelle e alla testa perché si perdano i sensi e il senso dell’essere e dell’esistere.

Il veleno del ragno è entrato in circolo, come un’endovena o una telefonata - scegliete voi - ha raggiunto l’utente desiderato che, improvvisamente, si desta, si alza, si contorce, si dimena, frulla l’aria, muovendosi prima come un automa e poi posseduto da se stesso, dal tamburello che ha preso il posto del ragno malefico ormai dileguatosi.

Taranta bella e sguaiata, da non confondersi con la pizzica che a lei somiglia ma ha significato, posture e contorni diversi. Là il ballo non ha limiti, salta, esplode, erutta; qui è un viaggio sensuale, prima lento, sinuoso, ambiguo, velenoso per prendere poi calore e colore, tra gonne che svolazzano, piedi nudi, lunghi capelli, sciolti, bagnati dall’aria sciroccata, fruste di sere eNL41 - tambu - serena-damat di notti di contrabbando.

Balli di follia, follie di ballo, liberazione più che libertà, anarchia più che indipendenza, desiderio più che voglia, passione violenta, l’importante è sfinire.

Pizzicati e tarantolati, comunque “altri e altrove” nello stesso momento, pronti a tutto prima di rientrare nel nulla, scatenati nel tulle di musiche mai melodiche, di suoni non meglio identificati come risulta essere il nostro corpo quando il ballo si esaurisce, spegnendosi nella canicola, stremato, come dopo una fuga felice, esaltante ed esaltata, senza vincitori, senza vinti. La notte porterà pensieri. E, forse, parole. Il ragno sta dormendo

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INTERNET: siamo manipolati da Facebook e dai suoi compari?
Articolo di Carlo Verga

Quante volte scorrendo sui post di Facebook ci siamo chiesti come mai qualcosa che avevamo visto poco prima è improvvisamente scomparso e per quante ricerche, non lo abbiamo più ritrovato?  Perché confrontando i dati su un sistema fisso ed un sistema mobile, i contenuti sono diversi, o ancora, perché cliccando su un post subito dopo cominciano a pioverci pubblicità o articoli sullo stesso argomento?
La rivista Wired ha portato avanti un interessante esperimento per capire come lavora e dove ci porta, l'algoritmo di Facebook (EdgeRank) che è il sistema che regola la rilevanza dei contenuti e decide, quali post mostrare all'utente e quali, invece, dimenticarsi.
L’esperimento è stato portato avanti mettendo un “mi piace” su qualunque contenuto di FaceBook per 2 giorni di seguito, anche i più insensati, sono stati apprezzati con un "mi piace".

I risultati sono sorprendenti, per alcuni aspetti.
1 La pioggia di “mi piace” su un argomento, fa in modo di veicolarti altrettanti post su lo stesso argomento creando dei circoli viziosi e ci fanno credere come molti utenti condividano le nostre idee. Ad esempio, Il cliccare un “mi piace” su movimenti di destra o sinistra generano argomenti vicini al parere che hai espresso. L’effetto è quello che il grande economista americano Cass Sunstai descrive: “Wherein popular discussion of an idea is self-feeding and causes individuals to over weigh its importance.”

Pensate infatti che seguendo questa era di personalizzazione, l'utente è spinto verso letture, posizioni od altro vicino alla sua area ideologica o comportamentale. Amazon vi suggerirà libri a partire dai comportamenti d'acquisto precedenti, Facebook vi suggerirà contenuti a partire dalle vostre scelte passate. I vari Booking, Tripadvisor, ecc.  vi consiglieranno viaggi intorno alle vostre preferenze già espresse, gli stessi istituti bancari vi suggeriranno un mutuo, un presti to, un acquisto auto, secondo le tue ricerche precedenti.
E’ un sistema sicuramente vantaggioso per chi lo propone, ma potrebbe invece crearci delle barriere psicologiche verso tutto quello che è diverso da quanto pensiamo?


2 Altro quesito: perché i post di Facebook sono differenti se visti su un sistema portatile anziché fisso? Sembra che i “mi piace” sono apportati più velocemente su sistema mobile, più facilmente possono essere intervallati da pubblicità evidente o occulta, tralasciando cosi i contenuti social. Sul sistema fisso essendo quest’ultimo utilizzato meno freneticamente e molto da aziende, la pubblicità è forse meno evidente e alcuni contenuti social sono “trattenuti” più a lungo.

La conclusione è che Facebook ma anche gli altri social, preferiscono la navigazione da mobile perché economicamente più fruttuosa, il proprio algoritmo è impostato quindi a favore della pubblicità “dimenticandosi” più velocemente delle foto di vacanze e gli status degli amici perché poco o non  remunerativi.
Difficile generalizzare, ma è certo che è una tendenza del sistema quella di interferire, in qualche modo, nel nostro modo di pensare.



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NEUROSCIENZA: il tuo cervello e te
Da una intervista a Ian Robertson
Articolo di Ranieri Ricci

Ho avuto modo di conoscere Ian Robertson, professore di Psicologia presso il Trinity College di Dublino: sua moglie andava a scuola con mia moglie, e sono stati ospiti da noi a Roma. Ian è un neuroscienziato con una reputazione mondiale nella ricerca di metodi per migliorare le funzioni cerebrali.

Sono rimasto affascinato da alcune sue rivelazioni comprovate scientificamente che, fino ad ora, conoscevo poco e consideravo americanate da Readers Digest (Selezione), la nota rivista in voga fra la generazione dei nostri genitori.

Vi propongo perciò la relazione di una recente conferenza di Ian.

Come possiamo invertire il flusso del nostro invecchiamento mentale?

Ci sono sette segreti per rimanere mentalmente giovani:

  1. Attività fisica: mantenersi fisicamente in forma mantiene la mente più nitida.
  2. Stimolazione mentale (ad esempio giocare a bridge, lavoro, musica, giochi) - apprendimento, la sfida e il cambiamento aiutano ad aumentare le capacità del cervello.
  3. New Learning: come  una lingua straniera o uno strumento musicale: quanto più si impara, tanto più si può imparare.
  4. Ridurre lo stress: livelli moderati di stress possono essere energizzanti e stimolanti, ma se si vive una vita molto stressante si produrrà una ricaduta negativa sulla memoria.
  5. Buona dieta: il cibo giusto ha un effetto nutriente e protettivo sulle cellule cerebrali. Mangiare verdure come spinaci e cavolo; o anche tonno o salmone. Ridurre al minimo il consumo di carni rosse, grassi saturi, patatine e torte.
  6. Interazione sociale: L'evidenza mostra che le persone che coltivano le amicizie e le interazioni sociali mantengono la loro acutezza mentale molto più a lungo.
  7. Considerarsi giovani: Dal 1950 l'aspettativa di vita di è aumentata di 8 - 10 anni. Considerare noi stessi vecchi a 60 ci farà comportare come se fossimo veramente vecchi.

Come possiamo ricaricare e rendere più attivo il nostro cervello?

Nuove sfide: fare cose che non si considerano facili;

Cambiare spesso: fare cose diverse, andare in posti diversi;

Nuove strategie (nuovo 'software' per il cervello).

I test dimostrano che le persone raggiungono il loro picco di memoria più che ventenni, per poi declinare lentamente. Quasi tutti constatano dei vuoti di memoria di tanto in tanto ed fra i quaranta e i cinquanta anni si nota che la memoria dei ricordi peggiora progressivamente nel tempo.

Come consideriamo la nostra capacità mnemonica attuale rispetto a quando eravamo più giovani?

La buona notizia è che è possibile aumentare la memoria impegnando la mente con metodi e pratiche semplici. Quando si impegna la memoria per ricordare meglio, si  'accendono' decine di milioni di cellule cerebrali e quando questo accade un processo chiave del cervello entra in gioco, vale a dire le cellule nervose che agiscono insieme si connettono meglio fra loro in modo più duraturo.

Questo processo aiuta a migliorare le connessioni cerebrali e renderne le attività più funzionali. Un cervello meglio “collegato” funziona molto meglio e più a lungo rispetto ad un cervello che non è stato oggetto di esercizio mentale.

Per le persone di qualsiasi età, la frase: 'use it or lose it' è dunque vera per il cervello come lo è per i muscoli del corpo.

Ian Robertson ha pubblicato fra l’altro Scultura Mentale; Gli occhi della mente e Mantenere sveglia la mente.

Chi fosse particolarmente interessato a questo argomento e, conoscendo l’inglese desiderasse approfondire con degli esercizi mnemonici studiati dal Prof. Robertson clicchi qui

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VIAGGI: La storia di un castello in Ungheria
Articolo di Lucilla Crainz Laureti

NL41 - un castello in ngheria - Angelica KarolyiHo incontrato Angelica Karolyi un pomeriggio del  febbraio scorso a Parigi. Siamo andate a trovarla nella sua nuova casa come attuale moglie dell'ambasciatore ungherese in Francia, un grande appartamento con vista sull'Arc  de Trionphe.

Sprizzava energia e simpatia come poche e non vedeva l'ora di raccontarci la bella avventura che aveva iniziato 20 anni prima con il marito Georges. La famiglia Karolyi possedeva una bellissima dimora "il Castello di Karolyi " 60 chilometri a ovest di Budapest.

Nel 1944, con la guerra ormai all'apice della sua drammaticità,  la famiglia di George Karolyi deve lasciare la propria dimora, il castello viene espropriato e la famiglia si trasferisce forzatamente a Parig nel 1947. Il castello ungherese ormai nazionalizzato viene utilizzata per vari e diversissimi scopi, da colonia estiva per orfani ungheresi a casa per bambini greci rapiti dai comunisti,  poi definitivamente chiuso e in stato di completo abbandono dal 1979.

NL41 - un castello in ngheria - George KarolyiLa famiglia di Angelica e George Karolyi, ormai composta da padre, madre e tre figli con il quarto in arrivo, si reca in Ungheria nel 1984 per conoscere la patria natia del capofamiglia e in quell'occasione  visiterà anche la dimora di famiglia che negli  anni successivi, entra in un programma di recupero su spunto del Dipartimento Nazionale Ungherese per la Protezione delle Dimore Storiche. Il castello viene restituito dal Governo alla famiglia Karolyi  con un lease di 99 anni e qui comincia l'avventura di George e Angelica per riportarlo all'antico splendore! Dal quel momento i viaggi in Ungheria si sono susseguiti con il convincimento che il castello, ormai totalmente lasciato a se stesso, dovesse assolutamente essere recuperato.

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Con enormi sforzi e grazie alla lungimiranza delle Istituzioni si è potuto programmarne il restauro e dopo lavori durati 20 anni, tutto è stato recuperato,  e oggi  è Centro Europeo della Cultura e fa parte dello European Network of Cultural Centres, disseminati in edifici storici in tutta Europa, è una fondazione, offre spledide accomdation, sale per conferenze e concerti, una splendida biblioteca con archivi storici, il tutto in un grande  giardino di 5 ettari, nel villaggio di Fehérvárcsurgó vicino a Székesfehérvár.

Ma i progetti continuano, si pensa di utilizzare gli altri spazi delle stalle e dei servizi per fare ulteriori sale riunioni e camere e molteplici sono le attività culturali e ricreative pensate per chi visita l'Ungheria.

Io ci sono stata questa estate e facendo base lì abbiamo fatto gite al lago di Balaton, il più grande lago in Europa.

NL41 - un castello in ngheria - Lago Balaton

Abbiamo visitato la famosa casa di porcellane Herend e molte altre località della zona, senza dimenticare la strategica  vicinanza del castello con Budapest. Stiamo organizzando per l'anno prossimo e in collaborazione con "Ballo 800 Roma" una "tre giorni" di feste e balli e ci sembra che il Castello  sarà proprio la cornice ideale per un tale evento!

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STORIA: La schiavitù
Articolo di Beppe Zezza

NL41 - schiavitu - maniIl termine “schiavo” è una forma corrotta della parola “slavo”, i popoli slavi erano infatti per gli europei una normale forma di approvvigionamento degli schiavi.

La “schiavitù” è stata diffusa in tutto il mondo e sotto tutte le latitudini, si praticava nell’Egitto dei faraoni e nell’antica Mesopotamia, in Grecia era da tutti vista come un istituto di diritto “naturale” (Anche i grandi filosofi  Platone e Aristotele la giustificarono; quest’ultimo diceva: “certi esseri, subito dalla nascita, sono destinati, parte a essere comandati, parte a comandare”. Alla sua morte, possedeva come proprietà personale, quattordici schiavi).  Per i Romani, invece, l’uomo non era schiavo “per natura” ma lo poteva diventare; lo schiavo romano poteva quindi essere liberato e ottenere la cittadinanza. Gli schiavi liberati, detti “liberti”, potevano assurgere anche a incarichi amministrativi imp ortanti.

NL41 - schiavitu - aristoteleL’economia della civiltà romana si fondava largamente sulla schiavitù – alimentata dalle guerre di conquista. E uno dei motivi del suo declino è stato indicato nel ridursi della disponibilità di schiavi causato dall’arresto dell'espansione dell’impero. L’abrogazione della schiavitù è un effetto culturale dell’affermazione del cristianesimo che ha proclamato l’uguaglianza “ontologica” [dell’essere] di tutti gli uomini. Sugli effetti pratici che la diffusione di questa religione ha avuto sull’istituzione “schiavitù” occorre tenere ben presente che il cristianesimo ha alla sua radice tenuto distinti l’aspetto “civile” da quello più propriamente “religioso” (“date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”): in altri termini da un lato l’asserire che tutti gli esseri umani hanno pari dignità può convivere, senza contraddizione, con “istituzioni” che li raggruppino  in  categorie con  diritti civili diversi (la dignità umana personale non dipende dal ruolo che uno ricopre nella società: lo “spazzino”  ha la stessa dignità del Presidente della Repubblica!) e per questo la Chiesa primitiva non ha mai chiesto formalmente l’abolizione della schiavitù, dall’altro, tranne poche eccezioni limitate nel tempo e nello spazio, il cristianesimo non è mai stata una “teocrazia” che  identifica “legge civile” e “norma religiosa”  (una cosa è “il peccato” – contravvenzione alla norma religiosa – altro è il “reato” – contravvenzione alla legge civile). Il riconoscimento dell’esercizio della “schiavitù” come “peccato grave” risale a Tommaso d’Aquino.

Nel Medio Evo periodo nel quale il mondo occidentale è stato fortemente influenzato dal cristianesimo, la schiavitù è praticamente scomparsa dall’Europa per motivi sia religiosi che storico-economici. (Il primo paese a proibire la tratta degli schiavi fu la Repubblica Serenissima di Venezia nel 960).

NL41 - schiavitu - vendesi schiaviLa schiavitù è ricomparsa con le conquiste coloniali di Spagnoli e Portoghesi. Le autorità religiose che si sono susseguite nel tempo: il papa Eugenio IV nel 1435, poi Pio II, Sisto IV, Paolo III e Urbano VIII condannarono a più riprese con la scomunica la riduzione in schiavitù dei popoli del Nuovo Mondo – con scarsa efficacia pratica! (A dire il vero anche ecclesiastici di un certo rilievo – ahimè, ciò accade sempre – non seguirono le indicazioni del Magistero papale).

Il movimento “abolizionista” per la proibizione legale della schiavitù nasce negli USA, verso la metà del XVIII secolo ad opera di cristiani riformati:  i”quaccheri”, calvinisti puritani, ad esso aderirono successivamente anche fedeli di altre confessioni cristiane  e fu portato avanti da credenti cristiani. Con grandi contrasti sfociati  nella guerra di secessione, conclusasi nel 1865 con l’abolizione dello schiavismo in tutti gli Stati dell’Unione.

Nel Regno Unito la tratta degli schiavi fu abolita nel 1807 e la schiavitù in tutte le colonie nel 1834. I proprietari di schiavi vennero indennizzati: una sorta di “esproprio” come quello della Riforma agraria italiana degli anni Cinquanta.

In Francia il commercio fu messo fuorilegge nel 1831 dal re Luigi Filippo e la schiavitù abolita nel 1848 anche lì venne riconosciuta  una ricompensa ai proprietari.

NL41 - schaivitu - abolizione-schiavitu-corbis-672In America Latina l’emancipazione degli schiavi venne proclamata insieme con l’indipendenza dalla Spagna tra  il 1813 (Argentina) e il 1854 (Perù e Venezuela). Solo in Brasile la schiavitù rimase legale fino al 1888.

Nel 1926 i membri della Società delle nazioni sottoscrissero un Trattato contro il commercio degli schiavi e contro la schiavitù. La Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, la vieta in tutte le sue forme.

nL41 - schiavitu - schiavi neri condotti dai padroni berberiUna cosa poco nota è che gli “illuministi” in grande maggioranza furono “schiavisti”: Voltaire – uno dei più conosciuti – era “razzista” (sosteneva che i negri erano una razza inferiore e investiva il suo denaro nella tratta degli schiavi!)

Nell’Islam la schiavitù è legittimata da diversi passi del Corano, dalla prassi di Maometto e dei primi musulmani, e dalla secolare tradizione islamica; possono essere ridotti in schiavitù solo i non musulmani.

NL41 - schiavitu - schiavi di oggiI territori islamici, che nell'Ottocento vennero via via conquistati dalle potenze europee,  si adeguarono alle legislazioni europee, ma il commercio di schiavi di fatto non è cessato anche se ha preso a declinare d'intensità in particolare dopo la prima guerra mondiale.

In Arabia Saudita la condizione di schiavitù è stata dichiarata ufficialmente illegale solo nel 1962, in Mauritania nel 1980.

Esiste oggi la schiavitù? Formalmente (cioè in modo accettato pubblicamente dagli ordinamenti statali) non più; sostanzialmente, ahimè, è ancora molto diffusa in forme diverse.

 ***

Per questo articolo sono largamente debitore del libro di Rodney Stark: A Gloria di Dio come il cristianesimo ha prodotto le eresie, la scienza, la caccia alle streghe e la fine della schiavitù, Lindau, 2011

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COSTUME: Circumvesuviana
Articolo di Lalli Theodoli

Estate, periodo di viaggi lunghi, corti, in paesi vicini o lontanissimi, in città o campagne o montagne ma anche…  viaggiare da Napoli a Sorrento sulla Circumvesuviana.

Dalla stazione centrale di Napoli si scende di un livello, pieno di negozi luccicanti, di bar puliti. Si scende di un altro piano e pare di essere tornati negli anni Cinquanta: tre binari divisi da due marciapiedi e, intorno, mura spoglie, scure, tetre.

Ma certamente, ci diciamo, il treno sarà nuovo, moderno con aria condizionata e attacchi per WIFI.

Una marea di gente si accalca sul marciapiede ed eccolo.

Brutto, vecchio, sferragliante, un pochino arrugginito, pieno di scritte. A mala pena si trova un posto a sedere e, si parte. Sedili di plastica duri e scomodissimi. Finestrini spalancati da cui arriva un turbine di aria calda. Noi fortunati, seduti, siamo letteralmente oppressi da quanti in piedi si appoggiano disperati ai nostri sedili.

Moltissimi studenti stranieri, per lo più americani: carini; molti locali con grosse sporte e aria rassegnata. Due fidanzati si baciano, una coppia discute, una signora, che parla ad altissima voce, racconta a tutti, volenti o nolenti, quanti nipoti ha, dove vivono, quanto guadagnano, quante case hanno. Ci vorrà più di un’ora per raggiungere la nostra meta. Le basterà per fornirci tutte le informazioni sulla sua numerosa famiglia? Il paesaggio fuori non è bellissimo. Il retro di case un po’ fatiscenti, intonaci battuti, condizionatori appesi in ordine sparso ovunque.

Non pare una trasferta straordinaria.

Ma ecco, dal fondo del vagone, di botto, un'esplosione di musica.  Una radio a tutto volume? Un IPAD impazzito?

NL41 - circumvesuviana - o treno passaUna canzone TU VOI FA L’AMERICANO rimbomba a pieno volume con accompagnamento di tamburelli, tamburi e tric trac. Autori? Una famigliola di musici ambulanti: marito, moglie e figlio piccolo, pulitissimo, tirato a lucido con i capelli bagnati per tenerli in ordine. Dopo un attimo di stupore il vagone tutto prende vita. I due fidanzati smettono di baciarsi e cominciano a ballare con le braccia in alto e, piano, piano, fila dopo fila, tutto il vagone comincia a sussultare ballando rischiando mostruosi capitomboli alle curve. Quelli che non hanno spazio per alzarsi, si limitano ad agitare a tempo posteriori e braccia restando seduti.

I volti di tutti annoiati o rassegnati fino a poco prima si riempiono di allegria, fioccano sorrisi e risate fra noi tutti.

Le canzoni, non moderne, si susseguono e alcuni cominciano anche a cantare. Mentre il treno corre sferragliando, continua la festa. Ci fermiamo in tantissime stazioni sconosciute. Quelli che scendono hanno l’aria dispiaciuta di abbandonare tanto putiferio.

Ma, presto, la famiglia di musicanti ci abbandona. Il vagone assume un’aria più composta, guardiamo fuori. Ma ecco che un sassofono taglia il silenzio: altro gruppo di musici, e la baraonda riprende.

Passiamo mille stazioni.

NL41 - circumvesuviana - golfo Vesuvio barcheA Oplontis, bellissima villa di Poppea, nessuno scende, nessuno a Ercolano; a Pompei il treno si vuota. La cultura richiama. Ma resta in treno un gruppo di vacanzieri. Praticamente mezzi nudi, costume e poco altro addosso, carichi di teli per la spiaggia e di viveri, scendono a Castellamare di Stabia e non per visitare le ville Romane.
Il paesaggio ora si apre sul golfo bellissimo pieno di barche, il Vesuvio sullo sfondo. Forse è una leggenda metropolitana, ma correva voce che, pensando a una eventuale terribile eruzione nella enorme distesa abusiva alle falde del Vesuvio, fosse stato organizzato un programma di evacuazione di emergenza. Tutti in ordine, quartiere per quartiere in file programmate meticolosamente casa per casa. Alla prova generale in tre minuti si era venuto a creare il più grande e caotico ingorgo della storia con tutti talmente immedesimati nella prova da urlare e menarsi come pazzi per farsi strada verso la salvezza.

NL41 - circumvesuviana - piano emergenza vesuvio 2011Il ritorno da Sorrento ha tutto un altro spirito. Il treno questa volta è “direttissimo”, come ci dice il bigliettaio orgoglioso, il che vuol dire che questa volta corre come un pazzo. Pare quello dell’andata, sempre quello stesso un po’ vecchiotto con le finestre aperte, ma a una velocità che mi fa pensare con orrore che forse il guidatore fa parte della schiera di persone che agognano al sacrificio di massa. Passa suonando come un disperato in tutte le piccole stazioni dove non si ferma e in quattro e quattro otto ci riporta alla stazione di Napoli.

Salgo sull’asettica Freccia Rossa. Nessun musico si affaccia, nessuno balla o  canta. I sedili sono comodi ma, che nostalgia della CIRCUMVESUVIANA

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La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità.

La Lampadina è una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un Comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Lucilla Crainz Laureti, Marguerite de Merode Pratesi,  Ranieri Ricci, Carlotta Staderini Chiatante, Lalli Theodoli, Beppe Zezza e redatta con la partecipazione di: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Renata Ferrara Pignatelli, Giancarlo Puddu e Angelica Verga. La sede è in via Castiglion del Lago, 57, 00191, Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa milleottocento persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
Per informazioni scrivere a info@lalampadina.net

SUGGERIMENTI "ILLUMINANTI"

DA VISITARE: Foro di Cesare. Una nuova e riuscita iniziativa della coppia vincente: Piero Angela e Paco Lanciani per valorizzare i Fori Imperiali. Si può visitare, fino al primo novembre con un viaggio multimediale, il Foro di Cesare com'era ai tempi dell'antica Roma. continua a leggere
Marguerite

DA VEDERE:  "La Forza delle Rovine", si inaugura il 7 ottobre e durerà fino a fine gennaio al Museo Nazionale Romano a  Palazzo Altemps di Roma, la mostra, curata dal  professore di storia dell'arte alla Sapienza, Marcello Barbanera, sulle Rovine moderne e contemporanee.
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Sophie de Lutio

DA VEDERE:  lo spettacolo "Vacanze Romane", è con Serena Autieri e Paolo Conticini, al Sistina dal 20 ottobre all'8 novembre. Un affresco in musica di una Roma del secondo dopoguerra, generosa e sognante, tratto dall'omonimo film di William Wyler. La Lampadina organizza un dopo-teatro con la protagonista: chiacchiere,  drinks e prelibatezze. I prezzi in settimana da martedì a  giovedì saranno scontati.  La sera prescelta sarà tra  martedì 27, mercoledì 28 e giovedi  29  ottobre.
Scriveteci se interessati, vi faremo sapere la data e tutte le info per partecipare!
Lucilla


Tutti i nostri suggerimenti li trovate qui

GLI APPUNTAMENTI DELLA LAMPADINA

La Lampadina, in collaborazione con il Circolo del Ministero degli Affari Esteri
VI INVITA AD UN INCONTRO CON MARCELLA LEONE DE ANDREIS:
nei suoi libri
Capri 1939: le stravaganze degli anni Trenta
Capri 1943: gli anni cupi
della guerra
Capri 1950: la dolce vita

Circolo MAE di Roma
Giovedì 22 OTTOBRE 2015 ore 19.00
nei Saloni del Circolo
Immagine della conferenza su Capri
Interverranno:
Marcella Leone de Andreis
Raffaele La Capria, Scrittore
Riccardo Esposito, editore della Conchiglia
Lalli Theodoli per
“La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni"

L'incontro, con entrata libera su prenotazione allo 06/8086130,
si terrà nei saloni del Circolo MAE, Lungotevere dell'Acqua Acetosa 42 - 00197 Roma.
Leggi e scarica l'invito

 FLASH NEWS!
Un po' qua, un po' là...

small_147festival-cinema-2010Per cercare di ridare un tocco nuovo al festival del cinema e attrarre di nuovo gli investitori stranieri si è deciso di attribuirgli una nuova sede. Il festival sarà in gran parte spostato alle Terme di Diocleziano, con qualche evento anche al MAXXI e luoghi selezionati della città. E poi: "Via i premi, via le giurie, si punta tutto sugli incontri, non rinunciando al glamour dei red carpet." Vediamo?
MdM

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La leggenda narra siano state inventate nel 1487 da tal Zefirano che, in occasione del matrimonio di Lucrezia Borgia, si ispirò ai suoi biondi capelli; i tortellini, in brodo di cappone o gallina, sono un'altra gloria cittadina; la forma si ispirerebbe al sinuoso ombelico di Venere.
CV

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Il dolore. Il padre fondatore della cura del dolore fisico è stato John J. Bonica , nato a Filicudi nel 1917 ed emigrato negli Stati Uniti con la famiglia a 11 anni. Orfano di padre a 15 anni, per sostenere John Bonica alias Johnny Walkerla famiglia e pagarsi gli studi di medicina si dedicò per molti anni al wrestling diventandone campione del mondo. Questa disciplina certo dura prima e il prestare servizio come medico durante la guerra lo portò a contatto con ogni tipo di dolore. Ha dedicato la sua vita alla cura del dolore contribuendo in modo decisivo all’istituzione di una  specializzazione apposita.
CV

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L'auricolare che non ti permette di addormentarti mentre guidi. Sembra che ben il 36% degli incidenti stradali sia causato dal famoso "colpo di sonno". "Angelo protettore" è un auricolare che si accorge quando il guidatore di un’automobile sta per addormentarsi e gli ricorda di riposare. Pesa appena 18 Come funzionagrammi ed è un brevetto di un'azienda di Ascoli Piceno. Si mette dietro l'orecchio destro come un normale bluetooth, si tara con la giusta inclinazione della testa e da quel momento si attiverà (emettendo un suono) ogni qualvolta la testa si inclina più del dovuto (come accade quando ci si addormenta). Semplicissimo da utilizzare, funziona a batterie ricaricabili.
ICH

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Il Regno Unito, con il suo gigantesco alveare, ha appena vinto il primo premio Architettura Expo2015. 
La struttura del Il padiglione del reggno Unitopadiglione costruito con elementi metallici ri-assem-blabili è stato realizzato dallo scultore inglese Wolfgang Buttress. Gli è stata riconosciuta la capacità di stabilire un “dialogo creativo e poetico sottile tra tecnologia ingegneristica e costruttiva, design, arte, landscape e architettura”.
Ai paesi Brasile, Cile e Marocco sono stati asseganti tre menzioni d’onore per l’aver usato materiali e tecniche costruttive tipici del loro paese.
MdM

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Da Harrods trovi di tutto! Se hai deciso di acquistare un aereo puoi farlo anche da Harrrods.  Da agosto è esposto un piccolo aereo della AerisAviation, l'Eclipse 550, un bimotore jet da 6 posti, L'aereo in questioneil costo solo 3,4 milioni di dollari, il costo può variare a seconda degli optionals. Harrods per incentivare gli acquisti offre una carta prepagata per l’acquisto di prodotti Harrods di 50 mila dollari… beh direi che è un affare.
CV

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Gli sbadati. La maggior parte degli Un intervento dei vigili del fuocointerventi dei vigili del fuoco in Italia è dovuto a "sbadati" che a causa di dimenticanze varie (lasciar attaccate alla porta di casa le chiavi all’interno o averle perdute), rimangono fuori casa. Secondo l'Annuario Statistico dei Vigili del fuoco nel 2013 sono stati richiesti 118.543 interventi, pari o poco più di 13 interventi ogni ora.
CV


 
IL PALCOSCENICO DE
LA LAMPADINA

Manuela Kustermann Da questo mese potrete seguire  una nuova rubrica che abbiamo creato in collaborazione con Manuela Kustermann, e andremo a teatro seguendo i Suoi consigli:  ci guiderà nell'autunno - inverno teatrale della capitale e non solo.

In ottobre

KAASH
Akram Khan Company
14 - 16 Ottobre
AUDITORIO CONCILIAZIONE
RomaEuropa Festival
Una scena del balletto
La coreografia
è divisa in tre parti, articolate sui diversi aspetti della divinità induista Shiva:
La violenza cosmica, la natura meditativa, il ciclo eterno di creazione e distruzione.
Lontano da ogni narratività lo stile di Khan emerge incontenibile attraverso movimenti di gruppo, che danno vita ad un affascinante universo simbolico.
Guarda il video.

I prossimi appuntamenti per novembre e dicembre li trovate sul nostro sito



 

 LA LAMPADINA - LIBRI


Questo mese
Simona Massenzi di UMDL ci propone:
Il giorno del giudizio
di Salvatore Satta
Biblioteca Adelphi,
pagine 292

la copertina de "Il giorno del giudizio"Straordinario narratore Satta, ci racconta storie di vivi e di morti, perché la narrazione è l’arma che nega l’oblio, la memoria,  consegna ai vivi i destini di chi si è spento e sceglie come ambientazione Nuoro, “risultante burocratica dei successivi padroni che hanno accatastato la Sardegna“. Alle sue pagine conferisce la dignità dell’epica ed il respiro dei grandi momenti di riflessione morale. Salvatore SattaNel condurci per un lungo tratto di storia isolana dipana, con stuporosa eleganza di forma e parola, i temi fondanti del vivere sociale: l’istruzione, il lavoro, la politica, la lotta di classe, i rapporti tra stato/chiesa e quelli tra laici e clero ma anche la trasformazione del territorio, l'arrivo della luce elettrica che accende - è proprio il caso- emozioni contrastanti, attrae e sgomenta insieme.

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Vi chiediamo di segnalarci le Vostre scelte: le condivideremo in questo spazio, che rimanda al sito  per una lettura più ampia dei commenti Vostri e nostri a quei volumi che ci hanno per una qualche ragione interessato e spinto a scriverne.



 
MOSTRE

NEW YORK
Solomon R. Guggenheim Museum: Alberto Burri (1915-1995) "The trauma of painting" 
curata da Emily Braun. Il Guggenheim di New York celebra il centenario dell'artista di Città di Castello in tutte e sei le rampe con la più grande rassegna dell’artista mai realizzata negli Stati Uniti: dai primi Catrami agli ultimi Cellotex. "L'arte di Burri è un’arte proces- suale e il suo realismo è basato sulla materia, supera l’uso della pittura e del pennello per servirsi della realtà fisica dei materiali". L’occasione di avere una visione completa dell’artista in questo notevole contesto, non è da mancare.
Dal  9 ottobre 2015 al 6 gennaio 2016.

PARMA
Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, "Giacomo Balla astrattista futurista.
La mostra, allestita a cura di La figlia del sole, Giacomo Balla, 1933Elena Gigli e Stefano Roffi, intende presentare il percorso artistico di Balla (Torino 1871 – Roma 1958) attraverso l’analisi del manifesto Ricostruzione Futurista dell’Universo, uno dei testi teorici più rivoluzionari dell’arte del Novecento, nel centenario della sua pubblicazione, sottoscritto ‘Astrattista Futurista’ dallo stesso Balla e da Fortunato Depero.
Dal 12 settembre all’8 dicembre 2015l

ROMA
Museo di Roma in Trastevere: Mostra Fotografica: František Krátký e Pavel Kopp: due sguardi sull'Italia - Un secolo di fotografie tra le immagini di due Boemi.
Curata da Cesare Colombo. Interessante approccio di questa mostra che mette a confronto due grandi fotografi a distanza di quasi un secolo l’uno dall’altro. Una foto in mostraKrátký,  celebre fotografo e pittore boemo giunse in Italia nel 1897 per un reportage nelle grande città con 40 fotografie che ci offrono uno spaccato della penisola dei fine dell’ottocento. Pavel Kopp, fotografo contemporaneo, ripropone, 100 anni dopo, uno sguardo comparativo sui cambiamenti urbanistici e sociali di alcune località italiane.

Palazzo Cipolla: Kokocinsky: la vita e la maschera; dal Pulcinella al Clown a cura della Fondazione Kokocinski con Paola Goretti. Di origine russa-polacca, Kokocinsky passa una parte della sua avventurosa vita tra le foreste, il circo e in viaggio in giro per l’America Latina.
Un'opera di KokocinskyLa mostra di Roma, che viene divisa in sei sezioni, tra dipinti, sculture, altorilievi, installazioni, disegni, filmati, versi (poetici, libri d’artista), ci porta nel mondo visionario e fantastico dell’artista con 70 opere dalle tecniche decisamente innovative: l'Arena; il Pulcinella, Petruska; Sogno; Il Clown; Maschera Interiore. Sono opere ispirate alla metamorfosi della «maschera».
Fino al 1 novembre 2015

Scuderie del Quirinale  (dal 15 ottobre al 24 gennaio 2016) e Villa Medici (dal 24 ottobre 2015 al 24 gennaio 2016). Sono due le sedi dove si celebreranno i primi di ottobre i quindici anni dalla morte di Balthasar Klossowski de Rola, in arte Balthus (1908-2001), con una grande mostra monografica. Roma è stata fondamentale nello sviluppo della sua Un'opera di Balthusarte. L’artista è stato per 17 anni direttore dell’Acca- demia di Francia a Roma dove ha potuto sviluppare la sua fondamentale ammirazione per il rinascimento toscano e specialmente Piero della Francesca e approfondire la sua pratica artistica.
Saranno circa centocinquanta le opere, tra quadri, disegni e fotografie, provenienti dai più importanti musei europei ed americani oltre che da prestigiose collezioni private che ci saranno offerte allo sguardo in queste due esposizioni.


Galleria del Cembalo, Paolo Gioli "Opere alchemiche".
Le immagini di un esploratore della visione tra fotografia, cinema e pittura. “Quello che mi interessa enormemente è la formidabile capacità che la materia fotosensibile ha nel manomettere e immaginare, quasi sempre drammaticamente, ogni cosa tocchi”.Volti attraverso, Gioli

È qui, nell’incon- tro formidabile tra luce e materia, che ha luogo l’azione fotografica e artistica di Paolo Gioli. L’esposizione proposta dalla Galleria del Cembalo, oltre ottanta immagini, dà pieno conto di un’arte che tocca fotografia, cinema e pittura, e si propone come prima mostra a Roma – almeno dai tempi di quella organizzata al Palazzo delle Esposizioni nel 1996 – che significativamente rappresenta la coniugazione di tre universi visivi.
Fino al 14 Novembre 2015

ALL'OLIMPICO
CON LA LAMPADINA
Logo Olimpico

A ottobre si torna al Teatro Olimpico che
dal 6 al 18 Ottobre 2015
ci accoglie con
Umberto Pellisari Studio e Nogravity Ltd e la loro "Dall'Inferno al Paradiso
(I Viaggi dell'Anima)"
.
Una scena del balletto
I ballerini di Emiliano Pellisari reduci dalla tournée europea, presentano a Roma un raffinato compendio in danza della Divina Commedia, tra arti acrobatiche e tecniche illusorie delle macchine barocche.

Dal 22 ottobre all'8 novembre 2015
s
i continua con la Carmen di Georges Bizet secondo l'Orchestra di Piazza Vittorio.
Una scena dell'opera
Fra compagnie di gitani e allegri soldati che fingono di mantenere l'ordine, un Don José dai ritmi brasiliani se la vedrà con un Escamillo dalle melodie arabe per amore di una stravagante Carmen innamorata della libertà
Cliccate qui per scoprire le promozioni riservate ai nostri Lettori

 


Logo Alizeta

Il 24, 25 e 26 ottobre
dalle 9.00 alle 19.00
presso l'Hotel POLO
in Piazza Gastaldi 4, Roma,
il "MERCATINO ALIZETA"

Il "mercatino" quest'anno desidera raccogliere fondi per sostenere un progetto agricolo a supporto della sicurezza alimentare delle famiglie nel distretto di Toéssé, provincia del Bazega, Burkina Faso.

Alcune delle donne che Alizeta vuole aiutare

Lo scopo del progetto è di formare e attrezzare centinaia di donne all’agricoltura biologica di sussistenza e contribuire al loro sviluppo in materia socio-sanitaria.
Leggi il Progetto Alizeta per saperne di più



PENSIERO LATERALE: il cubo del falegname
Un falegname possiede un cubo di legno. Il giorno dopo, senza tanta fatica ne' utensili lo trasforma in un cilindro, il giorno successivo in una piramide. Ogni volta il volume rimane costante. Bravo, ma come fa a compiere le trasformazioni?

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